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Tempo fuor di sesto

By Philip K. Dick

(244)

| Paperback | 9788834711941

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Book Description

In una tranquilla cittadina americana degli anni Cinquanta vive Ragle Gumm, unbravo ragazzo che ogni giorno si impegna a vincere un concorso del quotidianolocale, cercando allegramente di sedurre la moglie del vicino. Ma Ragle Gummsembra essere consa Continue

In una tranquilla cittadina americana degli anni Cinquanta vive Ragle Gumm, unbravo ragazzo che ogni giorno si impegna a vincere un concorso del quotidianolocale, cercando allegramente di sedurre la moglie del vicino. Ma Ragle Gummsembra essere consapevole di un altro mondo e di un altro tempo, che cospiranocontro di lui, e non si tratta di un semplice caso di paranoia. Ragle Gumm, inqualche modo, è al centro del mondo. Ma di quale?

108 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Rimando all'ottima recensione di Tancredi, per notare anch'io come il romanzo (che ha tutti i meriti che gli vengono attribuiti) parta con un'inquietante discussione su cosa sia la realtà, cosa la parola, se esista la "Dinge an sich"; per approdare, ...(continue)

    Rimando all'ottima recensione di Tancredi, per notare anch'io come il romanzo (che ha tutti i meriti che gli vengono attribuiti) parta con un'inquietante discussione su cosa sia la realtà, cosa la parola, se esista la "Dinge an sich"; per approdare, tramite un percorso accidentato ma ammaliante, a una falsificazione della realtà di origine socio-politica.
    Dick aveva in mente però un discorso più esistenziale fin dall'inizio, quando il protagonista Ragle ha "allucinazioni": una parte di realtà scompare (una fontana, un carretto di gelati..) e al suo posto resta una striscia di carta con stampato il nome dell'oggetto scomparso; il buon Ragle colleziona questi "segnaposto della realtà" (o "appunti del Creatore"?), e altri gliene porta il "nipote" Sammy, trovati tra le rovine.. al tempo stesso suo "cognato", con uno sforzo di astrazione mentale, vede scomparire gli altri passeggeri dell'autobus intorno a sè, ridotti a pupazzi.. autosuggestione? o spunti che Dick ha inserito, per un possibile sviluppo più "mistico" del romanzo?
    Comunque, momenti di eccezionale suggestione.

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    Antonio Ippolito said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 9 people find this helpful

    “Tempo fuor di sesto” inizia come un racconto realista di una famiglia sgangherata americana degli anni ‘50, a un certo punto diventa la trasposizione delle tesi idealiste del vescovo Berkeley, la realtà che vacilla, le trame piene di vuoti, le illus ...(continue)

    “Tempo fuor di sesto” inizia come un racconto realista di una famiglia sgangherata americana degli anni ‘50, a un certo punto diventa la trasposizione delle tesi idealiste del vescovo Berkeley, la realtà che vacilla, le trame piene di vuoti, le illusioni con gli interstizi atroci; poi è un resoconto dettagliato dei movimenti della psiche di un paronoico, vira improvvisamente all’action-movie con tanto di fuga, finisce con (SPOILER) una guerra interplanetaria sorretta inconsapevolmente da un uomo che risolve, vincendoli sempre, dei giochi a premio.
    E’ uno dei primi capolavori dickiani.

    Quel che sappiamo su Philip K. Dick è che fu un Kafka amfetaminico, un artefice di universi fantascientifici, sempre sul punto di esplodere o implodere, destinato a essere vittima di interpretazioni disparate e di saccheggi clandestini. Come Cervantes, come Lewis Carroll, come Leopardi, Dick si confuse con la sua opera, fu senza mezzi termini la sua opera. Entrare nella sua mente è entrare in un enorme castello che ha, come direbbe John Keats, un autore a lui forse non estraneo, “magiche finestre aperte sulla spuma di perigliosi mari”. Non ci lasciamo guidare dalla ragione, ma lasciamo che sia il sogno a mostrarci i corridoi o le infinite stanze, lasciamo che sia il sogno a farci bere quel "latte del paradiso" che, se non fosse quel frammento lirico così celebre, suonerebbe molto, anche troppo dickiano.

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    sigurd said on Aug 9, 2014 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Niente da commentare, quest'uomo era, ed è ancora, un genio.

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    micca said on Jun 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Disturbante da morire. E la recensione sta in queste tre parole. Terzo romanzo di Dick che leggo, e anche se è poco, lo adoro sempre di più. "Il tempo è fuor di sesto". La vita di Ragle Gumm può apparire come la migliore o la peggiore possibile. La f ...(continue)

    Disturbante da morire. E la recensione sta in queste tre parole. Terzo romanzo di Dick che leggo, e anche se è poco, lo adoro sempre di più. "Il tempo è fuor di sesto". La vita di Ragle Gumm può apparire come la migliore o la peggiore possibile. La finzione talvolta è giustificata, o almeno, può sembrarlo. Questo libro non è un distopico, è una semplice riflessione, una riflessione che provoca disturbi davvero forti secondo me. Quando il tempo è fuor di sesto è ovvio che si cerchi di riportarlo sulla giusta frequenza, ma come fare? Perché se è il tempo che è fuor di sesto bisogna riportare sulla giusta frequenza tutto quanto. Noi stessi, le nostre convinzioni, progetti, conoscenze. Tutto ovviamente è messo in dubbio. Assolutamente da leggere (e rileggere molto probabilmente). Per come e dove viviamo sicuramente c'è da pagare un debito a questo romanzo. E non si tratta di fare i padroni della morale, è un'ovvietà. (Questo romanzo si applica a chiunque, dovunque. Ovvio che al momento, è molto adatto).

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    mementomihi said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tempo fuor di sesto, oltre ad essere una frase dell’Amleto di Shakespeare, è il titolo del romanzo di Philip K. Dick scritto nel 1958-59. Scrittore postmodernista, Dick è autore di numerosi romanzi di fantascienza dai quali sono stati tratti vari fil ...(continue)

    Tempo fuor di sesto, oltre ad essere una frase dell’Amleto di Shakespeare, è il titolo del romanzo di Philip K. Dick scritto nel 1958-59. Scrittore postmodernista, Dick è autore di numerosi romanzi di fantascienza dai quali sono stati tratti vari film tra cui, per esempio, il fantastico The Truman show che è stato ispirato proprio da questo libro.

    La mia recensione completa la trovate qui: http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/01/11/…

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    Miss P. said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le percezioni di Ragle Gumm e di Truman Burbank

    Un buon romanzo, con considerazioni non banali, sulla differenza tra realtà percepita e realtà autentica, a partire dal romanzo stesso (la mistificazione coatta attraverso le parole) per arrivare ad un complotto interplanetario (tanto simile, nella s ...(continue)

    Un buon romanzo, con considerazioni non banali, sulla differenza tra realtà percepita e realtà autentica, a partire dal romanzo stesso (la mistificazione coatta attraverso le parole) per arrivare ad un complotto interplanetario (tanto simile, nella sua essenza, agli intrighi politici di qualsiasi epoca). Dick non è ancora al proprio apice di scrittore, ma ci si sta avvicinando, e non è difficile, leggendo questo libro, rinvenire numerosi spunti di ispirazione per il tanto osannato film "The Truman Show" di Peter Weir.

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    Imagus 2011-2014 said on Jan 18, 2014 | Add your feedback

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