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Terra di nessuno

Di

Editore: Frassinelli

3.8
(164)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882748286 | Isbn-13: 9788882748289 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Paura. La paura dell'ignoto. L'angoscia del passato. Il trauma del male. Tuttoquesto può nascondersi nel profondo della nostra psiche. E un giornoriemergere in un luogo fuori dallo spazio, un bosco intricato. È il bosco incui si ritrovano quattro reduci della Grande Guerra che per ritardare ilreinserimento nella vita "normale" decidono di lavorare come carbonai, ancorauna volta insieme e divisi dal mondo. E sarà proprio in quel bosco che il lororapporto verrà messo a dura prova da presenze misteriose, forse fantasmi deigiorni del fronte, forse oscure manifestazioni di una bestia mostruosa.
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  • 4

    Le ferite della vita....

    Eraldo Baldini è il perfetto esempio dello scrittore capace di condensare la profondità nella semplicità, di dire tanto in poco, di trasmettere significato senza costruire inutili e pesanti castelli in aria. E “Terra di nessuno”, per quanto non lo ritenga il suo romanzo migliore, ne è l’ennesima ...continua

    Eraldo Baldini è il perfetto esempio dello scrittore capace di condensare la profondità nella semplicità, di dire tanto in poco, di trasmettere significato senza costruire inutili e pesanti castelli in aria. E “Terra di nessuno”, per quanto non lo ritenga il suo romanzo migliore, ne è l’ennesima dimostrazione.
    Quattro uomini, reduci dalla Grande Guerra, decidono di isolarsi in un bosco nell’Alto Appennino per lavorare come carbonai: è anche l’occasione per ritrovarsi, per ritrovare sé stessi, dopo l’esperienza traumatica della guerra. A poco a poco, tuttavia, si ritrovano coinvolti in una serie di eventi inquietanti e inspiegabili, e che tali resteranno, fino alla fine. Avrei preferito che l’autore, una volta arrivata alla fine, me li avesse “spiegati”, fornendomi una soluzione al “mistero” racchiuso fra le pagine, in quel bosco tanto oscuro e tanto misterioso. Ma poi, ho capito, ho capito tutto. Qualunque lettore capirebbe se leggesse il libro dalla parte giusta, col giusto spirito, con la stessa profondità. Perché questo, al di là della mole che non deve trarre in inganno, è un libro profondo, una parabola nera sulle ferite della vita, ferite dalle quali, il nostro animo e la nostra psiche, anche a distanza di tempo, non potranno mai veramente guarire.
    Bravo Baldini!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei primi romanzi di Baldini che ho letto e chi mi ha subito entusiasmato. Quattro reduci della prima guerra mondiale, un'idea per guadagnare qualche soldo, un bosco isolato e lontano dal paese. Ma la violenza della guerra è il vero orrore e anche chi è tornato dalla guerra non tornerà mai pi ...continua

    Uno dei primi romanzi di Baldini che ho letto e chi mi ha subito entusiasmato. Quattro reduci della prima guerra mondiale, un'idea per guadagnare qualche soldo, un bosco isolato e lontano dal paese. Ma la violenza della guerra è il vero orrore e anche chi è tornato dalla guerra non tornerà mai più.

    ha scritto il 

  • 5

    E dalla terra di nessuno non si esce, lo sai: ci si perde, ci si scompare.

    Siamo chissà dove,sospesi, persi, e mi chiedo se la strada la troveremo mai più


    Brividi sulla pelle, fotografie nitide, personaggi che escono dalle pagine, il buio del bosco, il lupo...tutto davanti ai miei occhi.


    Straordinario.Nero.Un solco profondo che tocca l'anima. ...continua


    Siamo chissà dove,sospesi, persi, e mi chiedo se la strada la troveremo mai più

    Brividi sulla pelle, fotografie nitide, personaggi che escono dalle pagine, il buio del bosco, il lupo...tutto davanti ai miei occhi.

    Straordinario.Nero.Un solco profondo che tocca l'anima.

    Dalla terra di nessuno non si esce, si può solo girarci dentro...

    ha scritto il 

  • 5

    Una creatura che appare e scompare..poi forse tutto scomparirà

    4*e mezzo-voto 8/9


    Un romanzo noir breve ma che mi ha catturato molto. Alcuni amici reduci dalla prima guerra mondiale partono per alcuni giorni su una collina lontana dalle parti di Ravenna. Si accingono a lavorare per una carbonaia bruciando legna in maniera particolare per ottenere car ...continua

    4*e mezzo-voto 8/9

    Un romanzo noir breve ma che mi ha catturato molto. Alcuni amici reduci dalla prima guerra mondiale partono per alcuni giorni su una collina lontana dalle parti di Ravenna. Si accingono a lavorare per una carbonaia bruciando legna in maniera particolare per ottenere carbone. I ricordi di guerra e dei suoi orrori perseguitano i protagonisti.
    Da lì il racconto prende una fase onirica e surreale…nei boschi isolati da tutto, accadono fatti strani anche terribili..e un lupo si aggira furtivamente apparendo e scomparendo…è come una presenza ancestrale…forse esistente da sempre. Mi ha molto affascinata questo romanzo..spingendomi verso un mistero un enigma..dandomi una certa inquietudine…come una favola surreale

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbe stato un buon racconto, purtroppo è stato allungato. Uno scrittore che m’inganna o che gioca per così tante pagine deve essere davvero molto bravo per non farmi arrabbiare alla fine.
    E il brutto è che non mi sono neanche arrabbiato.
    I personaggi mi sono rimasti lontani parenti ...continua

    Sarebbe stato un buon racconto, purtroppo è stato allungato. Uno scrittore che m’inganna o che gioca per così tante pagine deve essere davvero molto bravo per non farmi arrabbiare alla fine.
    E il brutto è che non mi sono neanche arrabbiato.
    I personaggi mi sono rimasti lontani parenti, il paesaggio (che diventa il vero protagonista) viene descritto troppe volte in maniera che vorrebbe essere ossessiva, ma diventa noiosa e la trama è (volutamente) scarna e la morale sulla guerra (pur se condivisibilissima) è un po’ inflazionata.
    Non so dire perché le sottrazioni di Agota Kristof (per esempio) mi piacciano tanto e quelle di Baldini mi lascino indifferente, ma è così.
    Forse perché non mi piacciono le storie di paura (tra tutto quello che c’è dentro la psiche umana quella è l’ultima delle mie passioni).

    ha scritto il 

  • 3

    Baldini ha una scrittura misurata che rende la lettura dei suoi libri contenenti tutti i temi cari al genere noir-horror non troppo impegnativa e piacevole, almeno per me che non amo troppo questo genere.
    Poco più che un racconto, "terra di nessuno" rieccheggia le solite atmosfere da incubo ...continua

    Baldini ha una scrittura misurata che rende la lettura dei suoi libri contenenti tutti i temi cari al genere noir-horror non troppo impegnativa e piacevole, almeno per me che non amo troppo questo genere.
    Poco più che un racconto, "terra di nessuno" rieccheggia le solite atmosfere da incubo di Poe e altri maestri conosciuti. Le figure dei quattro reduci che si isolano in un bosco sperduto fra i monti per far carbone, ma soprattutto per riacquisire una propria identità al di là di quella di sopravvissuto, sono appena sbozzate. La trama ovvia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bosco pieno di paura!!

    Quattro amici reduci dalla grande guerra, decidono di trascorrere insieme un pò di tempo per cercare di sentirsi a proprio agio dopo il ritorno dal fronte e per ritardare il loro reinserimento nella vita sociale alla quale non sono più abituati. Ritmo intenso e pieno di suspance non si riesce ad ...continua

    Quattro amici reduci dalla grande guerra, decidono di trascorrere insieme un pò di tempo per cercare di sentirsi a proprio agio dopo il ritorno dal fronte e per ritardare il loro reinserimento nella vita sociale alla quale non sono più abituati. Ritmo intenso e pieno di suspance non si riesce ad abbandonare il libro prima di essere giunti al termine. Peccato per il finale che mi ha lasciato un pò perplessa.

    ha scritto il 

  • 4

    nella nebbia entraci, poi vediamo se ne esci.

    Vai a far la Guerra, quella con la G maiuscola. Spari, ammazzi, rischi la vita. Soffri il freddo e la paura. Stai, come d’autunno sugli alberi le foglie. E poi torni a casa, magari con quattro amici reduci come te, e ti ritrovi come Bilbo Baggins: sei tornato, ma non del tutto. Mi si perdoni il p ...continua

    Vai a far la Guerra, quella con la G maiuscola. Spari, ammazzi, rischi la vita. Soffri il freddo e la paura. Stai, come d’autunno sugli alberi le foglie. E poi torni a casa, magari con quattro amici reduci come te, e ti ritrovi come Bilbo Baggins: sei tornato, ma non del tutto. Mi si perdoni il paragone forse iniquo tra un romanzo Fantasy e la Guerra con la G, ma alla fine è di uomini che si parla, e del loro ritorno a casa; e lo stesso senso di straniamento, di astrazione, di impossibilità a ri-essere ciò che si era prima di partire, si può descrivere anche raccontando di un nanetto che torna dalla battaglia contro i goblin. In fondo siamo tutti umani, e patiamo tutti alla stessa maniera, e i libri a volte sono qui per ricordarcelo, ognuno nel modo che trova più consono.
    Baldini lo fa così, parlando di orrore subdolo, vita contadina, provincia rurale italiana di 60 anni fa. Anche più. E lo fa in un romanzo semplice, oscuro, misterioso, orroroso, che non chiude tutte le porte che apre, ma se anche ne lascia qualcuna soltanto accostata lo fa con competenza e conoscenza dei mezzi, di quel che vuol narrare, e del come farlo.
    L’onirico, le presenze malvagie e sussurranti, unite a quel ritratto gotico della vecchia italia campagnola e l’elemento soprannaturale sono gli stessi di altre sue raccolte di racconti come Bambini Ragni etc e Gotico Rurale (in nomen omen). Ritroviamo qui ottimamente rappresentati quegli elementi che lo hanno reso caro agli amanti di quell’horror italiano da noi molto bistrattato. Come ho già detto altrove, Baldini dimostra che c’è ancora spazio per la narrativa di genere italiana, e lo fa con grande mestiere.
    O si ama o si ama. Poca scelta.

    http://storielacrimevoli.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 5

    Solo i morti vedono la fine della guerra

    Premessa: Eraldo Baldini è molto bravo a raccontare l’orrore, soprattutto quell’orrore generato dalle inquietudini e dalle paure della nostra psiche, dalle ferite dell’anima che non si sono rimarginate e per questo, ritengo, ancor più spaventoso (da questo punto di vista non sbaglia chi lo ha ac ...continua

    Premessa: Eraldo Baldini è molto bravo a raccontare l’orrore, soprattutto quell’orrore generato dalle inquietudini e dalle paure della nostra psiche, dalle ferite dell’anima che non si sono rimarginate e per questo, ritengo, ancor più spaventoso (da questo punto di vista non sbaglia chi lo ha accostato a Stephen King).

    In questo romanzo breve (che si presterebbe agevolmente ad una trasposizione cinematografica) ci vengono narrate le vicende di quattro reduci della grande guerra che non sentendosi più adeguati a quello che era il loro “mondo normale”, decidono di ritirarsi in un bosco isolato per produrre carbone e ritrovare se stessi. Però i colori, i rumori e gli odori della guerra, che si sono insinuati nei loro sensi e nella loro anima, rimangono più forti e intensi di quelli della montagna che, anzi, a causa di strani e terribili accadimenti oltre ad oscure presenze, diventano anch’essi sempre più opprimenti e claustrofobici.

    Alternando reale e surreale, in un crescendo ben dosato di tensione, si arriva velocemente alla fine con la curiosità di vedere come e quando avrà fine l’incubo, per accorgersi che l’incubo peggiore è quello che non ha mai fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Enrico, Adelmo, Martino e Settimio, quattro reduci incapaci di vivere dopo l'esperienza terribile e drammatica della guerra, dopo aver visto le barbarie e il dolore che solo gli esseri umani sanno infliggersi. Quattro amici, complici e compagni che decidono di cambiare quella che sembra essere v ...continua

    Enrico, Adelmo, Martino e Settimio, quattro reduci incapaci di vivere dopo l'esperienza terribile e drammatica della guerra, dopo aver visto le barbarie e il dolore che solo gli esseri umani sanno infliggersi. Quattro amici, complici e compagni che decidono di cambiare quella che sembra essere vita, avventurarsi nel bosco e reinventarsi carbonari. Ma quel bosco è strano, mette paura, o forse è il loro passato, sono gli incubi che neanche li danno tregua e anzi sembrano confondersi con la realtà.
    Si sentì un'eremita in attesa di verità a lungo cercate e mai trovate, un generale degradato e sconfitto in una fortezza assediata e vuota, un viandante perduto su strade che nessuno aveva percorso mai. Si sentì un piccolo uomo al centro di un universo muto, incomprensibile e ostile. Si sentì quello che era, un reduce dolorosamente sopravvissuto e stanco. E soprattuto si sentì impaurito e solo.

    Dalla terra di nessuno non si esce, si può solo girarci dentro fino a morire o a impazzire. Incontrerò l'esercito dei disertori, quelli che si cibano di cadaveri e mi prenderanno. O incontrerò i fantasmi dei soldati morti, che crocifissi sui reticolati mi chiameranno come sirene malvagie e non mi lasceranno andar via. Si deve essere lo Spirito della Guerra che adesso, uno per uno, ci reclama e ci prende, dopo che non è riuscito a farlo lassù. O forse è lo Spirito del Bosco, di questo bosco, che non ci vuole qui e ci elimina. Oppure sono morto, sono morto in trincea e non lo sapevo, e questo non è che un'aldilà da incubo, non è che l'inizio di un'eternità orrenda e spietata.
    Bel romanzo, si inizia e si finisce presi da una storia coinvolgente e ben scritta ma a mio avviso troppo breve, andava sviluppato in maniera più approfondita.Ciò non toglie che leggerò altro di questo autore perchè ha uno stile che mi piace.

    ha scritto il