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Terra vergine

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8811588456 | Isbn-13: 9788811588450 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Salmon

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Questo romanzo è l'ultimo di Turgenev ed è il romanzo sui giovani populisti russi dell'"andata al popolo". Con quest'opera lo scrittore intendeva terminare la sua carriera letteraria e sperava di eliminare le incomprensioni sorte fra lui, la critica e il pubblico fin dai tempi di "Padri e figli", incomprensioni che si erano poi accentuate con "Fumo". Qualche anno dopo la pubblicazione di questo romanzo, il quale arrivò al successo gradatamente, Turgenev scriverà che i suoi romanzi avevan voluto essere la presentazione di "fisionomie in veloce mutamento di uomini russi dello strato colto". E "Terra vergine" fu proprio l'ultimo e più ampio affresco di questi giovani.
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  • 4

    “ ...le case dove si parla troppo di virtù sono come le camere d'infermi dove si siano bruciati dei profumi …

    Aleksiej Nězdanov , giovane di una grande ingenuità di fondo e dalla mente infarcita di alti ideali , coltiva un progetto ben definito : quello di fare quanto più possibile affinché i contadini e tutt ...continua

    Aleksiej Nězdanov , giovane di una grande ingenuità di fondo e dalla mente infarcita di alti ideali , coltiva un progetto ben definito : quello di fare quanto più possibile affinché i contadini e tutti quei lavoratori oppressi da una classe padronale violenta ed avida possano risvegliare le proprie coscienze per avviare una vera rivolta sociale .
    E tale obiettivo è talmente assillante da costituire la sua unica ragione di vita .
    Ma nel momento in cui egli è costretto a prendere atto che tutti i suoi sforzi non hanno prodotto alcuno dei risultati sperati il suo destino appare per lui inevitabile .
    Gli argomenti del populismo , del nichilismo , e più in generale della lotta politica fra le classi , non sono nuovi per Turgenev ma in questo romanzo , che è stato anche l'ultimo da lui scritto , esso ne costituisce l'essenza .
    E tra i tanti personaggi , dai tratti psicologici così differenti a rappresentare le anime diverse di una Russia dalle forti divisioni fra le classi e tutti disegnati magistralmente come solo la penna di Turgenev sapeva fare , oltre al già citato Aleksiej ed alla figura fondamentale di Marianna , mi è parso particolarmente significativo quello di Solomin.
    Non assegno le rituali 5 stelle unicamente per la traduzione che , a mio giudizio, non mi è persa del tutto all'altezza dell'opera .

    ha scritto il 

  • 5

    Infelice, infelice Neždanov! La tua è una personalità spezzata, figlia dell’antica Russia feudale e allo stesso tempo dello spirito rivoluzionario che tende al popolo. Due madri diverse, ma unite nell ...continua

    Infelice, infelice Neždanov! La tua è una personalità spezzata, figlia dell’antica Russia feudale e allo stesso tempo dello spirito rivoluzionario che tende al popolo. Due madri diverse, ma unite nell’impedirti di affermare te stesso, di costruirti un’identità: la prima perché decaduta, consumata senza speranza, e la seconda perché prematura, non ancora approdata alla riva del reale.

    Sei il frutto sventurato del passaggio fra due epoche, costrette in te ad una convivenza impossibile. Un dramma di transizione, che vivrai fino ad esserne travolto.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante non sia un capolavoro di T., descrive bene l' "andata al popolo" degli intellettuali russi della seconda metà dell'800, e i risultati -scarsi- prodotti.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante la storia non mi abbia catturato completamente ho apprezzato molto tutto il resto: la caratterizzazione dei personaggi, la prosa delicata ma "immaginifica" (peccato non poterlo leggere in l ...continua

    Nonostante la storia non mi abbia catturato completamente ho apprezzato molto tutto il resto: la caratterizzazione dei personaggi, la prosa delicata ma "immaginifica" (peccato non poterlo leggere in lingua originale), la lieve ironia, la conoscenza dell'animo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    La prosa di Turgenev è perfetta. Poi, io la posso leggere solo in traduzione, ma perfetta rimane. Ha una delicatezza ed incisività del tutto inusuali, e la capacità di andare davvero a fondo senza app ...continua

    La prosa di Turgenev è perfetta. Poi, io la posso leggere solo in traduzione, ma perfetta rimane. Ha una delicatezza ed incisività del tutto inusuali, e la capacità di andare davvero a fondo senza appesantire mai la narrazione. Questo è uno dei suoi più belli, insieme al magistrale Padri e Figli.

    ha scritto il 

  • 5

    Si, d'accordo. Il Turgenev didascalico. Quello che spiega il fallimento dei narodniki, di quei giovani entusiasti cittadini, nobili o piccolo borghesi che correvano, cullando vane illusioni, nelle cam ...continua

    Si, d'accordo. Il Turgenev didascalico. Quello che spiega il fallimento dei narodniki, di quei giovani entusiasti cittadini, nobili o piccolo borghesi che correvano, cullando vane illusioni, nelle campagne a tentare di infiammare il cuore del popolo contadino, a suscitarne la rivolta.
    E poi il Turgenev sottile e ironico che denuda impietosamente le ultime velleità assolutistiche della nobiltà decaduta.
    E infine il Turgenev amaro e realista, che sa che il tempo deve ancora arrivare perché le cose cambino, in un fine Ottocento di lunga e lenta, tutta russa, agonia.
    Ma nelle "Terre Vergini", atto di congedo finale del grande scrittore russo, suo testamento politico e spirituale, la cosa che mi è rimasta negli occhi è quel cammeo con cui Turgenev descrive la vita della parte più arretrata e antica di quella piccola nobiltà delle campagne, in una esilarante coppia di vecchietti, Fomuška e Fimuška , che parevano uscire da una stampa del settecento.
    "Né Fomuška né Fimuška si erano mai ammalati; ma se uno dei due era leggermente indisposto, bevevano entrambi una tisana di fiori di tiglio, si ungevano i lombi di olio tiepido o facevano gocciolare del grasso fuso sotto le piante dei piedi e presto passava tutto.
    La giornata la trascorrevano sempre allo stesso modo. Si alzavano tardi, al mattino bevevano cioccolata calda in minuscole tazze a forma di piccolo calice; il tè, assicuravano, è venuto di moda molto più tardi; sedevano uno di fronte all'altra, conversavano (e trovavano sempre un argomento!) oppure leggevano qualche brano dagli almanacchi del secolo precedente... o sfogliavano un vecchio album rivestito di marocchino rosso coi bordi dorati."
    Però leggere Turgenev è sempre un gran bel spendere il tempo

    ha scritto il