Tess dei d'Urberville

Di

Editore: Rizzoli (SuperBur classici)

3.9
(1727)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 463 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Polacco , Rumeno

Isbn-10: 8817866598 | Isbn-13: 9788817866590 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuliana Aldi Pompili

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Audiocassetta , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Un'indimenticabile storia d'amore e morte fiorita nella magica atmosfera della brughiera inglese, ora dolce, ora crudele. Le vicende di un'eroina purissima travolta dalle forze del male e del destino.
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  • 2

    se dovessi trovargli un hashtag, sarebbe #maiunagioia: giá perché Tess é uno di quei classici personaggi che riescono ad infliggersi dolore e umiliazioni anche quando la vita invece prova a darti dive ...continua

    se dovessi trovargli un hashtag, sarebbe #maiunagioia: giá perché Tess é uno di quei classici personaggi che riescono ad infliggersi dolore e umiliazioni anche quando la vita invece prova a darti diverse possibilità per modificare il tuo destino...la predestinazione é un nostro vincolo mentale..ed é Tess che é convinta di meritarsi solo il peggio dalla vita, che compie tutte le scelte più stupide che una donna possa fare.
    Due stelle perché solo dalla "5 fase" il libro inizia a movimentarsi, e l'autore proprio a questo punto decide di fare un salto temporale senza spiegarci l'evolversi degli eventi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Tu mi porti su e poi mi lasci cadere"

    E proprio quando speravo in un happy ending, Hardy mi fa piombare nella tristezza. Se poi si pensa che storie simili forse sono accadute e ,in un certo senso, continuano ad accadere, la tristezza si f ...continua

    E proprio quando speravo in un happy ending, Hardy mi fa piombare nella tristezza. Se poi si pensa che storie simili forse sono accadute e ,in un certo senso, continuano ad accadere, la tristezza si fa ancora più cupa. A parte questo, gran bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    E’ vero, mi sono trascinata per tre o quattro mesi questo romanzo, che ho letto di notte quando non riuscivo a dormire; è vero, l’ho letto nel periodo più difficile della vita –durante la malattia e p ...continua

    E’ vero, mi sono trascinata per tre o quattro mesi questo romanzo, che ho letto di notte quando non riuscivo a dormire; è vero, l’ho letto nel periodo più difficile della vita –durante la malattia e poi la morte di mia madre-; tuttavia non mi sento di usare le circostanze a giustificazione del fatto che non mi sia piaciuto, ci ho pensato e non credo che soltanto il mio stato d’animo abbia influito sull’insofferenza con la quale sono arrivata alla fine, sul fastidio che provavo nel leggere certe situazioni vissute dalla protagonista.
    “Tess dei d’Urberville: una donna pura fedelmente presentata da Thomas Hardy”, questo è il titolo completo del libro. Tutto il libro gira intorno alla purezza di Tess, una ragazza di famiglia modestissima su cui il destino si accanisce a partire dal momento in cui viene a conoscere l’origine nobiliare della famiglia, imparentata con i d’Urberville discendenti da Guglielmo il Conquistatore. Tess è un personaggio positivo, una fanciulla dal carattere forte e dolcissimo insieme, che si sacrifica per la famiglia, per la madre malata, per i fratelli, dal cuore grande e puro; quello che non sono riuscita a “digerire” è quel suo essere un capro espiatorio, vittima predestinata delle disgrazie e della malasorte che si accaniscono contro di lei senza che lei si ribelli, senza che nemmeno pensi di potersi difendere, di far valere i suoi diritti, di reclamare la sua innocenza ed il candore del suo animo, anzi buona soltanto a colpevolizzarsi e dar ragione a colui che diceva di amarla -perché Angel Clare, colui del quale Tess si innamora e da cui pare ricambiata è un individuo a mio parere più spregevole dell’altro, quel cugino d’Urberville che la accoglie in casa non per riconoscerla come parente, ma per fare i suoi porci comodi- e che invece non si fa scrupoli a piantarla in asso dopo il matrimonio, non appena scopre il suo passato. Ma lei! Lei non dice una parola, anzi lei si riconosce colpevole, riconosce giusto il trattamento impostole dal cd. marito, riconosce giusti il gran dolore, la solitudine, l’abbandono, la miseria in cui viene lasciata dall’uomo che avrebbe dovuto proteggerla finchè morte non li separasse.
    Non salvo nessuno dei protagonisti (quelli di sesso maschile sono veramente abominevoli, Tess non sono mai riuscita a sentirla vicina) . Ho trovato difetti al romanzo, che, secondo me, si dilunga troppo nella parte centrale, quella in cui descrive la vita di Tess nella fattoria di Talbothays dove conosce Angel Clare. Però ho amato molto la prosa di Hardy, straordinariamente evocativa, magnifica nelle descrizioni della natura partecipe delle disgrazie della fanciulla, una natura desolata e spoglia, essa stessa intessuta di sciagure come la vita di Tess.

    ha scritto il 

  • 4

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto.

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto. Perché una storia così straziante non dovrebbe esistere, ma se Hardy l'ha raccontata vuol dire che di storie così ne sono esistite anche troppe...

    Continua a leg ...continua

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto. Perché una storia così straziante non dovrebbe esistere, ma se Hardy l'ha raccontata vuol dire che di storie così ne sono esistite anche troppe...

    Continua a leggere qui: http://devoandarealeggere.blogspot.de/2016/01/recensione-di-tess-dei-durberville.html

    ha scritto il 

  • 4

    "Nella mal calcolata esecuzione dell'ordine ben calcolato delle cose, capita di rado che l'invocazione provochi l'apparizione della persona invocata, ed è raro che l'uomo da amare coincida con l'ora dell'amore"

    Tess è una dolce e ingenua fanciulla. Vive con i suoi genitori, i suoi fratelli e le sue sorelle più piccole in una modesta casa immersa nella campagna inglese.
    E’ una ragazza buona, solare, allegra. ...continua

    Tess è una dolce e ingenua fanciulla. Vive con i suoi genitori, i suoi fratelli e le sue sorelle più piccole in una modesta casa immersa nella campagna inglese.
    E’ una ragazza buona, solare, allegra. E bella, anzi bellissima.
    La sua vita è fatta di duro lavoro, di sacrifici e di tante privazioni, ma lei non prega mai per avere un futuro migliore, ma solo per la sua famiglia, affinché stiano sempre bene e non patiscano mai la fame.
    E’ circondata da tanto affetto e dalla bellezza della natura, ma purtroppo questi due elementi faranno presto da netto contrasto a ciò che la vita gli riserverà, un inferno che risponde al nome di due uomini: Alec D’Urberville, che le ruberà con la forza l’innocenza a sedici anni in un bosco e Angel Clare, che la sposerà e la ripudierà perché “sporcata” da un altro uomo.
    Nella vita una persona può sbattersi quanto vuole, ma se è destinato a fallire, non c’è niente che possa fare per cambiare le cose. E’ la morale di questo romanzo dello scrittore inglese Thomas Hardy che in quanto a pessimismo e fatalismo non era di certo secondo a nessuno.
    In questo suo intenso romanzo ci dipinge un ritratto di un’epoca e della condizione femminile con un pessimismo che oserei definire quasi devastante, la figura di Tess, creatura pura, tenera e soave viene letteralmente ridotta a brandelli da due figure pessime figure maschili e da una società bigotta e finta puritana che la condanna senza appello per colpe che non ha.
    Lo stile di Hardy è maestoso, pregno di lunghe descrizioni che a volte rendono difficile la lettura e di dialoghi brevi ma intensi.
    Un romanzo dal sapore austeniano, ma decisamente più pessimista, riflessivo e “potente”. Tess credo che sia una delle figure femminili della letteratura più riuscite e senza alcun dubbio anche una tra le più belle.

    "Giustizia" era fatta, e il Presidente degli Immortali, per dirla con una frase di Eschilo, aveva finito di divertirsi con Tess, mentre i cavalieri e le dame dei d'Urberville dormivano nelle loro tombe, inconsapevoli. I due muti osservatori si chinarono a terra come in preghiera; e rimasero così per molto tempo, assolutamente immobili: la bandiera continuava silenziosamente a sventolare. Appena ne ebbero la forza, si levarono, si presero di nuovo per mano e continuarono il cammino.

    ha scritto il 

  • 5

    Una tragedia di Eschilo vestita da romanzo anti-vittoriano.
    I personaggi esistono solo in quanto "relazioni" di molteplici soggetti; da soli non sono nulla.
    Il vero protagonista è quello che Freud chi ...continua

    Una tragedia di Eschilo vestita da romanzo anti-vittoriano.
    I personaggi esistono solo in quanto "relazioni" di molteplici soggetti; da soli non sono nulla.
    Il vero protagonista è quello che Freud chiamerà "Super Io", Signore del Mondo: l'artefice, suo malgrado, dell'annichilimento degli uomini e delle loro speranze nell'"Infinita Vanità del Tutto."

    E l'Amore, le passioni, sovrastano ogni cosa, così come l'indifferente e sovrana Natura.

    ha scritto il 

  • 3

    Tessy: vittima degli uomini, del fato e del suo autore

    Fosse stato possibile avrei messo due stelline e mezzo: tre piene per la tematica, due per lo stile. Perché nonostante a Thomas Hardy vada tutto il mio plauso per aver dato voce a Tess - e quante mili ...continua

    Fosse stato possibile avrei messo due stelline e mezzo: tre piene per la tematica, due per lo stile. Perché nonostante a Thomas Hardy vada tutto il mio plauso per aver dato voce a Tess - e quante miliardi di povere Tess hanno attraversato e attraversano in silenzio questo mondo? -, ho trovato il suo stile poco incisivo, perso in descrizioni trascurabili e fitto di giudizi ondivaghi, significanti una cosa o l'altra a seconda dell'interpretazione. Ad esempio: Tess è stata violentata o sedotta? All'inizio si propende per la prima ipotesi, ma poi i confini sembrano farsi più incerti. E ancora: Angel Clare è uno che pensa con la propria testa, tanto che pur di rimanere fedele a se stesso rinuncia alla professione ecclesiastica che la famiglia vuole per lui, o è soltanto uno che non sa cosa vuole dalla vita? E che dire dell'assordante assenza di scene sensuali? Non che io ne sia una fan, ma in una storia al cui centro c'è proprio questo pare una grave mancanza... Davvero troppo castigato, troppo vittoriano anche per me! E inoltre non mi è piaciuto il distacco dell'autore nei confronti della sua eroina, non meno crudele del triste destino che ha avuto in serbo per lei.
    Soltanto, resto col dubbio che la colpa sia da addebitare alla traduzione (a mio parere antiquata) perché si sa che tradurre è quasi come scrivere un libro da capo.

    ha scritto il 

  • 4

    ‘Love is not love / Which alters when it alteration finds’—Shakespeare

    Con questi versi, Angel Clare, cercando rifugio in utopia, riflette sul proprio filisteismo, per curarsene – invece il buon Alec d’Urberville, una cinquantina di pagine prima, colla forza della solida ...continua

    Con questi versi, Angel Clare, cercando rifugio in utopia, riflette sul proprio filisteismo, per curarsene – invece il buon Alec d’Urberville, una cinquantina di pagine prima, colla forza della solida realtà, enuncia a Tess la regola aurea d’ogni coppia felice: “The fact is, […] whatever your dear husband believed you accept, and whatever he reject you reject, without the least inquiry or reasoning on your own part. That’s just like you women. Your mind is enslaved to his.”
    —Mi sorprende tanta attualità, perché ciò che oggi è patrimonio delle ventenni che posson vantare i sette mestieri del loro « ragazzo », o felice scoperta dei cinquantaquattrenni che magari « stanno » con quelle mature ventenni – certo è incredibile predizione, o intuizione, in un vecchio scrittore. E forse è un tale acume che giustifica, fuor d’ogni discorso di qualità (non adatto all’epoca né al luogo), un fatto di per sé scontato: mentre le molte donne che hanno scritto sul medesimo argomento sono per lo piú dimenticate e neglette, Hardy è assurto (ad autore fondamentale di fine Ottocento!
    —Autore che scrive nella prefazione, con modestia, che un romanzo non è un argomento. Sia pure, possiamo anche dargli ragione, ma non per questo è difficile trovarne durante la lettura, ancorché di poche pretese. Cosí Tess mostra come l’ambiente e la società sanno essere piene di risorse: la guida della religione, il peso della famiglia, la lungimiranza della morale corrente… oltre naturalmente, nello specifico, alla condizione della donna, sono tutti aspetti non trascurabili, e ovviamente benefici della realtà, non meno che del romanzo.
    —Per questo –almeno per me, in parte– ha una gran forza la vicenda (ormai troppo nota per commuovermi, ma sempre sufficiente a interessarmi) di Tess, donna dalla doppia origine (nobile e contadina), donna pura e pura donna, a voler coglier l’ambiguità del titolo e la sfida che esso costituí in tarda epoca vittoriana: sfida incomprensibile alla nostra illuminata epoca.

    P.S. Delle incarnazioni filmiche a me note: poco interessante quella di Polanski (e in generale la sua opera), e meglio Gemma Arterton di Nastassja Kinski (Tess non è bionda); non cosí i personaggi maschili, per odiose convenzioni odierne: nel romanzo Angel Clare ha la barba, Alec d’Urberville, all’inizio, i baffi a punta!

    ha scritto il 

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