Teresa Raquin

Di

Editore: Fratelli Fabbri Editore

4.0
(1999)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Svedese , Olandese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Martin

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Indiscreto, esasperato, delirante, illusorio, ossessivo.

    Le descrizioni e le analisi degli stati d'animo sono così dettagliate da rendersi quasi indigeste. In fondo, era proprio ciò a cui puntava Zola con questo romanzo, il suo studio dei caratteri umani. G ...continua

    Le descrizioni e le analisi degli stati d'animo sono così dettagliate da rendersi quasi indigeste. In fondo, era proprio ciò a cui puntava Zola con questo romanzo, il suo studio dei caratteri umani. Gli eventi vissuti dai due protagonisti ci inorridiscono e ci travolgono. È il capolavoro del tormento.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    un libro che ti perseguita

    Leggere questo libro per me è stato letteralmente straziante. Ero talmente sopraffatta dai sentimenti negativi mentre lo leggevo che mi sentivo davvero male fisicamente, esattamente come i nostri due ...continua

    Leggere questo libro per me è stato letteralmente straziante. Ero talmente sopraffatta dai sentimenti negativi mentre lo leggevo che mi sentivo davvero male fisicamente, esattamente come i nostri due assassini. Immagino si possa vedere in senso positivo che il libro con la sua scrittura mi abbia trasmesso queste sensazioni molto forti, ma a me ha lasciato un'impressione negativa anche perché non sono riuscita a provare empatia per nessun personaggio, se non forse per Teresa in certi punti. La lettura mi ha lasciato depressa, anche se ho apprezzato il modo realistico in cui Zola ha gestito la vita dopo l'omicidio della "fortunata" coppia, e ho apprezzato l'ironia drammatica della madre paralizzata, conscia del delitto ma incapace di rivelare gli assassini del suo adorato figlioletto, anzi costretta a essere curata da loro. Quello che però mi è rimasto a fine lettura è stato: il mondo fa tutto schifo.

    ha scritto il 

  • 4

    Brillante novela que en su día recibió más de un varapalo exacerbado por parte de la crítica moralista.
    Émile Zola exploró en ella las más bajas pasiones:
    La desazón, el adulterio, el crimen y los rem ...continua

    Brillante novela que en su día recibió más de un varapalo exacerbado por parte de la crítica moralista.
    Émile Zola exploró en ella las más bajas pasiones:
    La desazón, el adulterio, el crimen y los remordimientos; eclosionan vivamente bajo una vena naturalista devastada de fogosas atrocidades y sanguinarias irracionalidades.
    Sin duda influyó y abrió el camino a otras muchas obras de parecidas características.
    Su turbadora lectura me ha traído a la memoria novelas bastantes posteriores como "La familia de Pascual Duarte" de Cela, "A sangre fría" de Truman Capote, o "El hijo de casa" del guatemalteco Dante Liano.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho faticato a terminare la lettura di questo libro. Pur trattandosi di un'opera di poco più di 200 pagine, mi ha stancato, e ho pensato più volte di interromperlo, ma alla fine ce l'ho fatta. Non so p ...continua

    Ho faticato a terminare la lettura di questo libro. Pur trattandosi di un'opera di poco più di 200 pagine, mi ha stancato, e ho pensato più volte di interromperlo, ma alla fine ce l'ho fatta. Non so propriamente cosa non mi abbia convinto, essendo la trama una storia valida e appassionante di per sé, il problema è quindi il modo in cui è narrata: troppe descrizioni, troppi avvenimenti tutti uguali, alcuni evitabili, che appesantiscono la lettura. Non lo consiglierei, sicuramente là fuori c'è di meglio di quest'autore (spero).

    ha scritto il 

  • 4

    Uno Zola gotico

    Bello e cupo, due aggettivi che si sposano bene con la maggior parte delle opere di Zola che ho letto finora.
    Sicuramente, da amante di romanzi gotici, devo ammettere che l'amplificazione di quel tipi ...continua

    Bello e cupo, due aggettivi che si sposano bene con la maggior parte delle opere di Zola che ho letto finora.
    Sicuramente, da amante di romanzi gotici, devo ammettere che l'amplificazione di quel tipico fondo "oscuro" che in Thèrése Raquin quasi ingloba i personaggi, è stato l'ingrediente che mi ha fulminata e convinta.
    Ho trovato qui, rispetto ai romanzi dei Rougon-Maquart, un minore interesse per l'intreccio ( la storia è veramente semplice e la trovate in ogni quarta di copertina di un'edizione che si rispetti) ma non solo! Anche la psicologia che muove i personaggi è davvero basica se confrontata con quella degli altri capolavori dell'autore francese ( penso subito a "Germinal" che, a mio parere, è uno dei suoi capolavori assoluti).
    Queste osservazioni non sono da considerarasi come critiche dato che, come vedete, ho assegnato al libro quattro stelle su cinque: la storia di Thérèse è la storia degli istinti, la storia di uomini guidati solo dall'egoismo più sfrenato. Non c'è nessun personaggio positivo in questo racconto e, parimenti, nessuno totalmente negativo.
    I protagonisti conoscono la propria parte bestiale e l'assecondano fino alle estreme conseguenze credendo di poterne trarre una qualche illusoria felicità; ma ciò è impossibile ( suggerisce l'autore) perchè essi fanno parte di una realtà fatta di gente misera, meschina, bigotta, ignorante e dominata dall'egoismo più assoluto... e che li guiderà verso tragiche consguenze.
    Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Zola ha detto che in questo libro voleva studiare i temperamenti e non i caratteri, e in effetti Laurent e Therese non rivelano tanto di loro stessi, solo i loro impulsi, le loro spinte. E' un libro f ...continua

    Zola ha detto che in questo libro voleva studiare i temperamenti e non i caratteri, e in effetti Laurent e Therese non rivelano tanto di loro stessi, solo i loro impulsi, le loro spinte. E' un libro forte e che lascia poche speranze per l'umanità, soprattutto quella abbandonata a sé stessa, chiusa in un contesto sociale di finzione, ipocrisia ed egoismo (gli "amici" che vengono sempre il giovedì sera e che non capiscono nulla di quello che accade sono l'esempio lampante). Ognuno pensa ai suoi interessi, anzi ai suoi impulsi, senza mai chiedersi da dove vengano e perché. Devastante, ma forse mi ha lasciato con la curiosità di sapere che cosa sarebbe successo se anche solo un personaggio di questa storia avesse avuto una minima consapevolezza di sé.

    ha scritto il 

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