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14 Reviews
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r. said on Feb 5, 2011 | 3 feedbacks
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This is Hardy at his best. One of the most exciting of his novels.
One thing Hardy wants to put over - and he does so very strongly - is that one's life can be so altered by what appear to be the 'accidents' of life. For example: The letter pushed under the door by Tess but not found by Clare ... (continue)
GraJon said on Jul 25, 2008 about the Hardcover edition | Add your feedback
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What a book! It's full of fools and the characters are mad:
Tess's mother is a superficial woman; Tess is a stupid, innocent killer; Angel Clare (WTF! Is it a name? Tsk.) is a crazy psychopath; Alec D'Urbevill is a sick pervert; and so on...Foolish - all of 'em.
~
Few ... (continue)
Blackrystal said on May 13, 2008 | Add your feedback
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Simon Hargreaves said on Sep 9, 2011 | Add your feedback
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I decided it was time to read this book as last week my flatmate described it as the "most depressing book I've ever read". Now having finished it I can't say the same (Well of Loneliness still wins that award for me) but I did enjoy. The only problem I had with it was Tess herself. She seemed not t ... (continue)
Robot-mel said on Jan 15, 2011 | Add your feedback
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beatrice. said on Dec 8, 2010 about the Hardcover edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(285)
- English Books
- Paperback 144 Pages
- Edition: New Ed
- ISBN-10: 0194792684
- ISBN-13: 9780194792684
- Publisher: Oxford University Press
- Pub date: Dec 20, 2007
- Also available as: Mass Market Paperback, Hardcover, Audio CD, Audio Cassette, Library Binding, School & Library Binding, Unbound, Others and eBook
- In other languages: other languages
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| 9780194792684 | Paperback | $6.75 | $6.07 | bn.com |
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*** This comment contains spoilers! ***
A me il bel romanzone vittoriano piace quasi a prescindere; mi piace lo stile, l'ambientazione, l'atmosfera, il modo di scrivere, mi piacciono i baffoni, le crinoline, i cappelli a cilindro e il tè delle cinque. Mi piace quel tratto tipicamente inglese che è l'ironia, e che qui manca del tutto. Per ... (continue)
A me il bel romanzone vittoriano piace quasi a prescindere; mi piace lo stile, l'ambientazione, l'atmosfera, il modo di scrivere, mi piacciono i baffoni, le crinoline, i cappelli a cilindro e il tè delle cinque. Mi piace quel tratto tipicamente inglese che è l'ironia, e che qui manca del tutto. Per questo non posso dire che Tess dei d'Urberville mi abbia entusiasmato. E' un romanzo a tesi, inoltre; e come tutti i romanzi a tesi arrivi a metà e sai già come andrà a finire (a meno che l'autore non decida di buttare tutto il suo ragionamento dalla finestra), e la tesi qui è che la società è ingiusta e cattiva, le persone vivono infelici costrette da norme sociali irrazionali e arbitrarie, che la chiesa è superstizione e l'industria oppressione, che chi vive presso la natura è saggio e benevolo e che insomma la piega degli eventi presa dal mondo dopo la Rivoluzione Industriale non va mica bene. Tess è una contadinella timida come un cerbiatto, pura come un giglio e bella come una ninfa dei boschi; sedotta e abbandonata dal ricco signorotto di turno, è costretta alla dura vita di una madre single, che nell'Inghilterra vittoriana faceva sembrare l'Afghanistan un luogo di allegria e rilassatezza di costumi. E poi il bimbo muore. E il prete non lo vuole battezzare.
Insomma, avete capito il tono. Badate che non sto dicendo che non mi sia piaciuto - è che l'ho trovato, come dire "peso". Una cosa che ho apprezzato in altri grandi autori del genere, Dickens e Thackeray, è la maggiore ampiezza di vedute. Non mi piacciono i romanzi che piegano tutto a una tesi, anche se quella tesi in buona parte la condivido: in Dickens, per esempio, ci sono buoni e cattivi in ogni strato sociale; in Thackeray ci sono fanciulle come Amelia che accettano con capo chino e tra mille sospiri tutte le frombole e i dardi dell'oltraggiosa fortuna, e poi c'è Becky Sharp che è l'equivalente vittoriano di Fujiko Mine. Qui invece tutto, fino ai minimi dettagli, è teso a mostrare l'ingiustizia di una società che colpevolizza una donna perchè è stata stuprata - ingiustizia su cui, ci mancherebbe, siamo tutti d'accordo - col risultato però di risultare quasi asfissiante. Nessuno, ma dico nessuno, si astiene dal colpevolizzare la povera Tess; nemmeno il suo innamorato, mr. Clare, che ci viene mostrato come un olimpico ideale di saggezza e di razionalità, e che ogni volta che apre bocca esprime le idee dell'autore su come dovrebbe essere il mondo: bucolico, pagano e senza costrizioni sociali nè macchine a vapore. Il matrimonio fra i due è inevitabile, Clare ripete quarantamila volte che qualunque sia l'oscuro segreto di Tess (ah, tra parentesi: un'altra cosa che adoro nel romanzone vittoriano è la totale impossibilità di parlare di qualunque argomento senza usare giri di parole talmente convoluti da rendere impossibile per chiunque capire che diamine dove voglia andare a parare l'altro) non gli importa - zac! e appena lo scopre, ovviamente la prima notte di nozze, caccia di casa la sposina traditrice e si trasferisce in Brasile. No, dico. Fra l'altro il pover'uomo rimane così sconvolto dall'atroce notizia che cade preda di crisi di sonnambulismo - molto vittoriano - per cui entra di notte in camera della fanciulla, con gli occhi sbarrati, ripetendo cose tipo "morte, morte, morrrrte!", arrotola la povera Tess in un lenzuolo e va a buttarla nel fiume, e questa è una scena degna dei Monty Python (ok, non è proprio così, ma poco ci manca).
Ripeto, non voglio dire che non mi sia piaciuto. Tess è un personaggio stupendo, e a modo loro lo sono anche Clare e il perfido Alec (il fatto che Tess accetti tutto a capo chino non vuol dire che sia una mozzarella - anzi, è una donna salda come una roccia, ben lontana, per dire, dalle lagne di Lucia Mondella); e ci sono scene memorabili, come l'arrivo a Stonehenge nel finale che a pensarci bene è una cosa semplicemente epica.
E', a modo suo, un gran bel romanzo, più per quello che vuol dire che per come lo dice, e, se vi piace Leopardi, il pessimismo cosmico e quel genere di cose, andate sul sicuro.
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