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Terra Amata

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.0
(21)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian

Isbn-10: 0141191414 | Isbn-13: 9780141191416 | Publish date: 

Translator: Barbara Bray

Also available as: Others , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
For Chancelade, the world is teeming with beauty, wonder and possibilities. From
a small boy playing on the beach, through his adolescence and his first ...
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  • 2

    Porta la vita alla deformazione?

    Iniziamo con le sue parole
    “Si potrebbe cercare di dire la felicità che si provava a essere vivi in quei giorni. D’accordo, c’erano anche cose noiose, qua e là. Cose addirittura terribili, se guardate un po’ troppo da vicino. C’era l’bominevole peso di ciò che è troppo vivo, di ciò che si m ...continue

    Iniziamo con le sue parole
    “Si potrebbe cercare di dire la felicità che si provava a essere vivi in quei giorni. D’accordo, c’erano anche cose noiose, qua e là. Cose addirittura terribili, se guardate un po’ troppo da vicino. C’era l’bominevole peso di ciò che è troppo vivo, di ciò che si mescola all’atmosfera, all’acqua, alla terra per cercare di distruggervi. C’era la cattiveria degli uomini, la voracità degli animali e l’indifferenza degli oggetti. C’erano come colpi di pugnale che penetravano continuamente nella carne, i rumori, le luci e tutti gli odori. Non era facile vivere insieme a tutte queste cose, eh no, nessuno avrebbe potuto dirlo, tuttavia era una situazione divertente, in un certo senso commovente e inusitata, era un’avventura bella e completa, con l’emozione, il linguaggio, la coscienza, e forse, in un angolo della memoria, una sorta di nostaglia del silenzio e della tranquillità.
    Sì, era un’avventura quella che vi capitava, indimenticabile, unica [...]”
    Ecco uno scrittore lucido, raffinato. Il libro ha capitoli eleganti e altri astuti. E' una sfida al linguaggio. Ma che messaggio ci vuole portare? Nella seconda parte il romanzo entra in un vortice di immagini poetiche. In un mondo di specchi allucinati e superfici deformanti. Durante quei lunghi passaggi, Le Celzio perde la mia attenzione. Si separa dalla natura umana, smette di parlare un lignuaggio che risuona. Si giunge alla fine con la lingua di fuori e la delusione negli occhi.

    said on 

  • 5

    Bellissimo, universale, libro di Le Clezio. Forse Nobel 2008 non per caso. E' necessario però per non perdersi nel vortice della sua scrittura, farsi prendere per mano dall'Autore e scorrere le pagine con Lui senza perderlo neanche per un istante!

    said on 

  • 0

    Prima che vincesse il Premio Nobel onestamente non avevmo mai sentito nominare Le Clezio, come penso molti.
    Per noi lettori ormai assuefatti a libri di consumo incentrati su trame, dialoghi, azione una lettura non sempre facile.
    La parabola della vita umana nella scrittura abbacinante ...continue

    Prima che vincesse il Premio Nobel onestamente non avevmo mai sentito nominare Le Clezio, come penso molti.
    Per noi lettori ormai assuefatti a libri di consumo incentrati su trame, dialoghi, azione una lettura non sempre facile.
    La parabola della vita umana nella scrittura abbacinante e introspettiva di Le Clezio.
    Scittori da leggere con un pò di impegno per ricordarsi la differenza tra un vero libro e i tanti NON libri per NON lettori che saturano il mercato e ci rovinano le papille gustative letterarie come BigMac narrativi.

    said on 

  • 0

    Nella scheda ho riportato la quarta di copertina firmata da Amedeo Giacomini, il traduttore.
    Giacomini, da poeta e prosatore par suo, credo abbia fatto un bellissimo lavoro di traduzione e probabilmente la lettura se ne avvantaggia non poco.
    Io questo libro lo lessi da ragazzina, anche ...continue

    Nella scheda ho riportato la quarta di copertina firmata da Amedeo Giacomini, il traduttore.
    Giacomini, da poeta e prosatore par suo, credo abbia fatto un bellissimo lavoro di traduzione e probabilmente la lettura se ne avvantaggia non poco.
    Io questo libro lo lessi da ragazzina, anche se non ricordo come mai lo scelsi: sfogliavo e andavo a naso, passando di libro in libro per un'allusione, un richiamo o un'assonanza.
    O forse mi incuriosì, sul risguardo, la foto di questo bellissimo giovane così biondo che aveva già pubblicato e vinto un premio.
    Il Nobel in sè mi lascia -mi ha sempre lasciato- completamente indifferente.
    Ma questo libro -che è l'unico che ho di Le Clézio, forse l'unico pubblicato in Italia, non so- non mi lasciò indifferente allora nè lo dimenticai e continua a intrigarmi oggi che l'ho riletto velocemente.
    Le Clézio ha giocato con le parole per superarle, già dal titolo Terra amata e dal nome del protagonista, Chancelade, ma vi lascio il piacere di approfondire, se vi va, e una citazione:
    "E' sempre la stessa poesia non scritta, la storia canticchiata a bassa voce, quella che si sogna anche. Ovunque intorno a me, e anche intorno a voi, la gente legge parole strane e vicine, le scrive con i suoi gesti, le segna con i corpi e i desideri. Sul libro chiuso, quasi chiuso, il mondo dilaga e consuma senza fine"

    said on