Tess of the D'Urbervilles

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Publisher: HarperPress (Collins Classics)

3.9
(1751)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Polish , Romanian

Isbn-10: 0007350910 | Isbn-13: 9780007350919 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Library Binding , Unbound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
It is through Tess's relationships with two very different men that Hardy tells thestory of his tragic heroine, and exposes the double standards of the world ...
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  • 3

    Mai una gioia

    Non sono riuscita a capire se Tess fosse veramente ingenua o veramente stupida.Tre stelle per lo stile di Hardy,alcune descrizioni della Natura mi hanno veramente affascinata.

    said on 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/08/19/tess-dei-durberville-thomas-hardy/

    “Se Tess avesse potuto afferrare l’importanza dell’incontro, si sarebbe chiesta perché quel giorno fosse destinata a e ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/08/19/tess-dei-durberville-thomas-hardy/

    “Se Tess avesse potuto afferrare l’importanza dell’incontro, si sarebbe chiesta perché quel giorno fosse destinata a essere notata e desiderata dall’uomo sbagliato e non da un altro, quello giusto e amato sotto tutti gli aspetti; quasi che l’umanità fosse in grado di poter sempre offrire ciò che è giusto e che è desiderato. Ma l’uomo che poteva avvicinarsi al suo ideale, tra i ragazzi conosciuti, non era per Tess che un’impressione fugace e quasi dimenticata.
    Nella difettosa esecuzione del piano ben disposto dall’universo raramente l’invito provoca l’arrivo di chi si invoca; raramente si incontra l’uomo da amare, quando viene l’ora per l’amore. La natura non dice troppo spesso alla povera creatura nel momento in cui il guardare potrebbe portare a una lieta conclusione, né risponde alla carne che grida ; finché tutto questo nascondersi e cercarsi diventa un gioco penoso e senza mordente.”
    (Thomas Hardy, “Tess dei d’Urberville”, ed. Bur grandi classici)

    Se sono qui a scrivere le mie impressioni su “Tess dei d’Urberville”, nonostante il mio non eccelso rapporto con i romanzi anglosassoni (a parte eccezioni), il merito principale è di una signora dall’eloquio forbito e l’accento partenopeo, piuttosto in là negli anni ma ancora prodiga di suggerimenti letterari. Tempo fa, infatti, in libreria, mentre girovagavo tra uno scaffale e l’altro, ho origliato involontariamente la conversazione tra questa signora e una sua amica; la prima suggeriva alla seconda di leggere il romanzo di Thomas Hardy, decantandone le lodi. Perplesso ma affascinato da quella descrizione, mi decisi a comprare il libro e con il senno di ora vorrei ringraziare la signora, se solo ne avessi la possibilità.
    “Tess dei d’Urberville”, al netto di qualche scena descrittiva più lenta del resto, mi ha convinto. La protagonista, Tess, è una giovane esponente di una famiglia povera, ma a sua insaputa discendente dai d’Urberville, un’antica e potente casata. Il destino tragico e inesorabile di Tess, che ne fa un’eroina martire alla stregua della Karenina e della Bovary, comincia in gioventù, quando, scoperta per caso l’origine nobile della sua famiglia, si reca a conoscere i suoi presunti parenti, più che altro spinta dalla madre e dal padre, assiduo frequentatore di locande. Sedotta e abbandonata in modo truce, Tess deve anche sopportare la straziante perdita di un figlio appena nato. Gli eventi drammatici segneranno per sempre la sua esistenza e anche il tentativo di riscattarsi sposando Angel Clare, figlio di un pastore, risulteranno vani, perché su Tess incombe sempre un senso d’ineluttabile colpa. Attorno a lei, gli affetti paiono diventare impossibili e i rari momenti di luce sono subito oscurati dall’arretratezza culturale di chi la circonda, più propenso a decantare princìpi idealistici che a starle accanto.

    “Perché su questo bel tessuto femminile, sensibile come una ragnatela e sino ad allora immacolato come la neve, veniva tracciato un disegno così rozzo come quello che era destinato a ricevere? Perché così di sovente ciò che è rozzo s’impossessa di ciò che è più delicato: l’uomo sbagliato di una donna, la donna sbagliata di un uomo? Migliaia di anni di filosofia analitica non sono riusciti a spiegarlo al nostro concetto di ordine. Si potrebbe infatti ammettere la possibilità di una vendetta nascosta nella attuale catastrofe; senza dubbio qualche antenato di Tess d’Urberville, in cotta di maglia, tornando a casa eccitato da una rissa aveva usato lo stesso metro, ancor più spietato forse, verso le contadine del suo tempo. Ma, se far ricadere i peccati dei padri sui figli possa essere una morale abbastanza valida per i teologi, questa viene rifiutata dalla comune natura umana; e quindi non servirebbe a migliorare la situazione. La gente come Tess in quei luoghi sperduti, non si stanca mai di ripetere col tono fatalistico che proprio . E questo è il lato penoso della situazione.”

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  • 2

    se dovessi trovargli un hashtag, sarebbe #maiunagioia: giá perché Tess é uno di quei classici personaggi che riescono ad infliggersi dolore e umiliazioni anche quando la vita invece prova a darti dive ...continue

    se dovessi trovargli un hashtag, sarebbe #maiunagioia: giá perché Tess é uno di quei classici personaggi che riescono ad infliggersi dolore e umiliazioni anche quando la vita invece prova a darti diverse possibilità per modificare il tuo destino...la predestinazione é un nostro vincolo mentale..ed é Tess che é convinta di meritarsi solo il peggio dalla vita, che compie tutte le scelte più stupide che una donna possa fare.
    Due stelle perché solo dalla "5 fase" il libro inizia a movimentarsi, e l'autore proprio a questo punto decide di fare un salto temporale senza spiegarci l'evolversi degli eventi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "Tu mi porti su e poi mi lasci cadere"

    E proprio quando speravo in un happy ending, Hardy mi fa piombare nella tristezza. Se poi si pensa che storie simili forse sono accadute e ,in un certo senso, continuano ad accadere, la tristezza si f ...continue

    E proprio quando speravo in un happy ending, Hardy mi fa piombare nella tristezza. Se poi si pensa che storie simili forse sono accadute e ,in un certo senso, continuano ad accadere, la tristezza si fa ancora più cupa. A parte questo, gran bel romanzo.

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  • 3

    E’ vero, mi sono trascinata per tre o quattro mesi questo romanzo, che ho letto di notte quando non riuscivo a dormire; è vero, l’ho letto nel periodo più difficile della vita –durante la malattia e p ...continue

    E’ vero, mi sono trascinata per tre o quattro mesi questo romanzo, che ho letto di notte quando non riuscivo a dormire; è vero, l’ho letto nel periodo più difficile della vita –durante la malattia e poi la morte di mia madre-; tuttavia non mi sento di usare le circostanze a giustificazione del fatto che non mi sia piaciuto, ci ho pensato e non credo che soltanto il mio stato d’animo abbia influito sull’insofferenza con la quale sono arrivata alla fine, sul fastidio che provavo nel leggere certe situazioni vissute dalla protagonista.
    “Tess dei d’Urberville: una donna pura fedelmente presentata da Thomas Hardy”, questo è il titolo completo del libro. Tutto il libro gira intorno alla purezza di Tess, una ragazza di famiglia modestissima su cui il destino si accanisce a partire dal momento in cui viene a conoscere l’origine nobiliare della famiglia, imparentata con i d’Urberville discendenti da Guglielmo il Conquistatore. Tess è un personaggio positivo, una fanciulla dal carattere forte e dolcissimo insieme, che si sacrifica per la famiglia, per la madre malata, per i fratelli, dal cuore grande e puro; quello che non sono riuscita a “digerire” è quel suo essere un capro espiatorio, vittima predestinata delle disgrazie e della malasorte che si accaniscono contro di lei senza che lei si ribelli, senza che nemmeno pensi di potersi difendere, di far valere i suoi diritti, di reclamare la sua innocenza ed il candore del suo animo, anzi buona soltanto a colpevolizzarsi e dar ragione a colui che diceva di amarla -perché Angel Clare, colui del quale Tess si innamora e da cui pare ricambiata è un individuo a mio parere più spregevole dell’altro, quel cugino d’Urberville che la accoglie in casa non per riconoscerla come parente, ma per fare i suoi porci comodi- e che invece non si fa scrupoli a piantarla in asso dopo il matrimonio, non appena scopre il suo passato. Ma lei! Lei non dice una parola, anzi lei si riconosce colpevole, riconosce giusto il trattamento impostole dal cd. marito, riconosce giusti il gran dolore, la solitudine, l’abbandono, la miseria in cui viene lasciata dall’uomo che avrebbe dovuto proteggerla finchè morte non li separasse.
    Non salvo nessuno dei protagonisti (quelli di sesso maschile sono veramente abominevoli, Tess non sono mai riuscita a sentirla vicina) . Ho trovato difetti al romanzo, che, secondo me, si dilunga troppo nella parte centrale, quella in cui descrive la vita di Tess nella fattoria di Talbothays dove conosce Angel Clare. Però ho amato molto la prosa di Hardy, straordinariamente evocativa, magnifica nelle descrizioni della natura partecipe delle disgrazie della fanciulla, una natura desolata e spoglia, essa stessa intessuta di sciagure come la vita di Tess.

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  • 4

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto.

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto. Perché una storia così straziante non dovrebbe esistere, ma se Hardy l'ha raccontata vuol dire che di storie così ne sono esistite anche troppe...

    Continua a leg ...continue

    Fa quasi male, dire che mi è piaciuto. Perché una storia così straziante non dovrebbe esistere, ma se Hardy l'ha raccontata vuol dire che di storie così ne sono esistite anche troppe...

    Continua a leggere qui: http://devoandarealeggere.blogspot.de/2016/01/recensione-di-tess-dei-durberville.html

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  • 4

    "Nella mal calcolata esecuzione dell'ordine ben calcolato delle cose, capita di rado che l'invocazione provochi l'apparizione della persona invocata, ed è raro che l'uomo da amare coincida con l'ora dell'amore"

    Tess è una dolce e ingenua fanciulla. Vive con i suoi genitori, i suoi fratelli e le sue sorelle più piccole in una modesta casa immersa nella campagna inglese.
    E’ una ragazza buona, solare, allegra. ...continue

    Tess è una dolce e ingenua fanciulla. Vive con i suoi genitori, i suoi fratelli e le sue sorelle più piccole in una modesta casa immersa nella campagna inglese.
    E’ una ragazza buona, solare, allegra. E bella, anzi bellissima.
    La sua vita è fatta di duro lavoro, di sacrifici e di tante privazioni, ma lei non prega mai per avere un futuro migliore, ma solo per la sua famiglia, affinché stiano sempre bene e non patiscano mai la fame.
    E’ circondata da tanto affetto e dalla bellezza della natura, ma purtroppo questi due elementi faranno presto da netto contrasto a ciò che la vita gli riserverà, un inferno che risponde al nome di due uomini: Alec D’Urberville, che le ruberà con la forza l’innocenza a sedici anni in un bosco e Angel Clare, che la sposerà e la ripudierà perché “sporcata” da un altro uomo.
    Nella vita una persona può sbattersi quanto vuole, ma se è destinato a fallire, non c’è niente che possa fare per cambiare le cose. E’ la morale di questo romanzo dello scrittore inglese Thomas Hardy che in quanto a pessimismo e fatalismo non era di certo secondo a nessuno.
    In questo suo intenso romanzo ci dipinge un ritratto di un’epoca e della condizione femminile con un pessimismo che oserei definire quasi devastante, la figura di Tess, creatura pura, tenera e soave viene letteralmente ridotta a brandelli da due figure pessime figure maschili e da una società bigotta e finta puritana che la condanna senza appello per colpe che non ha.
    Lo stile di Hardy è maestoso, pregno di lunghe descrizioni che a volte rendono difficile la lettura e di dialoghi brevi ma intensi.
    Un romanzo dal sapore austeniano, ma decisamente più pessimista, riflessivo e “potente”. Tess credo che sia una delle figure femminili della letteratura più riuscite e senza alcun dubbio anche una tra le più belle.

    "Giustizia" era fatta, e il Presidente degli Immortali, per dirla con una frase di Eschilo, aveva finito di divertirsi con Tess, mentre i cavalieri e le dame dei d'Urberville dormivano nelle loro tombe, inconsapevoli. I due muti osservatori si chinarono a terra come in preghiera; e rimasero così per molto tempo, assolutamente immobili: la bandiera continuava silenziosamente a sventolare. Appena ne ebbero la forza, si levarono, si presero di nuovo per mano e continuarono il cammino.

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