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Tess of the D'Urbervilles: 3700 Headwords

By Thomas Hardy

(3)

| Paperback | 9780195863123

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Book Description

This popular series of readers has now been completely revised and updated, using a new syllabus and new word structure lists. Readability has been ensured by means of specially designed computer software. Words that are above level but essential to Continue

This popular series of readers has now been completely revised and updated, using a new syllabus and new word structure lists. Readability has been ensured by means of specially designed computer software. Words that are above level but essential to the story are explained within the text, illustrated, and then reused for maximum reinforcement.

187 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Gli uomini, non il destino, sono la causa della tragica vicenda di Tess

    Stamani, mentre pensavo di scrivere la recensione di Tess dei d'Urberville di Thomas Hardy, mi sono imbattuto, nelle pagine del Corriere della Sera online, in una riflessione sull'autore scritta da Pietro Citati, che potete trovare a questo in ...(continue)

    Stamani, mentre pensavo di scrivere la recensione di Tess dei d'Urberville di Thomas Hardy, mi sono imbattuto, nelle pagine del Corriere della Sera online, in una riflessione sull'autore scritta da Pietro Citati, che potete trovare a questo indirizzo:

    http://www.corriere.it/cultura/14_aprile_26/metafisica-…

    Di fronte a tanto critico ho pensato che fosse meglio rimandare, per non dare adito ad un confronto che sarebbe stato senza dubbio impietoso.
    Ho letto con attenzione l'articolo di Citati, che è incentrato proprio sul capolavoro di Hardy, ed alla fine ho deciso di scrivere lo stesso la mia recensione, soprattutto perché mi permetto di non essere completamente d'accordo con l'analisi di Citati.
    Questa è tutta incentrata sull'azione di un imperscrutabile destino come causa ultima della tragica storia di Tess: egli parte da una disamina del ruolo della natura nei romanzi dell'autore – una natura apparentemente ciclica ma che rivela, soprattutto nella brughiera e nella fattoria di Flintcomb-Ash, il suo aspetto cupo e desolato, per dirci che i segni di cui è disseminato il romanzo portano verso l'ineluttabile destino della protagonista. Sentiamo Citati:
    Dovunque Hardy e i suoi personaggi guardassero, perfino nell’incantevole primavera, non scorgevano che sventura. La natura stessa era intessuta di sciagure: non solo umane, ma animali e vegetali..
    E ancora:
    In un romanzo di Hardy il Destino agisce come un fabbro macchinoso e malvagio, ribadendo una catena di piccoli fatti assurdi, di coincidenze miracolose, di avvenimenti e di persone che ritornano, di segni uniformemente negativi.
    Ora, secondo me è sicuramente vero che in un romanzo come Tess le magistrali descrizioni della natura scritte da Hardy sono funzionali a creare un sentimento, un'atmosfera consona all'andamento della storia, come è altrettanto vero che nel libro si trovano alcuni segni ed alcuni episodi fortemente evocativi del destino di Tess (citati da Citati...) ma forse al grande critico in questa occasione è sfuggito che la causa principale delle sventure della protagonista sono gli uomini che incontra e le convenzioni sociali dell'Inghilterra vittoriana in cui tutti i protagonisti sono immersi.
    Due uomini in particolare: Alec, frivolo e cinico rampollo della borghesia mercantile la cui famiglia ha addirittura comprato, per ragioni di prestigio sociale, l'antico cognome dei d'Urberville e Angel, l'uomo apparentemente retto e innamorato di Tess, che si rivelerà del tutto incapace di comprendere la grandezza dell'animo e dell'amore di quest'ultima, abbandonandola crudelmente salvo riapparire tardivamente provocando il tragico epilogo del romanzo.
    La figura di Angel è secondo me il vero perno del romanzo. Se Tess ne è infatti l'indiscussa protagonista, splendida figura di donna che al suo sentimento sacrifica tutta se stessa (anche se a volte appare sin troppo coerente con il suo amore), se Alec, come detto, è figura strumentale (per ben due volte è lo strumento della rovina di Tess, pagandone comunque le conseguenze) è Angel il vero deus ex machina del destino della protagonista, colui che prima potrebbe cambiarlo, ma non ne è capace – schiacciato come è tra un'apparente anticonformismo e un reale asservimento alle regole della società – e poi provoca, anche se inconsapevolmente, il tragico epilogo del romanzo (sto facendo equilibrismi per non rivelare nulla della trama, perché Tess è anche un romanzo avvincente). Angel è il vero cattivo della storia, perché ha in mano tutti gli strumenti culturali per accogliere Tess e la sua vicenda, per accorgersi di quanto sia bella anche dentro, oltre che fuori, ma nel momento cruciale, quando Tess gli rivela il suo (peraltro subìto) passato, la abbandona. Ed a proposito di segni, credo sia particolarmente rilevante e rivelatrice del fatto che tutto sommato, alla fine, il tempo rimarginerà le sue ferite, la scena finale del libro.
    Un ruolo non marginale nell'innescare la catena di fatti narrati dal romanzo lo giocano anche i genitori di Tess, in particolare la madre, che di fatto spinge la figlia verso i ricchi (falsi) d'Urberville sognando la loro ricchezza, sorta di madre di aspirante velina ante litteram.
    Insomma, se è vero, come è vero per ogni grande romanzo, che Tess dei d'Urberville può essere letto ed interpretato a vari livelli, non credo si possa ignorare che tra questi livelli assume particolare rilevanza l'aspetto profondamente umano e sociale della storia di Tess, il suo essere vittima di persone incapaci di capire la sua grandezza d'animo e di andare oltre ciò che l'ordine costituito dettava rispetto alle relazioni sociali.

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    Viducoli said on Apr 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci ho messo una vita a finirlo perché non avevo mai voglia di leggerlo e mi sono obbligata a farlo...Non saprei perché mi ha fatto questo effetto. Forse è troppo prolisso e noioso e anche un po' ripetitivo; forse non mi sono appassionata alla trama e ...(continue)

    Ci ho messo una vita a finirlo perché non avevo mai voglia di leggerlo e mi sono obbligata a farlo...Non saprei perché mi ha fatto questo effetto. Forse è troppo prolisso e noioso e anche un po' ripetitivo; forse non mi sono appassionata alla trama e non sono riuscita ad immedesimarmi in Tess.
    Ci sono alcune frasi che ho sottolineato e non posso dire che non sia un buon romanzo...

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    ALCHEMILLA said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le differenze sociali, la condizione della donna, l'ipocrisia di una società che rifiuta, anche solo di ammettere l'esistenza di situazioni devianti dalla “comune moralità”, rappresentano gli aspetti che vorrei tenere a mente della lettura di Tess. ...(continue)

    Le differenze sociali, la condizione della donna, l'ipocrisia di una società che rifiuta, anche solo di ammettere l'esistenza di situazioni devianti dalla “comune moralità”, rappresentano gli aspetti che vorrei tenere a mente della lettura di Tess.
    Altrimenti dovrei ammettere che si tratta di un polpettone melodrammatico di fine secolo (fine Ottocento), per giunta anche un po' “pruriginoso”.

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    Controvento said on Mar 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tesse dei d'Uberville - Una donna pura

    "Avevano camminato senza meta seguendo una strada che conduceva alle famose rovine dell’abbazia cistercense dietro il mulino il quale, nei secoli precedenti, era stato annesso al complesso delle costruzioni del monastero. Il mulino funzionava ancora, ...(continue)

    "Avevano camminato senza meta seguendo una strada che conduceva alle famose rovine dell’abbazia cistercense dietro il mulino il quale, nei secoli precedenti, era stato annesso al complesso delle costruzioni del monastero. Il mulino funzionava ancora, poiché il cibo è una necessità perenne. L’abbazia era andata in rovina, poiché ogni credo religioso è transitorio."

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    Marks said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Due stelline e mezzo

    Un romanzo che, a mio parere, ha come unico proposito quello di rappresentare la difficile condizione delle classi umili delle campagne con il loro mondo e le tradizioni. La protagonista, Tess, va incontro ad un fato ostile: è vittima della natura cr ...(continue)

    Un romanzo che, a mio parere, ha come unico proposito quello di rappresentare la difficile condizione delle classi umili delle campagne con il loro mondo e le tradizioni. La protagonista, Tess, va incontro ad un fato ostile: è vittima della natura crudele che interviene nella vita degli uomini, subisce violenza, ma in tutto questo dolore Hardy non riuscirà a penetrare nell'animo di Tess.
    C'è solo la curiosità di scoprire cosa avverrà dopo, ma l'analisi psicologica e l'introspezione intima - come nello stupendo "Villette di Charlotte Bronte, ad esempio - non esiste. Peccato.

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    LadyGeorgie said on Mar 10, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    se il romanzo avesse visto maggiormente protagonista Alec d'Uberville (e non solo all'inizio e alla fine), secondo me ci avrebbe guadagnato moltissimo.
    Quell'Angel Clare l'ho trovato un personaggio insulso, ipocrita, profondamente maschilista e ingi ...(continue)

    se il romanzo avesse visto maggiormente protagonista Alec d'Uberville (e non solo all'inizio e alla fine), secondo me ci avrebbe guadagnato moltissimo.
    Quell'Angel Clare l'ho trovato un personaggio insulso, ipocrita, profondamente maschilista e ingiusto. Perlomeno Alec era una stronzo e non nascondeva di esserlo.

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    PolSheilo said on Mar 4, 2014 | 2 feedbacks

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