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Tenera è la notte

Di

Editore: De Agostini (Tesori della narrativa universale)

3.9
(2887)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 371 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Svedese , Olandese , Greco

Data di pubblicazione: 

Postfazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il sapore e' quello della nostalgia , del rimpianto, del dolore inafferrabile, di una scontentezza inconclusa, del vuoto tragico accompagnato dal sorriso, mite e cinico al tempo stesso, di chi si e' ...continua

    Il sapore e' quello della nostalgia , del rimpianto, del dolore inafferrabile, di una scontentezza inconclusa, del vuoto tragico accompagnato dal sorriso, mite e cinico al tempo stesso, di chi si e' arreso e abbandona tutto senza rinunciare : e' il mistero adolescenziale di un romanzo che affascina pur avendo molte pagine in eccesso , che si perde qua e la' in descrizioni e scene che un poco annoiano e appaiono non centrate. Ma in questi casi va detto che quel che conta e' l'esito finale, e forse del suo fascino fanno parte anche le pagine o gli episodi non rifiniti.

    ha scritto il 

  • 0

    Visti gli standard credo che mi proporrò anche io come traduttrice della Newton Compton

    E' illeggibile, è stato tradotto in una maniera vergognosa che non lo rende per niente scorrevole, molti passaggi essendo trasposti letteralmente sono da interpretare e risultano artificiosi. Mi ...continua

    E' illeggibile, è stato tradotto in una maniera vergognosa che non lo rende per niente scorrevole, molti passaggi essendo trasposti letteralmente sono da interpretare e risultano artificiosi. Mi procurerò un'edizione fatta decentemente perchè con tutta la buona volontà non ce la posso fare a procedere su questa.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo indico come finito, in realtà l'ho sospeso. Non ho intenzione di abbandonarlo, ma francamente mi aspettavo molto di più, per il titolo così promettente, ma soprattutto perchè chi ha scritto ...continua

    Lo indico come finito, in realtà l'ho sospeso. Non ho intenzione di abbandonarlo, ma francamente mi aspettavo molto di più, per il titolo così promettente, ma soprattutto perchè chi ha scritto Gatsby non avrebbe potuto mai deludermi. Non mi ha deluso, ma non mi entusiasma neanche. Lo trovo frammentato, come se fosse stato pubblicato senza un accurato editing, quasi in bozza. Ahimè, anche la traduzione della Nanda (donna e scrittrice che io adoro) non mi rende facile il compito di andare avanti nella lettura. Ma in virtù del mio amore per Gatsby, gli darò una seconda possibilità, non appena sarò pronta. Adesso ho bisogno di altre letture.

    ha scritto il 

  • 4

    Cinematografico. La cosa che mi ha colpito di piu' e' l'analisi delle suggestioni dell'innamoramento, e la terribile caduta (o liberazione, dipende dai punti di vista) del disinnamoramento. Creiamo e ...continua

    Cinematografico. La cosa che mi ha colpito di piu' e' l'analisi delle suggestioni dell'innamoramento, e la terribile caduta (o liberazione, dipende dai punti di vista) del disinnamoramento. Creiamo e distruggiamo i nostri idoli, e davvero diventiamo migliori quando siamo amati, aderendo a quella suggestione fino a farla diventare realta'.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia affascinante di una coppia americana che esercita il proprio fascino su un elite di turisti in Costa Azzurra; i Diver però hanno una storia tutt'altro che semplice...in realtà Dick è lo ...continua

    La storia affascinante di una coppia americana che esercita il proprio fascino su un elite di turisti in Costa Azzurra; i Diver però hanno una storia tutt'altro che semplice...in realtà Dick è lo psichiatra della moglie Nicole. Sul contrasto tra loro immagine esterna e la realtà intima, Fitzgerald costruisce una storia che a tratti non può usare un linguaggio razionale e diventa prosa poetica.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di cominciare a parlare di questo romanzo nello specifico, credo di dover fare una premessa. Una premessa che forse risulterà vagamente delirante e in un certo senso forse estremamente ...continua

    Prima di cominciare a parlare di questo romanzo nello specifico, credo di dover fare una premessa. Una premessa che forse risulterà vagamente delirante e in un certo senso forse estremamente supponente, non lo so, ma mi è necessario parlare anche di questo prima di poter proseguire oltre. Probabilmente prima di lanciarmi in affermazioni del genere dovrei fermarmi e provare a leggere anche altro di Fitzgerald, perché un solo romanzo e un racconto lungo quale è The Great Gatsby (un capolavoro, d'accordo, ma pur sempre un racconto lungo) non sono certo una conoscenza esaustiva di un autore. Si tratta probabilmente di un'intuizione, qualcosa di non del tutto razionale, qualcosa forse simile a ciò che ci spinge a lasciarci impressionare ed affascinare da alcune persone che a malapena conosciamo, ma quando leggo Fitzgerald, a prescindere dalla trama e dai personaggi, sento una sorta di attrazione quasi viscerale. Forse è qualcosa nello stile, nella ricercatezza non ostentata di ogni singolo termine, nel fluire elegantissimo delle frasi, o forse, più probabilmente, si tratta di una sorta di tonalità emotiva che permea proprio la scrittura di Fitzgerald. Mi sembra quasi che ci sia una comunione di sentire che mi fa sentire chiamata in causa in prima persona. Insomma, sono particolarmente sensibile a Fitzgerald, quasi leggendolo avvertissi una voce, delle tonalità, degli accenti particolari che alle mie orecchie, a prescindere dalle parole che pronunciano, acquisiscono una sovrabbondanza di significato. Dunque leggere Fitzgerald è per me un'esperienza che si discosta un pochino dal mero lasciarmi trascinare in una vicenda, ha qualche connotato in più, è un'esperienza del tutto intima che supera e si allarga oltre le emozioni date dal puro romanzo. Credo che Tender is the night sia un romanzo estremamente teatrale: teatrale in un modo tutto particolare, teatrale come quando lo sguardo dell'attore incontra quello di uno spettatore e da questo incontro, da questo sentirsi dell'attore riconosciuto nella sua natura, egli stesso si renda conto di essere null'altro se non finzione. E' dunque un romanzo che parla di finzione e realtà, dove l'attenzione è posta tutta allo scarto inquietante che rende così labile e ambigua la differenza fra i due stati. Ci sono autori che inevitabilmente fanno di un solo elemento, di un tema declinato nei più diversi modi il tratto portante di tutta la loro produzione: a me sembra che la decadenza, lo sgretolarsi di una superficie luminosissima in un pozzo tetro sia un po' il leitmotiv delle opere di Fitzgerald, nonché della sua stessa vita. Non è difficile vedere dietro lo splendido Dick, bellissimo e sicuro di sé, della sua vita e del suo talento lo stesso Scott, pronto a lasciarsi travolgere dalla sfavillante apparenza della sua vita per ricadere in un baratro di angoscia, solitudine e alcool. E come non vedere nella malattia mentale di Nicole un riferimento alla schizofrenia di Zelda? E le origini economicamente modeste di lui, l'agiatezza della famiglia di lei...insomma, Fitzgerald credo sia stato estremamente esplicito. Forse è proprio questo continuo riferirsi al labile confine tra ciò che è e ciò che non è, tra realtà e apparenza, finzione e naturalezza, vita e letteratura a fare la forza di questo romanzo. Un romanzo che in apertura si presenta come incentrato sulla bella e giovane Rosmery Hyot, nascente astro del cinema che si lascia incantare dal fascino dapprima dell'intera famiglia Diver, poi in particolare da quello maturo e irresistibile di Dick, per poi scivolare indietro nel tempo, e mostrare gli elementi più complessi del rapporto dei due coniugi. E quando il lettore si è finalmente persuaso della debolezza di Nicole, della forza e della personalità di Dick, ecco che tutto inizia a cambiare di nuovo, i rapporti si logorano, gli equilibri di forze mutano, e mentre Nicole acquisisce fiducia e forza nella sua mente, Dick inizia a scivolare nell'angoscia così nota allo stesso Fitzgerald. Mi è quasi parso si stesse parlando di un Gatsby dilatato (alcune scene, come quella in cui Jay comunica a Tom che sua moglie non lo ama più sono riportate in maniera quasi identica), eppure qui troviamo una maggiore ampiezza, più attenzione per il logorarsi di rapporti familiari e interpersonali. Forse proprio in questa ampiezza sta anche una leggera debolezza che in Gatsby io non ho avvertito, perché vengono introdotte situazioni e personaggi potenzialmente interessantissimi, che però in qualche modo vengono lasciate cadere in un vago stereotipo (il rapporto di Rosmary con sua madre, il personaggio di Baby Warren, la minuscola apparizione del padre di Nicole, personaggio scomodo e potenzialmente pericolosissimo per l'equilibrio del romanzo, introdotto e fatto sparire in poche pagine senza che il suo ritorno smuova di molto le acque...). In definitiva però lo ritengo comunque un grandissimo romanzo, capace di parlare di malinconia e angoscia attraverso feste, bellezza e ricchezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Scritto magistralmente, non c'è dubbio, ma fatica ad aprirsi, diciamo così. Ci sono brani musicali che ascolti per 1 o 2 minuti e pensi "ok, adesso si apre e parte il ritornello, una strofa ...continua

    Scritto magistralmente, non c'è dubbio, ma fatica ad aprirsi, diciamo così. Ci sono brani musicali che ascolti per 1 o 2 minuti e pensi "ok, adesso si apre e parte il ritornello, una strofa orecchiabile!" ed invece no, restano così, un pò noiosi, un pò che non ti emozionano. Ecco, proprio così. E' un pò quello che mi è successo leggendo questo libro. Arrivata a metà (con non poca fatica, devo essere sincera) speravo che succedesse qualcosa, una svolta nella trama. Non che mi aspettassi un gran colpo di scena come in 007 ma sai.. un qualcosa! Ma invece no, nulla. La storia fatica un pò ad andare avanti. E' lo strascico di un'estate che cambia un pò la vita ai personaggi principali, ma in peggio.. All'inizio pensavo che i protagonisti non fossero nemmeno i due sposini!

    ha scritto il 

  • 3

    Tenera è la notte è considerato il romanzo più ambizioso di Fitzgerald, ma a mio parere manca qualcosa. Lo stile di questo autore è superbo, così come lo sono le sue descrizioni, ma non credo ...continua

    Tenera è la notte è considerato il romanzo più ambizioso di Fitzgerald, ma a mio parere manca qualcosa. Lo stile di questo autore è superbo, così come lo sono le sue descrizioni, ma non credo che una prosa elegante e accurata possa essere sufficiente per procurare del vero piacere della lettura. La struttura narrativa è davvero troppo complessa, discontinua, a volte ci si ritrova a leggere senza sapere di cosa l'autore stia parlando e quindi l'entusiasmo iniziale si esaurisce entro le prime cinquanta pagine, oltre le quali la lettura risulta difficoltosa e molto spesso lenta. Continuo quindi a preferire il Grande Gatsby, dove lo stile di Fitzgerald è sostenuto da una trama avvincente e più semplice da seguire, rendendo possibile una comprensione più totale del romanzo e un'esperienza di lettura a 360º che non si limita soltanto all' apprezzamento della forma testuale, ma anche del contenuto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo una partenza difficile l'ho abbandonato per qualche giorno alla fine della prima parte. Non mi prendeva la storia di questa ragazzetta/ attrice che si innamora dello psichiatra non praticante. ...continua

    Dopo una partenza difficile l'ho abbandonato per qualche giorno alla fine della prima parte. Non mi prendeva la storia di questa ragazzetta/ attrice che si innamora dello psichiatra non praticante. Forzandomi ho deciso di continuare e si è rivelato davvero un bel libro: la storia principale alla fine non è quella che sembra. Nella seconda e terza parte diventa più comprensibile e fa luce sulla prima. L'inamoramento tra Dick e Nicole è descritto in modo intenso e lascia un forte senso di amaro in bocca per come tutto finisce. Va anche detto che sotto le parole scorre la vita vera come un fiume sotterraneo. Alcune dinamiche di coppia che un po' tutti abbiamo provato anche per pochi secondi di rabbia vengono descritte magistralmente, spiattellate, messe a nudo selvaggiamente. Il tipo di emozione che solo lo scrittore di livello sa descrivere mentre il comune mortale la prova ma fa fatica a riconoscerla anche a se stesso e ad analizzarla. A saperlo prima però, per evitale lo scoglio iniziale, avrei letto prima i primi 10 capitoli della seconda parte, poi tutta la prima parte e successivamente dal capitolo 11 della seconda parte fino alla fine. Così la storia è in ordine cronologico (a parte alcuni sbalzi tipici di Fitzgerald): non che ci tenga particolarmente alla cronologia, solo che è un libro complesso ed avere la possibilità di familiarizzare con i protagonisti prima di essere buttati nel rutilante mondo parigino e della costa azzurra è un modo per poter apprezzare il tutto di più, fin da subito, anche le parti più oscure.

    ha scritto il 

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