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Tenera è la notte

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2991)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Svedese , Olandese , Greco

Isbn-10: A000121069 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 2

    E' passato qualche annetto dalla lettura de "Il grande Gatsby" e speravo di poter ritrovare la brillantezza di Fitzgerald in un'altra sua opera acclamata come l'altro suo capolavoro.
    Ebbene, se anche ...continua

    E' passato qualche annetto dalla lettura de "Il grande Gatsby" e speravo di poter ritrovare la brillantezza di Fitzgerald in un'altra sua opera acclamata come l'altro suo capolavoro.
    Ebbene, se anche questo fosse il vostro intento vi devo avvertire subito che si tratterà di una cocente delusione.

    Tenera è la notte è un romanzo difficile e pesante già a partire dalla storia che ha tutti i presupposti per essere interessante (o perlomeno lo era per me) ma il cui sviluppo è forse l'aspetto più negativo dell'opera. Si sa, questo è stato un libro letto, riletto e modificato varie volte dall'autore americano che ci lavorò per ben nove anni e a parer mio questa sua "ossessione" non ha giovato ad un libro che definirlo mediocre sarebbe un complimento.
    Il "duro" lavoro di Fitzgerald si percepisce soprattutto nella confusione estrema che scaturisce fuori dal romanzo: ad eccezione dei primi capitoli, quelli davvero più interessanti e coinvolgenti del romanzo, che attraggono il lettore verso quella che si potrebbe supporre essere la protagonista, Rosemary, in realtà è tutta una farsa per aprire le porte ai due veri protagonisti, Dick e Nicole.
    Una coppia particolare sin dalle prime immagini: lui è forse più protagonista di lei, almeno all'inizio, più comunicativo e attrattivo, più partecipe e più "umano"; lei, bella e diva, è più restia ai contatti e ai rapporti, apparentemente molto calma e fredda, incanta con la sua leggerezza...sono entrambi troppo belli, troppo ricchi, troppi intelligenti, troppo divertenti, troppo tutto per risultare veri e soprattutto per entrare nelle grazie del lettore, o almeno nelle mie. Quindi primo punto negativo, i due protagonisti a cui è difficile legarsi.

    Punto fondamentale e altamente negativo è l'ordine non cronologico della narrazione: il romanzo è diviso in tre parti, nella prima viene raccontata la parte centrale della storia, seguita dall'inizio nella seconda parte e per terminare viene raccontata la fine. Ok, non so se si sia capito qualcosa ma vi assicuro che questa struttura non giova per niente alla lettura che risulta confusionaria e frammentaria, ogni episodio fatica a collegarsi a quello precedente e spesso si cade nella boriosità.

    I temi cari a Fitzgerald ci sono ma c'è anche una storia che non prende e che si basa su personaggi ambigui e di poco interesse, nemmeno la parte centrale, da cui mi aspettavo molto di più per l'approccio alla malattia, è degna di nota, per non parlare del finale ovvio.
    Tenera è la notte contiene al suo interno un po' di tutto: amore e passione, malattia e degrado, condanna del denaro e dell'alcool, rapporti di coppia e infedeltà, ascesa sociale...tutto però andava gestito meglio perchè il risultato ottenuto ha il gusto di minestrone insipido.

    So che l'elemento autobiografico è forte, che Dick è Francis e Nicole è Zelda...capisco la voglia dell'autore di confessarsi, di far conoscere la loro travagliata storia, capisco anche la costanza di lavorarci per nove lunghi anni ma tutto questo ha tolto originalità e fluidità ad un romanzo in cui Fitzgerald ha esagerato credo che per gli scrittori ci debba essere un confine tra vita privata e romanzo, qui è stato superato.

    Faccio fatica a ricordarmi lo stile che mi aveva colpita in Gatsby perchè qui è tutto confuso e poco fluido, non c'è scorrevolezza e naturalezza.
    Un romanzo da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 3

    La lettura di questo romanzo richiede tempo perchè va assaporato davvero con calma. E'difficile simpatizzare con i personaggi,così decaduti, ma per Dick Diver ho provato molta tenerezza e quasi pena. ...continua

    La lettura di questo romanzo richiede tempo perchè va assaporato davvero con calma. E'difficile simpatizzare con i personaggi,così decaduti, ma per Dick Diver ho provato molta tenerezza e quasi pena. Credo che la mia pena nasca dal ritrovare così tanto Fitzgerald in questo libro, la sua vita, la sua disillusione e al termine della lettura avrei solo voluto baciarlo.
    Non è stata una lettura facile, ma alcuni passaggi sono scritti magistralmente.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia non mi ha impresso molto, interessante ma nulla di più. Ciò che mi ha colpito di più è la descrizione dell'ambientazione e delle abitudini dei Diver e dei loro amici nell'Europa degli anni V ...continua

    La storia non mi ha impresso molto, interessante ma nulla di più. Ciò che mi ha colpito di più è la descrizione dell'ambientazione e delle abitudini dei Diver e dei loro amici nell'Europa degli anni Venti.

    ha scritto il 

  • 4

    "A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere."

    "Tenera è la notte" è un romanzo che mi ha scatenato sentimenti contrastanti. Dopo una prima parte che ho trovato piatta e spesso noiosa e che si salva solamente per il bizzarro e magnifico finale, si ...continua

    "Tenera è la notte" è un romanzo che mi ha scatenato sentimenti contrastanti. Dopo una prima parte che ho trovato piatta e spesso noiosa e che si salva solamente per il bizzarro e magnifico finale, si passa ad un lungo flashback che dà ritmo alla narrazione, incentrandosi finalmente sui coniugi Diver e tralasciando Rosemary, per poi proseguire tra alti e bassi fino all'intuibile ma comunque perfetto finale. I Diver sono due personaggi straordinari, caratterizzati da esplosioni di amore mescolate all'odio più puro e da una malinconia di sottofondo che permea tutti i giorni trascorsi insieme, il tutto condito dai ruggenti anni '30 tanto cari a Fitzgerald. "Tenera è la notte" è il romanzo della disillusione, della rassegnazione, della sconfitta e dell'abbandono dei sogni e delle ambizioni. E' un romanzo ostico che non lascia via di fuga: ora capisco perchè ci sono voluti nove anni per scriverlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Tenera è la noia

    Dopo esseremi letteralmente innamorato dei primi capitoli, dopo aver decantato la soggezione che ho provato leggendo quelle prime superbe pagine di scrittura a tre centimetri dal terreno, posso con ce ...continua

    Dopo esseremi letteralmente innamorato dei primi capitoli, dopo aver decantato la soggezione che ho provato leggendo quelle prime superbe pagine di scrittura a tre centimetri dal terreno, posso con certezza dire che "Tenera è La Notte", arrivato circa a pagina 160, veramente ma dico veramente è di una noia cavalleresca. Il cambio di registro nella seconda parte non giova al ritmo che si impantana e i personaggi perdono completamente di interesse. In per cui dopo un paio di settimane che non riuscivo a leggere più di 5 pagine al giorno ho preferito declinare.

    ha scritto il 

  • 3

    mah...

    Mi ha lasciato quantomeno perplessa. La domanda ricorrente che mi ponevo nel corso della lettura era " ma perchè dovrebbero interessarmi le vicende di questi personaggi?". Secondo me Fitzgerald ha vol ...continua

    Mi ha lasciato quantomeno perplessa. La domanda ricorrente che mi ponevo nel corso della lettura era " ma perchè dovrebbero interessarmi le vicende di questi personaggi?". Secondo me Fitzgerald ha voluto qui calcare troppo la mano con le ispirazioni autobiografiche, dimenticandosi che anche gli amici più fedeli si stancano in fretta di ascoltare le tue lagne, figuriamoci il lettore. Imbarazzanti i riferimenti alla situazione mondiale, specie da parte di un uomo che viveva in quegli anni. Personaggi che a fine anni 20'- a pochi anni di distanza dall'inizio delle purghe staliniane- entrano ed escono dalle frontiere sovietiche come se stessero andando a fare un pic-nic, misteriosi sarti di corte polacchi ( la Polonia non vedeva re da più di un secolo, ma vabbè...)..

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Fatico davvero a trovare qualcosa da salvare in questo "Tenera è la notte", da cui pure mi aspettavo tantissimo: persino l'ordine non cronologico della narrazione degli avvenimenti, per cui la storia ...continua

    Fatico davvero a trovare qualcosa da salvare in questo "Tenera è la notte", da cui pure mi aspettavo tantissimo: persino l'ordine non cronologico della narrazione degli avvenimenti, per cui la storia ci viene raccontata partendo dalla fase mediana, seguita dall'inizio e poi dal finale, sembra un rimescolamento operato al solo scopo di dare uno spessore formale a una vicenda debole e mal scritta. Insomma, mettiamolo subito in chiaro: niente a che vedere con la brillantezza e la modernità de "Il Grande Gatsby".

    L'Autore comincia il racconto presentandoci Rosemary, giovane attrice americana in vacanza con la madre-consigliera nel sud della Francia: la segue nei suoi incontri con la strana fauna dei suoi connazionali scesi nello stesso albergo, una serie di fenomeni indefiniti degni di una commedia dell'assurdo che si presenta recitando vuoti monologhi alternati in forma di dialogo. L'obiettivo presto finisce per soffermarsi sui Diver, Dick e Nicole, una coppia bellissima, ricchissima, divertentissima, alla modissima che pare calamitare l'attenzione di tutti i presenti. Dick, che ben presto diventa il protagonista della vicenda, è il classico personaggio che detesto incontrare al cinema e ancora di più nei libri, quello che tutti dicono "Oh ma quanto è simpatico! Oh ma quanto è intelligente! Oh ma quanto è affascinante" senza che dica o faccia o pensi fosse anche solo una cosa simpatica, intelligente o affascinante.

    Tra un duello del tutto privo di tensione, dal momento che il lettore se ne sbatte completamente di contendenti e motivo dello scontro, e un assassinio confusissimo che dà la possibilità a FSF di mostrare il suo razzismo neanche tanto latente, la banda si sposta qui e lì tipo certi romanzi di Sommerset Maugham. Finalmente Rosemary e Dick trombano (eventualità che il lettore scafato quotava a 1,0001 dopo dieci pagine) per lasciarsi subito dopo, e qui si chiude la prima parte. Ecco, Rosemary sarebbe stata una protagonista molto più interessante: le sue riflessioni sono decisamente più intelligenti, il personaggio è quadrato e vispo ed i due capitoli in cui si ritrova al centro della scena sono nettamente i migliori del romanzo. Ben presto però vittima degli avvenimenti e delle innumerevoli riscritture operate dall'Autore, finisce in secondo piano, retrocessa al rango di elemento dello sfondo. Peccato!

    Salto indietro, scopriamo il passato di Dick e Nicole e si apre un romanzo totalmente differente che passa da Sommerset Maugham a Robert Musil. I Dick e Nicole che vi troviamo non c'entrano niente con quelli che avevamo conosciuto nella prima parte. Dick è uno psichiatra e Nicole una disadattata messa in ospedale dalla famiglia ricchissima. Il rapporto tra i due passa da epistolare, a medico, a sentimentale/sessuale a matrimoniale.

    Salto in avanti e ci viene raccontata la fine della relazione tra Dick e Nicole, i problemi con l'alcol, l'infedeltà e la stabilità mentale di lui, i problemi di equilibrio mentale di lei. L'Autore smette di dire che Dick è simpatico e intelligente mostrandolo per quello che è, un coglione saccente e insopportabile ma soprattutto un personaggio incoerente e privo di spessore. La storia si trascina ancora un po' per poi sfinirsi nella loffissima separazione dei due, costruita in una maniera che definire arrabattata non rende bene l'idea.

    Ora, pare che ci sia parecchio di autobiografico in 'sto romanzo, soprattutto della relazione divorante tra FSF e sua moglie Zelda che come disse Woody Allen, ridusse uno scrittore da un potenziale best seller all'anno incapace di buttare giù una serie di virgole su un foglio di carta. Probabilmente il libro paga l'incapacità dell'autore di trovare la distanza giusta da quegli elementi in comune con la sua vita personale, tipo il problema dell'alcolismo o la vita di coppia con una persona con gravi problemi d'equilibrio che ne formano la spina dorsale. Inoltre tutta una serie di riferimenti che nell'economia del romanzo dovevano risultare importanti si saranno persi negli anni oppure semplicemente non ho saputo coglierli io per limiti miei ma alla fine quello che conta è che mi ci sono annoiato da matti.

    A questo punto risulta inutile parlare di ritmo o stile o quant'altro. E' un libro che si basa su personaggi che non stanno in piedi, che portano avanti una storia di nessun interesse e che l'autore racconta male, e questo è quanto.

    A mai più rivederci.

    ha scritto il 

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