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Thérèse Raquin

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Nuovi Oscar classici)

4.0
(1696)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8804592249 | Isbn-13: 9788804592242 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Madame Raquin, una vecchia merciaia, si trasferisce a Parigi con il figlio Camillo e la nipote Teresa, da poco sposati. Il marito fa conoscere a Teresa il giovane Lorenzo, il quale, intuito il temperamento passionale e l'infelicità coniugale della donna, la seduce e ne diviene l'amante. Ma tra i due s'insinua l'idea del delitto che porterà alla morte di Camillo. I rimorsi e i sensi di colpa, distruggeranno l'esistenza dei due colpevoli che non troveranno pace fino alla morte.
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  • 4

    Adulterio, ossessione e morte

    Nel più classico dei temi di fine ottocento, la passione selvaggia si paga con la morte. A questo classico si ribellò poi DH Lawrence con l' Amante di Lady Chatterly e EM Forster con Maurice, dove i 'peccatori' la facevano franca e addirittura ne traevano un gran beneficio. Nel caso di Thérèse Ra ...continua

    Nel più classico dei temi di fine ottocento, la passione selvaggia si paga con la morte. A questo classico si ribellò poi DH Lawrence con l' Amante di Lady Chatterly e EM Forster con Maurice, dove i 'peccatori' la facevano franca e addirittura ne traevano un gran beneficio. Nel caso di Thérèse Raquin - invece- le cose fanno decisamente storte: la sua indole selvatica, il suo desiderio di libertà si scontra con l'atmosfera sessuofobica della piccola borghesia mercantile francese, che vuole il matrimonio indissolubile e i peccati lavati con la ghigliottina. Thérèse e il suo amante decidono di levare di mezzo il marito-paziente della donna ma le conseguenze per loro saranno tragiche: non solo la perdita di ogni desiderio, ma la lenta e inesorabile discesa in un inferno di ossessioni e paranoie affatto patologiche. Descrizione accurata di una sindrome mentale sviluppata a partire da e alimentata da una società ipocrita, perbenista e segretamente dissoluta in quanto in disfacimento.

    ha scritto il 

  • 5

    Cuocete in pentola tre personaggi, una Parigi grigia e umida e una modestissima bottega. Aggiungere cattivi sentimenti q.b., rosolare nel senso di colpa, spruzzare con angoscia, legare con i nervi.


    Eccovi una "Thèrése Raquin"... Come tutte le vendette, è un piatto che va servito... fredd ...continua

    Cuocete in pentola tre personaggi, una Parigi grigia e umida e una modestissima bottega. Aggiungere cattivi sentimenti q.b., rosolare nel senso di colpa, spruzzare con angoscia, legare con i nervi.

    Eccovi una "Thèrése Raquin"... Come tutte le vendette, è un piatto che va servito... freddo!

    ha scritto il 

  • 5

    Tra nervi e sangue: un capolavoro

    E' bastato leggere questa breve descrizione nella prima pagina per rimanere agganciata e catturata... se si entra in questo libro poi non se ne esce: " Nei brutti giorni d'inverno, nelle mattinate nebbiose, i vetri vomitano la notte su quelle pietre umide, una notte sudicia e ignobile". Sin da qu ...continua

    E' bastato leggere questa breve descrizione nella prima pagina per rimanere agganciata e catturata... se si entra in questo libro poi non se ne esce: " Nei brutti giorni d'inverno, nelle mattinate nebbiose, i vetri vomitano la notte su quelle pietre umide, una notte sudicia e ignobile". Sin da qui veniamo trasportati una Parigi a tinte fosche e comprendiamo che la storia si giocherà tutta in quelle viuzze, in quella squallida botteguccia umida che richiama già una tomba... una tomba ancora vuota, scavata di fresco e l'odore di terra profonda si insinua nelle narici. Del dramma psicologico che si dipana non è la trama l'importante bensì l'incubo che ristagna. Assistiamo coinvolti agli amplessi di Teresa, la cui passionalità si intuisce dietro quel volto cinereo e immobile. All'apice scopriremo come il delitto renda questi due temperamenti, uno collerico e l'altra nervoso, schiavi di esso e di un rimorso esperito con ipocrisia, aggirato con sfrontata pusillanime vigliaccheria. Terminato il libro rimane impresso nella mente il rivolo di sangue che scende dalla cicatrice, il disgusto tremante tra i corpi di Teresa e Lorenzo, il buio polveroso e stagnante della merceria e quella donna, la Raquin, immobilizzata osservatrice dell'ultimo gesto di delirio dei "cari figlioli". ASSOLUTAMENTE STUPENDO.

    ha scritto il 

  • 5

    AI CONFINI DEL ROMANZO GOTICO

    “Teresa Raquin”, il romanzo del 1867 di Émile Zola, fu definito dal suo stesso autore un romanzo-studio “psicologico e fisiologico”, poiché, come afferma nella prefazione alla seconda edizione, egli intendeva fare uno studio della complessità caratteriale dei personaggi, verificando gli effetti ...continua

    “Teresa Raquin”, il romanzo del 1867 di Émile Zola, fu definito dal suo stesso autore un romanzo-studio “psicologico e fisiologico”, poiché, come afferma nella prefazione alla seconda edizione, egli intendeva fare uno studio della complessità caratteriale dei personaggi, verificando gli effetti dell’unione di due caratteri diversi quali Lorenzo e la giovane Teresa. Nella prefazione stessa alla seconda edizione, egli si lamenta che i suoi critici non abbiano saputo cogliere questa volontà di analisi e abbiano visto nella sua opera qualcosa ai limiti se non con la letteratura pornografica (non vi è nulla che richiami esplicitamente scene di sesso), con una certa letteratura sensazionalistica. Quello che mi ha colpito, invece, durante la lettura è stata la somiglianza con il romanzo gotico, sebbene nulla vi sia di paranormale e sebbene è chiaro che l’autore non avesse alcun intento di spaventare il lettore. Eppure quando i due amanti uccidono il marito di lei e amico di lui, Camillo, l’immagine del defunto prenderà a tormentarli sempre più. Quando Lorenzo ripetutamente visita la sala mortuaria, nel tentativo di riconoscere l’annegato, si coglie un gusto dell’horror nel descrivere i corpi deformi. Quando la vecchia madre dell’assassinato, Teresa Raquin, omonima della nipote assassina, diventa paralitica e scopre la trama del delitto, ma non può comunicarlo al mondo in quanto ormai muove solo gli occhi, la sua figura fa il paio con alcune delle immagini più inquietanti della letteratura gotica. Quando il ricordo dell’assassinato spinge fin quasi alla follia e fino alla morte i due omicidi, questo pare un fantasma o un incubo degno del più classico horror. Che dire poi del morso sul collo del pallido Camillo al suo assassino Lorenzo, che ne sarà tormentato fino alla morte, sconvolgendo i sensi persino della sua complice e amante Teresa? Non ricorda forse il morso di un vampiro? Del resto pare che fu in una sera del giugno 1816, nel salotto di Villa Diodati, vicino Ginevra, che Lord Byron, Mary Wollstonecraft, il futuro marito di lei Percy Shelley e la di lei sorellastra (nonché amante di Byron) Claire Clairmont, nonché il medico di Byron, Polidori si riunirono e, per gioco, inventarono il romanzo gotico. Nel 1867 dunque, Zola non poteva certo ignorare l’influsso di questo genere letterario che nasceva (o forse sarebbe più giusto dire che rinasceva a nuova vita e forma, dato che aveva precedenti più antichi) allora, anche se doveva ancora svilupparsi. “Il vampiro” di Mistrali è, infatti, del 1869, “Carmilla” di Le Fanu è del 1872 (dunque di poco successivi a “Teresa Raquin”) e per avere “Dracula” di Stoker dovremo attendere fino al 1897. Insomma, la letteratura gotica aveva già qualche decennio, ma ancora non aveva raggiunto la sua maturità, quindi non mi stupisce che possano esservi opere che si pongono al suo confine. Del resto nessun genere letterario (pura convenzione per semplificare la classificazione dei libri) ha confini precisi e molte opere possono porsi entro gli incerti limiti di più di uno di essi. Mi piace allora poter segnalare nientemeno che il grande Émile Zola del “Je accuse” tra i precursori del romanzo gotico, con questo testo ricco sì di analisi psicologica, denso di passione, ma anche denso di una tensione che ricorda molto da vicino quella dei suoi contemporanei che scrivevano con lo scopo di meravigliare e spaventare il lettore con storie fantastiche sulla vita e la morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro sorprendente, vi riporto la prefazione dello stesso Zola perché mi ha tolto le parole di bocca.
    "In Teresa Raquin ho voluto studiare dei temperamenti, non dei caratteri. In questo risiede
    la ragione d'essere del libro. Ho scelto dei personaggi completamente sopraffatti dai nervi e
    dal sa ...continua

    Un libro sorprendente, vi riporto la prefazione dello stesso Zola perché mi ha tolto le parole di bocca. "In Teresa Raquin ho voluto studiare dei temperamenti, non dei caratteri. In questo risiede la ragione d'essere del libro. Ho scelto dei personaggi completamente sopraffatti dai nervi e dal sangue, privi di libero arbitrio, spinti ad agire nella vita dalla fatalità della carne. Teresa e Lorenzo sono degli animali travestiti da esseri umani: nient'altro. Ho cercato di seguire da vicino in questi animali il lavoro sordo della passione, la spinta dell'istinto, le turbe cerebrali sopravvenute in seguito a una crisi nervosa. Gli amori dei miei protagonisti sono la semplice soddisfazione di un bisogno: l'omicidio che commettono è solo una conseguenza dell'adulterio, conseguenza che accettano come i lupi accettano l'assassinio delle pecore; infine, ciò che sono stato costretto a chiamare rimorso consiste in realtà in un puro disordine organico, in una rivolta del sistema nervoso che sta per cedere. In loro l'anima è totalmente assente: è un fatto che sono obbligato a sottoscrivere perché ho voluto io questa impostazione. A questo punto spero che il lettore cominci a capire che il mio fine è stato soprattutto scientifico. Appena abbozzati i personaggi di Teresa e Lorenzo, ho voluto risolvere alcuni problemi: ho tentato di spiegare la strana unione che può prodursi tra due diversi temperamenti, ho mostrato il profondo turbamento che deriva dall'accostamento tra una natura sensuale e una natura nervosa. Chiunque legga attentamente il romanzo, si accorgerà che ogni capitolo rappresenta lo studio di una anomalia fisiologica. In altri termini sono stato determinato da un solo desiderio: con dei dati di fatto come un uomo vigoroso e una donna insoddisfatta svolgere il tema della ricerca, in loro, della bestia; non vedere altro che la bestia; gettarli al centro di un dramma e annotare con scrupolo ogni gesto e ogni sensazione di questi esseri. Mi sono, cioè, limitato a compiere su due organismi viventi quel lavoro analitico che i chirurghi eseguono sui cadaveri."

    ha scritto il 

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