Terra rossa e pioggia scrosciante

Di

Editore: Instar (NarrativaMente, 06)

3.7
(169)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8846100204 | Isbn-13: 9788846100207 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Nadotti , Fausto Galuzzi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Parasher, spirito intrappolato nel corpo ferito a morte di una scimmia, riemerge dalle fantasmagoriche regioni dell'incoscienza per raccontare, seduto a una macchina da scrivere, la sua storia. Questo è il contratto stipulato con Yama, Signore della Morte, venuto a fargli nuovamente visita. La sua unica via di salvezza è tenere avvinti gli ascoltatori per almeno due ore al giorno. Hanuman, migliore tra le scimmie e patrono dei poeti, gli offre la protezione e suggerisce un piccolo stratagemma: il patto non precisa chi debba essere il narratore, così nel ruolo di Shahrazad gli si potrà alternare Abhay, il ragazzo che lo ha ferito.
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  • 3

    Una storia che si svolge in un passato remoto molto fantasioso, tra Garcia Marquez e la fantascienza, e d una in un passato recente, ambientata in un mondo più vicino al reale ma ugualmente più fantas ...continua

    Una storia che si svolge in un passato remoto molto fantasioso, tra Garcia Marquez e la fantascienza, e d una in un passato recente, ambientata in un mondo più vicino al reale ma ugualmente più fantastica che realistica, ed una breve e confusa sequenza di eventi nel presente che dovrebbe legare le prime due, ma il gioco non riesce. Prese singolarmente le due storie principali sono buone, ma il modo in cui sono miscelate, la trama di collegamento che fa decisamente acqua ed alcuni brevi intermezzi esortativi che non si capisce bene dove vogliano andare a parare rovinano un po' il tutto.
    Non brutto, ma dopo aver letto 'giochi sacri' mi aspettavo decisamente un altro livello.

    ha scritto il 

  • 3

    Finalmente l'ho finito !!!!!!!!!!!!!

    Affollato come le strade di Delhi, caotico come il traffico di Bombay e con troppe personaggi da ricordare questo romanzo mi ha preso all'inizio poi, non potendolo leggere con costanza mi è diventato ...continua

    Affollato come le strade di Delhi, caotico come il traffico di Bombay e con troppe personaggi da ricordare questo romanzo mi ha preso all'inizio poi, non potendolo leggere con costanza mi è diventato sempre più pesante e da un certo momento in poi ho rinunciato a capirlo e ho accettato ogni stranezza della trama come se fossi stato trascinato dalla corrente.

    Un romanzo più che prolisso ma che mescola la tecnica di Sherazade con gli dei indiani, il tutto per salvare una scimmia dalle grinfie di Yama il dio della morte.

    Un racconto che risucchia nelle proprie spire che si allargano sempre di più sia il mondo attuale che un passato non troppo lontano ma comunque affascinante e misterioso.

    Ce n'è per tutti i gusti: avventurieri, eroi, principesse, dei, guerrieri, santoni, dottori, assassini, soldati ma anche studenti annoiati, party in università, viaggi on the road, amori, vendette, morti e molto altro.

    Un libro decisamente prolisso ma c'è pure da dire che non si può raccontare l'India in 100 pagine.

    ha scritto il 

  • 2

    La votazione è frutto della fatica che ho fatto a finire tutte e 741 le pagine di cui è composto. Confesso che a volte avrei voluto saltarne qualcuna, leggendone frasi qua e là, per arrivare più in fr ...continua

    La votazione è frutto della fatica che ho fatto a finire tutte e 741 le pagine di cui è composto. Confesso che a volte avrei voluto saltarne qualcuna, leggendone frasi qua e là, per arrivare più in fretta alla meta...
    Il punto è che l'idea in sè del libro è affascinante, chi lo ha paragonato a Le mille e una notte ha ragione: la scelta di inserire una storia dentro una storia dentro ad un'altra storia è avvincente, ma poi se ne perde il senso complessivo quando le rispettive trame vengono trascinate così a lungo.
    C'è da dire, inoltre, che mi è sembrato troppo moderno e occidentale, tanto che la parte "indiana" mal si accorda con tutto il resto.
    Prova non superata per Vikram Chandra.

    ha scritto il 

  • 3

    Per gli amanti della letteratura indiana il libro è meritevole di una lettura, con alcuni passi assolutamente geniali come il dialogo fra il santone e Alessandro Magno in cui il santone risponde sempr ...continua

    Per gli amanti della letteratura indiana il libro è meritevole di una lettura, con alcuni passi assolutamente geniali come il dialogo fra il santone e Alessandro Magno in cui il santone risponde sempre con domande e finendo a parlare dell'importanza di una corretta defecazione. è però molto inferiore al suo ultimo meraviglioso romanzo, Giochi sacri.
    In particolare, il pastone indiano, fatto di storie che si intrecciano, non è sempre chiarissimo e non regge il confronto con altri magistrali pastoni (vedi Rushdie)

    ha scritto il 

  • 1

    Che fatica arrivare alla fine! Sarà la distanza culturale, la traduzione..non saprei, ma l'ho trovato a tratti davvero incomprensibile. L'avvicinamento alla letteratura indiana è rimandato!

    ha scritto il 

  • 1

    Non riesco ad entrare in questo libro... è come se quel che racconta non fosse veramente sentito, ma solo un esercizio di scrittura, corretto ma nulla più. Quando leggo che l'autore insegna "scrittura ...continua

    Non riesco ad entrare in questo libro... è come se quel che racconta non fosse veramente sentito, ma solo un esercizio di scrittura, corretto ma nulla più. Quando leggo che l'autore insegna "scrittura creativa" (e cosa insegnerà mai???)... già mi sento mal disposta. Mentre faticosamente cercavo di proseguire (parlo delle prime 200 pagine, seguite dall'abbandono del libro) avevo l'impressione di leggere una sceneggiatura.
    Magari proverò tra qualche mese a ripescarlo...

    ha scritto il