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Terrore a nordest

Di ,

Editore: rizzoli

3.0
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8817025070 | Isbn-13: 9788817025072 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Crime , Political

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Descrizione del libro
Maggio 2008. Nicola Tommasoli viene ucciso a Verona da cinque giovani neonazisti a cui aveva rifiutato una sigaretta. Febbraio 2007, un blitz delle Forze dell'ordine porta all'arresto di diversi militanti delle nuove Br nella zona di Padova e Udine. Il Triveneto, zona di confine. Qui, dove la Resistenza è stata più feroce e la guerra fredda più calda che altrove, si è preparato il terreno per la nascita del terrorismo italiano, di destra e di sinistra. È una storia complessa, che va dallo scontro tra partigiani bianchi e rossi all'orrore delle foibe, dalle quinte colonne pronte a difendersi dall'invasore rosso alle reti clandestine pronte a sostenerlo, da Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale alle Br e Autonomia operaia, fino al nazirock dei naziskin e alla galassia sfuggente dei centri sociali. Un viaggio nel presente e nel passato per spiegare le molte degenerazioni in cui è scivolata la lotta politica nel nostro Paese.
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  • 2

    Avendo rapporti di amicizia e di stima con entrambi gli autori ho stentato a scrivere queste due righe, poi mi ha in qualche modo confortato la quasi unanimità dei recensori: il libro è assai ...continua

    Avendo rapporti di amicizia e di stima con entrambi gli autori ho stentato a scrivere queste due righe, poi mi ha in qualche modo confortato la quasi unanimità dei recensori: il libro è assai sciatto ...

    ha scritto il 

  • 3

    Il sempre bravo Fasanella, in questo libro fa un riassunto da destra e sinistra, delle varie fasi nel NORDEST. Sinceramente....non se ne sentiva il bisogno, comunque fa sempre bene rinfrescare le ...continua

    Il sempre bravo Fasanella, in questo libro fa un riassunto da destra e sinistra, delle varie fasi nel NORDEST. Sinceramente....non se ne sentiva il bisogno, comunque fa sempre bene rinfrescare le idee.

    ha scritto il 

  • 1

    Scandaloso

    Penso che qualunque persona abiti a nordest e abbia un pò di esperienza negli ambienti "antagonisti" si sia resa conto della approssimazione e dell'inesattezza di questo inutile libro. Lasciando ...continua

    Penso che qualunque persona abiti a nordest e abbia un pò di esperienza negli ambienti "antagonisti" si sia resa conto della approssimazione e dell'inesattezza di questo inutile libro. Lasciando stare le innumerevoli inesattezze (centri sociali che non esistono più da anni, nomi di gruppi musicali sbagliati, biografie dei protagonisti al limite della querela.), la cosa che lascia più esterrefatti è che l'autore giustifica e dà per buono il "teorema Calogero", che come tutti sanno si dimostrerà giuridicamente fallimentare negli anni seguenti al blitz. Insomma, più che un libro di analisi politica e sociale sembra un copia-incolla dei peggiori quotidiani locali, che come è risaputo non eccellono certo per qualità giornalistica e per obbiettività. Per concludere, un libro inesatto, che non aggiunge nulla al panorama editoriale, con delle analisi storicamente fallite. Ma qualcuno degli autori ha mai passato un giorno a Nordest?

    ha scritto il 

  • 1

    Disinformante

    Non so perché l'ho comprato, visto che avevo letto altro di Fasanella e già mi aveva fatto incazzare. <br />Il libro in questione parte da un presupposto interessante, ossia che il Nord-est è ...continua

    Non so perché l'ho comprato, visto che avevo letto altro di Fasanella e già mi aveva fatto incazzare. <br />Il libro in questione parte da un presupposto interessante, ossia che il Nord-est è stato uno dei principali terreni sui quali si è combattuta la guerra fredda in Europa, e che molte delle vicende oscure di quegli anni si possono/devono rileggere sotto questa luce. Peccato però che il tutto si risolva in un guazzabuglio di fatti e ipotesi mishiati in maniera assolutamente casuale, dando la stessa rilevanza ad avvenimenti che hanno in realtà pesi assolutamente diversi, e che si spaccino per verità assodate teorie/teoremi piuttosto bizzarri (il processo 7 aprile, ad esempio e probabilmente altre cose che conosco meno e sulle quali non ho strumenti critici sufficienti per discernere fatti e ipotesi). Per non parlare della grossolanità con la quale viene descritto il mondo dei centri sociali, che neanche un questurino alle prime armi saprebbe semplificare di più.<br />I discorsi di fondo del libro, i concetti che almeno a me sono rimasti alla fine della lettura e sui quali non sono per nulla d'accordo, sembrano due:<br />1) rossi e neri son tutti uguali;<br />2) la realtà non è mai quella che appare, dietro alla mano di uno che mette una bomba o che spara ci deve essere sempre un'altra mano, un'altra testa, un grande vecchio. Una certa mania del complotto che ha sempre seguito nel nostro paese, e che a me è sempre sembrata la maniera migliore per eludere le responsabilità dei singoli soggetti (individuali o collettivi). Non è che ci debba per forza essere il Grande Vecchio dietro a tutto.

    ha scritto il 

  • 2

    Finito in casa per caso: dall'incipit di copertina che mette insieme di tutto, dai partigiani ai naziskin, dai centri sociali alle brigate rosse, sotto il cappello "terrore a nordest", risulta già ...continua

    Finito in casa per caso: dall'incipit di copertina che mette insieme di tutto, dai partigiani ai naziskin, dai centri sociali alle brigate rosse, sotto il cappello "terrore a nordest", risulta già abbastanza offensivo. Sull'analisi del presente proprio non ci siamo, e parlo solo per quello che conosco in prima persona, mi immagino il resto. Semplicemente tutte le tesi sui centri sociali sono costituite da pettegolezzi, mischiati ad inchieste già considerate indimostrate dalla storia, non a caso chiamate "teoremi". Cose differentissime tra loro vengono erroneamente trattate come contigue, e dire che basterebbe fare attenzione alle cronache cittadine per capire quanto la realtà sia distante da molte delle tesi sostenute in questo libro. Se vi incuriosisce l'argomento di cui tratta questo libro, non ne saprete molto di più acquistandolo...

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro molto valido che inquadra i fermenti politici nel nord est a partire dalle seconda parte della seconda guerra mondiale
    e fino ai nostri giorni. Ne esce un quadro di quanto sia stata ...continua

    Un libro molto valido che inquadra i fermenti politici nel nord est a partire dalle seconda parte della seconda guerra mondiale
    e fino ai nostri giorni. Ne esce un quadro di quanto sia stata travagliata la nostra democrazia negli ultimi sessant'anni,
    se di democrazia possiamo parlare tra servizi segreti deviati, gruppi eversivi di ogni tipo e attentati a iosa.
    Il percorso dei fatti è lineare e viene sviluppato considerando tutti i protagonisti fino a giungere ai nostri giorni
    caratterizzati da una rinascita di un fascismo culturale e politico. Personalmente mi è piaciuta la discussione sugli eventi
    nel nord est Italia accaduti a cavallo della fine della seconda guerra mondiale, in particolare sul territorio di Trieste.
    Prendo spunto da questo fatto per precisare una cosa che in tempi di revisionismo viene spesso (volutamente) dimenticata.
    I morti partigiani e i morti della Repubblica di Salò non van messi sullo stesso piano, almeno in queste terre.
    Dopo l'8 settembre 1943,
    questa regione diventò Adriatische Küstenland,Litorale Adriatico cioè territorio a tutti gli effetti TEDESCO e non italiano e
    così sarebbe rimasto se la
    Germania avesse vinto la guerra. Uno sbocco sul Mar Mediterraneo. Per cui chi combattè per la Repubblica di Salò,
    non si battè per l'Italia, ma per la Germania. Questo in tempi di revisionsmo storico certe persone se lo dovrebbero
    ficcare bene in testa. Combattevano a fianco dei tedeschi, per propria scelta e sottolineo PROPRIA scelta, e lo facevano per
    la Germania. E pensate che in caso di vittoria i tedeschi poi avrebbero rinunciato
    a questi territori , con uno sbocco così sul Mar Mediterraneo?? I partigiani, bianchi o rossi che fossero, hanno combattuto
    per la libertà dall'oppressore, che è ben diverso.
    Non metto in dubbio che una parte, specialmente delle brigate garibaldine, avesse anche altri fini, quali il far passare queste terre
    sotto il blocco comunista (e meno male che non è accaduto),
    ma non sono morti dello stesso tipo. Ma quali ideali patriottici??? Qua era Adriatische Küstenland, Litorale Adriatico e
    quelli di Salò erano pure delatori che facevano morire connazionali
    per la causa tedesca. Nonostante siano passati 60 anni, qua a Trieste esistono gruppi neofascisti (cito per esempio i GUD,
    gruppi unione difesa) che contano centinaia di militanti di teste rasate
    e che annualmente si ritrovano sopra la Foiba di Basovizza per affermare l'italianità.
    Mi auguro che un giorno ceda il terreno e se li inghiotta tutti, perchè il nuovo millennio non ha bisogno di queste persone, come non ne aveva bisogno quello passato.
    Un libro che molti dovrebbero leggere prima di aprir bocca ignorando la storia.
    Tornando al libro, risulta pesante la parte finale, in cui c'e' un elenco troppo esteso ma al contempo scarnificato dei protagonisti e in qualche circostanza sembrano affiorare inesattezze o quantomeno dubbi storici.
    Riguardo ai gruppi protagonisti di questo terrorismo calato dall'alto(.. sia chiaro!!!), non ci poteva essere miglior frase del commento in quarta di copertina:

    Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.
    – Pier Paolo Pasolini

    ha scritto il