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Terra nera

Romanzo perfido e paradossale di cafoni e d'anarchia

Di

Editore: Nuovi Equilibri

4.1
(32)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Altri

Isbn-10: 8872268605 | Isbn-13: 9788872268605 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
In questo romanzo, attraverso vicende spesso violente ed esplicitamentecarnali, al lettore viene offerta una visione d'insieme del sottoproletariatoagrario meridionale di una cinquantina di anni fa. Inoltre la trama offre lospunto per il confronto tra due grandi temi dell'anarchismo: quello legatoalle intuizioni di Enrico Malatesta e quello dell'anarco-individualismostirneriano, che si incarna nel protagonista del libro.
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  • 0

    VENDETTA

    Racconto da leggere con il sottofondo delle canzoni di Matteo Salvatore. Il sole spietato del Sud e la fatica dei poveri per procurarsi il cibo e poco altro. L'indifferenza dei ricchi e la crudeltà dei soprastanti. La prima parte del racconto, un prologo alla storia di Nino, rimane in bilico tra ...continua

    Racconto da leggere con il sottofondo delle canzoni di Matteo Salvatore. Il sole spietato del Sud e la fatica dei poveri per procurarsi il cibo e poco altro. L'indifferenza dei ricchi e la crudeltà dei soprastanti. La prima parte del racconto, un prologo alla storia di Nino, rimane in bilico tra Verga e Boccaccio, perché i poveri nell'Italia del Sud degli anni '50, oltre che poveri sono anche molto superstiziosi, ingenui e facili prede di toglitori di malocchio. La seconda invece é quella liberatoria. E' la descrizione precisa e dettagliata di una VENDETTA, vero e puro piacere dopo le ingiustizie narrate nella prima. Vi ricordate "Giù la testa" di Sergio Leone? Miranda, il bandito sporco e straccione che nella carrozza dei ricchi ha dovuto sopportare tutto il disprezzo dei signori puliti, eleganti e sazi? E con quanto gusto poi le scene successive ci hanno liberato della rabbia che da spettatori avevamo dovuto ingoiare insieme a lui? Lo stesso effetto riesce a ottenere Giuse Alemanno con la storia di Nino, insieme a lui ci vendichiamo delle umiliazioni che avevano dovuto subire Annina,i suoi genitori, il marito e Nino bambino. Capatosta, intelligente, furbo e senza sensi di colpa Nino per qualche ora ci fa sognare un possibile riscatto.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto da: Laura.

    E' un pugno allo stomaco sporco e polveroso questo libro.
    Il racconto di una terra e di gente vinta dalla povertà, dai padroni e dal destino.
    A meno che il proprio destino non lo si voglia combattere a tutti i costi come fa Nino. Solo che Nino se ne frega di tu ...continua

    Letto da: Laura.

    E' un pugno allo stomaco sporco e polveroso questo libro.
    Il racconto di una terra e di gente vinta dalla povertà, dai padroni e dal destino.
    A meno che il proprio destino non lo si voglia combattere a tutti i costi come fa Nino. Solo che Nino se ne frega di tutti, pensa solo a sè stesso, alla propria voglia di potere e non si preoccupa minimamente di come arrivare al potere.
    Una storia cruda, bassa e cafona ma con protagonista una terra che imparo ad amare sempre di più con il passare degli anni. E quel Primitivo...

    ha scritto il 

  • 5

    Magnifico......come bere il primitivo.
    Intenso, corposo, carnale. La parte nera delle origini, la parte ancora presente in ognuno di noi, tenuta rigorosamente alla briglia dall'etica....Onorata di conoscerne l'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    "Mi nutre il dolore. E' cibo, bevanda. Mi ha forgiato, rancoroso, subdolo, sano forte. Sorrido spesso. costa poco. C'è la tendenza a fidarsi di chi sorride."


    letto e riletto in una settimana, storia di cafoni, e spaccato delle lotte per la sopravvivenza a tutti i livelli, dal sociale alle ...continua

    "Mi nutre il dolore. E' cibo, bevanda. Mi ha forgiato, rancoroso, subdolo, sano forte. Sorrido spesso. costa poco. C'è la tendenza a fidarsi di chi sorride."

    letto e riletto in una settimana, storia di cafoni, e spaccato delle lotte per la sopravvivenza a tutti i livelli, dal sociale alle politica.

    e poi si ha piacere a leggere un bel "romanzo" ambientato nei posti dove sei nato...

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo di Alemanno, scrittore di Manduria (Taranto), propone un quadro spietato e veridico delle condizioni di vita dei “cafoni” meridionali. Non c’è via di uscita, non c’è salvezza, a meno di essere disposti a tutto, proprio a tutto, pur di sfuggire alla condizione di “servo della gleba”, de ...continua

    Il romanzo di Alemanno, scrittore di Manduria (Taranto), propone un quadro spietato e veridico delle condizioni di vita dei “cafoni” meridionali. Non c’è via di uscita, non c’è salvezza, a meno di essere disposti a tutto, proprio a tutto, pur di sfuggire alla condizione di “servo della gleba”, del bracciante agricolo che deve spaccarsi la schiena per dodici ore al giorno in cambio di un salario da fame.

    Il protagonista del romanzo- Nino- è un ragazzo animato da una volontà di potenza assoluta: non indietreggia davanti a niente, né all’omicidio – quando accoltella il padrone colpevole di voler sedurre sua madre-, né alla delazione, per indirizzare i sospetti dell’omicidio su un amico, né al tradimento e agli intrighi per diventare prima “capo”, poi padrone. Si muove attorniato da una schiera di personaggi mossi esclusivamente dalla difesa del proprio potere personale o da una rassegnata accettazione dello stato di cose esistenti. Zio Peppe, astuto e pericoloso imbroglione che vive in una capanna isolata e a cui la gente del paese si rivolge per risolvere problemi e conflitti personali; il padrone dei terreni che accetta di pagare il funerale del padre di Nino in cambio del possesso di sua madre; i cafoni senz’anima disponibili ad accogliere la propria condizione come un elemento naturale in una società in cui le differenze tra padroni e servi sembrano risalire alla notte dei tempi; il medico che si eccita nel visitare l’ adolescente che diventerà la madre del protagonista.

    In mezzo a questo panorama fosco, emerge il desiderio di ribellione incarnato dal movimento anarchico. Ma è un’anarchia anacronistica e vista attraverso le lenti del disincanto e dell’ironia, in un momento storico segnato dall’affermazione del socialismo marxista tra i proletari agricoli e industriali. La discussione che avviene tra l’anarchico Bruttacapa, il professore e i braccianti sembra ricalcare moduli propri dell’inizio del ‘900 e Nino ha subito la netta percezione che siano votati alla sconfitta. E infatti sceglie un’altra strada.

    Forse quello che mi ha generato un sentimento di ansia durante la lettura è proprio questa dimensione di chiusura alla speranza, il ritratto di una società in cui solo assumendo il ruolo del carnefice, del padrone, si può accedere a una vita degna, come se il binomio signore/ servo esaurisse le possibilità intermedie, gli spazi di mediazione tra queste due categorie estreme.

    Nel romanzo, il sesso (o, per riprendere le indicazioni della quarta di copertina, le vicende carnali) occupa un ruolo importante. Non si tratta di una sessualità basata sull’incontro, sulla relazione, ma sul dominio. Il sesso è concepito come possesso del corpo altrui a fronte di una condizione di radicale disparità. Diventa, in questo senso, analogo al possesso di merci e di status, un simbolo di potere e di scambio. Esemplare il passaggio in cui zio Peppe induce una postulante a una fellatio, in cambio di un suo intervento. Ancora più tragico il riferimento ai “cafoni” disponibili a immolare le proprie figlie in cambio di una dilazione nei pagamenti.

    Ne viene fuori il ritratto di una terra immobile e fondata su stratificazioni sociali ferree. Dove l’anarchia avrebbe un effetto dirompente, se venisse assunta non come ideologia politica, ma come movimento che sovverte la rigidità mortifera dei ruoli e del ciclo di vita.

    Se vogliamo muovere un appunto al libro, il quadro proposto appare eccessivamente netto e manicheo, soprattutto in funzione della sua collocazione storica. Ma lo sviluppo della storia narrata è, nel suo procedere e nel suo approdo finale, impeccabile.

    ha scritto il