Terra degli uomini

Di

Editore: Mursia

4.2
(159)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Portoghese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000011753 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Renato Barilli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
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    La grandezza di un mestiere è forse, in primo luogo, quella di unire tra loro gli uomini: esiste un solo vero lusso, ed è quello della relazioni umane.

    E non si tratta di vivere pericolosamente. Quest ...continua

    La grandezza di un mestiere è forse, in primo luogo, quella di unire tra loro gli uomini: esiste un solo vero lusso, ed è quello della relazioni umane.

    E non si tratta di vivere pericolosamente. Questa formula è presuntuosa. Per la stessa ragione, non mi piacciono i toreri. Non è il pericolo che amo. Io so quello che amo. È la vita.

    Consiglio la lettura di questo libro, che libera dalla visione limitata di Saint-Exupéry come autore del Piccolo principe. Si tratta di una fiaba universale, di un apologo, di un capolavoro. Ma è utile scoprire che il suo autore ha dedicato parole importanti anche al mondo reale.

    Si abusa di espressioni “i tempi andati”, “una volta”. Per Terra degli uomini queste espressioni sarebbero valide. Perché non si tratta del diario di un laudator temporis actis, ma di una racconto di tempi davvero irripetibili: gli inizi.
    L’avvento dell’aviazione civile, a cui Saint-Exupéry prese parte come pilota di aeroplani postale. La navigazione a vista, i contatti stabiliti solo via radio o via faro, la responsabilità totale del mezzo, l’apertura di rotte mai tentate.

    Innanzitutto un’epopea di uomini. Molti non sono ritornati. E che hanno avuto l’ultimo momento di vita con i propri simili su un autobus notturno, pieno di fumo di sigarette e di uomini mezzi addormentati.
    Saint-Exupéry racconta anche di loro, di quelli che non ce l’hanno fatta. E di cui non sconvolgeva tanto la morte, che si sapeva far parte del lavoro che si era scelto, quanto la mancanza avvertita più tardi, quella dell’amico che non era solo amico, ma vecchio amico, come un albero di cui si era attesa la crescita, una relazione, un legame insostituibile, perché richiede tempo per crearne uno nuovo, come per vedere l’albero crescere.

    E poi la scoperta di un mondo. Saint-Ex racconta della Spagna, ma anche delle nevi dell’America del Sud, e del deserto africano, dove conobbe uomini, riscattò uno schiavo, e vagò per giorni ormai certo della morte.
    Il volo non è solo una tecnica, un avventura del progresso, perché trova un cantore che dal suo lavoro, dal suo mestiere, ha tratto insegnamenti, ha imparato nuove prospettive.
    Sul mondo e sulla parte che l’uomo occupa, insignificante rispetto a quegli spazi dove non è concesso di vivere stabilmente.
    Ma soprattutto sull’uomo stesso: sollevarsi, sorvolare, atterrare per qualche ora, lungi dall’alienare, permette a Saint-Ex di comprendere meglio gli uomini, le differenze, tante, e le affinità, tantissime, che portano alla riflessione dell’ultimo racconto.

    Concetti semplici, che si possono trovare facilmente triti e ritriti, o banali, ma che sono poi quell’essenziale che, lungi dall’essere invisibile agli occhi, è perfin troppo lampante, e si rivela con la sola condizione di essere capaci di riconoscerlo.

    ---

    Ma io me ne rido del disprezzo della mote. Se non trae le sue radici da una responsabilità accettata, esso non è che un indice di povertà o di eccesso giovanile. Ho conosciuto un giovane suicida. Dinanzi a questa triste messa in scena, non ho provato un’impressione di nobiltà, ma di miseria.

    L’uso di uno strumento sapiente non ha fatto di te un arido tecnico. A me sembra che confondano il fine con i mezzi coloro che si fanno intimidire dall’eccesso dei nostri progressi tecnici. Ma la macchina non è un fine. L’aeroplano non è un fine: è uno strumento.
    Che cosa sono i cent’anni della storia della macchina rispetto ai duecentomila anni della storia dell’uomo?

    Ancora una volta, scopriamo che i naufraghi non siamo noi. I naufraghi sono coloro che aspettano. Coloro che sono minacciati dal nostro silenzio. Colore che già sono straziati da un abominevole errore. Non si può correre verso di loro.

    Legati ai nostri fratelli da un fine comune, che si situa al di fuori di noi, solo allora noi respiriamo e l’esperienza ci mostra che amare non vuol dire guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante e profondo, anche se...a tratti noiosetto

    Confesso che stavo per dare 3 stellette, ma poi non me la sono sentita. Non a SaintEx (come lo chiamavamo a scuola)! E' indiscutibilmente un grande: un grande pilota (quando i piloti erano dei veri e ...continua

    Confesso che stavo per dare 3 stellette, ma poi non me la sono sentita. Non a SaintEx (come lo chiamavamo a scuola)! E' indiscutibilmente un grande: un grande pilota (quando i piloti erano dei veri e propri pionieri, che guidavano delle "scatole volanti" in pericolosissimi voli a vista) e un grande scrittore (che sa toccare le corde giuste e trascina in riflessioni profonde senza fine). Talvolta però diventa un po' pesantuccio e non ho gradito il saltare qui e là da un episodio all'altro della sua vita di aviatore. Comunque devo ammettere che ne è valsa la pena perché è una lettura che lascia il segno e difficilmente dimenticherò. Certo non è il mitico Petit Prince, ma essere trasportati nell'occhio di un ciclone, piuttosto che sperduti nel deserto senz'acqua, in un "ottovolante" di sensazioni, emozioni e riflessioni ("l'amore non significa guardarsi l'un l'altro, ma guardare insieme nella medesima direzione", giusto per citarne una), con la mediocrità della letteratura contemporanea, mi ha entusiasmata. Per cui alla fine, con piacere, gli do le mie meritatissime 4 stelle. E anche alla signora Lindberg che ha scritto la recensione.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla ricerca della verità nella terra degli uomini, che è il morire di sete in un deserto minerale sotto un manto di stelle eppure rialzarsi e camminare ancora e ancora fino - un attimo prima di spegn ...continua

    Alla ricerca della verità nella terra degli uomini, che è il morire di sete in un deserto minerale sotto un manto di stelle eppure rialzarsi e camminare ancora e ancora fino - un attimo prima di spegnersi - abbracciare un beduino che ti salva.

    ha scritto il 

  • 2

    l'ho trovato lentissimo e pesante, al punto di pensare/temere di abbandonarlo. alla fine ho concluso la lettura, salvando solo qualche passaggio relativo all'essere umano come animale sociale. Saint-E ...continua

    l'ho trovato lentissimo e pesante, al punto di pensare/temere di abbandonarlo. alla fine ho concluso la lettura, salvando solo qualche passaggio relativo all'essere umano come animale sociale. Saint-Exupéry, narrando la propria vita di pilota tra gli anni venti e trenta del secolo scorso, sottolinea con vigore l'importanza dell'amicizia e della fiducia ("un solo lusso vero esiste, ed è quello dei rapporti umani") e il senso di responsabilità che dovrebbe essere proprio di ognuno di noi ("sentire che, posando la propria pietra, si contribuisce a costruire il mondo").

    ha scritto il 

  • 5

    "Solo lo Spirito, se soffia sull'argilla, può creare l'Uomo"

    Un libro straordinario sulla straordinaria ricerca di sé stessi, della propria verità.
    Verità che non può essere conosciuta né giudicata dalla logica: "Per cercare di far venir fuori questo essenziale ...continua

    Un libro straordinario sulla straordinaria ricerca di sé stessi, della propria verità.
    Verità che non può essere conosciuta né giudicata dalla logica: "Per cercare di far venir fuori questo essenziale, bisogna dimenticare per un istante le divisioni, che, se si ammettono, si trascinano dietro tutto un Corano di verità incrollabili, col fanatismo che ne deriva."

    Si scopre l'importanza non dell'istruzione, ma della coltivazione. E' importante coltivare, non trasmettere una conoscenza asettica. Coltivare vuol dire conoscere l'altro, creare una relazione.
    "Certo le vocazioni aiutano l'uomo a sprigionarsi; ma è ugualmente necessario far sprigionare le vocazioni."

    Semplice e diretto, perché narra la vita stessa di chi ha cercato o di coloro che ha visto cercare.
    Si sviluppa in un crescendo di coinvolgimento e di comprensione, fino ad arrivare all'ultimo capitolo, gustando la gioia, la pienezza, di quando si raggiunge la vetta di un monte.
    La felicità sta nel voler diventare gazzelle e danzare la propria danza.
    "L'ergastolo sta dove vengono dati colpi di piccone che non hanno alcun senso, che non ricollegano colui che li dà alla comunità degli uomini. E noi vogliamo evadere dall'ergastolo."

    ha scritto il 

  • 4

    Storia immersa nell'atmosfera irreale del deserto e della luce lunare: una specie di testamento spirituale di questo straordinario autore, scomparso nel nulla come il suo "Piccolo principe". Profondis ...continua

    Storia immersa nell'atmosfera irreale del deserto e della luce lunare: una specie di testamento spirituale di questo straordinario autore, scomparso nel nulla come il suo "Piccolo principe". Profondissimo e poetico.

    ha scritto il 

  • 4

    Oltre Il piccolo principe

    Digito "Terra degli uomini" su Google. Ovviamente i risultati che mi restituisce il motore di ricerca sono quelli legati a Jovanotti e alla sua canzone (video). Una canzone che non conosco e che ascol ...continua

    Digito "Terra degli uomini" su Google. Ovviamente i risultati che mi restituisce il motore di ricerca sono quelli legati a Jovanotti e alla sua canzone (video). Una canzone che non conosco e che ascolto solo ora. Parto dalla fine, in sostanza. Perché il mio principio è stato il libro dal quale il brano prende vita. Perché "Terra degli uomini" è prima di tutto un libro scritto da Antoine de Saint-Exupéry e pubblicato nel 1939. Ben prima dell'altro suo celeberrimo, "Il piccolo principe". Saint-Exupéry, diciamolo pure, è soprattutto "Il piccolo principe", un libricino che anch'io avrò letto cinque o sei volte. Ma Saint-Exupéry non è solo "Il piccolo principe". E' anche altro. E' anche "Terra degli uomini", per l'appunto.

    Il primo impatto con "Terra degli uomini" è imponente: "La terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell'arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch'egli estrae è universale. Non diversamente dall'aeroplano, strumento delle vie aeree, coinvolge l'uomo in tutti gli antichi problemi". L'aeroplano, dunque, è uno strumento che insegna all'uomo i segreti universali e gli consente di misurarsi con le resistenze della terra per scoprire se stesso, il mondo e i suoi misteri. Meraviglia...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/saint-exup%C3%A9ry-antoine-de-terra-degli-uomini.html

    ha scritto il 

  • 0

    Un miraggio di pozzo nel deserto, nel silenzio di tempio della notte e delle stelle…bello, e dopo che hai camminato un po’ tra le dune, ad assorbire la magia dell’ambiente e l’emozione, svanisce, ma t ...continua

    Un miraggio di pozzo nel deserto, nel silenzio di tempio della notte e delle stelle…bello, e dopo che hai camminato un po’ tra le dune, ad assorbire la magia dell’ambiente e l’emozione, svanisce, ma ti lascia quel mormorio di luci dentro. Bello, come un canto semplice ma musicale, una musica che si spegne lasciandoti un senso d’armonia e desiderio d’imparare, d’abbeverarci di libri, d’immagini di paesi lontani, di sogni, ricordi, parole, della solitudine del deserto, dell’imponenza delle montagne, della sfida del mare, di rovine antiche, di miti, della sorpresa di un ruscello nascosto…perché dopo aver letto libri così, come quelli di Fosco Maraini, senti che in ogni cosa c’è una nota nascosta di questa bellissima canzone, e che tutto il mondo, le tecnologie, il sapere, sono strumenti che ci possono consentire di ritrovarla, e di suonarla…perché la nostra è una terra degli uomini, e quindi dobbiamo assumerci la responsabilità di essere uomini, con coscienza imparare a vivere e ricordarci che l’uomo non è un mezzo, è il fine.

    ha scritto il 

  • 3

    I have found this book this summer at Hué, in Vietnam, in a nice café. It came back in Italy with me and now we flew together to Berlin... I hope it can continue its fantastic travel with someone else ...continua

    I have found this book this summer at Hué, in Vietnam, in a nice café. It came back in Italy with me and now we flew together to Berlin... I hope it can continue its fantastic travel with someone else ;)

    ha scritto il 

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