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Tenera è la notte

Di

Editore: Euroclub

3.9
(2942)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Svedese , Olandese , Greco

Isbn-10: A000026766 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    La storia non mi ha impresso molto, interessante ma nulla di più. Ciò che mi ha colpito di più è la descrizione dell'ambientazione e delle abitudini dei Diver e dei loro amici nell'Europa degli anni V ...continua

    La storia non mi ha impresso molto, interessante ma nulla di più. Ciò che mi ha colpito di più è la descrizione dell'ambientazione e delle abitudini dei Diver e dei loro amici nell'Europa degli anni Venti.

    ha scritto il 

  • 4

    "A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere."

    "Tenera è la notte" è un romanzo che mi ha scatenato sentimenti contrastanti. Dopo una prima parte che ho trovato piatta e spesso noiosa e che si salva solamente per il bizzarro e magnifico finale, si ...continua

    "Tenera è la notte" è un romanzo che mi ha scatenato sentimenti contrastanti. Dopo una prima parte che ho trovato piatta e spesso noiosa e che si salva solamente per il bizzarro e magnifico finale, si passa ad un lungo flashback che dà ritmo alla narrazione, incentrandosi finalmente sui coniugi Diver e tralasciando Rosemary, per poi proseguire tra alti e bassi fino all'intuibile ma comunque perfetto finale. I Diver sono due personaggi straordinari, caratterizzati da esplosioni di amore mescolate all'odio più puro e da una malinconia di sottofondo che permea tutti i giorni trascorsi insieme, il tutto condito dai ruggenti anni '30 tanto cari a Fitzgerald. "Tenera è la notte" è il romanzo della disillusione, della rassegnazione, della sconfitta e dell'abbandono dei sogni e delle ambizioni. E' un romanzo ostico che non lascia via di fuga: ora capisco perchè ci sono voluti nove anni per scriverlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Tenera è la noia

    Dopo esseremi letteralmente innamorato dei primi capitoli, dopo aver decantato la soggezione che ho provato leggendo quelle prime superbe pagine di scrittura a tre centimetri dal terreno, posso con ce ...continua

    Dopo esseremi letteralmente innamorato dei primi capitoli, dopo aver decantato la soggezione che ho provato leggendo quelle prime superbe pagine di scrittura a tre centimetri dal terreno, posso con certezza dire che "Tenera è La Notte", arrivato circa a pagina 160, veramente ma dico veramente è di una noia cavalleresca. Il cambio di registro nella seconda parte non giova al ritmo che si impantana e i personaggi perdono completamente di interesse. In per cui dopo un paio di settimane che non riuscivo a leggere più di 5 pagine al giorno ho preferito declinare.

    ha scritto il 

  • 3

    mah...

    Mi ha lasciato quantomeno perplessa. La domanda ricorrente che mi ponevo nel corso della lettura era " ma perchè dovrebbero interessarmi le vicende di questi personaggi?". Secondo me Fitzgerald ha vol ...continua

    Mi ha lasciato quantomeno perplessa. La domanda ricorrente che mi ponevo nel corso della lettura era " ma perchè dovrebbero interessarmi le vicende di questi personaggi?". Secondo me Fitzgerald ha voluto qui calcare troppo la mano con le ispirazioni autobiografiche, dimenticandosi che anche gli amici più fedeli si stancano in fretta di ascoltare le tue lagne, figuriamoci il lettore. Imbarazzanti i riferimenti alla situazione mondiale, specie da parte di un uomo che viveva in quegli anni. Personaggi che a fine anni 20'- a pochi anni di distanza dall'inizio delle purghe staliniane- entrano ed escono dalle frontiere sovietiche come se stessero andando a fare un pic-nic, misteriosi sarti di corte polacchi ( la Polonia non vedeva re da più di un secolo, ma vabbè...)..

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Fatico davvero a trovare qualcosa da salvare in questo "Tenera è la notte", da cui pure mi aspettavo tantissimo: persino l'ordine non cronologico della narrazione degli avvenimenti, per cui la storia ...continua

    Fatico davvero a trovare qualcosa da salvare in questo "Tenera è la notte", da cui pure mi aspettavo tantissimo: persino l'ordine non cronologico della narrazione degli avvenimenti, per cui la storia ci viene raccontata partendo dalla fase mediana, seguita dall'inizio e poi dal finale, sembra un rimescolamento operato al solo scopo di dare uno spessore formale a una vicenda debole e mal scritta. Insomma, mettiamolo subito in chiaro: niente a che vedere con la brillantezza e la modernità de "Il Grande Gatsby".

    L'Autore comincia il racconto presentandoci Rosemary, giovane attrice americana in vacanza con la madre-consigliera nel sud della Francia: la segue nei suoi incontri con la strana fauna dei suoi connazionali scesi nello stesso albergo, una serie di fenomeni indefiniti degni di una commedia dell'assurdo che si presenta recitando vuoti monologhi alternati in forma di dialogo. L'obiettivo presto finisce per soffermarsi sui Diver, Dick e Nicole, una coppia bellissima, ricchissima, divertentissima, alla modissima che pare calamitare l'attenzione di tutti i presenti. Dick, che ben presto diventa il protagonista della vicenda, è il classico personaggio che detesto incontrare al cinema e ancora di più nei libri, quello che tutti dicono "Oh ma quanto è simpatico! Oh ma quanto è intelligente! Oh ma quanto è affascinante" senza che dica o faccia o pensi fosse anche solo una cosa simpatica, intelligente o affascinante.

    Tra un duello del tutto privo di tensione, dal momento che il lettore se ne sbatte completamente di contendenti e motivo dello scontro, e un assassinio confusissimo che dà la possibilità a FSF di mostrare il suo razzismo neanche tanto latente, la banda si sposta qui e lì tipo certi romanzi di Sommerset Maugham. Finalmente Rosemary e Dick trombano (eventualità che il lettore scafato quotava a 1,0001 dopo dieci pagine) per lasciarsi subito dopo, e qui si chiude la prima parte. Ecco, Rosemary sarebbe stata una protagonista molto più interessante: le sue riflessioni sono decisamente più intelligenti, il personaggio è quadrato e vispo ed i due capitoli in cui si ritrova al centro della scena sono nettamente i migliori del romanzo. Ben presto però vittima degli avvenimenti e delle innumerevoli riscritture operate dall'Autore, finisce in secondo piano, retrocessa al rango di elemento dello sfondo. Peccato!

    Salto indietro, scopriamo il passato di Dick e Nicole e si apre un romanzo totalmente differente che passa da Sommerset Maugham a Robert Musil. I Dick e Nicole che vi troviamo non c'entrano niente con quelli che avevamo conosciuto nella prima parte. Dick è uno psichiatra e Nicole una disadattata messa in ospedale dalla famiglia ricchissima. Il rapporto tra i due passa da epistolare, a medico, a sentimentale/sessuale a matrimoniale.

    Salto in avanti e ci viene raccontata la fine della relazione tra Dick e Nicole, i problemi con l'alcol, l'infedeltà e la stabilità mentale di lui, i problemi di equilibrio mentale di lei. L'Autore smette di dire che Dick è simpatico e intelligente mostrandolo per quello che è, un coglione saccente e insopportabile ma soprattutto un personaggio incoerente e privo di spessore. La storia si trascina ancora un po' per poi sfinirsi nella loffissima separazione dei due, costruita in una maniera che definire arrabattata non rende bene l'idea.

    Ora, pare che ci sia parecchio di autobiografico in 'sto romanzo, soprattutto della relazione divorante tra FSF e sua moglie Zelda che come disse Woody Allen, ridusse uno scrittore da un potenziale best seller all'anno incapace di buttare giù una serie di virgole su un foglio di carta. Probabilmente il libro paga l'incapacità dell'autore di trovare la distanza giusta da quegli elementi in comune con la sua vita personale, tipo il problema dell'alcolismo o la vita di coppia con una persona con gravi problemi d'equilibrio che ne formano la spina dorsale. Inoltre tutta una serie di riferimenti che nell'economia del romanzo dovevano risultare importanti si saranno persi negli anni oppure semplicemente non ho saputo coglierli io per limiti miei ma alla fine quello che conta è che mi ci sono annoiato da matti.

    A questo punto risulta inutile parlare di ritmo o stile o quant'altro. E' un libro che si basa su personaggi che non stanno in piedi, che portano avanti una storia di nessun interesse e che l'autore racconta male, e questo è quanto.

    A mai più rivederci.

    ha scritto il 

  • 4

    Tender is the Night

    Dopo aver letto “Il grande Gatsby” ho deciso di iniziare anche questa lettura dello stesso autore.

    La prima edizione fu pubblicata nel 1934 a New York, ma la trama si svolge tra gli anni 1924 e 1929 i ...continua

    Dopo aver letto “Il grande Gatsby” ho deciso di iniziare anche questa lettura dello stesso autore.

    La prima edizione fu pubblicata nel 1934 a New York, ma la trama si svolge tra gli anni 1924 e 1929 intrecciando avvenimenti reali ed autobiografici ad altri avvenimenti inventati a puro scopo letterario.
    Tutto ha inizio sulla Costa Azzurra, più precisamente ad Antibes dove sta soggiornando una giovane attrice di nome Rosemary Hoyt con la madre.
    Qui la ragazza conoscerà un piccolo gruppo di americani espatriati tra i quali c’erano Dick Diver e la moglie Nicole Warren.
    Dick è uno psichiatra e nei primi anni del dopoguerra esercitava in una clinica svizzera dove aveva conosciuto e curato la giovane Nicole, la quale usciva da un rapporto incestuoso e traumatico con il padre.
    In seguito Dick l’aveva sposata anche se in molti lo avevano avvisato del passo falso che stava commettendo.
    Con gli anni lo psichiatra decise di abbandonare il suo lavoro e di vivere con i soldi della moglie.
    Si trasferirono ed anche Rosemary li seguirà.
    Dick con i suoi modi di fare è riuscito ad affascinare ed abbagliare fin dal primo momento questa giovane attrice.
    Tra lei e Dick nascerà una piccola storia d’amore, ma anche Nicole non sarà da meno e si farà ammaliare da un rozzo Tommy Barban.

    Mi sono accorta che molto spesso questo autore mette nei suoi libri profonde analisi psicologiche e descrizioni dei protagonisti principali.
    Usa pochissimo discorso diretto e sa descrivere con estrema precisione e con i termini più adeguati le situazioni che stanno accadendo.

    Che altro dire?
    L’ho trovato un bel romanzo che rappresenta molto bene gli anni Trenta e ci fa capire come venivano vissute certe situazioni spiacevoli in quel periodo.

    Vi auguro buona lettura!

    ha scritto il 

  • 3

    Libro particolare questo di Fitzgerald, nulla da dire come sempre sulla scrittura ma questa volta la trama mi ha un po' deluso (basandomi sul confronto con le altre sue opere naturalmente); probabilme ...continua

    Libro particolare questo di Fitzgerald, nulla da dire come sempre sulla scrittura ma questa volta la trama mi ha un po' deluso (basandomi sul confronto con le altre sue opere naturalmente); probabilmente il fatto che l'autore abbia lavorato a questo testo per diversi anni ha contribuito a limitare l'originalità e la fluidità narrativa che magari un'opera scritta di getto avrebbe potuto avere. Fitzgerald ancora una volta ci parla della difficoltà della scalata sociale di chi non nasce nobile, in questo caso delle difficoltà incontrate da Dick Diver, il protagonista; i soldi, che non danno mai automaticamente la felicità, arrivano per lui sposando la ricca Nicole, minata però da turbe psichiche che non scompariranno mai del tutto e che saranno anche causa del suo fallimento. Evidenti richiami alla vita personale dell'autore si possono incontrare in questo libro: il suo rapporto con Zelda (Nicole nel libro), anche lei donna con grossi problemi mentali; i suoi problemi con l'alcol (trasposti narrativamente in quelli di Dick), problema che ha accompagnato un po' tutti gli autori della lost generation; il suo pessimo ricordo della città di Roma, e credo anche di molti italiani, come emerge dalle pagine dell'opera ambientate nella Capitale; il suo amore per la Francia e per Parigi.
    Il libro non delude, ma allo stesso tempo non ti cattura mai del tutto, Belli e dannati e soprattutto Il grande Gatsby hanno una marcia in più (il secondo anche due). Voto 3,5.

    ha scritto il 

  • 3

    Ovvero ode a un usignolo

    Il buon Fitzgerald avrà pur anelato alla perfezione con una scrittura sfarzosa come gli interni delle lussureggianti ville aristocratiche che frequentava, ma ci ha messo le mani in pasta troppe volte ...continua

    Il buon Fitzgerald avrà pur anelato alla perfezione con una scrittura sfarzosa come gli interni delle lussureggianti ville aristocratiche che frequentava, ma ci ha messo le mani in pasta troppe volte e temo che le innumerevoli manipolazioni non abbiano giovato al romanzo, né all’ego dell’autore.

    ha scritto il 

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