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Terra!

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(5101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Danese , Francese

Isbn-10: 8807809907 | Isbn-13: 9788807809903 | Data di pubblicazione:  | Edizione 31

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un romanzo, un viaggio, un divertimento scatenato. E ormai, un caso letterario: arriva in edizione economica, mantre sono in preparazione le traduzioni americana, tedesca, francese, spagnola, olandese, svedese e perfino giapponese.E' l'anno 2156: da una Parigi sotterranea e da un mondo ghiacciato dalle guerre nucleari, parte un'incredibile corsa spaziale, verso una nuova Terra più vivibile. Contro la Proteo Tien, la scassatissima astronave sineuropea, e il suo ancor più scassato equipaggio, scendono in campo due colossali imperi: l'Impero militare samurai, con una miniastronave su cui un generale giapponese guida sessanta topi ammaestrati, e la Calalbakrab, la reggia volante del tiranno amerorusso, il Grande Scorpione. Intanto a terra, per risolvere un mistero legato alla civiltà inca, si affrontano Fang, un vecchio saggio cinese, e Frank Einstein, un bambino di nove anni genio del computer. La chiave del mistero inca del 'cuore della terra' è anche la chiave del viaggio nello spazio. La discesa nelle viscere della montagna peruviana di Fang ed Einstein apparirà ben presto legata in modo magico e oscuro al viaggio della Proteo negli orrori e nelle allucinazioni dei Pianeti Dimenticati. Storie parallele e profezie, streghe astronaute e uomini serpente, geroglifici e slang spaziali, indovini e pirati, minestre misteriose e rivolte rock, sirene e computer con l'esaurimento nervoso si intrecciano in questo romanzo che fa invadere dagli eroi della vecchia avventura lo scenario della nuova avventura tecnologica. La scienza, la fantasia, la filosofia si arrestano davanti al mistero di una civiltà antichissima, e sfidano i potenti di un mondo guerriero.Riusciranno i nostri eroi ad aprire le quindici porte? Riusciranno a raggiungere il pianeta della mappa Boojum? Riusciranno a trovare, per la seconda volta, la Terra?
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  • 4

    Lampi di genio qua e là

    Sono estimatore di Benni da sempre.
    Questo romanzo ha le solite riflessioni sulla vita moderna "geniali" di Benni, ma manca di qualcosa rispetto i suoi capolavori classici.
    Nonostante sia molto divert ...continua

    Sono estimatore di Benni da sempre.
    Questo romanzo ha le solite riflessioni sulla vita moderna "geniali" di Benni, ma manca di qualcosa rispetto i suoi capolavori classici.
    Nonostante sia molto divertente come libro, spesso mi è sembrato di aver letto una cosa "già vista" e in effetti mondi strani e sperduti, viaggi intergalattici e bizzarrie varie si erano già viste tempo addietro nella Guida Galattica per Autostoppisti.
    Il finale è molto riflessivo, una critica all'esistenza dell'uomo, una sorta di ammonizione verso il genere umano, ormai tradito dalla moralità dubbia dei suoi abitanti.
    Non sto a quotare alcuni spezzoni del romanzo, ma spesso trattenevo a stento le lacrime dal ridere :)
    In poche parole, non il miglior Benni ma un must per tutti i suoi appassionati, come me

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo un po' di anni di mancanza Benni torna a farmi compagnia con la sua lingua tagliente, i suoi giochi di parole e i suoi viaggi onirici.
    Un bellissimo libro che prova ad aprirci gli occhi su quello ...continua

    Dopo un po' di anni di mancanza Benni torna a farmi compagnia con la sua lingua tagliente, i suoi giochi di parole e i suoi viaggi onirici.
    Un bellissimo libro che prova ad aprirci gli occhi su quello che abbiamo e che dobbiamo proteggere senza perdere quel guizzo polemico che ci fa sempre amare il lupo.
    Scivola via veloce come il vento.

    ha scritto il 

  • 4

    Bomba ad orologeria.

    Questo romanzo è così tante cose complesse tutte insieme che è difficile elencarle tutte senza mancarne qualcuna. Una certezza c'è: Stefano Benni si è divertito da pazzi scrivendolo. "Terra!" è una b ...continua

    Questo romanzo è così tante cose complesse tutte insieme che è difficile elencarle tutte senza mancarne qualcuna. Una certezza c'è: Stefano Benni si è divertito da pazzi scrivendolo. "Terra!" è una bomba ad orologeria progettata per esplodere. Prima o poi qualcosa - non sapete cosa - se il sarcasmo, se la verità a denti stretti che in cuor vostro sapete nasconde, se il pluralismo catastrofico dei personaggi e della narrazione, se l'utopia del mondo migliore, non sapete ancora cosa, ma esploderà.

    ha scritto il 

  • 2

    Astenersi pantofolai

    accozzàglia s. f. [der. di accozzare]. – Turba confusa di persone spregevoli, o massa discordante di cose

    L'idea è bellissima.
    Anche la trama di fondo è bellissima.
    Epperò se mettiamo che la trama è c ...continua

    accozzàglia s. f. [der. di accozzare]. – Turba confusa di persone spregevoli, o massa discordante di cose

    L'idea è bellissima.
    Anche la trama di fondo è bellissima.
    Epperò se mettiamo che la trama è come un sentiero di terra battuta che corre parallelo ad un fiume, allora questo libro è come Bear Grylls che passa nel fiume A PIEDI perché il sentiero è troppo mainstream. E non passa solo dentro al fiume, passa pure dentro alla palude, dentro le sabbie mobili correndo quasi il rischio di fare la fine di Artax (https://youtu.be/y688upqmRXo), si aggrappa alle liane, poi cade e finisce sui sassi e si riempie di lividi. Ogni tanto è talmente vicino al sentiero in terra battuta che pensi che quello è il momento buono che Bear Grylls (cioè il libro) la smetta di farsi del male e rientri in carreggiata. E invece no. La tortura è bella finché dura. E cioè fino alla fine. Ma fino all'ultima parola proprio.
    Che rabbia e, un po', che spreco di tempo (ché c'era il sentiero).
    E, soprattutto, che accozzaglia.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro vuole essere fantascientifico, post apocalittico, provocatorio, umoristico e divertente allo stesso tempo, ma anche pieno di sarcasmo, forse troppe cose tutte insieme.
    Bisogna faticare ...continua

    Questo libro vuole essere fantascientifico, post apocalittico, provocatorio, umoristico e divertente allo stesso tempo, ma anche pieno di sarcasmo, forse troppe cose tutte insieme.
    Bisogna faticare non poco per non arrendersi alle difficoltà iniziali, non e' facile seguire la presentazione di questo universo fatto da una una moltitudine di personaggi bizzarri e di nuovi mondi, tutto condito da una sottile satira e riferimenti a fatti storici.
    E' difficile seguire tutti i passaggi, e i collegamenti. Una narrativa che si mostra non proprio equilibrata, con troppi personaggi dai tratti non sempre ben delineati , anzi spesso solo accennati e con una trama complessiva un po' debole e pur non semplice da seguire.

    ha scritto il 

  • 3

    divertente

    divertente, ricco di fantasia, sarcastico come sempre.
    Forse quello che non mi piace, di un libro godibilissimo e intelligente come tutti quelli di Benni, è il fatto che si presenti come un romanzo di ...continua

    divertente, ricco di fantasia, sarcastico come sempre.
    Forse quello che non mi piace, di un libro godibilissimo e intelligente come tutti quelli di Benni, è il fatto che si presenti come un romanzo di fantascenza. La fantascienza da sempre si presta benissimo a proporre una critica del presente, mostrandolo da un'altra prospettiva, allontanandosene per farlo vedere meglio.
    La fantascienza di queto romanzo è una sorta di collage di ambientazioni visti in vari film, richiama quindi immagini famigliari al lettore, senza dover costruire da capo un mondo. Uno degli aspetti che di solito interessa maggiormente nella fantascienza, ovvero le innovazioni tecnologiche, qui vengono ridotte a quotidianità spiccola e perdono tutto il loro fascino.
    Il futuro apocalittico in cui è ambientato è una sorta di macchietta divertente, dove le condizioni di vita deprivate, sia di confort che di umanità, sembrano quasi indifferenti.
    Insomma usa la fantascienza come dispositivo narrativo ma annullandone tutti i tratti peculiari, quelli che ne reggono la fnzione fascinatrice.
    Resta l'intreccio, divertente, la critica ecologista, sempre quella, gli indigeni ultimi depositari di un rapporto idilliaco con la natura.

    ha scritto il 

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