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Ternitti

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.4
(311)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804608846 | Isbn-13: 9788804608844 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È il 1975. Mimì Orlando ha quindici anni quando è costretta a lasciare la Puglia dorata per seguire il padre nella grande fabbrica svizzera che produce lu ternitti: l'eternit, promessa di ricchezza per migliaia di emigranti. Per Mimì quelli al Nord sono gli anni del vetro, del freddo che ghiaccia le cose e le persone. Ma anche quelli della passione segreta per Ippazio, diciotto anni, tra le dita già corrose dall'amianto un fiammifero acceso nella notte per rubare uno sguardo, un istante d'amore... Anni Novanta. Mimì è di nuovo in Puglia. Ha una figlia adolescente, Arianna, poco più giovane di lei. Ma accanto a loro non ci sono uomini, per Arianna non c'è un padre. Madre anticonformista e leale, compagna indomita per le sue colleghe in fabbrica e per tutti coloro che accompagna fino alla soglia dell'ultimo respiro roso dal mesotelioma da amianto, è una donna che sa parlare con le proprie inquietudini e paure ma anche - ascoltando le voci degli antenati che sempre la accompagnano - guardare al futuro senza piegarsi mai. "Ternitti" in dialetto significa anche tetto, e il destino vorrà che questa parola sia il sigillo di una vita intera: proprio su un tetto, finalmente a contatto col cielo, Mimì saprà riscattare la sua gente e forse anche il suo amore. La vicenda di un popolo tenace, la tragedia del lavoro che nutre e uccide, la meschinità di un uomo e la fierezza di una donna: tutto si compone con la semplice necessità delle umane cose in un romanzo luminoso e maturo.
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  • 4

    L'eternit protagonista di un romanzo

    E' vero che i personaggi sono intensamente caratterizzati ed esprimono pienamente l'umanità del nostro sud anche attuale, ma tutto nasce dalla tragedia dell'eternit che, seppur dimenticata, ha segnato le vite di tanti immigrati lasciando un segno indelebile in ciascuno di loro .

    ha scritto il 

  • 3

    Ho amato molto il tipo di scrittura di questo libro, ho sentito forte l'odore del mare ed assaporato con l'immaginazione una terra che ancora non conosco, il nostro Sud. Per il suo modo di scrivere penso che l’autore potrebbe essere un discreto poeta (anche se non ho ancora letto nulla della sua ...continua

    Ho amato molto il tipo di scrittura di questo libro, ho sentito forte l'odore del mare ed assaporato con l'immaginazione una terra che ancora non conosco, il nostro Sud. Per il suo modo di scrivere penso che l’autore potrebbe essere un discreto poeta (anche se non ho ancora letto nulla della sua produzione poetica). Tuttavia la trama non mi ha convinta, ho fatto fatica a seguire i salti spazio/temporali e a collocare gli avvenimenti nel loro contesto, sembra quasi che le vicende narrate siano ambientate durante la Rivoluzione Industriale. Pensavo inoltre che toccasse un po' di più il tema dell'Eternit e dei suoi effetti sulla salute di minatori e operai, che ci fosse maggiore denuncia insomma. Ho comunque trovato molto bello il personaggio di Mimì, e sofferto per il triste tracollo di Ippazio: lo credevo caratterialmente più forte. In generale però non è riuscito a coinvolgermi profondamente...

    ha scritto il 

  • 4

    Sembra scritto da una donna...

    Una voce maschile racconta di emigranti della provincia di Lecce che, carichi di speranze e buona volontà, vanno a lavorare (e ammalarsi) all'Eternit...
    Gli stessi lavoratori e le loro famiglie tornano nella loro terra e vivono un'esistenza sospesi tra modernità e tradizione, immersi in stu ...continua

    Una voce maschile racconta di emigranti della provincia di Lecce che, carichi di speranze e buona volontà, vanno a lavorare (e ammalarsi) all'Eternit...
    Gli stessi lavoratori e le loro famiglie tornano nella loro terra e vivono un'esistenza sospesi tra modernità e tradizione, immersi in stupendi luoghi rurali e marini.
    La protagonista, Mimì, è una donna forte e libera, circondata da uomini troppo spesso pavidi e inconsistenti. Sua figlia Arianna fortunatamente ne eredita l'ardore e la tempra.
    Un bel romanzo: scorrevole, a tratti profondo e, complessivamente, godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    È strano leggere in un libro di luoghi ed atmosfere ben note ed amate. Un libro scritto usando il dialetto nei dialoghi.
    In genere non mi piace leggere i dialetti, mi rende difficile la lettura. Per me i dialetti nn si scrivono, sono suoni senza alfabeto.
    Questa volta non ho avuto dif ...continua

    È strano leggere in un libro di luoghi ed atmosfere ben note ed amate. Un libro scritto usando il dialetto nei dialoghi.
    In genere non mi piace leggere i dialetti, mi rende difficile la lettura. Per me i dialetti nn si scrivono, sono suoni senza alfabeto.
    Questa volta non ho avuto difficoltà. Ho immaginato, sentito quei suoni mentre leggevo.
    Il merito è anche dell'autore che mi ha guidato lungo la vita della protagonista con una bella prosa sciolta, leggera malgrado i drammi che racconta, a tratti poetica quando parla di elezioni e sentimenti come quando parla di Morte.
    Mi ha sorpreso anche come egli sia riuscito a scrivere, un uomo, un romanzo così al femminile, un romanzo in cui gli uomini appaiono tutti un po' meschini, anche quando pretendono di essere forti, coraggiosi e predatori.

    ha scritto il