Teorema

Di

Editore: Garzanti

3.9
(393)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8811688752 | Isbn-13: 9788811688754 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Attilio Bertolucci

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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  • 4

    “non sono le cose che sembrano più giuste e semplici / che si rivelano, in conclusione, le più oscure e difficili? / Non è la vita stessa, nella sua naturalezza, / che è misteriosa – e non le sue complicazioni?

    Il Pasolini più difficile da decifrare, e quindi quello più vero, costruisce il suo teorema contro una borghesia incancrenita usando le metafore del sesso e della religione. Il libro venne sviluppato ...continua

    Il Pasolini più difficile da decifrare, e quindi quello più vero, costruisce il suo teorema contro una borghesia incancrenita usando le metafore del sesso e della religione. Il libro venne sviluppato come sceneggiatura durante la lavorazione del film omonimo, film che, ebbe subito problemi giudiziari, con relativo sequestro, finito in un nulla di fatto e con il riconoscimento della sua valenza artistica.
    Pasolini con le sue vibranti metafore mette a nudo l’inadeguatezza della borghesia ormai arroccata nelle sue vacue posizioni dopo l’avvento del capitalismo, e assolutamente non in grado di recepire istanze proletarie; uomini che il ceto sociale ha completamente esautorato dalla realtà.
    Potentissima è la metafora religiosa, che attirò anche l’accusa di blasfemia, usata per fissare questo concetto di rieducazione borghese.
    Pasolini immagina una famiglia dove un elemento esterno, metaforico Dio turbatore di coscienze, cerca di scardinare l’incapacità della casta di ribellarsi alla completa mancanza di ideologie servendosi del paradosso sessuale, il concetto sarà però recepito nella sua completezza solo dalla serva, unica predisposta per estrazione sociale a farlo proprio in chiave mistica, come esplicato nel messaggio stesso dell’autore.

    “Tu sarai l’unica a sapere, quando sarò partito,
    che non tornerò mai più, e mi cercherai
    dove dovrai cercarmi: non guarderai nemmeno
    la strada per dove mi allontanerò e scomparirò,
    e che tutti gli altri, invece, vedranno, stupiti,
    come per la prima volta, piena di un senso nuovo,
    in tutta la sua ricchezza e la sua bruttezza,
    emergere nella coscienza.”

    ha scritto il 

  • 3

    Vecchia piccola borghesia....

    "Godi delle tue prime ingenue e testarde esperienze, timido dinamitardo, padrone delle notti libere, ma ricorda che tu sei qui solo per essere odiato, per rovesciare e uccidere. "

    ha scritto il 

  • 4

    Teorema. P.P.Pasolini. Il romanzo, il film.

    "Teorema", nella duplice versione, cinematografica del '68 e di romanzo, scritto durante la lavorazione del film, è un'opera molto interessante e dal forte contenuto simbolico.
    Angelo, misterioso ed i ...continua

    "Teorema", nella duplice versione, cinematografica del '68 e di romanzo, scritto durante la lavorazione del film, è un'opera molto interessante e dal forte contenuto simbolico.
    Angelo, misterioso ed inatteso ospite di una famiglia borghese di Milano, sedurrà, quasi suo malgrado, uno ad uno, tutti i componenti della famiglia stessa nonché la serva Emilia, causando il totale stravolgimento della loro vita, tanto da segnare un prima e un dopo, in cui nessuno sarà più uguale sé stesso.
    Nel romanzo, attraverso una scrittura limpidissima, si sviluppa, in maniera più chiara rispetto al film, la vicenda drammatica e un nuovo senso del sacro, reso efficacemente anche attraverso i numerosi interventi poetici dell'autore.
    Da vedere e leggere insieme.

    ha scritto il 

  • 4

    2 novembre 1975: quarant’anni…

    da ”Teorema”

    È impossibile dire che razza di urlo
    sia il mio: è vero che è terribile
    tanto da sfigurarmi i lineamenti
    rendendoli simili alle fauci di una bestia –
    ma è anche, in qualche modo, gioioso, ...continua

    da ”Teorema”

    È impossibile dire che razza di urlo
    sia il mio: è vero che è terribile
    tanto da sfigurarmi i lineamenti
    rendendoli simili alle fauci di una bestia –
    ma è anche, in qualche modo, gioioso,
    tanto da ridurmi come un bambino.
    È un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno
    o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo.
    È un urlo che vuol far sapere,
    in questo luogo disabitato, che io esisto,
    oppure, che non soltanto esisto,
    ma che so.
    È un urlo
    in cui in fondo all’ansia
    si sente qualche vile accento di speranza;
    oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda,
    dietro a cui risuona, pura, la disperazione.
    Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa
    questo mio urlo voglia significare,
    esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.

    (Pier Paolo Pasolini)

    ha scritto il 

  • 3

    "Bisogna cercare di inventare nuove tecniche che siano irriconoscibili, che non assomiglino a nessuna operazione precedente, per evitare la puerilità, il ridicolo. Costruirsi un mondo proprio, con cui ...continua

    "Bisogna cercare di inventare nuove tecniche che siano irriconoscibili, che non assomiglino a nessuna operazione precedente, per evitare la puerilità, il ridicolo. Costruirsi un mondo proprio, con cui non siano possibili confronti, per cui non esistono precedenti misure di giudizio, che devono essere nuove come la tecnica. Nessuno deve capire che l’autore non vale niente, che è un essere anormale, inferiore, che come un verme si contorce e striscia per sopravvivere. Nessuno deve mai coglierlo in fallo di ingenuità. Tutto deve presentarsi come perfetto, basato su regole sconosciute e quindi non giudicabili. Come un matto, si, come un matto, vetro su vetro, perché non sono capace di correggere niente e nessuno se ne deve accorgere. Un segno dipinto su un vetro che regge, senza sporcarlo, un segno dipinto prima su un altro vetro. Ma tutti dovranno credere che non si tratti del ripiego di un incapace, di un impotente. Niente affatto. Ma che si tratti invece di una decisione sicura, imperterrita, alta e quasi prepotente. Nessuno deve sapere che un segno riesce bene per caso, per caso e tremando; e che appena un segno si presenta riuscito bene per miracolo, bisogna subito proteggerlo, custodirlo, come in una teca. Ma nessuno, nessuno deve accorgersene. L’autore è un povero tremante idiota, una mezza calzetta, vive nel caso e nel rischio, disonorato come un bambino, ha ridotto la sua vita alla malinconia ridicola e vive degradato dall’impressione di qualcosa di perduto per sempre."

    ha scritto il 

  • 3

    I giornalisti del ’68 e le mutande a straccetti.

    Il sacro è la bellezza. Pasolini studia – inventandolo – l’impatto della bellezza, quindi del divino, su una famiglia alto borghese, quindi piccolo borghese, sempre per come se l’è inventata lui, e ne ...continua

    Il sacro è la bellezza. Pasolini studia – inventandolo – l’impatto della bellezza, quindi del divino, su una famiglia alto borghese, quindi piccolo borghese, sempre per come se l’è inventata lui, e ne registra gli effetti sulla serva di casa, quanto resta del mondo contadino, sempre per l’idea del mondo contadino che se n’è fatta Pasolini.

    Laddove altri ci vedono il limite della ideologia io in Pasolini ci vedo la forza della poetica, e la poetica è la visione del mondo attraverso la quale lo scrittore – non l’intellettuale – lo trasforma per farlo suo e dirlo come non è stato ancora detto, ingigantendone delle parti elidendone delle altre, perché lo scrittore in letteratura o è Alice nel suo, dopodiché di tutti coloro che lo leggeranno, Paese delle Meraviglie, o è qualcos’altro, non uno scrittore però.

    A me piacerebbe sapere se Pasolini si fosse fatto una idea, una poetica, anche dei giornalisti o se i giornalisti nel ’68 davvero formulavano domande come quelle immaginate da Pasolini, che uniscono cultura e religione e politica in maniera tanto professorale. La domanda più arguta di un giornalista, nel ’15 di questo millennio in più, è “Dopo esserti soffiata il naso, quando hai saputo del duplice omicidio-suicidio di tuo marito che ti tradiva con la tua amante che poi è la figlia di tutt’e due avuta mentre eravate in ritiro (era con i boy-scout o con la FGCI?, poi approfondiremo), il fazzoletto l’hai buttato o tenuto? La scientifica, se lo analizzasse, ci troverebbe il sale delle lacrime o il moccio del catarro? Stasera hai da fare o vieni in trasmissione? E dopo la trasmissione torni a casa o ci facciamo due piste io e te in discoteca e sul tavolino del privè?”

    La scrittura di Pasolini ha scorci lancinanti. Le ramaglie, i pioppeti, gli slip arrotolati come uno straccetto, le campane della Bassa, gli anarchici che confondono la dinamite con il loro buono sperma, la nuvolaglia rognosa, il sole stralunato, i calzetti (che è il modo più bello di nominarli, calzettini o calzettoni), gli urli di certezza e di disperazione.

    E quelli che ancora si chiedono da dove provenga l’attualità di Pasolini il cui mondo pronosticato s’è estinto più alla svelta del suo idealistico e sensuale e innocente mondo brusco e contadino? Dalla voce della sua scrittura, da quell’urlo certo e disperato, da dove se no.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplice e, al tempo stesso, complessa analisi delle pulsioni umane. Pasolini mette nero su bianco le più oscure ossessioni sia degli uomini che delle donne di ogni età. Un' opera che va letta più vol ...continua

    Semplice e, al tempo stesso, complessa analisi delle pulsioni umane. Pasolini mette nero su bianco le più oscure ossessioni sia degli uomini che delle donne di ogni età. Un' opera che va letta più volte per comprenderla appieno.

    ha scritto il 

  • 5

    Dal patrimonio comune a tutto il mondo sociale, dall'immensità "dov'era come se si restasse sempre fermi", all'interesse puro e pazzo, allo stupore che non ci abbandona nemmeno nei momenti di completa ...continua

    Dal patrimonio comune a tutto il mondo sociale, dall'immensità "dov'era come se si restasse sempre fermi", all'interesse puro e pazzo, allo stupore che non ci abbandona nemmeno nei momenti di completa atonia; anche quando sopraggiunge il buio, quella "lezione che dà ragione ai padri dei padri che predicano normalità e dovere".

    ha scritto il 

  • 0

    la distinzione tra anima e coscienza. il sonno misterioso dei sani.

    “Perché, non c’è dubbio, questo droping out di Odetta trova consenziente tutta Milano: c’è una tacita intesa tra lei e il potere (qu ...continua

    la distinzione tra anima e coscienza. il sonno misterioso dei sani.

    “Perché, non c’è dubbio, questo droping out di Odetta trova consenziente tutta Milano: c’è una tacita intesa tra lei e il potere (qualunque questo sia), che costruisce cliniche – una clinica molto costosa nel caso di Odetta, dato che anche tra i diversi ci sono i diversi.”
    “Bisogna inventare nuove tecniche – che siano irriconoscibili – che non assomiglino a nessuna operazione precedente. Per evitare così la puerilità e il ridicolo. Costruirsi un mondo proprio, con cui non siano possibili confronti. Per cui non esistano precedenti misure di pregiudizio. Le misure devono essere nuove, come la tecnica. Nessuno deve capire che l’autore non vale nulla, che è un essere anormale, inferiore – che come un verme si contorce per sopravvivere. Nessuno deve coglierlo in fallo di ingenuità. Tutto deve presentarsi come perfetto, basato su regole sconosciute, e quindi non giudicabili. Come un matto, sì, come un matto. Tutti dovranno credere che non si tratti del ripiego di un incapace, di un impotente: bensì che si tratti invece di una decisione, sicura, imperterrita, alta e quasi prepotente: una tecnica appena inventata e già insostituibile. Nessuno deve sapere che un segno riesce bene per caso. Per caso, e tremando: e che appena un segno si presenta, per miracolo, riuscito bene, bisogna subito proteggerlo e custodirlo come in una teca. Ma nessuno, nessuno deve accorgersene. L’autore è un povero tremante idiota. Una mezza calzetta. Vive nel caso e nel rischio, disonorato come un bambino. Ha ridotto la sua vita alla malinconia ridicola di chi vive degradato dall’impressione di qualcosa di perduto per sempre.”

    ha scritto il 

  • 5

    Di Teorema esistono due versioni: quella cinematografica e quella romanzata.
    Il libro, uscito un anno dopo (nel 1969), non aggiunge nulla di più agli avvenimenti narrati nel film, ma rende la storia p ...continua

    Di Teorema esistono due versioni: quella cinematografica e quella romanzata.
    Il libro, uscito un anno dopo (nel 1969), non aggiunge nulla di più agli avvenimenti narrati nel film, ma rende la storia più comprensibile e coinvolgente.
    In breve: Milano, fine degli anni '60. Una tipica famiglia alto borghese (composta da padre, madre, figlio e figlia adolescenti e domestica) riceve la visita di un misterioso ospite che fondamentalmente avrà rapporti sessuali con tutti i membri della suddetta famiglia, risvegliandoli dal torpore della loro artefatta e perbenista vita borghese.
    Ogni membro della famiglia reagirà poi in modo diverso a questa inaspettata ed involontaria presa di coscienza: la figlia si auto-lobotomizzerà, il figlio diventerà un pittore non vedente, la madre finirà per adescare “giovinetti” per le strade di Milano, il padre diventerà una sorta di San Francesco moderno spogliandosi delle vesti e donando la sua fabbrica agli operai.
    La migliore di tutti è la domestica che diventa una santa che levita, fa miracoli e che infine decide di farsi seppellire viva.
    Quello che ho colto da questo libro è la solita impietosa critica di Pasolini alla borghesia italiana e l'esaltazione delle virtù del proletariato.
    Come contenuti di critica sociale e stile (che alterna elementi di narrativa, mitologia, religione e poesia) sembrerebbe che con Teorema Pasolini avesse gettato le fondamenta per quello che sarebbe poi stato il suo capolavoro incompiuto, cioè Petrolio.

    ha scritto il 

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