Tennis, Tv, trigonometria, tornado

e altre cose divertenti che non farò mai più

Di

Editore: Minimum Fax

4.1
(787)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8886568762 | Isbn-13: 9788886568760 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Christian Raimo , Martina Testa , Vincenzo Ostuni

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Esilaranti reportage "dietro le quinte" da un'edizione degli Australian Open di tennis e dal set di Strade perdute di Lynch; fotografie inedite della vita di provincia americana in un Midwest animato da bizzarrie meteorologiche e chiassose fiere campionarie; geniali riflessioni sul rapporto di odio/amore fra la televisione e la narrativa contemporanea. In sei saggi sui generis, un'analisi caleidoscopica della società e della cultura postmoderna condotta al tempo stesso con lo sguardo acuto e distaccato del critico e quello entusiasta del fan, e percorsa da una vena inesauribile di ironia.
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  • 5

    Servizio e dritto

    Nell'ultimo saggio di questa raccolta,dedicato al mondo del tennis da lui tanto amato,Wallace opera una distinzione brutale eppure veritiera.Di fronte al livello di gioco medio di un professionista de ...continua

    Nell'ultimo saggio di questa raccolta,dedicato al mondo del tennis da lui tanto amato,Wallace opera una distinzione brutale eppure veritiera.Di fronte al livello di gioco medio di un professionista della racchetta,l'ex numero 79 del mondo Michael Joyce,Wallace(ex tennnista juniores di buon livello) prova quella familiare sensazione di impotenza che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita,quella di trovarsi fronte uno che renderebbe "la vostra stessa presenza sul suo stesso campo priva di alcun senso.E non è solo questione di talento o di allenamento.C'è qualcos'altro."
    Nel corso degli ultimi mesi ho avuto modo di leggere un discreto numero di libri,alcuni dei quali probabilmente potrebbero tranquillamente essere definiti capolavori,usciti dalla penna di scrittori di grosso calibro(Bolano,Franzen,Gadda,Mann,Hemingway).Eppure,non senza una certa paura di incorrere nella bestemmia letteraria,posso tuttavia affermare che dopo aver chiuso l'ultima pagina di questa straordinaria raccolta di saggi ho provato la stessa sensazione descritta poc'anzi: è come se David Foster Wallace facesse un altro sport.Citando un altro grande del tennis come Andre Agassi,che usò le seguenti parole in riferimento a Roger Federer,"va in luoghi che io non conosco,possiede una marcia che semplicemente gli altri giocatori non hanno."
    Può darsi che sia solo una sensazione fallace,che nasce da un'affinità empatica tra me e le pagine di quest'uomo,ma provarla equivale al paradiso del lettore.

    TENNIS,TRIGONOMETRIA,TORNADO:✰✰✰✰✰
    E UNIBUS PLURAM:✰✰✰✰✰ e lode
    INVADENTI EVASIONI:✰✰✰✰✰
    CHE ESAGERAZIONE:✰✰✰✰
    DAVID LYNCH NON PERDE LA TESTA:✰✰✰✰✰ e lode
    L'ABILITA' PROFESSIONISTICA DEL TENNISTA MICHAEL JOYCE COME PARADIGMA DI UNA SERIE DI COSE TIPO LA SCELTA,LA LIBERTÀ,I LIMITI,LA GIOIA,L'ASSURDITÀ E LA COMPLETEZZA DELL'ESSERE UMANO:✰✰✰✰✰

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere Wallace è "una cosa divertente che non farò mai più", o per lo meno farò quando avrò più competenze per capirlo!
    Geniale, ma non ancora alla mia portata per riuscire ad apprezzarlo.

    Qui la mia ...continua

    Leggere Wallace è "una cosa divertente che non farò mai più", o per lo meno farò quando avrò più competenze per capirlo!
    Geniale, ma non ancora alla mia portata per riuscire ad apprezzarlo.

    Qui la mia recensione: http://collateralmente.it/tennis-tv-trigonometria-e-tornado/

    ha scritto il 

  • 5

    La sesta stella l'avrei disegnata io a mano sullo schermo del pc, se...

    ...nello sterminato vocabolario di DFW esistesse un sinonimo di "postmoderno". David, diobòno, non sai quante volte ti avrei preso a ceffoni, nel pezzo su Lynch!

    ha scritto il 

  • 5

    David, perché lo hai fatto?

    Mentre godevo leggendo ogni singola parola di questi saggi, dai più cervellotici ai più eclettici, mi chiedevo continuamente come abbia potuto il più incredibilmente geniale e dotato scrittore della s ...continua

    Mentre godevo leggendo ogni singola parola di questi saggi, dai più cervellotici ai più eclettici, mi chiedevo continuamente come abbia potuto il più incredibilmente geniale e dotato scrittore della sua generazione e non solo decidere di privarci del piacere assoluto e purissimo che sapeva donarci. Capisco che la grandezza è un peso tremendo, ma non avrebbe dovuto farlo. Il pensiero che prima o poi esaurirò la sua produzione e che non ci sia nulla da fare mi angoscia.
    I saggi che compongono la raccolta spaziano su vari argomenti: dalla TV alla fiera statale dell'Illinois, dagli open Canadesi di tennis fino a un "dietro le quinte" di un film di David Lynch (che Wallace venera - e su cui mi ha fatto molto riflettere, in particolare sul rapporto Lynch-Tarantino, che invece DFW detesta cordialmente). In ogni caso tutti i saggi sono scritti come Wallace sapeva scrivere, con quell'abilità fuori dal comune di essere insieme tremendamente difficile e estremamente colloquiale, sempre sul limite tra il suo essere un'intellettuale a tutto tondo, un po' "vecchia maniera" e il suo essere necessariamente postmoderno e scanzonato. La sua prosa andrebbe studiata a scuola, così come le sue acute osservazioni. Certo, è un libro che presenta anche pagine complicatissime e che richiede molta collaborazione da parte del lettore, ma sa ripagare di ogni attimo di fatica che ci richiede. E con gli interessi!

    ha scritto il 

  • 3

    Molto piacevoli e scorrevoli (anche per le chicche autobiografiche) Tennis, trigonometria e tornado e L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce, divertente Invadenti evasioni, interessante ...continua

    Molto piacevoli e scorrevoli (anche per le chicche autobiografiche) Tennis, trigonometria e tornado e L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce, divertente Invadenti evasioni, interessante ma forse troppo lungo David Lynch non perde la testa, pesanti e davvero poco leggibili e poco interessanti per i non addetti a questi soggetti più specifici E Unibus Pluram e Che esagerazione. In generale preferisco il Wallace narratore al Wallace saggista.

    ha scritto il 

  • 5

    Cinque stelline puramente soggettive.
    I saggi li ho trovati tutti interessanti ma di particolare interesse ho trovato il saggio riguardante la televisione: "E Unibus Pluram..." (dove, oltretutto, si s ...continua

    Cinque stelline puramente soggettive.
    I saggi li ho trovati tutti interessanti ma di particolare interesse ho trovato il saggio riguardante la televisione: "E Unibus Pluram..." (dove, oltretutto, si scopre da chi e da dove Wallace abbia preso l'idea del teleputer di Infinite Jest) e il saggio dedicato a David Lynch.
    E' sempre interessante, divertente e piacevole leggere le opinioni di Wallace in merito agli argomenti

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di saggi da leggere fino alla fine. Fino alla fine perché i primi 4 sono la versione di DFW più difficile da leggersi. Iperdettagliati, per specialisti. Come Una cosa divertente che non f ...continua

    Una raccolta di saggi da leggere fino alla fine. Fino alla fine perché i primi 4 sono la versione di DFW più difficile da leggersi. Iperdettagliati, per specialisti. Come Una cosa divertente che non farò mai più che inizia in modo scorrevolissimo e dopo un po' ti sembra un mappazzone. Ecco: un po' mappazzoni lo sono, anche se estremamente interessanti (il saggio sul rapporto tra scrittori e tv è di rara lucidità sull'argomento). I 2 saggi finali, quello su David Lynch e quello sul tennista Michael Joyce sono stupendi. Da fanatica del tennis qula sono aggiungo: leggete soprattutto le note del saggio finale. Maestria.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di sei saggi, per lo più autobiografici, scritti nella prima metà degli anni novanta:
    - Tennis, trigonometria e tornado;
    - E Unibus Pluram: Gli scrittori statunitensi e la televisione;
    - Inva ...continua

    Raccolta di sei saggi, per lo più autobiografici, scritti nella prima metà degli anni novanta:
    - Tennis, trigonometria e tornado;
    - E Unibus Pluram: Gli scrittori statunitensi e la televisione;
    - Invadenti evasioni;
    - Che esagerazione;
    - David Lynch non perde la testa;
    - L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce come paradigma di una serie di cose tipo la scelta, la libertà, i limiti, la gioia, l'assurdità e la completezza dell'essere umano.

    In generale non mi hanno fatto impazzire.

    ha scritto il 

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