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Tentazione

Di

Editore: Adelphi

4.3
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 677 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923533 | Isbn-13: 9788845923531 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: V. Gheno

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La vera identità di Janos Szekely è stata a lungo un segreto molto ben custodito. Per ragioni non chiare, appena sbarcato in America il giovane e brillantissimo sceneggiatore ungherese si scelse uno pseudonimo improbabile - John S. Toldy - col quale arrivò a vincere nel 1940 un Oscar per Arrivederci in Francia, battendo fra gli altri il Charlie Chaplin del Grande Dittatore. E tre anni dopo, quando pubblicò Non potete fare questo a Svoboda (diventato subito un musical di grande successo), assunse le goffe vesti di un certo John Pen, che nel 1946 avrebbe firmato, direttamente in inglese, Tentazione. Le vicende editoriali del romanzo meriterebbero un racconto a parte, ma anche quelle che nel romanzo sono contenute si riassumono, data la loro ricchezza, a fatica. Forse il modo migliore per farsi un'idea di cosa sia Tentazione è immaginare un film di quegli anni, dove coi tempi comici di Lubitsch e i dialoghi al vetriolo di Wilder si narra di come il giovane Bela, in fuga dall'atroce miseria delle campagne ungheresi, si ritrovi fra le mille luci di Budapest, arrivando così a conoscere il mondo in ogni suo risvolto, nessuno, per scabroso o sconcertante che sia, escluso - anzi, con una certa preferenza per questi ultimi. Della vertiginosa girandola di storie, il lettore di oggi non pu� non essere grato. E se mai si chiedesse dove Szekely sia andato a scovarle, o quale sia il segreto del suo mestiere, scoprirà da sè che l'autore governa il libro esattamente come il suo protagonista manovra il mezzo che gli è stato affidato: l'ascensore di un Grand Hotel.
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  • 4

    Appassionante romanzo di formazione che racconta l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo ungherese negli anni fra le due guerre, vissute in una tale miseria personale e generale che la sua sopravvivenza può considerarsi miracolosa. Non è certo un capolavoro letterario, ma è senz’altro una storia ...continua

    Appassionante romanzo di formazione che racconta l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo ungherese negli anni fra le due guerre, vissute in una tale miseria personale e generale che la sua sopravvivenza può considerarsi miracolosa. Non è certo un capolavoro letterario, ma è senz’altro una storia molto coinvolgente, così come è molto interessante la storia di questo lungo periodo nero, nerissimo, dell’Ungheria fascista.
    Nonostante le ripetizioni, le ingenuità, le ridondanze, l’eccessiva enfasi retorica e di tanto in tanto certe sbavature di sentimentalismo che ricordano il Cuore di De Amicis… e certe pagine che sembrano (sia detto con simpatia) il Manuale del Giovane Comunista… nonostante tutto questo, merita davvero.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro ambientato nell'Ungheria del reggente Horthy fra le due guerre mondiali,racconta le vicissitudini di un ragazzino poverissimo ma molto sveglio che alla fine per avere un futuro è costretto ad emigrare.
    Detta così non sembrerebbe così originale ma la descrizione della miseria nera e de ...continua

    Libro ambientato nell'Ungheria del reggente Horthy fra le due guerre mondiali,racconta le vicissitudini di un ragazzino poverissimo ma molto sveglio che alla fine per avere un futuro è costretto ad emigrare.
    Detta così non sembrerebbe così originale ma la descrizione della miseria nera e della rigidissima separazione fra classi sociali lascia il segno.Il tutto senza pietismo e con un'energia che fa sussultare ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello per cio' che ha da offrire: l'avvincente racconto della estrema miseria contadina di un bambino nell' Ungheria del 1930 che si evolve nell' estrema miseria urbana - anche morale - dell' ormai adolescente a Budapest. Finisce l' adolescenza e finisce il libro.Se non si chiede profondità e ...continua

    Bello per cio' che ha da offrire: l'avvincente racconto della estrema miseria contadina di un bambino nell' Ungheria del 1930 che si evolve nell' estrema miseria urbana - anche morale - dell' ormai adolescente a Budapest. Finisce l' adolescenza e finisce il libro.Se non si chiede profondità e introspezione si chiude il libro contenti, dopo averlo letto tutto d' un fiato, nonostante le quasi settecento pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che regala immagini indimenticabili, con una nitidezza che è difficile ritrovare, e che rimangono impresse nella mente anche dopo qualche tempo. Ho avuto l'impressione di leggere qualcosa di antico, intriso della nostalgia di un tempo passato per certi versi dorato ma soprattutto duro ...continua

    E' un libro che regala immagini indimenticabili, con una nitidezza che è difficile ritrovare, e che rimangono impresse nella mente anche dopo qualche tempo. Ho avuto l'impressione di leggere qualcosa di antico, intriso della nostalgia di un tempo passato per certi versi dorato ma soprattutto duro; allo stesso tempo ho ritrovato delle figure e delle situazioni estremamente attuali. Non è un libro sorpassato, ha un linguaggio, forse anche per merito della traduzione, vivo ed attuale, che mantiene sempre sveglia l'attenzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Un magnifico libro, con personaggi che si farà fatica a dimenticare.
    In primis Béla il protagonista, ragazzino povero abbandonato dalla madre in un semi orfanatrofio, gestito da un lurido personaggio,; la madre che a 14 anni lo riprende con se e infine il padre che ricompare. Attorno a loro ...continua

    Un magnifico libro, con personaggi che si farà fatica a dimenticare.
    In primis Béla il protagonista, ragazzino povero abbandonato dalla madre in un semi orfanatrofio, gestito da un lurido personaggio,; la madre che a 14 anni lo riprende con se e infine il padre che ricompare. Attorno a loro una miriade di altri volti, i poveri e derelitti come loro e i ricchi che vivono e passano nell'albergo lussuoso dove Béla lavora.
    Il romanzo ti prende e malgrado le quasi 700 pagine lo finisco, per i miei ritmi, abbastnza velocemente, approffittando di ogni momento libero.

    ha scritto il 

  • 5

    "La mia vita è iniziata come un autentico romanzo d'appendice. Mi volevano assassinare. Per fortuna che questo accadeva a cinque mesi dalla mia nascita, per cui non credo che la cosa mi abbia sconvolto più di tanto. Eppure, se è vero ciò che raccontano al mio villaggio, avrei avuto ottime ragioni ...continua

    "La mia vita è iniziata come un autentico romanzo d'appendice. Mi volevano assassinare. Per fortuna che questo accadeva a cinque mesi dalla mia nascita, per cui non credo che la cosa mi abbia sconvolto più di tanto. Eppure, se è vero ciò che raccontano al mio villaggio, avrei avuto ottime ragioni per preoccuparmi. Per un pelo non mi ammazzarono ancor prima che fossero spuntate le cinque dita con le quali ora tengo la penna".
    Splendido incipit e splendido libro, inziate a leggerlo e non vorrete più abbandonarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    La speranza di cambiare

    “ Ma come?” chiedeva il maestro. “ Come si potrà cambiare qualcosa?”
    “ Le cose, bambini, cambieranno solo se le cambierete voi quando sarete grandi”.

    Janos Szèkely è un autore poco conosciuto, soprattutto con il suo vero nome.
    Nato povero a Budapest in Ungheria nel 1901, si fe ...continua

    “ Ma come?” chiedeva il maestro. “ Come si potrà cambiare qualcosa?”
    “ Le cose, bambini, cambieranno solo se le cambierete voi quando sarete grandi”.

    Janos Szèkely è un autore poco conosciuto, soprattutto con il suo vero nome.
    Nato povero a Budapest in Ungheria nel 1901, si fece notare come poeta e poi come sceneggiatore nel cinema espressionista tedesco. Trasferitosi in America lavorò, con lo pseudonimo di John S. Toldy, come soggettista e sceneggiatore cinematografico e ciò gli valse persino un Oscar che vinse nel 1940 per il soggetto del film “ Arrivederci in Francia”.
    Le sue principali opere di narrativa ( stavolta con lo pseudonimo di John Pen) : “Non è possibile fare questo a Svoboda” del 1943 che divenne un musical di successo a Broadway e “ Tentazione” del 1946, furono scritte in inglese.
    “ Tentazione” venne pubblicato anche in Ungheria ma appena fu scoperto che sotto lo pseudonimo usato si nascondeva un autore ungherese, il libro fu messo al bando scomparendo dalle librerie nonostante il successo avuto tra la popolazione.
    Perseguitato dalla corrente maccartista, Skèzely emigrò temporaneamente in Messico. Tornato in Europa si stabilì ad est di Berlino in attesa del visto per ritornare nella sua terra natìa. Ma il visto tardò ad arrivare e la morte lo colse in Germania nel 1958, senza che lui potesse mai far ritorno in patria.
    “ Tentazione” è un romanzo che potrebbe essere definito di formazione e che presenta chiari riferimenti autobiografici.
    La drammatica storia dell’infanzia e dell’adolescenza di Bèla, il protagonista, abbandonato dalla madre sedicenne che per indigenza fu costretta a lasciarlo nelle grinfie di zia Rosika, vecchia ex prostituta che sfruttava la miseria e i pochi soldi delle povere madri mantenendo in modo inumano i loro figli, rapisce subito.
    Bèla è un bambino dotato di grande intelligenza e grande carisma a cui ci si affeziona immediatamente anche perché il romanzo, scritto in prima persona, ci permette di vivere insieme a lui ogni atrocità ed ogni ingiustizia subita ma anche ogni piccola emozione in grado di dargli la forza di continuare la sua strenua lotta per continuare a vivere.
    Dopo otto anni di solitudine in quell’inferno, Bèla torna a Budapest con la madre e riesce a trovare un impiego come “ Boy” in uno dei più lussuosi Hotel della capitale.
    Egli vive una “ doppia vita” in bilico tra realtà totalmente differenti: da una parte la miseria e la fame della sua vita, dall’altra la sfrenata sontuosità dei clienti dell’albergo con il loro carico di potere, di denaro, di superficialità che conducono velocemente alla lussuria, alla perversione, alla corruzione.
    Un libro talmente ricco di personaggi e storie imperdibili ( sono tante le figure dipinte con intima accuratezza: basti pensare al variegato mondo degli abitanti del condominio proletario vessati dalla loro stessa inimmaginabile povertà e da un custode kapò abietto e corrotto o all’”esimia signora” che vive in hotel e si porta a letto i ragazzini trattandoli peggio delle bestie ma anche alle figure positive come quella del maestro buono e generoso anche se non privo di difetti) che, nonostante il numero di pagine, quasi 700 scritte fitte fitte, si legge avidamente e velocemente e chiuso ogni capitolo non si vede l’ora di apprendere cosa succederà nel successivo grazie alla maestria di questo sceneggiatore cinematografico che scrivendo, riesce a trasformare questo libro in un film che scorre a pieno ritmo sotto i nostri occhi.
    Sullo sfondo la situazione storica ungherese degli anni ‘20-’30 è un interessante documento storico che, senza pesantezza, ci informa della condizione di un paese di cui poco conosciamo, a cavallo tra le due guerre mondiali e sotto l’influsso delle nuove ideologie politiche.
    Bèla e la sua grande volontà di sfuggire alla miseria, le tante storie tragiche, le speranze riposte, le illusioni e i disinganni, gli errori, i primi sentimenti, il sesso, i compromessi, le speranze in un mondo migliore entrano nel cuore insieme al suo percorso di crescita e ne fanno un personaggio veramente indimenticabile. Un libro da leggere assolutamente se si vuole conservare la speranza che qualcosa possa veramente cambiare.

    ha scritto il 

  • 4

    Temptation

    Molti sono i modi e le direzioni in cui può esprimersi la “tentazione”.
    Nel caso del romanzo è una tentazione tra bene e male in un contesto dominato da una povertà assoluta e da una fame inimmaginabile.
    Ho percepito una netta differenza, quasi una cesura tra la prima e la seconda par ...continua

    Molti sono i modi e le direzioni in cui può esprimersi la “tentazione”.
    Nel caso del romanzo è una tentazione tra bene e male in un contesto dominato da una povertà assoluta e da una fame inimmaginabile.
    Ho percepito una netta differenza, quasi una cesura tra la prima e la seconda parte del romanzo; nella prima Szekely racconta l’infanzia di Bela e il protagonista mi ha sorprendentemente ricordato il Momò di Gary; l’associazione è stata quasi immediata.
    Di poetico e bello c’è solo la scrittura di Szekely perché il resto è di una durezza che non si può trasmettere: immaginare un bambino che trascorre gli inverni ungheresi senza scarpe e senza cappotti, che non sa cosa sia un letto e neppure una casa (dorme su giacigli improvvisati) e che ha costantemente fame non è poesia.
    Però Bela è un personaggio dotato di grazia e di speranza.
    E ha dei sogni che lo tengono in vita.
    L’infanzia di Bela è talmente dura che non esiste in fondo neanche la “tentazione” del titolo.
    Come si può essere tentati senza la scelta? Bela bambino non ha scelta.
    Nessuna.
    Questa prima parte del romanzo sconta una lunghezza eccessiva e non sempre mi ha convinto; nel momento in cui Bela si trasferisce a Budapest con la madre finalmente ritrovata, le sue condizioni di vita non migliorano ma la sua storia personale si sovrappone a quella dell’Ungheria ed è questa la parte del libro che trovato sorprendente.
    Il ritmo diventa serrato, la storia coinvolgente, le descrizioni dell’albergo e di una vasta parte di umanità sono ricche e corpose, i personaggi ben delineati: il precipitare degli eventi in Europa, l’antisemitismo dilagante, l’Ungheria degli anni ‘30 spaccata in due, i comunisti e gli altri, i delatori, le spie, gli approfittatori, gli infami, le nobildonne che vanno con gli zingari e i portieri (dopo averli fatti ripulire), gli amici, il condominio che sembra un’entità unica che parla e si muove, le privazioni della famiglia di Bela e l’allegria del padre sono un grande affresco di una nazione e di un’epoca.
    Ed è qui che la tentazione trova posto: ogni giorno Bela vive sospeso tra due mondi, il lusso dell’albergo e la vita della periferia estrema di Budapest, tra il mondo dei ricchi e quello dei poveri (che non sanno quando e se mangeranno e che ogni giorno per andare a lavorare camminano per 3 ore all’andata e tre ore al ritorno), il mondo degli approfittatori e quello delle persone oneste.
    E’ nel grande albergo che Bela incontrerà la ragazzina che gli farà sognare un’America giusta ed equa contrapposta ad un’Ungheria immobile ed ingiusta, “l’esimia signora” che diventerà la sua amante e anche l’unico amico che lo istruirà sul socialismo.
    E’ sempre nell’albergo che incontrerà l’uomo che vuole iniziarlo al nazismo, promettendogli ricchezza e aiuti.
    La tentazione e la scelta di Bela.
    Non è una scelta facile.
    E il sogno.
    Lo realizzerà?

    P.s. per gloriagloom, come potrai notare ho evitato l’originale non avendo bisogno di ulteriori sfortune!
    Temptation
    http://www.youtube.com/watch?v=0NdJFmyLmMo&feature=fvwrel

    ha scritto il 

  • 5

    Attraverso Bela si svela l'Ungheria degli anni '20 e '30,dai bassifondi all'élite,tra impegni politici,donne,paure e rivincite.
    Romanzo molto coinvolgente,ci si perde nella lettura alla ricerca della felicità che spetta a ognuno di noi.

    ha scritto il 

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