Tentazione

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 204)

4.3
(114)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 677 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923533 | Isbn-13: 9788845923531 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vera Gheno

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La vera identità di Janos Szekely è stata a lungo un segreto molto ben custodito. Per ragioni non chiare, appena sbarcato in America il giovane e brillantissimo sceneggiatore ungherese si scelse uno pseudonimo improbabile - John S. Toldy - col quale arrivò a vincere nel 1940 un Oscar per Arrivederci in Francia, battendo fra gli altri il Charlie Chaplin del Grande Dittatore. E tre anni dopo, quando pubblicò Non potete fare questo a Svoboda (diventato subito un musical di grande successo), assunse le goffe vesti di un certo John Pen, che nel 1946 avrebbe firmato, direttamente in inglese, Tentazione. Le vicende editoriali del romanzo meriterebbero un racconto a parte, ma anche quelle che nel romanzo sono contenute si riassumono, data la loro ricchezza, a fatica. Forse il modo migliore per farsi un'idea di cosa sia Tentazione è immaginare un film di quegli anni, dove coi tempi comici di Lubitsch e i dialoghi al vetriolo di Wilder si narra di come il giovane Bela, in fuga dall'atroce miseria delle campagne ungheresi, si ritrovi fra le mille luci di Budapest, arrivando così a conoscere il mondo in ogni suo risvolto, nessuno, per scabroso o sconcertante che sia, escluso - anzi, con una certa preferenza per questi ultimi. Della vertiginosa girandola di storie, il lettore di oggi non pu� non essere grato. E se mai si chiedesse dove Szekely sia andato a scovarle, o quale sia il segreto del suo mestiere, scoprirà da sè che l'autore governa il libro esattamente come il suo protagonista manovra il mezzo che gli è stato affidato: l'ascensore di un Grand Hotel.
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  • 4

    C'est magnifique

    Sono a pagina 140 di un libro che sfiora le 700, per cui ho ancora tempo per essere delusa. Ma, per il momento… c’est magnifique. Béla non sembra un personaggio simpatico, eppure questo ragazzino brus ...continua

    Sono a pagina 140 di un libro che sfiora le 700, per cui ho ancora tempo per essere delusa. Ma, per il momento… c’est magnifique. Béla non sembra un personaggio simpatico, eppure questo ragazzino brusco, cupo, rabbioso, a volte violento, convinto che il bene non esista al mondo, ti prende e ti porta con sé dove vuole: per le strade del suo villaggio, in mezzo alla neve dell’inverno, nelle circonvoluzioni dei suoi pensieri, che, su tutto cercano una cosa: capire e, forse, essere felice.

    ha scritto il 

  • 4

    Un mondo profondamente ingiusto.

    Inutilmente prolisso.Bellissimo nei primi 21 capitoli (234 pagine)poi disintegra,perde mordente.Rifletti comunque tanto sulla miseria (economica)e sulle drammatiche conseguenze.

    ha scritto il 

  • 3

    La lotta per vivere

    . Tentazione *** Janos Szekely
    Bela è nato povero ai primi del novecento in Ungheria, abbandonato dalla madre patiscela fame e vive la sua adolescenza in un orfanotrofio diretto da una strega maligna ...continua

    . Tentazione *** Janos Szekely
    Bela è nato povero ai primi del novecento in Ungheria, abbandonato dalla madre patiscela fame e vive la sua adolescenza in un orfanotrofio diretto da una strega maligna e senza anima, no si abbatte mai, è forte, bello, giovanissimo e poeta, lotta fino ad arriva alla sua …………..Un romanzo che ricalca in parte la storia di Szekely che arrivò a vincere perfino un premio Oscar nel 1941. Una prima parte eccezionale, un’opera letteraria unica , purtroppo la seconda parte si affloscia un poco e diventa meno clamorosa. Grande romanzo
    Pagg.677 sett.2015

    ha scritto il 

  • 3

    Parlare di questo libro è difficile, intanto partiamo dal volume circa 700 pagine, che risultano essere tante se si pensa che ogni volta che la storia sembra volgersi al meglio o ad avere un risvolto ...continua

    Parlare di questo libro è difficile, intanto partiamo dal volume circa 700 pagine, che risultano essere tante se si pensa che ogni volta che la storia sembra volgersi al meglio o ad avere un risvolto più ottimistico, si ripiomba in una situazione ancor peggiore di quella appena vissuta dal protagonista.
    Bela, protagonista, lo conosciamo bambino anzi ancora in gestazione quando già sua madre fa di tutto per eliminarlo senza riuscirci, poi viene messo a “pensione” da una donna del villaggio dai trascorsi poco edificanti, dove ne passa di tutti i colori (e il paragone con Dickens è assolutamente azzeccato), fino a vederlo poco più che adolescente ascensorista di un Grand Hotel. Nel corso della suo giovane vita, il povero Bela ne passa di tutti i colori, fame, freddo, umiliazioni. Ma è la condizione paradigmatica di un intero popolo, dove le classi sociali sono solo 2, gli straccioni e i ricchissimi. E tutto il romanzo si avvicendano situazioni e accadimenti l’uno più drammatico dell’altro con il nazismo che incombe sull'Europa. E forse Szekely ha voluto raccontare oltre la sua storia anche quella di altri conterranei come Zsa Zsa Gabor, Cukor e altre celebrità, che in America hanno avuto una opportunità. Ma nonostante tutto la narrazione scorre veloce e appassionante non fosse altro per il tono ironico di Bela che rivela un particolare senso dell’umorismo per cui si leggono tragedie immani con il sorriso sulla bocca.
    Lettura impegnativa sotto certi punti di vista, forse anche per la continua tensione che non si allenta mai neppure nelle ultimissime pagine quando finalmente Bela, lasciandosi alle spalle tutto riesce a imbarcarsi clandestinamente su una nave per l’America.

    ha scritto il 

  • 5

    che romanzo straordinario! un magnifico "romando di formazione" che come pochissimi altri ha saputo descrivere con una carica emozionale davvero stupefacente la miseria e l'ingiustizia. Ho provato di ...continua

    che romanzo straordinario! un magnifico "romando di formazione" che come pochissimi altri ha saputo descrivere con una carica emozionale davvero stupefacente la miseria e l'ingiustizia. Ho provato di tutto leggendo questo romanzo: tristezza, rabbia, senso di rivalsa, tenerezza... assolutamente consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Appassionante romanzo di formazione che racconta l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo ungherese negli anni fra le due guerre, vissute in una tale miseria personale e generale che la sua sopravvive ...continua

    Appassionante romanzo di formazione che racconta l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo ungherese negli anni fra le due guerre, vissute in una tale miseria personale e generale che la sua sopravvivenza può considerarsi miracolosa. Non è certo un capolavoro letterario, ma è senz’altro una storia molto coinvolgente, così come è molto interessante la storia di questo lungo periodo nero, nerissimo, dell’Ungheria fascista.
    Nonostante le ripetizioni, le ingenuità, le ridondanze, l’eccessiva enfasi retorica e di tanto in tanto certe sbavature di sentimentalismo che ricordano il Cuore di De Amicis… e certe pagine che sembrano (sia detto con simpatia) il Manuale del Giovane Comunista… nonostante tutto questo, merita davvero.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro ambientato nell'Ungheria del reggente Horthy fra le due guerre mondiali,racconta le vicissitudini di un ragazzino poverissimo ma molto sveglio che alla fine per avere un futuro è costretto ad em ...continua

    Libro ambientato nell'Ungheria del reggente Horthy fra le due guerre mondiali,racconta le vicissitudini di un ragazzino poverissimo ma molto sveglio che alla fine per avere un futuro è costretto ad emigrare.
    Detta così non sembrerebbe così originale ma la descrizione della miseria nera e della rigidissima separazione fra classi sociali lascia il segno.Il tutto senza pietismo e con un'energia che fa sussultare ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello per cio' che ha da offrire: l'avvincente racconto della estrema miseria contadina di un bambino nell' Ungheria del 1930 che si evolve nell' estrema miseria urbana - anche morale - dell' ormai ...continua

    Bello per cio' che ha da offrire: l'avvincente racconto della estrema miseria contadina di un bambino nell' Ungheria del 1930 che si evolve nell' estrema miseria urbana - anche morale - dell' ormai adolescente a Budapest. Finisce l' adolescenza e finisce il libro.Se non si chiede profondità e introspezione si chiude il libro contenti, dopo averlo letto tutto d' un fiato, nonostante le quasi settecento pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che regala immagini indimenticabili, con una nitidezza che è difficile ritrovare, e che rimangono impresse nella mente anche dopo qualche tempo. Ho avuto l'impressione di leggere qualcosa ...continua

    E' un libro che regala immagini indimenticabili, con una nitidezza che è difficile ritrovare, e che rimangono impresse nella mente anche dopo qualche tempo. Ho avuto l'impressione di leggere qualcosa di antico, intriso della nostalgia di un tempo passato per certi versi dorato ma soprattutto duro; allo stesso tempo ho ritrovato delle figure e delle situazioni estremamente attuali. Non è un libro sorpassato, ha un linguaggio, forse anche per merito della traduzione, vivo ed attuale, che mantiene sempre sveglia l'attenzione.

    ha scritto il 

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