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Tempo di uccidere

By Ennio Flaiano

(12)

| Mass Market Paperback | 9788845042461

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Book Description

178 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    addio Mariam

    Romanzo tutto interiore alla "delitto e castigo", probabilmente simbolico, con un protagonista tormentatissimo che si muove in un'Africa magica, dolce e soffocante.
    Molto bella la prima parte, alla lunga cala, ma resta un libro notevole che ha alimen ...(continue)

    Romanzo tutto interiore alla "delitto e castigo", probabilmente simbolico, con un protagonista tormentatissimo che si muove in un'Africa magica, dolce e soffocante.
    Molto bella la prima parte, alla lunga cala, ma resta un libro notevole che ha alimentato il mio recente interesse per l'epopea coloniale italiana.
    I pensieri sparsi del diario di Flaiano sotto le armi raccolti alla fine sotto il titolo di "Aethiopia" sono eccezionali, divertenti o amarissimi.

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    zioluc said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' un romanzo molto ambizioso (ce ne sono ancora in Italia?) in cui l'autore si confronta, secondo me, con i due temi fonte dei principali contorcimenti da parte di tutti i romanzieri del mondo: il tempo e la memoria/ricordo.
    E la ricerca di Flaiano ...(continue)

    E' un romanzo molto ambizioso (ce ne sono ancora in Italia?) in cui l'autore si confronta, secondo me, con i due temi fonte dei principali contorcimenti da parte di tutti i romanzieri del mondo: il tempo e la memoria/ricordo.
    E la ricerca di Flaiano su questi temi è molto efficace in quanto si fa pure aiutare da un impianto simbolico (o anti-simbolico)del romanzo. Infatti non ci sono praticamente nomi di persona, di luoghi, la guerra d'Africa non si vede e non si sente, l'Africa stessa è ridotta a quinta teatrale bidimensionale dove la coscienza del protagonista compie il suo percorso di evoluzione.
    Una bella prova di EF che, in un contesto dominato dalla poetica neorealista e sociale, fa sentire la sua dissonante voce.
    PS. Il film 8 e 1/2 - cosceneggiato pure da EF - riprende, a distanza di anni, molti temi del romanzo. Sempre secondo me

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    Cattiverio said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non ci siamo proprio presi. Pagine come piombo e un senso di estraneità totale.

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    Monica said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tempo di uccidere, tempo di guarire

    C'è l'Africa
    c'è la guerra
    c'è la barzelletta del colonialismo italiano
    c'è il fato e la fatalità
    c'è la nostalgia di casa
    c'è il senso di estraneità
    c'è la causa e l'effetto
    c'è l'angoscia esistenziale
    c'è il peccato e la punizione divina
    c'è la mi ...(continue)

    C'è l'Africa
    c'è la guerra
    c'è la barzelletta del colonialismo italiano
    c'è il fato e la fatalità
    c'è la nostalgia di casa
    c'è il senso di estraneità
    c'è la causa e l'effetto
    c'è l'angoscia esistenziale
    c'è il peccato e la punizione divina
    c'è la minaccia incombente
    c'è un uomo senza qualità.
    Ma è un Africa che non ha nulla di esotico, aspra e soffocante, tanto passiva da risultare rabbiosa, avvolta in un Tempo immobile che fiacca la mente e le azioni, popolata da gente nel cui sguardo millenario dimora una storia conosciuta - sempre la stessa - quella dei vinti e dei vincitori. Sullo sfondo di una guerra che c'è ma non si vede, un tenente lascia il suo campo per curare un banale mal di denti ma un fato avverso e burlone lo intrappola in una squallida battaglia contro se stesso. In un Tempo sospeso come in un acquario e in uno spazio che sembra angusto pur nell'immensità dell'altopiano africano, assistiamo all'inesorabile caduta morale del protagonista che uccide vigliaccamente, copre le sue tracce con deliberato opportunismo e comincia una fuga senza meta inseguito solo dal fetore della sua colpa. I sensi lo ingannano, la mente vagheggia, ogni cosa è trasfigurata dalla paura che lo segue ovunque, la legge negli occhi di un vecchio ascari, nelle fauci di un coccodrillo invisibile o nelle piaghe purulente sulle sue mani.
    Tempo di uccidere è un gioco beffardo innestato sulla triste etica dell'uomo, così fragile e flessibile quando è trascinata fuori dalle mura amiche di casa e condotta altrove, in un posto sconosciuto, diverso, ostile. Si diventa antagonisti di se stessi, la vita passata è rivestita di perfezione e diventa l'alibi con cui scambiare la caduta dell'anima.
    Finale curioso, suona come un'assoluzione ma con un rumore ironico di fondo e una tromba del giudizio stonata a far da colonna sonora alla rivelazione del protagonista a se stesso.

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    audrey said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ATTENZIONE SPOILER!!!

    http://memoriediunfolle.blogspot.it/2014/01/si-diventa-…

    1947: data da ricordare. E' l'anno in cui viene istituito per la prima volta il Premio Strega, un riconoscimento letterario che viene assegn ...(continue)

    ATTENZIONE SPOILER!!!

    http://memoriediunfolle.blogspot.it/2014/01/si-diventa-…

    1947: data da ricordare. E' l'anno in cui viene istituito per la prima volta il Premio Strega, un riconoscimento letterario che viene assegnato all'opera italiana pubblicata tra l'aprile del precedente anno e il marzo dell'anno corrente che si è particolarmente distinta.

    Il primo romanzo che ha vinto il premio è stato Tempo di uccidere di Ennio Flaiano. Assegnazione interessante, considerando che è stato l'unico romanzo che Flaiano abbia mai scritto. In considerazione di ciò, mi è venuta una voglia matta di conoscere il valore del primo premio strega, così ho acquistato il volume e l'ho letto tutto d'un fiato. Devo dire: capolavoro assoluto (almeno per quanto riguarda me e i miei gusti)!!! E' un romanzo che ti trascina in un mondo fantastico ma reale, sublime, tragico ma comico al tempo stesso.
    E' la storia di un ufficiale che si trova in Africa e che per una serie di peripezie vede il suo destino e la sua vita prendere una piega decisamente inaspettata. Di guerra, in tutto il romanzo, non c'è traccia, perché Flaiano utilizza l'ambientazione in Africa in modo surreale: è un luogo lontano da noi, ancora immerso nella natura, lontano dalla leggi civili e dalle consuetudini del nostro paese. Questa ambientazione un po' magica è fondamentale per la storia, perché aiuta l'autore, così come il lettore, ad allontanarsi dal ''mondo'' e a costruire una storia dai tratti tragicomici.

    Il nostro protagonista, a causa di un mal di denti (mal di denti che ritroviamo in molte opere di letteratura e che assume sempre la parte del personaggio cattivo, causando un bel po' di action) prende quattro giorni di permesso per recarsi da un dentista. L'incipit ci presenta già l'andamento di tutto il romanzo: ad un banale mal di denti, susseguono una serie di cattivi episodi per porteranno, tragicamente, il protagonista a compiere sempre scelte sbagliate. Il camion che lo deve condurre nella vicina città di A. per farsi estratte un dente si capovolge; si unisce ad una donna del luogo che, senza saperlo, è affetta da lebbra; contrae la malattia; uccide (involontariamente) la donna; scopre di aver contratto la malattia e cerca di uccidere il medico; ottenuta la licenza di un mese non salpa per paura di essere arrestato; dopo più di un mese torna nel suo accampamento per costituirsi e scopre che nessuno l'aveva denunciato e l'unica colpa di cui si è macchiato, ai loro occhi, è l'aver disertato. In sintesi è questa la trama del romanzo.

    Di guerra non c'è traccia in tutto il romanzo, perché Flaiano (che pure aveva partecipato alla campagna in Etiopia del 1936) non cerca di fare la cronaca di una guerra, ma si serve dell'ambientazione storica, trasformandola in chiave surreale, per narrare la vicenda psicologica di un ufficiale, un uomo qualsiasi, un militare tra gli altri militari, e di sottolineare l'importanza che l'errore e la fatalità hanno giocato sulla sua vicenda. E' la storia di un anti-eroe che, spinto da un banale mal di denti, si troverà a commettere e a fallire omicidi, in un turbine di eventi guidati dalla sorte, dagli equivoci, dall'incostanza di pensiero...
    Emerge la tematica dell'errore, della vita intesa come una catena di sbagli, casuali o forse inconsciamente voluti, che si rivelano però inevitabili nella determinazione del destino, se non del proprio io. E questo ufficiale, così impotente di fronte al fato, così indeciso di fronte a se stesso, finirà vittima degli eventi. Ma chissà, la fortuna potrebbe essere proprio dietro l'angolo.

    I dubbi confortano, meglio tenerseli.

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    Canos said on Apr 11, 2014 | Add your feedback

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    Confrontato con i moderni ritmi di vita a cui sono sottoposte la maggior parte delle persone che vivono in una metropoli del XXI secolo, Il Tempo di Uccidere, primo e unico romanzo di Flaiano, contiene nel titolo l’elemento più particolare e stranian ...(continue)

    Confrontato con i moderni ritmi di vita a cui sono sottoposte la maggior parte delle persone che vivono in una metropoli del XXI secolo, Il Tempo di Uccidere, primo e unico romanzo di Flaiano, contiene nel titolo l’elemento più particolare e straniante che caratterizza, in positivo, il romanzo stesso, cioè, il Tempo.
    Meglio, il modo in cui Flaiano ci immerge in un mondo nel quale la nozione del tempo o, per essere ancora più precisi, la percezione del tempo che passa e scandisce e condiziona le nostra azioni, di fatto scompare. Siamo posti a fianco di un uomo, un giovane ufficiale durante la guerra d’Etiopia che, a partire da un unico, primigenio atto di volontà (un omicidio), che ne condizionerà l’intera successiva esistenza, si lascia poi trasportare dagli eventi e dal caso: guidato solamente da un pericolosissimo mix di paranoia, dilettantismo ed improvvisazione e sotto l’influenza di una coscienza a geometria variabile, arriverà indenne al momento del rimpatrio, senza pagare alcuna conseguenza per gli svariati reati commessi a seguito del primo e, anzi, tornando in Italia trasformato e diventato uomo, consapevole dell’inutilità degli sforzi umani per opporsi al destino.
    Romanzo di formazione sui generis, quindi, in un’Africa sciatta e inospitale e in cui la guerra non è altro che un pretesto per parlare d’altro, che ci consegna un Flaiano agli antipodi da quello più noto ma il cui spessore artistico e letterario emerge chiaro e innegabile.

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    Ennepi62 said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (12)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Mass Market Paperback
  • ISBN-10: 8845042464
  • ISBN-13: 9788845042461
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 1992-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover , Others
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