Terroni

Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del sud diventassero meridionali.

Di

Editore: PIEMME (Numeri primi)

3.7
(711)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886621602X | Isbn-13: 9788866216025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Storia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Fratelli d'Italia... Ma sarà poi vero? Perchè, festeggiati i centocinquant'anni dall'Unità d'Italia, il conflitto tra Nord e Sud pare aver superato il livello di guardia. Per Pino Aprile, pugliese doc, la storia di oggi è ancora quella di ieri. Ripercorrendo gli eventi di quelli che per alcuni fu conquista, per altri liberazione, l'autore porta alla luce una serie di fatti, volutamente rimossi nella retorica dell'unificazione, che aprono una nuova, sconvolgente finestra sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.
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  • 5

    La "Questione meridionale", verita' & falsita'

    La Storia, ovunque e da sempre, e' suscettibile di letture, riletture, verifiche, conferme ed il loro contrario.

    La Storia "d'Italia" di meta' ottocento e' di grande complessita' interpretativa e sogg ...continua

    La Storia, ovunque e da sempre, e' suscettibile di letture, riletture, verifiche, conferme ed il loro contrario.

    La Storia "d'Italia" di meta' ottocento e' di grande complessita' interpretativa e soggetta a letture diverse e spesso contrastanti.
    Geo-politica, societa', regni, popolazioni, eventi europei, l'avvento industriale e molto altro ne fanno un quadro tuttora non completamente a fuoco, anzi, ancora molto da interpretare.

    La "Questione meridionale":
    https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_meridionale

    Il libro riscrive la storia in modo completamente diverso da quanto (piu' o meno) si conosce.
    Scritto con ironia, ben documentato, non accademico, si legge con grande interesse.

    Interessante:
    http://www.andreacarancini.it/2010/11/terroni-di-pino-aprile-la-malevola/

    Al netto di quanto ragionevolmente ci puo' essere di distorto nel narrato (come in tutti i trattati di storia) ne rimane un quadro impressionante su quanto e' realmente successo dal 1860 in poi, in "Italia".

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere

    Da leggere. Si presenta come un pamphlet, una sorta di lungo, documentatissimo "j'accuse". La cifra stilistica ne appesantisce un po' la lettura ma le tantissime fonti citate (peccato non averle riepi ...continua

    Da leggere. Si presenta come un pamphlet, una sorta di lungo, documentatissimo "j'accuse". La cifra stilistica ne appesantisce un po' la lettura ma le tantissime fonti citate (peccato non averle riepilogate in una bibliografia finale) forniscono innumerevoli occasioni di riflessione e approfondimento. Alla fine della lettura anch'io, come a suo tempo l'autore, ho pensato: "Sono arrivato alla mia età senza sapere tutto questo!"

    ha scritto il 

  • 4

    Premetto: sono una ragazza calabrese con padre palermitano trapiantata in Basilicata per motivi di studio. Nonostante questo, ricordo ancora quando, a partire dalle scuole elementari, la maestra di st ...continua

    Premetto: sono una ragazza calabrese con padre palermitano trapiantata in Basilicata per motivi di studio. Nonostante questo, ricordo ancora quando, a partire dalle scuole elementari, la maestra di storia ci faceva imparare a memoria “La spigolatrice di Sapri” (una delle più conosciute poesie risorgimentali scritta da Luigi Mercantini in memoria dell’impresa di Carlo Pisacane) e il “Va, pensiero”, mentre ci raccontava con occhi commossi la storia dei nostri patrioti. Poi, per fortuna, crescendo ho iniziato ad aprire gli occhi e a leggere molto… in alcuni testi usati al liceo si cominciava ad accennare non più all’unificazione della penisola, ma alla sua piemontizzazione; tuttavia, questa verità, la VERITà;, veniva appena accennata… Poi ho letto il saggio di Aprile, e i miei dubbi hanno avuto definitiva conferma.

    Consiglio il volume a tutti, soprattutto ai ragazzi, sia del nord sia del sud: solo conoscendo davvero il nostro passato riusciremo a scrollarci di dosso inutili pregiudizi che ci precludono il nostro futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che distribuirei gratuitamente in tutte le case padane, anzi anche al Sud, dati i recenti pseudo-avvicinamenti..Ma meglio che interrompo, altrimenti sfocio in discorsi che mi fanno venire i n ...continua

    Un libro che distribuirei gratuitamente in tutte le case padane, anzi anche al Sud, dati i recenti pseudo-avvicinamenti..Ma meglio che interrompo, altrimenti sfocio in discorsi che mi fanno venire i nervi a fior di pelle.
    Sarà che sono terrona, sarà che certi argomenti mi hanno sempre toccata, fatto sta che questo libro mi ha riempito di rabbia. Il giornalista Pino Aprile è riuscito a portare la questione meridionale, molto intrisa e opaca, su un libro alla portata di tutti. Per quanto la sua analisi sia lucida, mi è parsa impregnata di risentimenti. E d'altronde come lo si può biasimare?
    All'inizio la lettura procedeva molto lentamente, molti fatti di guerra, molta storia (perdonami il termine, Pino) pesante. O semplicemente, per quanto interessante, la percepivo lontana da me. Ma poi si arriva al punto. A tutto ciò che è stato negato, dal punto di vista economico, culturale, sociale..Alle ferrovie in condizioni disastrose, quando abbiamo la fortuna di averle, al sistema scolastico, all'emigrazione..
    Cose che, nonostante la mia giovanissima età, posso tastare sulla mia pelle. In particolare il capitolo "educazione alla minorità" mi ha colpita, perché andava ad esaminare quel complesso di minorità che, da meridionali, ci portiamo addosso sin da piccoli, e che spesso sfocia purtroppo nel vittimismo.
    E mò onestamente questa lettura qualche risentimento in più l'ha fatto venire pure a me.

    ha scritto il 

  • 1

    Enfatico

    Non sono meridionale, ma conosco la storia. Indubbiamente il brigantaggio fu una crudele e violenta guerra civile, ma da qui a dire che il Sud fosse ricco e felice....lasciamo perdere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un saggio molto accattivante sulle (con)cause dell'odierna "questione meridionale" italiana. Peccato che Aprile si sia un po' lasciato andare con giudizi e incisi personali (in questo siamo ancora lon ...continua

    Un saggio molto accattivante sulle (con)cause dell'odierna "questione meridionale" italiana. Peccato che Aprile si sia un po' lasciato andare con giudizi e incisi personali (in questo siamo ancora lontani dalla tradizione saggistica anglosassone), perché Terroni è interessante e molto ben documentato.

    ha scritto il 

  • 3

    "Non saranno mai gli altri i risolutori dei problemi del Sud".

    Sono meridionale, concittadina dell'illustre Gaetano Salvemini. A parte la provenienza, il mio spessore è infinitamente più irrilevante del Dottore cui l'Università di Havard ha dedicato una Cattedra. ...continua

    Sono meridionale, concittadina dell'illustre Gaetano Salvemini. A parte la provenienza, il mio spessore è infinitamente più irrilevante del Dottore cui l'Università di Havard ha dedicato una Cattedra. Basta però che noi del Sud siamo onesti lavoratori, amministratori etc, perchè si desti la meravigliata esternazione: "Pare impossibile che tu sia meridionale!".
    Il fatto è che, in 150 anni e passa di "unità a mano armata", come viene qui definita l'annessione del Regno delle due Sicilie al Piemonte costata morti, sangue, stupri, violenza, rapine, in cui "I Piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto", fino ai gretti Berlusconi, Tremonti, Bossi, Gelmini, Salvini di oggi, non solo c'è stato un perverso piano di insubordinazione e annullamento dell'economia, dei trasporti - è quasi superfluo ricordare la Salerno-Reggio Calabria o l'irrisolto dilemma sul Ponte - e della cultura, ma i meridionali stessi hanno lentamente e pericolosamente incorporato la sindrome dell'inferiorità come un veleno cui inevitabilmente ci si abitua.
    Rinverdendo perciò i fasti del Regno Borbonico in cui al contrario il Sud primeggiava sul Nord, Pino Aprile auspicherebbe finalmente la secessione.
    Provocazione, utopia, suicidio? Senz'altro il suo immane lavoro merita di essere letto per onorare quanti sono morti per l'Italia Unita. E, coscienti di un passato che non è stato propriamente e non solo ROMANTICO, noi onorati discendenti, come gli inermi Uccelli del Paradiso di una fiaba zen, che interrogato il saggio sul nome del loro Salvatore, si sentono rispondere: "Trend'acìjdd" che a Gioia del Colle significa "30 uccelli", possiamo ricordare che: "non saranno mai gli altri i risolutori dei problemi del Sud".

    ha scritto il 

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