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Tempo fuori luogo

By Philip K. Dick, Gianni Pannofino (Translator)

(748)

| Paperback | 9788838915154

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Book Description

In Tempo fuori luogo, pubblicato nel 1959, secondo romanzo scritto da Dick, irrompono con forza alcuni temi che rimarranno in seguito angosciosamente presenti in tutta la sua opera. L'ambiente di una piccola città di provincia statunitense - una delle tante Peyton Place che affollavano la letContinue

In Tempo fuori luogo, pubblicato nel 1959, secondo romanzo scritto da Dick, irrompono con forza alcuni temi che rimarranno in seguito angosciosamente presenti in tutta la sua opera. L'ambiente di una piccola città di provincia statunitense - una delle tante Peyton Place che affollavano la letteratura popolare di quegli anni - è descritto nella sua esasperante routine fino a quando alcuni particolari non cominciano ad apparire al protagonista «fuori luogo» come se si aprisse una serie di falle nel tessuto della realtà. Da qui un senso di crescente alienazione, crisi di identità e insicurezza esistenziale fino ai limiti del crollo psicotico, finché un crescendo di rivelazione porta alla scoperta finale. La normalità come schermo di qualcos'altro, la paranoia come amara consapevolezza e giusta risposta a una realtà che è un complotto infido: due aspetti intensamente vissuti della personalità di Dick, prima ancora che della sua opera letteraria, si fanno strada attraverso l'intreccio fantascientifico. Angelo Barbato

3 Reviews

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    Opera considerata minore tra la produzione di Dick, mi ha riservato invece una piacevole sorpresa.
    La regressione temporale è un aspetto trattato con frequenza dall'autore statunitense, come strumento per destabilizzare la nostra percezione della realtà: così in Senso Inverso essa diventa addirittur ... (continue)

    Opera considerata minore tra la produzione di Dick, mi ha riservato invece una piacevole sorpresa.
    La regressione temporale è un aspetto trattato con frequenza dall'autore statunitense, come strumento per destabilizzare la nostra percezione della realtà: così in Senso Inverso essa diventa addirittura la norma, trasformando radicalmente il mondo che siamo abituati a conoscere, e nel capolavoro Ubik rappresenta invece il segno preoccupante di una frattura nella realtà che ci circonda, il sintomo che la struttura dell'essere sta pericolosamente scricchiolando.
    Qui la regressione temporale è invece una scelta consapevole, una fuga volontaria dall'orrore e dalla guerra insopportabile del presente/futuro. Ma una volta che la finzione è creata, il protagonista ne perde la consapevolezza e pian piano il mondo idilliaco artificiale diventa per lui una prigione, da cui cerca di scappare senza ricordare di esserne il principale carceriere. Insomma un paradosso perfetto, che l'autore complica ulteriormente posizionando il passato del romanzo nel presente dell'autore: ossia gli anni '50 in cui è scritto il romanzo, immersi in una guerra fredda le cui possibili conseguenze sono adombrate nel conflitto apocalittico tra terra e luna.

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    Cane Fantasma said on May 30, 2012 about the Others edition | Add your feedback

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