Like Tess of the D'Ubervilles?
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15 Reviews
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r. said on Feb 5, 2011 | 3 feedbacks
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This is Hardy at his best. One of the most exciting of his novels.
One thing Hardy wants to put over - and he does so very strongly - is that one's life can be so altered by what appear to be the 'accidents' of life. For example: The letter pushed under the door by Tess but not found by Clare ... (continue)
GraJon said on Jul 25, 2008 about the Hardcover edition | Add your feedback
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What a book! It's full of fools and the characters are mad:
Tess's mother is a superficial woman; Tess is a stupid, innocent killer; Angel Clare (WTF! Is it a name? Tsk.) is a crazy psychopath; Alec D'Urbevill is a sick pervert; and so on...Foolish - all of 'em.
~
Few ... (continue)
Blackrystal said on May 13, 2008 | Add your feedback
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Haunting
I knew from the start of the contents this book contained, as an English student it's hard for my teachers to not comment as we're currently studying Victorian Literature. Nevertheless, despite knowing how it might end, I was still addicted and wanted to know what happened next. Of course, some may ... (continue)
F Sally said on Feb 15, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback
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Simon Hargreaves said on Sep 9, 2011 | Add your feedback
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I decided it was time to read this book as last week my flatmate described it as the "most depressing book I've ever read". Now having finished it I can't say the same (Well of Loneliness still wins that award for me) but I did enjoy. The only problem I had with it was Tess herself. She seemed not t ... (continue)
Robot-mel said on Jan 15, 2011 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(286)
- English Books
- Paperback 128 Pages
- ISBN-10: 0194216381
- ISBN-13: 9780194216388
- Publisher: P/B
- Pub date: Jan 01, 1989
- Also available as: Mass Market Paperback, Hardcover, Audio CD, Audio Cassette, Library Binding, School & Library Binding, Unbound, Others and eBook
- In other languages: other languages
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
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| 9780194216388 | Paperback | $4.99 | -- | The Book Depository |
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*** This comment contains spoilers! ***
A me il bel romanzone vittoriano piace quasi a prescindere; mi piace lo stile, l'ambientazione, l'atmosfera, il modo di scrivere, mi piacciono i baffoni, le crinoline, i cappelli a cilindro e il tè delle cinque. Mi piace quel tratto tipicamente inglese che è l'ironia, e che qui manca del tutto. Per ... (continue)
A me il bel romanzone vittoriano piace quasi a prescindere; mi piace lo stile, l'ambientazione, l'atmosfera, il modo di scrivere, mi piacciono i baffoni, le crinoline, i cappelli a cilindro e il tè delle cinque. Mi piace quel tratto tipicamente inglese che è l'ironia, e che qui manca del tutto. Per questo non posso dire che Tess dei d'Urberville mi abbia entusiasmato. E' un romanzo a tesi, inoltre; e come tutti i romanzi a tesi arrivi a metà e sai già come andrà a finire (a meno che l'autore non decida di buttare tutto il suo ragionamento dalla finestra), e la tesi qui è che la società è ingiusta e cattiva, le persone vivono infelici costrette da norme sociali irrazionali e arbitrarie, che la chiesa è superstizione e l'industria oppressione, che chi vive presso la natura è saggio e benevolo e che insomma la piega degli eventi presa dal mondo dopo la Rivoluzione Industriale non va mica bene. Tess è una contadinella timida come un cerbiatto, pura come un giglio e bella come una ninfa dei boschi; sedotta e abbandonata dal ricco signorotto di turno, è costretta alla dura vita di una madre single, che nell'Inghilterra vittoriana faceva sembrare l'Afghanistan un luogo di allegria e rilassatezza di costumi. E poi il bimbo muore. E il prete non lo vuole battezzare.
Insomma, avete capito il tono. Badate che non sto dicendo che non mi sia piaciuto - è che l'ho trovato, come dire "peso". Una cosa che ho apprezzato in altri grandi autori del genere, Dickens e Thackeray, è la maggiore ampiezza di vedute. Non mi piacciono i romanzi che piegano tutto a una tesi, anche se quella tesi in buona parte la condivido: in Dickens, per esempio, ci sono buoni e cattivi in ogni strato sociale; in Thackeray ci sono fanciulle come Amelia che accettano con capo chino e tra mille sospiri tutte le frombole e i dardi dell'oltraggiosa fortuna, e poi c'è Becky Sharp che è l'equivalente vittoriano di Fujiko Mine. Qui invece tutto, fino ai minimi dettagli, è teso a mostrare l'ingiustizia di una società che colpevolizza una donna perchè è stata stuprata - ingiustizia su cui, ci mancherebbe, siamo tutti d'accordo - col risultato però di risultare quasi asfissiante. Nessuno, ma dico nessuno, si astiene dal colpevolizzare la povera Tess; nemmeno il suo innamorato, mr. Clare, che ci viene mostrato come un olimpico ideale di saggezza e di razionalità, e che ogni volta che apre bocca esprime le idee dell'autore su come dovrebbe essere il mondo: bucolico, pagano e senza costrizioni sociali nè macchine a vapore. Il matrimonio fra i due è inevitabile, Clare ripete quarantamila volte che qualunque sia l'oscuro segreto di Tess (ah, tra parentesi: un'altra cosa che adoro nel romanzone vittoriano è la totale impossibilità di parlare di qualunque argomento senza usare giri di parole talmente convoluti da rendere impossibile per chiunque capire che diamine dove voglia andare a parare l'altro) non gli importa - zac! e appena lo scopre, ovviamente la prima notte di nozze, caccia di casa la sposina traditrice e si trasferisce in Brasile. No, dico. Fra l'altro il pover'uomo rimane così sconvolto dall'atroce notizia che cade preda di crisi di sonnambulismo - molto vittoriano - per cui entra di notte in camera della fanciulla, con gli occhi sbarrati, ripetendo cose tipo "morte, morte, morrrrte!", arrotola la povera Tess in un lenzuolo e va a buttarla nel fiume, e questa è una scena degna dei Monty Python (ok, non è proprio così, ma poco ci manca).
Ripeto, non voglio dire che non mi sia piaciuto. Tess è un personaggio stupendo, e a modo loro lo sono anche Clare e il perfido Alec (il fatto che Tess accetti tutto a capo chino non vuol dire che sia una mozzarella - anzi, è una donna salda come una roccia, ben lontana, per dire, dalle lagne di Lucia Mondella); e ci sono scene memorabili, come l'arrivo a Stonehenge nel finale che a pensarci bene è una cosa semplicemente epica.
E', a modo suo, un gran bel romanzo, più per quello che vuol dire che per come lo dice, e, se vi piace Leopardi, il pessimismo cosmico e quel genere di cose, andate sul sicuro.
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