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Tess of the D'Urbervilles

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4.0
(1583)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Polish , Romanian

Isbn-10: 0333334078 | Isbn-13: 9780333334072 | Publish date: 

Preface P.N. Furbank

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Library Binding , Unbound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
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  • 4

    ...e se...?

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vi ...continue

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vicende di Tess partono da dove quelle di qualunque altra protagonista si sarebbero interrotte inevitabilmente.
    E'uno di quei libri che non hanno fatto altro che farmi chiedere di continuo "...e se...?":
    "...e se Tess non avesse mai saputo dei suoi nobili avi?"
    "...e se Angel Clare quel giorno le avesse chiesto di ballare?"
    "...e se Principe non fosse morto?"
    "...e se non avesse mai accettato di andare a lavorare per gli Urberville?"
    "...e se...?".
    Probabilmente la risposta sarebbe se tutte queste cose non fossero accadute l'epilogo sarebbe stato assai diverso, ma non avrei letto il gioiello che ho letto.
    La storia è assai particolara, da un primo accadimento di scarsa importanza, ne scaturisce un'altro d'importanza ancora minore e così via. Di accadimento in accadimento si vine a creare una reazione a catena che finisce per rovinare l'intera vita della sfortunata Tess. Reazione che si sarebbe tranquillamente potuta interrompere se lei in un dato momento avesse taciuto quando ha parlato o avesse parlato quando ha taciuto,se Angel Clare fosse stato meno insistente, se lei fosse stata più risoluta, se lui fosse stato meno bigotto, se lei fosse stata meno orgogliosa, se lui fosse tornato prima, se lei...etc...ed ecco di nuovo ritornare tutti i "se". Ogni cosa cospira contro di lei, nulla va come dovrebbe andare ed a ogni biforcazione della sua vita, lei finisce sempre per prende il sentiero sbagliato...POVERA TESS!!!
    Credo sia veramente un libro STUPENDO!!! Un PICCOLO, INSOLITO GIOIELLO da leggere. :o)

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  • 5

    Forse ci troverete un attimo di felicità

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine ...continue

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine di un libro emerge un'eroina come Tess, bella sì, ma soprattutto pura e dignitosa, indipendente e leale *nonostante* il destino, che fa di tutto per renderla gretta e disgraziata. Tess, così come ce la descrive Hardy, è una creatura che si libera da tutte le sue catene (anche dall'ultima, quella che avrà la conseguenza più fatale, ma anche la più redentrice), nella serena - ma nient'affatto passiva - accettazione del proprio destino.
    Ma Tess è solo la punta dell'iceberg di questo immenso romanzo. Gli altri personaggi non sono meno complessi, meno affascinanti o meno convincenti di lei. Anche quelli all'apparenza sgradevoli (Alec d'Uberville sopra tutti) hanno il vizio tanto umano d'essere ambigui, e d'avere accenni di reale gentilezza o compassione (mi riferisco all'episodio del fattore che tratta duramente Tess nel campo di rape). E anche la figura di Angel Clare, così rigido e implacabile nella sua logica scevra di passione e romanticismo, conoscerà infine una dedizione totalizzante nei confronti della sua amata.
    Nonostante questo romanzo metta indiscutibilmente in scena una tragedia (lo si respira in ogni pagina, fin dall'inizio), non lo trovo un romanzo del tutto privo di speranza. C'è nel finale una pace solenne e dolce, finalmente quieta, in cui il lettore riposa. E, prima di quella pace, c'è un poco di felicità. Certo, è una felicità straziata e consunta del genere che può dare la vita quando la vita è ferita e stanca, ma è forse il massimo a cui gli uomini possono realisticamente aspirare.

    said on 

  • 5

    Come in un quadro di Breton

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’u ...continue

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’ultimo ramo di una nobile famiglia normanna ma nata e cresciuta sotto gli stenti della povertà. Avviata al lavoro già da piccola, per contribuire al sostentamento della casa e alla mancanza di volontà di un padre poco responsabile, Tess intraprende le sue prime esperienze relegata ad un mondo agricolo faticoso, costantemente a contatto con la terra e con gli uomini che insieme a lei se ne prendono cura. Alla fattoria di Talbothays, dove si occupa della mungitura delle mucche in una dimensione solare ed idilliaca, si innamora di Angel Clare, figlio di un pastore protestante, iniziando così un apprendistato sentimentale irto di spine. Tess deve, infatti, fare i conti con un passato difficile che si affaccia di continuo alla sua memoria e che finisce per compromettere il resto della sua vita e delle sue relazioni. Non riuscendo a nascondere ad Angel, ormai suo marito, di essere stata sedotta e abbandonata in giovane età, confessa il proprio segreto accettando qualsiasi conseguenza della sua rivelazione. In qualità di personaggio ingenuo e fragile, la protagonista di questo romanzo non è altro che il simbolo di una parte del mondo, del fato avverso e della difficoltà di vivere. Una vittima degli uomini, dell’età industriale, del deleterio moralismo religioso esercitato con troppa intransigenza nei confronti della sua reputazione di donna, vittima soprattutto di genitori che l’avevano indotta a fare delle scelte azzardate senza metterla in guardia da probabili imprevisti. Oltre ad essere un piccolo capolavoro della letteratura vittoriana, Tess Dei D’Urberville potrebbe rappresentare, agli occhi del lettore, un immaginario innamoramento artistico tra scrittura e arte figurativa. Lo stile di Thomas Hardy, nel descrivere il lavoro nei campi e la malinconica atmosfera dei paesaggi inglesi, ricorda il realismo rurale che emerge dalle meravigliose tele di Dupré e Breton. Un gioco di reciproci rimandi tra eventi e scene contadine che si riflettono dal libro all’opera pittorica e viceversa. La natura che si esprime tra la campagna, il bosco e la brughiera, con il suo clima prima mite e poi avverso, rappresenta quasi uno stato d’animo, un bellissimo co-protagonista all’interno del romanzo. L’immagine di Tess si accorda perfettamente con gli elementi in mezzo a cui si muove, la sua figura flessuosa e furtiva diventa parte insostituibile della scena, e i processi di questa natura intorno a lei sembrano partecipare alla sua stessa storia. Come un vento improvviso sembrerebbe l’espressione di un amaro rimprovero, così la luce dorata delle tarde ore pomeridiane appare un dono di conforto.

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  • 2

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non ...continue

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non un obbligo. Allora cerco di tirare avanti, di arrivare almeno a metà, giusto per farmi un'idea un po' più precisa. Niente, con Tess non sono nemmeno arrivata a metà.
    All'inizio lo stile di Hardy mi sembrava pomposo ma bello, nella sua antichità.
    Più andavo avanti, però, proprio quello stile è stato ciò che mi ha dato il colpo di grazia.
    Non c'è un personaggio uno, in questo libro, per cui valga la pena di dire: tifo per lui, vado avanti solo per lui. A partire da Tess: a volte testarda e decisa, più volentieri ingenua e "finta tonta" (prima succede ciò che succede con Alec, poi tranquilla come niente fosse accetta un passaggio in carrozza da uno sconosciuto...ma sì, fidiamoci!).
    Per non parlare della sua famiglia: padre ubriacone, madre il cui unico obiettivo nella vita è vedere la figlia sposata ad un uomo ricco in modo da poter risolvere tutti i loro problemi.
    Così egoisti e superficiali da mandare alla sperandio la figlia dal sedicente cugino di nobili origini, senza prima accertarsi su chi realmente fosse questo tizio.
    Alec, uomo spregevole, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole e, se non può, se lo prende comunque.
    Per finire, le lunghe e interminabili descrizioni di qualsiasi cosa attirasse l'attenzione di Hardy, dai paesaggi alle mucche, rendono il libro pesante. Il "classico" classico che crea il luogo comune per cui "tutti i classici sono dei mattoni".
    Peccato!

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  • 5

    I genitori (la madre) la comandano a bacchetta, viene praticamente stuprata da quel bellimbusto di Alec (è così ingenua che lì per lì non capisce neanche cosa sia successo), abbandonata dal marito def ...continue

    I genitori (la madre) la comandano a bacchetta, viene praticamente stuprata da quel bellimbusto di Alec (è così ingenua che lì per lì non capisce neanche cosa sia successo), abbandonata dal marito deficiente perché "colpevole" di essere stata disonorata prima di conoscersi. E in tutto questo lei si fa un c**o così, si spacca le mani lavorando, accetta il suo destino e tutto ciò che la società/la famiglia/la sfiga le impone, solo per amore degli altri, senza chiedere nulla in cambio.
    Non appena si ribella, pretendendo forse un po' di felicità per sé stessa, paga il prezzo più alto di tutti.

    said on 

  • 3

    Intenso ed emozionante. Il fatalismo di Hardy è agghiacciante e impietoso. Non può considerarsi un romanzo maschilista ma di fatto chi scrive è un uomo. Tess deve solo subire? a tratti sembra quasi un ...continue

    Intenso ed emozionante. Il fatalismo di Hardy è agghiacciante e impietoso. Non può considerarsi un romanzo maschilista ma di fatto chi scrive è un uomo. Tess deve solo subire? a tratti sembra quasi un romanzo medievale con una vera e propria caccia alla strega, alla donna cioè che incarna tutti i mali!

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  • 4

    Su Tess è stato detto tutto, con alcuni commenti mi trovo d'accordo con altri meno, ma credo che tutti siamo d'accordo sul valore letterario di quest'opera.
    Vorrei solo aggiungere qualche considerazio ...continue

    Su Tess è stato detto tutto, con alcuni commenti mi trovo d'accordo con altri meno, ma credo che tutti siamo d'accordo sul valore letterario di quest'opera.
    Vorrei solo aggiungere qualche considerazione personale, non ho percepito Hardy come pessimista, piuttosto come realista, ciò che racconta è la cruda realtà contestualizzata a quell'epoca è vero, ma la misoginia è purtroppo un tema attuale.
    Le parti che mi hanno maggiormente colpita sono soprattutto le condizioni dei poveri, dei contadini, dei lavoratori stagionali, pura e semplice schiavitù e prevaricazione, ed è proprio un atto di prevaricazione che determina il triste destina diTess, la quale parliamoci chiaro subisce abuso sessuale.
    Sicuramente i protagonisti maschili non ne escono bene, ma bisogna ammettere che il marito compie un viaggio interiore di elaborazione dei veri valori e torna a Tess anche se troppo tardi. Tess di contro non mi meraviglia affatto che nonostante tutto ciò che le accade difende il suo amore verso il marito in maniera acritica (fino all'ultima lettera), Hardy era molto avanti, oggi sappiamo bene quali sono le trappole psicologiche delle donne maltrattate che non riescono a sottrarsi ai propri aguzzini.
    Alec invece è negativo dall'inizio alla fine, la sua repentina conversione religiosa al limite del fanatismo è abbandonata alla prima tentazione!
    Bellissima e piena di speranze, quindi ottimista, ho trovato l'ultima scena di Angel e Liza, forse andrà meglio a loro.

    Ho faticato ad arrivare alla fine, le vicende di Tess mi deprimevano e non riuscivo a leggere in maniera spedita, ma ho viceversa potuto interiorizzarlo meglio e ritengo che Hardy sia un autore da approfondire.

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  • 4

    Thomas il fatalista

    Tess dei D’Urberville è il terzultimo romanzo scritto da Thomas Hardy e sicuramente quello più famoso.
    Il romanzo ricorda un racconto popolare in cui i vari elementi presenti sembra che affondino le r ...continue

    Tess dei D’Urberville è il terzultimo romanzo scritto da Thomas Hardy e sicuramente quello più famoso.
    Il romanzo ricorda un racconto popolare in cui i vari elementi presenti sembra che affondino le radici nelle antiche leggende celtiche dell’Inghilterra.
    Questo romanzo di Hardy è una via crucis tutta al femminile, una vera e propria discesa agli inferi di una ragazza semplice e pura come recita il sottotitolo coraggiosamente dato al romanzo dall’autore inglese, perché nel periodo vittoriano una donna “sedotta” non è certo considerata pura.
    Tess è un fiore innocente calpestato dal destino crudele; quel fato che tutto dispone e tutto distrugge, che spazza via ogni cosa e rade al suolo qualsiasi speranza.
    Tutto ha inizio con la rivelazione da parte del curato del villaggio che la famiglia di Tess discende da un’antica famiglia nobile ormai decaduta; potrebbe sembrare un evento irrilevante ma questo futile episodio è soltanto il primo anello di una catena di fatti assurdi, di coincidenze, di superstizioni, di avvenimenti negativi che sconvolgeranno la vita di questa povera e ingenua fanciulla del Wessex.
    Tess è una giovane ragazza, primogenita di una povera famiglia del villaggio di Marlott; dopo aver perduto il cavallo in un incidente, indispensabile all’economia della famiglia, i genitori di Tess, decidono di mandare la giovane ragazza appena sedicenne presso gli Stoke-D’Urberville, dei parenti ricchi che abitano a poche miglia di distanza, allo scopo di rivendicare la parentela e ottenere qualche beneficio.
    Quando Tess si reca presso questi parenti, innocente e ingenua, non sa che questi parenti sono in realtà dei nuovi ricchi che vivono sotto falso nome e hanno scelto il cognome D’Urberville solo per prestigio sociale; ancora di meno conosce le intenzioni di Alec, figlio della signora D’Urberville, che rimasto affascinato dall’avvenente bellezza della giovane ragazza, dopo vari tentativi di seduzione, finisce per abusare di lei ed intrappolarla in una relazione indesiderata.
    Capita la situazione Tess fugge da Alec e torna a casa; con gran perseveranza e con dolore riuscirà a ricostruirsi una vita in un’altra parte del Wessex, dove incontrerà l’amore ma il passato e il destino crudele torneranno a perseguitarla impedendole ogni possibilità di felicità…

    La prima volta che la protagonista appare sulla scena indossa un vestito bianco con un sottile nastro rosso tra i capelli. Così la presenta Hardy: il candore e la passione; sin dall’inizio vediamo che il suo destino sarà irrimediabilmente segnato da questi due elementi.
    Guarda il mondo attraverso i suoi grandi occhi neri, il vento le smuove i lunghi capelli scuri, mentre lavora nei campi, dall’alba al tramonto, per poter sopravvivere tra fatiche e privazioni che il destino le riserva.
    Tess è una donna che lotta per il suo amor proprio, per la libertà della sua anima e soprattutto per ciò che ritiene giusto; paga per colpe non sue ed è vittima dell’ignoranza dell’ambiente in cui è cresciuta e del moralismo maschilista.
    Sia Alec sia Angel, ognuno in maniera diversa, distruggono la donna che è in lei.
    I due personaggi maschili non fanno una bella figura: Alec, frivolo rampollo della borghesia mercantile, seduttore incallito, s’invaghisce di Tess, tenta di sedurla più volte e alla fine la violenta diventando così lo strumento (per ben due volte) della rovina della giovane fanciulla (si merita pienamente la fine che fa); Angel Clare (il cui nome è già tutto un programma) pare essere l’uomo giusto, quieto, retto e innamorato di Tess, con idee progressiste e dalla dichiarata superiorità morale è in realtà un ipocrita, ottuso, ignobile e bastardo (credo che sia la parola che ho usato di più nei suoi confronti man mano che leggevo il romanzo); un uomo incapace di essere fino in fondo quello che afferma di essere, che idealizza la moglie al punto da disdegnarla non appena apprende che la fanciulla non è illibata come credeva che fosse. Angel è il vero deus ex machina del destino della protagonista, colui che può cambiarlo ma in realtà non è capace perché schiacciato tra un apparente anticonformismo e una reale sottomissione alle regole sociali.
    Tess, direte voi, come reagisce quando Angel la tratta in questa magnifica maniera? Si lascia maltrattare e insultare dal marito senza mai protestare, colpevolizzando se stessa e assolvendo colui che è il principale colpevole della sua miseria (io gli avrei dato un bel paio di schiaffi al signorino e lanciato anche qualcosa, brutto ipocrita che non è altro). Perché lei è pronta a perdere se stessa e anche a morire per il bene di lui; Angel crea l’idea della persona che vuole lei sia, invece di ammirare e rispettare Tess per quello che è in realtà.
    Alec ed Angel, si dimostrano due uomini rozzi e manipolatori, che annichiliscono Tess e sono incapaci di essere fino in fondo quello che pensano e affermano di essere.
    Tess, ad ogni modo, si fa forgiare da ogni personaggio incapace di esercitare il proprio volere sempre disposta ad arrendersi alla volontà altrui (con la madre, con Alec, con Angel) lasciando il lettore frustrato per le scelte che compie e con la grandissima voglia di entrare nel libro per cambiare il suo atteggiamento.

    Thomas Hardy da magnificent writer of english landscape , con la sua notevole pregevole prosa e la sua innata capacità di dipingere immagini con le parole, riesce a creare quadri, fotografie e immagini audiovisive della campagna inglese, co-protagonista anche in questo romanzo.
    Le descrizioni della natura riempiono innumerevoli pagine che ci fanno immaginare l’imperterrito scorrere delle stagioni: la freschezza della primavera, quando la natura rifiorisce e gli uccelli nascono nei nidi; il caldo afoso nei pomeriggi estivi, con l’alba umida e gli uccelli che si alzano in volo; l’autunno che colora di tante sfumature la campagna circostante e l’inverno freddo e glaciale che sferza il terreno desolato. Ogni stagione rispecchia lo stato d’animo della protagonista: la primavera, quando Tess “rifiorisce” a nuova vita dopo la morte del figlio (quando lei lo battezza prima di morire per salvarlo dalla dannazione eterna e il funerale sono stati due momenti molto commoventi) e accompagna il suo viaggio verso la nuova vita alla fattoria; l’estate, che fa da cornice al nascere dell’amore per Angel e alle sue passeggiate con l’innamorato; l’autunno che con i suoi colori benedice questo nuovo amore e la speranza di una vita felice; l’inverno che con il suo gelo e la desolazione di Flintcomb-Ash, dove non vi è nessun albero o un solo tocco di verde ma è solo una vasta distesa incolta dove crescono solo rape, che riflette l’angoscia e la profonda tristezza dell’animo di Tess.

    Con stile poetico, sobrio e misurato, con l’uso di frasi che si susseguono creando aforismi, citazioni e paragoni, Hardy riesca a fare breccia nell’animo del lettore e trasferisce sulla carta con grande abilità l’anima di ogni protagonista in maniera toccante e intensa.
    Un libro intenso, scorrevole, profondo, appassionante, toccante e immensamente triste.
    Tess, ragazza dolcissima, che lotta contro una vita di disagio, vittima di un destino crudele più forte di ogni cosa.

    [...] le due parti di un perfetto insieme non si sono incontrate al momento perfetto: la controparte assente, vagando indipendente per la terra, aspetta in crassa ottusità un tempo che giungerà troppo tardi.
    Da questo malaugurato indugio nacquero ansietà, disappunti, scontri, catastrofi e destini estremamente singolari.

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