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Terra di nessuno

Di

Editore: Frassinelli

3.8
(169)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882748286 | Isbn-13: 9788882748289 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Paura. La paura dell'ignoto. L'angoscia del passato. Il trauma del male. Tuttoquesto può nascondersi nel profondo della nostra psiche. E un giornoriemergere in un luogo fuori dallo spazio, un bosco intricato. È il bosco incui si ritrovano quattro reduci della Grande Guerra che per ritardare ilreinserimento nella vita "normale" decidono di lavorare come carbonai, ancorauna volta insieme e divisi dal mondo. E sarà proprio in quel bosco che il lororapporto verrà messo a dura prova da presenze misteriose, forse fantasmi deigiorni del fronte, forse oscure manifestazioni di una bestia mostruosa.
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  • 5

    Un libro che colpisce

    Un libro corto, poco più di un racconto, ma di una intensità notevole. Evidenzia l'inquietante verità che da certi orrori non si può uscire. Non è certo un libro che tira su il morale, quindi non lo c ...continua

    Un libro corto, poco più di un racconto, ma di una intensità notevole. Evidenzia l'inquietante verità che da certi orrori non si può uscire. Non è certo un libro che tira su il morale, quindi non lo consiglierei a un amico depresso, ma in generale è un libro da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Selva

    ... quasi impaziente di incontrarlo faccia a faccia, di chiudere in qualche modo e per sempre la partita, di far finire quella guerra senza chiedersi chi l'avrebbe vinta, perchè questo non è important ...continua

    ... quasi impaziente di incontrarlo faccia a faccia, di chiudere in qualche modo e per sempre la partita, di far finire quella guerra senza chiedersi chi l'avrebbe vinta, perchè questo non è importante per i soldati, loro la guerra la perdono sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Le ferite della vita....

    Eraldo Baldini è il perfetto esempio dello scrittore capace di condensare la profondità nella semplicità, di dire tanto in poco, di trasmettere significato senza costruire inutili e pesanti castelli i ...continua

    Eraldo Baldini è il perfetto esempio dello scrittore capace di condensare la profondità nella semplicità, di dire tanto in poco, di trasmettere significato senza costruire inutili e pesanti castelli in aria. E “Terra di nessuno”, per quanto non lo ritenga il suo romanzo migliore, ne è l’ennesima dimostrazione.
    Quattro uomini, reduci dalla Grande Guerra, decidono di isolarsi in un bosco nell’Alto Appennino per lavorare come carbonai: è anche l’occasione per ritrovarsi, per ritrovare sé stessi, dopo l’esperienza traumatica della guerra. A poco a poco, tuttavia, si ritrovano coinvolti in una serie di eventi inquietanti e inspiegabili, e che tali resteranno, fino alla fine. Avrei preferito che l’autore, una volta arrivata alla fine, me li avesse “spiegati”, fornendomi una soluzione al “mistero” racchiuso fra le pagine, in quel bosco tanto oscuro e tanto misterioso. Ma poi, ho capito, ho capito tutto. Qualunque lettore capirebbe se leggesse il libro dalla parte giusta, col giusto spirito, con la stessa profondità. Perché questo, al di là della mole che non deve trarre in inganno, è un libro profondo, una parabola nera sulle ferite della vita, ferite dalle quali, il nostro animo e la nostra psiche, anche a distanza di tempo, non potranno mai veramente guarire.
    Bravo Baldini!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei primi romanzi di Baldini che ho letto e chi mi ha subito entusiasmato. Quattro reduci della prima guerra mondiale, un'idea per guadagnare qualche soldo, un bosco isolato e lontano dal paese. M ...continua

    Uno dei primi romanzi di Baldini che ho letto e chi mi ha subito entusiasmato. Quattro reduci della prima guerra mondiale, un'idea per guadagnare qualche soldo, un bosco isolato e lontano dal paese. Ma la violenza della guerra è il vero orrore e anche chi è tornato dalla guerra non tornerà mai più.

    ha scritto il 

  • 5

    E dalla terra di nessuno non si esce, lo sai: ci si perde, ci si scompare.

    Siamo chissà dove,sospesi, persi, e mi chiedo se la strada la troveremo mai più

    Brividi sulla pelle, fotografie nitide, personaggi che escono dalle pagine, il buio del bosco, il lupo...tutto davanti a ...continua

    Siamo chissà dove,sospesi, persi, e mi chiedo se la strada la troveremo mai più

    Brividi sulla pelle, fotografie nitide, personaggi che escono dalle pagine, il buio del bosco, il lupo...tutto davanti ai miei occhi.

    Straordinario.Nero.Un solco profondo che tocca l'anima.

    Dalla terra di nessuno non si esce, si può solo girarci dentro...

    ha scritto il 

  • 5

    Una creatura che appare e scompare..poi forse tutto scomparirà

    4*e mezzo-voto 8/9

    Un romanzo noir breve ma che mi ha catturato molto. Alcuni amici reduci dalla prima guerra mondiale partono per alcuni giorni su una collina lontana dalle parti di Ravenna. Si acci ...continua

    4*e mezzo-voto 8/9

    Un romanzo noir breve ma che mi ha catturato molto. Alcuni amici reduci dalla prima guerra mondiale partono per alcuni giorni su una collina lontana dalle parti di Ravenna. Si accingono a lavorare per una carbonaia bruciando legna in maniera particolare per ottenere carbone. I ricordi di guerra e dei suoi orrori perseguitano i protagonisti.
    Da lì il racconto prende una fase onirica e surreale…nei boschi isolati da tutto, accadono fatti strani anche terribili..e un lupo si aggira furtivamente apparendo e scomparendo…è come una presenza ancestrale…forse esistente da sempre. Mi ha molto affascinata questo romanzo..spingendomi verso un mistero un enigma..dandomi una certa inquietudine…come una favola surreale

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbe stato un buon racconto, purtroppo è stato allungato. Uno scrittore che m’inganna o che gioca per così tante pagine deve essere davvero molto bravo per non farmi arrabbiare alla fine.
    E il brut ...continua

    Sarebbe stato un buon racconto, purtroppo è stato allungato. Uno scrittore che m’inganna o che gioca per così tante pagine deve essere davvero molto bravo per non farmi arrabbiare alla fine.
    E il brutto è che non mi sono neanche arrabbiato.
    I personaggi mi sono rimasti lontani parenti, il paesaggio (che diventa il vero protagonista) viene descritto troppe volte in maniera che vorrebbe essere ossessiva, ma diventa noiosa e la trama è (volutamente) scarna e la morale sulla guerra (pur se condivisibilissima) è un po’ inflazionata.
    Non so dire perché le sottrazioni di Agota Kristof (per esempio) mi piacciano tanto e quelle di Baldini mi lascino indifferente, ma è così.
    Forse perché non mi piacciono le storie di paura (tra tutto quello che c’è dentro la psiche umana quella è l’ultima delle mie passioni).

    ha scritto il 

  • 3

    Baldini ha una scrittura misurata che rende la lettura dei suoi libri contenenti tutti i temi cari al genere noir-horror non troppo impegnativa e piacevole, almeno per me che non amo troppo questo gen ...continua

    Baldini ha una scrittura misurata che rende la lettura dei suoi libri contenenti tutti i temi cari al genere noir-horror non troppo impegnativa e piacevole, almeno per me che non amo troppo questo genere.
    Poco più che un racconto, "terra di nessuno" rieccheggia le solite atmosfere da incubo di Poe e altri maestri conosciuti. Le figure dei quattro reduci che si isolano in un bosco sperduto fra i monti per far carbone, ma soprattutto per riacquisire una propria identità al di là di quella di sopravvissuto, sono appena sbozzate. La trama ovvia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bosco pieno di paura!!

    Quattro amici reduci dalla grande guerra, decidono di trascorrere insieme un pò di tempo per cercare di sentirsi a proprio agio dopo il ritorno dal fronte e per ritardare il loro reinserimento nella v ...continua

    Quattro amici reduci dalla grande guerra, decidono di trascorrere insieme un pò di tempo per cercare di sentirsi a proprio agio dopo il ritorno dal fronte e per ritardare il loro reinserimento nella vita sociale alla quale non sono più abituati. Ritmo intenso e pieno di suspance non si riesce ad abbandonare il libro prima di essere giunti al termine. Peccato per il finale che mi ha lasciato un pò perplessa.

    ha scritto il 

  • 4

    nella nebbia entraci, poi vediamo se ne esci.

    Vai a far la Guerra, quella con la G maiuscola. Spari, ammazzi, rischi la vita. Soffri il freddo e la paura. Stai, come d’autunno sugli alberi le foglie. E poi torni a casa, magari con quattro amici r ...continua

    Vai a far la Guerra, quella con la G maiuscola. Spari, ammazzi, rischi la vita. Soffri il freddo e la paura. Stai, come d’autunno sugli alberi le foglie. E poi torni a casa, magari con quattro amici reduci come te, e ti ritrovi come Bilbo Baggins: sei tornato, ma non del tutto. Mi si perdoni il paragone forse iniquo tra un romanzo Fantasy e la Guerra con la G, ma alla fine è di uomini che si parla, e del loro ritorno a casa; e lo stesso senso di straniamento, di astrazione, di impossibilità a ri-essere ciò che si era prima di partire, si può descrivere anche raccontando di un nanetto che torna dalla battaglia contro i goblin. In fondo siamo tutti umani, e patiamo tutti alla stessa maniera, e i libri a volte sono qui per ricordarcelo, ognuno nel modo che trova più consono.
    Baldini lo fa così, parlando di orrore subdolo, vita contadina, provincia rurale italiana di 60 anni fa. Anche più. E lo fa in un romanzo semplice, oscuro, misterioso, orroroso, che non chiude tutte le porte che apre, ma se anche ne lascia qualcuna soltanto accostata lo fa con competenza e conoscenza dei mezzi, di quel che vuol narrare, e del come farlo.
    L’onirico, le presenze malvagie e sussurranti, unite a quel ritratto gotico della vecchia italia campagnola e l’elemento soprannaturale sono gli stessi di altre sue raccolte di racconti come Bambini Ragni etc e Gotico Rurale (in nomen omen). Ritroviamo qui ottimamente rappresentati quegli elementi che lo hanno reso caro agli amanti di quell’horror italiano da noi molto bistrattato. Come ho già detto altrove, Baldini dimostra che c’è ancora spazio per la narrativa di genere italiana, e lo fa con grande mestiere.
    O si ama o si ama. Poca scelta.

    http://storielacrimevoli.blogspot.it/

    ha scritto il