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Testa d'argento

Di

Editore: Mondadori

3.8
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804327588 | Isbn-13: 9788804327585 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

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Descrizione del libro
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  • 3

    Da assumere in piccole dosi altrimenti rischia di risultare un pò ripetitivo, non tanto nei contenuti quanto, piuttosto, nelle trovate stilistiche (alcune delle quali, risultano un pò demodè). ...continua

    Da assumere in piccole dosi altrimenti rischia di risultare un pò ripetitivo, non tanto nei contenuti quanto, piuttosto, nelle trovate stilistiche (alcune delle quali, risultano un pò demodè).

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di racconti uscita dalle mani dell'ottimo Malerba. Alcuni di questi racconti-ritratti, tutti nella straniante prima persona spesso usata da Malerba, sono davvero pregevoli. Il migliore - ...continua

    Una raccolta di racconti uscita dalle mani dell'ottimo Malerba. Alcuni di questi racconti-ritratti, tutti nella straniante prima persona spesso usata da Malerba, sono davvero pregevoli. Il migliore - addirittura geniale - è "La mano sinistra" (cito il titolo a memoria, può darsi che non sia esatto). Il più divertente: "L'uomo ragno".

    ha scritto il 

  • 4

    Tra le storie malerbiane ciniche e ostinatamente paranoiche, antisociali, antimatrimoniali, maniache -e tanti altri aggettivi gustosi-, mi ha sorpreso in ultimo proprio quella che da' titolo alla racc ...continua

    Tra le storie malerbiane ciniche e ostinatamente paranoiche, antisociali, antimatrimoniali, maniache -e tanti altri aggettivi gustosi-, mi ha sorpreso in ultimo proprio quella che da' titolo alla raccolta.
    Testa d'Argento è un racconto sulla postumanità più intima che loda il metallico e in alcuni passaggi sembra citare con tanto di virgolette l'Hamletmaschine di Müller.

    ha scritto il 

  • 4

    L'antiromantico ex neoavanguardista Malerba frequenta in questa bella raccolta di racconti una landa piuttosto ignorata, mi pare, dalla letteratura italiana, che chiamerei l'antiapologo di tipo ironic ...continua

    L'antiromantico ex neoavanguardista Malerba frequenta in questa bella raccolta di racconti una landa piuttosto ignorata, mi pare, dalla letteratura italiana, che chiamerei l'antiapologo di tipo ironico o fantastico. Gli echi del Poe non orrorifico si mischiano con l'interno borghese e vengono frullati attraverso un gusto della sfrenatezza immaginativa che ricorda a tratti persino Palazzeschi (mi rendo conto che sembro uno di quei finti intenditori di vino che millantano sentori di agrumi, ceralacca e asfalto passito delibando un qualsiasi lambrusco sfiatato col tappo a corona, ad ogni modo la colpa è mia, non del Malerba). Abbondano a scopo intimidatorio i citazionismi - anche autocitazionismi - e i trucchi metanarrativi (era il 1988) con racconti troncati e riassunti, narratori che entrano a piedi uniti in scena, appelli al lettore e altre trovate da consapevole rigattere postmodern. In generale, tuttavia, la lettura unisce divertimento a intelligenza, ed è ben più di quel che si trova nella media.

    ha scritto il