Di tenero non c'è nulla, se non la straordinaria cedevolezza della materia umana di cui sono composti i giovani criminali di De Cataldo, tutti presi dalle cronache giudiziarie. Sotto l'occhio del narratore l'unica certezza che rimane - ricomposto con apparente impassibilità il singolo «casContinue
Di tenero non c'è nulla, se non la straordinaria cedevolezza della materia umana di cui sono composti i giovani criminali di De Cataldo, tutti presi dalle cronache giudiziarie. Sotto l'occhio del narratore l'unica certezza che rimane - ricomposto con apparente impassibilità il singolo «caso» - è che avremmo potuto benissimo trovarci dalla parte sbagliata della storia.
Agli scrittori italiani è imputata spesso una colpa: di non riuscire a narrare illuminando la parte nascosta delle cose. Giancarlo De Cataldo, i suoi «teneri assassini», adolescenti criminali delle periferie, li ha conosciuti e studiati, come giudice, in anni di processi. Ma proprio da questa conoscenza è nata la certezza che qualcosa, forse la parte essenziale, rimaneva misteriosa, inconoscibile, incerta come era sull'ambiguo confine della realtà. Da qui l'urgenza, per De Cataldo, di lasciar da parte il giudice e far parlare lo scrittore, il tessitore di storie. Ed ecco una scrittura felicemente, compiutamente narrativa, che per forza di suggestione ci dà la sua verità, in una serie agghiacciante di ritratti che sembrano sospesi tra Natural Born Killers e il Truman Capote di A sangue freddo, e sono invece italianissimi. Serena, che non si sporca le mani ma manda soavemente a uccidere; Ricky, perseguitato da un bullo di quartiere; Cassandra, il trans adorato; Marco, ossessionato dal cancro della madre; e tutte le altre figure di questo piccolo, profondo inferno delle nuove periferie italiane, mai raccontato prima, ci indicano che la «verità» difficilmente, forse mai, corrisponde alla «verità processuale». Abita, piuttosto, altrove: per esempio nella mente dell'assassino, in quelle distorsioni più profonde dell'uomo che nessuno ha mai il coraggio di confessare fino in fondo, e che uno scrittore ha invece il dovere di raccontare.
Teneri assassini
Serena è una ragazzina romana, fan sfegatata della boy-band dei Freewilly's. Viene avvicinata da Michele Tamburrano detto Mico, un uomo che dice di lavorare nell'industria discografica e sa tutto dei Freewilly's, che inizia a corteggiarla a colpi di ... (read full critics)