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Tess of the D'Urbervilles: 2500 Headwords

By

Publisher: Oxford University Press

3.9
(1626)

Language:English | Number of Pages: 144 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Polish , Romanian

Isbn-10: 0194230945 | Isbn-13: 9780194230940 | Publish date: 

Series Editor: Jennifer Bassett

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Library Binding , Unbound , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
A pretty young girl has to leave home to make money for her family. She is clever and a good worker; but she is uneducated and does not know the cruel ways of the world. So, when a rich young man says he loves her, she is careful - but not careful enough. He is persuasive, and she is overwhelmed. It is not her fault, but the world says it is. Her young life is already stained by men's desires, and by death.
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  • 5

    "I Durbeyfield erano innocui per tutti, tranne che per loro stessi".
    Credo che questa frase, tratta proprio dal romanzo di Thomas Hardy, sia splendidamente rappresentativa del racconto.
    La famiglia Du ...continue

    "I Durbeyfield erano innocui per tutti, tranne che per loro stessi".
    Credo che questa frase, tratta proprio dal romanzo di Thomas Hardy, sia splendidamente rappresentativa del racconto.
    La famiglia Durbeyfield, contadina e di umili origini, scopre di essere discendente di una vecchia e nobila casata, i d'Urberville. Da quella scoperta, tentano di migliorare la propria situazione economica e sociale, tentando di riprendere il vecchio prestigio dalla nobile casata di appartenenza, soprattutto attraverso l'aiuto della loro figlia Tess. E saranno proprio le vicissitudini di Tess al centro della narrazione, che vede susseguire nella sua vita un imprevisto dopo l'altro, anche quando crede di aver trovato l'amore e la serenità.
    "Tess dei d'Urberville" è uno splendido romanzo che narra le disavventure di una ingenua contadina, mostrando tra le righe uno splendido quadro della vita dei contadini dell'ottocento: le ristrettezze economiche di una famiglia povera, i sacrifici anche fisici a cui sono costretti per poter sopravvivere, lo sfruttamento da parte della società più abbiente, l'ingenuità e l'ignoranza dei ceti umili, il tema religioso e quello dell'amore e della violenza.
    Splendido romanzo, lo consiglio vivamente!

    said on 

  • 4

    A dispetto della difficoltà che ho trovato nel leggere questo libro (ci ho messo più di un anno), mi sento di consigliarne la lettura.
    La scrittura di Hardy è affascinante e piacevole, la storia forse ...continue

    A dispetto della difficoltà che ho trovato nel leggere questo libro (ci ho messo più di un anno), mi sento di consigliarne la lettura.
    La scrittura di Hardy è affascinante e piacevole, la storia forse un pochino lenta, in particolare nella prima metà del libro.
    In questo periodo mi sono dedicata a letture di autrici moderne che definisco "mononeuronali", nel senso che per leggere e comprendere la storia è sufficiente un neurone, la differenza stilistica e qualitativa con questo volumetto è abissale.

    said on 

  • 5

    Dov'era l'angelo custode di Tess? Dov'era la Provvidenza della sua ingenua fede religiosa?

    In questo romanzo c’è tutto, c’è una fanciulla troppo ingenua, una famiglia ambiziosa, un giovane rampollo che è nobile solo di nome, c’è un innamorato che forse non ama abbastanza, c’è anche una sto ...continue

    In questo romanzo c’è tutto, c’è una fanciulla troppo ingenua, una famiglia ambiziosa, un giovane rampollo che è nobile solo di nome, c’è un innamorato che forse non ama abbastanza, c’è anche una storia di fantasmi, la storia di una violenza avvenuta tempo prima che sembra portare ancora le sue conseguenze. Ho adorato questo romanzo, come tutto sembra guidato dal destino fino al tragico epilogo. Tess è una martire, ma soprattutto è una donna con le sue debolezze, la stessa scena della violenza non è chiara, è vera violenza oppure lei semplicemente si concede per poi pentirsene? Questo peccato giovanile porterà tremende conseguenze, ma forse non sono ancora più colpevoli i genitori che avrebbero dovuto vegliare sulla figlia e non mandarla alla mercé di un risaputo dongiovanni? Un romanzo per riflettere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Decisamente non quello che mi aspettavo. Continuavo a dirmi "Dai che forse dopo succede qualcosa di bello e finisce bene. Dai che forse finisce bene!" E invece no. E' stata una lettura piena di "Oh, n ...continue

    Decisamente non quello che mi aspettavo. Continuavo a dirmi "Dai che forse dopo succede qualcosa di bello e finisce bene. Dai che forse finisce bene!" E invece no. E' stata una lettura piena di "Oh, no!", con un "Oh c****!" finale.
    Non penso di odiarlo, ma di sicuro non è nemmeno amore.
    Tornassi indietro non penso lo leggerei...

    said on 

  • 4

    ...e se...?

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vi ...continue

    Leggere le "50 sfumature" tutto sommato non è stato vano. Se non fosse stato menzionato più volte in quei libri non lo avrei mai conosciuto nè letto.
    "Tess dei d'Urberville" è un libro insolito, le vicende di Tess partono da dove quelle di qualunque altra protagonista si sarebbero interrotte inevitabilmente.
    E'uno di quei libri che non hanno fatto altro che farmi chiedere di continuo "...e se...?":
    "...e se Tess non avesse mai saputo dei suoi nobili avi?"
    "...e se Angel Clare quel giorno le avesse chiesto di ballare?"
    "...e se Principe non fosse morto?"
    "...e se non avesse mai accettato di andare a lavorare per gli Urberville?"
    "...e se...?".
    Probabilmente la risposta sarebbe se tutte queste cose non fossero accadute l'epilogo sarebbe stato assai diverso, ma non avrei letto il gioiello che ho letto.
    La storia è assai particolara, da un primo accadimento di scarsa importanza, ne scaturisce un'altro d'importanza ancora minore e così via. Di accadimento in accadimento si vine a creare una reazione a catena che finisce per rovinare l'intera vita della sfortunata Tess. Reazione che si sarebbe tranquillamente potuta interrompere se lei in un dato momento avesse taciuto quando ha parlato o avesse parlato quando ha taciuto,se Angel Clare fosse stato meno insistente, se lei fosse stata più risoluta, se lui fosse stato meno bigotto, se lei fosse stata meno orgogliosa, se lui fosse tornato prima, se lei...etc...ed ecco di nuovo ritornare tutti i "se". Ogni cosa cospira contro di lei, nulla va come dovrebbe andare ed a ogni biforcazione della sua vita, lei finisce sempre per prende il sentiero sbagliato...POVERA TESS!!!
    Credo sia veramente un libro STUPENDO!!! Un PICCOLO, INSOLITO GIOIELLO da leggere. :o)

    said on 

  • 5

    Forse ci troverete un attimo di felicità

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine ...continue

    Ci si innamora di una persona in carne e ossa per i suoi paesaggi interiori più ancora che per il suo aspetto fisico. E' possibile quindi innamorarsi di un personaggio di fantasia, quando dalle pagine di un libro emerge un'eroina come Tess, bella sì, ma soprattutto pura e dignitosa, indipendente e leale *nonostante* il destino, che fa di tutto per renderla gretta e disgraziata. Tess, così come ce la descrive Hardy, è una creatura che si libera da tutte le sue catene (anche dall'ultima, quella che avrà la conseguenza più fatale, ma anche la più redentrice), nella serena - ma nient'affatto passiva - accettazione del proprio destino.
    Ma Tess è solo la punta dell'iceberg di questo immenso romanzo. Gli altri personaggi non sono meno complessi, meno affascinanti o meno convincenti di lei. Anche quelli all'apparenza sgradevoli (Alec d'Uberville sopra tutti) hanno il vizio tanto umano d'essere ambigui, e d'avere accenni di reale gentilezza o compassione (mi riferisco all'episodio del fattore che tratta duramente Tess nel campo di rape). E anche la figura di Angel Clare, così rigido e implacabile nella sua logica scevra di passione e romanticismo, conoscerà infine una dedizione totalizzante nei confronti della sua amata.
    Nonostante questo romanzo metta indiscutibilmente in scena una tragedia (lo si respira in ogni pagina, fin dall'inizio), non lo trovo un romanzo del tutto privo di speranza. C'è nel finale una pace solenne e dolce, finalmente quieta, in cui il lettore riposa. E, prima di quella pace, c'è un poco di felicità. Certo, è una felicità straziata e consunta del genere che può dare la vita quando la vita è ferita e stanca, ma è forse il massimo a cui gli uomini possono realisticamente aspirare.

    said on 

  • 5

    Come in un quadro di Breton

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’u ...continue

    Sullo sfondo bucolico del Wessex, presso il villaggio di Marlott, tra una successione di vicende drammatiche prende inizio e si consuma l’esistenza di Tess Durbeyfield. Una ragazza appartenente all’ultimo ramo di una nobile famiglia normanna ma nata e cresciuta sotto la povertà. Avviata al lavoro già da piccola, per sopperire alla mancanza di volontà di un padre poco responsabile e presente, Tess intraprende le sue prime esperienze relegata ad un mondo agricolo faticoso, costantemente a contatto con la terra e con gli uomini che insieme a lei se ne prendono cura. Alla fattoria di Talbothays, in una dimensione solare ed idilliaca, si innamora di Angel Clare, figlio di un pastore protestante, iniziando così un apprendistato sentimentale non privo di spine. Tess deve, infatti, fare i conti con un passato difficile che si affaccia di continuo alla sua memoria e che finisce per compromettere il resto della sua vita e delle sue relazioni. In qualità di personaggio ingenuo e fragile, la protagonista di questo romanzo non è altro che il simbolo di una parte del mondo, del fato avverso e della difficoltà di vivere. Una vittima degli uomini, dell’età industriale, del deleterio moralismo religioso esercitato con troppa intransigenza, vittima soprattutto di genitori che l’avevano indotta a fare delle scelte azzardate senza metterla in guardia da probabili imprevisti. Oltre ad essere un piccolo capolavoro della letteratura vittoriana, Tess Dei D’Urberville potrebbe rappresentare, agli occhi del lettore, un immaginario innamoramento artistico tra scrittura e arte figurativa. Lo stile di Thomas Hardy, nel descrivere il lavoro nei campi e la malinconica atmosfera dei paesaggi inglesi, ricorda il realismo rurale che emerge dalle meravigliose tele di Dupré e Breton. Un gioco di reciproci rimandi tra eventi e scene contadine che si riflettono dal libro all’opera pittorica. La natura che si esprime tra la campagna, il bosco e la brughiera, con il suo clima prima mite e poi avverso, rappresenta quasi uno stato d’animo, un bellissimo co-protagonista all’interno del romanzo. L’immagine di Tess si accorda perfettamente con gli elementi in mezzo a cui si muove, la sua figura flessuosa e furtiva diventa parte insostituibile della scena, e i processi di questa natura che le ruota intorno partecipano alla sua stessa storia. Come un vento improvviso sembrerebbe l’espressione di un amaro rimprovero, così la luce dorata delle tarde ore pomeridiane appare come un dono di conforto.

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  • 2

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non ...continue

    Ogni anno succede sempre una cosa strana. Arriva sempre il libro che mi fa dire: "basta, lo mollo!". Mi riprometto sempre di non farlo, ma poi mi convinco anche che leggere dev'essere un piacere e non un obbligo. Allora cerco di tirare avanti, di arrivare almeno a metà, giusto per farmi un'idea un po' più precisa. Niente, con Tess non sono nemmeno arrivata a metà.
    All'inizio lo stile di Hardy mi sembrava pomposo ma bello, nella sua antichità.
    Più andavo avanti, però, proprio quello stile è stato ciò che mi ha dato il colpo di grazia.
    Non c'è un personaggio uno, in questo libro, per cui valga la pena di dire: tifo per lui, vado avanti solo per lui. A partire da Tess: a volte testarda e decisa, più volentieri ingenua e "finta tonta" (prima succede ciò che succede con Alec, poi tranquilla come niente fosse accetta un passaggio in carrozza da uno sconosciuto...ma sì, fidiamoci!).
    Per non parlare della sua famiglia: padre ubriacone, madre il cui unico obiettivo nella vita è vedere la figlia sposata ad un uomo ricco in modo da poter risolvere tutti i loro problemi.
    Così egoisti e superficiali da mandare alla sperandio la figlia dal sedicente cugino di nobili origini, senza prima accertarsi su chi realmente fosse questo tizio.
    Alec, uomo spregevole, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole e, se non può, se lo prende comunque.
    Per finire, le lunghe e interminabili descrizioni di qualsiasi cosa attirasse l'attenzione di Hardy, dai paesaggi alle mucche, rendono il libro pesante. Il "classico" classico che crea il luogo comune per cui "tutti i classici sono dei mattoni".
    Peccato!

    said on 

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