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Tess of the D'Urbervilles

By Thomas Hardy

(1)

| Others | 9780333334072

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Book Description

193 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Attraverso una protagonista femminile sensibile, testardamente indipendente, e fuori dagli schemi pur nella sua tragica ingenuità, Thomas Hardy ci regala la sua sottile, impietosa e spietata critica nei confronti della società vittoriana.

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    Daisy said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Straziante, intenso e... ho già detto straziante?
    La storia della bella, dolce e orgogliosa Tess in balia di due uomini. La felicità nella fattoria in cui incontra Angel - il principe azzurro - è presto spazzata via da scene di intenso dolore e soff ...(continue)

    Straziante, intenso e... ho già detto straziante?
    La storia della bella, dolce e orgogliosa Tess in balia di due uomini. La felicità nella fattoria in cui incontra Angel - il principe azzurro - è presto spazzata via da scene di intenso dolore e sofferenza. Una storia stupenda e ingiusta.

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    myricae said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Noioso,troppo.

    E' stato uno dei libri peggiori mai letti in vita mia,non mi è piaciuto proprio per niente. La storia magari di per sé è carina,se fosse stata raccontata in un altro modo sarebbe stato meglio,troppe descrizioni sia di paesaggi,sia di ambienti, di qua ...(continue)

    E' stato uno dei libri peggiori mai letti in vita mia,non mi è piaciuto proprio per niente. La storia magari di per sé è carina,se fosse stata raccontata in un altro modo sarebbe stato meglio,troppe descrizioni sia di paesaggi,sia di ambienti, di qualunque cosa e poca trama a mio avviso che si sarebbe potuta sviluppare meglio perché mi è sembrato che si sia data più importanza agli sfondi che ai personaggi e alla storia vera e propria,tante cose sono poco chiare.
    Quindi si,purtroppo devo dire che è stato piuttosto deludente visto che mi aspettavo molto di più.

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    Santana said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Insomma...

    Dal risvolto di copertina questa Tess doveva essere un'eroina che resta nei cuori dei lettori, ma per me non è stato così. io l'ho trovata patetica e monotona come protagonista, sempre pronta a piangersi addosso...
    Una lettura che potevo tranquillame ...(continue)

    Dal risvolto di copertina questa Tess doveva essere un'eroina che resta nei cuori dei lettori, ma per me non è stato così. io l'ho trovata patetica e monotona come protagonista, sempre pronta a piangersi addosso...
    Una lettura che potevo tranquillamente evitare.

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    Laura Bellini said on May 7, 2014 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Gli uomini, non il destino, sono la causa della tragica vicenda di Tess

    Stamani, mentre pensavo di scrivere la recensione di Tess dei d'Urberville di Thomas Hardy, mi sono imbattuto, nelle pagine del Corriere della Sera online, in una riflessione sull'autore scritta da Pietro Citati, che potete trovare a questo in ...(continue)

    Stamani, mentre pensavo di scrivere la recensione di Tess dei d'Urberville di Thomas Hardy, mi sono imbattuto, nelle pagine del Corriere della Sera online, in una riflessione sull'autore scritta da Pietro Citati, che potete trovare a questo indirizzo:

    http://www.corriere.it/cultura/14_aprile_26/metafisica-…

    Di fronte a tanto critico ho pensato che fosse meglio rimandare, per non dare adito ad un confronto che sarebbe stato senza dubbio impietoso.
    Ho letto con attenzione l'articolo di Citati, che è incentrato proprio sul capolavoro di Hardy, ed alla fine ho deciso di scrivere lo stesso la mia recensione, soprattutto perché mi permetto di non essere completamente d'accordo con l'analisi di Citati.
    Questa è tutta incentrata sull'azione di un imperscrutabile destino come causa ultima della tragica storia di Tess: egli parte da una disamina del ruolo della natura nei romanzi dell'autore – una natura apparentemente ciclica ma che rivela, soprattutto nella brughiera e nella fattoria di Flintcomb-Ash, il suo aspetto cupo e desolato, per dirci che i segni di cui è disseminato il romanzo portano verso l'ineluttabile destino della protagonista. Sentiamo Citati:
    Dovunque Hardy e i suoi personaggi guardassero, perfino nell’incantevole primavera, non scorgevano che sventura. La natura stessa era intessuta di sciagure: non solo umane, ma animali e vegetali..
    E ancora:
    In un romanzo di Hardy il Destino agisce come un fabbro macchinoso e malvagio, ribadendo una catena di piccoli fatti assurdi, di coincidenze miracolose, di avvenimenti e di persone che ritornano, di segni uniformemente negativi.
    Ora, secondo me è sicuramente vero che in un romanzo come Tess le magistrali descrizioni della natura scritte da Hardy sono funzionali a creare un sentimento, un'atmosfera consona all'andamento della storia, come è altrettanto vero che nel libro si trovano alcuni segni ed alcuni episodi fortemente evocativi del destino di Tess (citati da Citati...) ma forse al grande critico in questa occasione è sfuggito che la causa principale delle sventure della protagonista sono gli uomini che incontra e le convenzioni sociali dell'Inghilterra vittoriana in cui tutti i protagonisti sono immersi.
    Due uomini in particolare: Alec, frivolo e cinico rampollo della borghesia mercantile la cui famiglia ha addirittura comprato, per ragioni di prestigio sociale, l'antico cognome dei d'Urberville e Angel, l'uomo apparentemente retto e innamorato di Tess, che si rivelerà del tutto incapace di comprendere la grandezza dell'animo e dell'amore di quest'ultima, abbandonandola crudelmente salvo riapparire tardivamente provocando il tragico epilogo del romanzo.
    La figura di Angel è secondo me il vero perno del romanzo. Se Tess ne è infatti l'indiscussa protagonista, splendida figura di donna che al suo sentimento sacrifica tutta se stessa (anche se a volte appare sin troppo coerente con il suo amore), se Alec, come detto, è figura strumentale (per ben due volte è lo strumento della rovina di Tess, pagandone comunque le conseguenze) è Angel il vero deus ex machina del destino della protagonista, colui che prima potrebbe cambiarlo, ma non ne è capace – schiacciato come è tra un'apparente anticonformismo e un reale asservimento alle regole della società – e poi provoca, anche se inconsapevolmente, il tragico epilogo del romanzo (sto facendo equilibrismi per non rivelare nulla della trama, perché Tess è anche un romanzo avvincente). Angel è il vero cattivo della storia, perché ha in mano tutti gli strumenti culturali per accogliere Tess e la sua vicenda, per accorgersi di quanto sia bella anche dentro, oltre che fuori, ma nel momento cruciale, quando Tess gli rivela il suo (peraltro subìto) passato, la abbandona. Ed a proposito di segni, credo sia particolarmente rilevante e rivelatrice del fatto che tutto sommato, alla fine, il tempo rimarginerà le sue ferite, la scena finale del libro.
    Un ruolo non marginale nell'innescare la catena di fatti narrati dal romanzo lo giocano anche i genitori di Tess, in particolare la madre, che di fatto spinge la figlia verso i ricchi (falsi) d'Urberville sognando la loro ricchezza, sorta di madre di aspirante velina ante litteram.
    Insomma, se è vero, come è vero per ogni grande romanzo, che Tess dei d'Urberville può essere letto ed interpretato a vari livelli, non credo si possa ignorare che tra questi livelli assume particolare rilevanza l'aspetto profondamente umano e sociale della storia di Tess, il suo essere vittima di persone incapaci di capire la sua grandezza d'animo e di andare oltre ciò che l'ordine costituito dettava rispetto alle relazioni sociali.

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    Viducoli said on Apr 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci ho messo una vita a finirlo perché non avevo mai voglia di leggerlo e mi sono obbligata a farlo...Non saprei perché mi ha fatto questo effetto. Forse è troppo prolisso e noioso e anche un po' ripetitivo; forse non mi sono appassionata alla trama e ...(continue)

    Ci ho messo una vita a finirlo perché non avevo mai voglia di leggerlo e mi sono obbligata a farlo...Non saprei perché mi ha fatto questo effetto. Forse è troppo prolisso e noioso e anche un po' ripetitivo; forse non mi sono appassionata alla trama e non sono riuscita ad immedesimarmi in Tess.
    Ci sono alcune frasi che ho sottolineato e non posso dire che non sia un buon romanzo...

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    Giannina said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

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