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Tess dei d'Urberville

Di

Editore: Fabbri (Biblioteca Romantica)

3.9
(1601)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 527 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Polacco , Rumeno

Isbn-10: A000031076 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Audiocassetta , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dov'era l'angelo custode di Tess? Dov'era la Provvidenza della sua ingenua fede religiosa?

    In questo romanzo c’è tutto, c’è una fanciulla troppo ingenua, una famiglia ambiziosa, un giovane rampollo che è nobile solo di nome, c’è un innamorato che forse non ama abbastanza, c’è anche una sto ...continua

    In questo romanzo c’è tutto, c’è una fanciulla troppo ingenua, una famiglia ambiziosa, un giovane rampollo che è nobile solo di nome, c’è un innamorato che forse non ama abbastanza, c’è anche una storia di fantasmi, la storia di una violenza avvenuta tempo prima che sembra portare ancora le sue conseguenze. Ho adorato questo romanzo, come tutto sembra guidato dal destino fino al tragico epilogo. Tess è una martire, ma soprattutto è una donna con le sue debolezze, la stessa scena della violenza non è chiara, è vera violenza oppure lei semplicemente si concede per poi pentirsene? Questo peccato giovanile porterà tremende conseguenze, ma forse non sono ancora più colpevoli i genitori che avrebbero dovuto vegliare sulla figlia e non mandarla alla mercé di un risaputo dongiovanni? Un romanzo per riflettere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Decisamente non quello che mi aspettavo. Continuavo a dirmi "Dai che forse dopo succede qualcosa di bello e finisce bene. Dai che forse finisce bene!" E invece no. E' stata una lettura piena di "Oh, n ...continua

    Decisamente non quello che mi aspettavo. Continuavo a dirmi "Dai che forse dopo succede qualcosa di bello e finisce bene. Dai che forse finisce bene!" E invece no. E' stata una lettura piena di "Oh, no!", con un "Oh c****!" finale.
    Non penso di odiarlo, ma di sicuro non è nemmeno amore.
    Tornassi indietro non penso lo leggerei...

    ha scritto il 

  • 4

    ...e se...?

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vi ...continua

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vicende di Tess partono da dove quelle di qualunque altra protagonista si sarebbero interrotte inevitabilmente.
    E'uno di quei libri che non hanno fatto altro che farmi chiedere di continuo "...e se...?":
    "...e se Tess non avesse mai saputo dei suoi nobili avi?"
    "...e se Angel Clare quel giorno le avesse chiesto di ballare?"
    "...e se Principe non fosse morto?"
    "...e se non avesse mai accettato di andare a lavorare per gli Urberville?"
    "...e se...?".
    Probabilmente la risposta sarebbe se tutte queste cose non fossero accadute l'epilogo sarebbe stato assai diverso, ma non avrei letto il gioiello che ho letto.
    La storia è assai particolara, da un primo accadimento di scarsa importanza, ne scaturisce un'altro d'importanza ancora minore e così via. Di accadimento in accadimento si vine a creare una reazione a catena che finisce per rovinare l'intera vita della sfortunata Tess. Reazione che si sarebbe tranquillamente potuta interrompere se lei in un dato momento avesse taciuto quando ha parlato o avesse parlato quando ha taciuto,se Angel Clare fosse stato meno insistente, se lei fosse stata più risoluta, se lui fosse stato meno bigotto, se lei fosse stata meno orgogliosa, se lui fosse tornato prima, se lei...etc...ed ecco di nuovo ritornare tutti i "se". Ogni cosa cospira contro di lei, nulla va come dovrebbe andare ed a ogni biforcazione della sua vita, lei finisce sempre per prende il sentiero sbagliato...POVERA TESS!!!
    Credo sia veramente un libro STUPENDO!!! Un PICCOLO, INSOLITO GIOIELLO da leggere. :o)

    ha scritto il 

  • 5

    Forse ci troverete un attimo di felicità

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine ...continua

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine di un libro emerge un'eroina come Tess, bella sì, ma soprattutto pura e dignitosa, indipendente e leale *nonostante* il destino, che fa di tutto per renderla gretta e disgraziata. Tess, così come ce la descrive Hardy, è una creatura che si libera da tutte le sue catene (anche dall'ultima, quella che avrà la conseguenza più fatale, ma anche la più redentrice), nella serena - ma nient'affatto passiva - accettazione del proprio destino.
    Ma Tess è solo la punta dell'iceberg di questo immenso romanzo. Gli altri personaggi non sono meno complessi, meno affascinanti o meno convincenti di lei. Anche quelli all'apparenza sgradevoli (Alec d'Uberville sopra tutti) hanno il vizio tanto umano d'essere ambigui, e d'avere accenni di reale gentilezza o compassione (mi riferisco all'episodio del fattore che tratta duramente Tess nel campo di rape). E anche la figura di Angel Clare, così rigido e implacabile nella sua logica scevra di passione e romanticismo, conoscerà infine una dedizione totalizzante nei confronti della sua amata.
    Nonostante questo romanzo metta indiscutibilmente in scena una tragedia (lo si respira in ogni pagina, fin dall'inizio), non lo trovo un romanzo del tutto privo di speranza. C'è nel finale una pace solenne e dolce, finalmente quieta, in cui il lettore riposa. E, prima di quella pace, c'è un poco di felicità. Certo, è una felicità straziata e consunta del genere che può dare la vita quando la vita è ferita e stanca, ma è forse il massimo a cui gli uomini possono realisticamente aspirare.

    ha scritto il 

  • 5

    Come in un quadro di Breton

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’u ...continua

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’ultimo ramo di una nobile famiglia normanna ma nata e cresciuta sotto gli stenti della povertà. Avviata al lavoro già da piccola, per contribuire al sostentamento della casa e alla mancanza di volontà di un padre poco responsabile, Tess intraprende le sue prime esperienze relegata ad un mondo agricolo faticoso, costantemente a contatto con la terra e con gli uomini che insieme a lei se ne prendono cura. Alla fattoria di Talbothays, dove si occupa della mungitura delle mucche in una dimensione solare ed idilliaca, si innamora di Angel Clare, figlio di un pastore protestante, iniziando così un apprendistato sentimentale irto di spine. Tess deve, infatti, fare i conti con un passato difficile che si affaccia di continuo alla sua memoria e che finisce per compromettere il resto della sua vita e delle sue relazioni. Non riuscendo a nascondere ad Angel, ormai suo marito, di essere stata sedotta e abbandonata in giovane età, confessa il proprio segreto accettando qualsiasi conseguenza della sua rivelazione. In qualità di personaggio ingenuo e fragile, la protagonista di questo romanzo non è altro che il simbolo di una parte del mondo, del fato avverso e della difficoltà di vivere. Una vittima degli uomini, dell’età industriale, del deleterio moralismo religioso esercitato con troppa intransigenza nei confronti della sua reputazione di donna, vittima soprattutto di genitori che l’avevano indotta a fare delle scelte azzardate senza metterla in guardia da probabili imprevisti. Oltre ad essere un piccolo capolavoro della letteratura vittoriana, Tess Dei D’Urberville potrebbe rappresentare, agli occhi del lettore, un immaginario innamoramento artistico tra scrittura e arte figurativa. Lo stile di Thomas Hardy, nel descrivere il lavoro nei campi e la malinconica atmosfera dei paesaggi inglesi, ricorda il realismo rurale che emerge dalle meravigliose tele di Dupré e Breton. Un gioco di reciproci rimandi tra eventi e scene contadine che si riflettono dal libro all’opera pittorica e viceversa. La natura che si esprime tra la campagna, il bosco e la brughiera, con il suo clima prima mite e poi avverso, rappresenta quasi uno stato d’animo, un bellissimo co-protagonista all’interno del romanzo. L’immagine di Tess si accorda perfettamente con gli elementi in mezzo a cui si muove, la sua figura flessuosa e furtiva diventa parte insostituibile della scena, e i processi di questa natura intorno a lei sembrano partecipare alla sua stessa storia. Come un vento improvviso sembrerebbe l’espressione di un amaro rimprovero, così la luce dorata delle tarde ore pomeridiane appare un dono di conforto.

    ha scritto il 

  • 2

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non ...continua

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non un obbligo. Allora cerco di tirare avanti, di arrivare almeno a metà, giusto per farmi un'idea un po' più precisa. Niente, con Tess non sono nemmeno arrivata a metà.
    All'inizio lo stile di Hardy mi sembrava pomposo ma bello, nella sua antichità.
    Più andavo avanti, però, proprio quello stile è stato ciò che mi ha dato il colpo di grazia.
    Non c'è un personaggio uno, in questo libro, per cui valga la pena di dire: tifo per lui, vado avanti solo per lui. A partire da Tess: a volte testarda e decisa, più volentieri ingenua e "finta tonta" (prima succede ciò che succede con Alec, poi tranquilla come niente fosse accetta un passaggio in carrozza da uno sconosciuto...ma sì, fidiamoci!).
    Per non parlare della sua famiglia: padre ubriacone, madre il cui unico obiettivo nella vita è vedere la figlia sposata ad un uomo ricco in modo da poter risolvere tutti i loro problemi.
    Così egoisti e superficiali da mandare alla sperandio la figlia dal sedicente cugino di nobili origini, senza prima accertarsi su chi realmente fosse questo tizio.
    Alec, uomo spregevole, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole e, se non può, se lo prende comunque.
    Per finire, le lunghe e interminabili descrizioni di qualsiasi cosa attirasse l'attenzione di Hardy, dai paesaggi alle mucche, rendono il libro pesante. Il "classico" classico che crea il luogo comune per cui "tutti i classici sono dei mattoni".
    Peccato!

    ha scritto il 

  • 5

    I genitori (la madre) la comandano a bacchetta, viene praticamente stuprata da quel bellimbusto di Alec (è così ingenua che lì per lì non capisce neanche cosa sia successo), abbandonata dal marito def ...continua

    I genitori (la madre) la comandano a bacchetta, viene praticamente stuprata da quel bellimbusto di Alec (è così ingenua che lì per lì non capisce neanche cosa sia successo), abbandonata dal marito deficiente perché "colpevole" di essere stata disonorata prima di conoscersi. E in tutto questo lei si fa un c**o così, si spacca le mani lavorando, accetta il suo destino e tutto ciò che la società/la famiglia/la sfiga le impone, solo per amore degli altri, senza chiedere nulla in cambio.
    Non appena si ribella, pretendendo forse un po' di felicità per sé stessa, paga il prezzo più alto di tutti.

    ha scritto il 

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