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Thérèse Raquin

Di

Editore: Newton & Compton

4.0
(1730)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8879839047 | Isbn-13: 9788879839044 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Grasso

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'archetipo di tutti i triangoli amorosi nel capolavoro d'esordio di Zola: la giovane Thérèse, dopo aver sposato l'inetto cugino, Camille, s'innamora del rude Laurent e insieme decidono di sbarazzarsi del marito di lei. Ma, da questo momento, la vita dei due amanti si trasforma in un tragico incubo, tra rimorsi, visioni e odi reciproci, fino al disperato e fatale epilogo.
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  • 3

    Un'analisi della follia umana

    Thérèse Raquin narra la storia di un tradimento che sfocia nella follia più pura; il tutto è raccontato in modo sublime dall’autore italo-francese.
    La vicenda si svolge a Parigi sul passage del Pont – ...continua

    Thérèse Raquin narra la storia di un tradimento che sfocia nella follia più pura; il tutto è raccontato in modo sublime dall’autore italo-francese.
    La vicenda si svolge a Parigi sul passage del Pont – Neuf, in una piccola merceria umida e male illuminata e nell’appartamento sovrastante, abitato dalla famiglia Raquin.
    Thérèse è stata affidata da piccola a sua zia, la signora Raquin, già madre di Camille, un bambino gracile e malaticcio, curato amorevolmente e ossessivamente dalla madre.
    Thérèse, fin da piccola, è costretta a vivere una vita non sua e soffocare i suoi istinti; convive con la malattia del cugino e gioisce dei pochi momenti di libertà vissuti di nascosto.
    Un bel giorno la signora Raquin decide di far sposare i suoi pupilli e trasferirsi a Parigi, in una piccola merceria acquistata di recente.
    Nella capitale, Camille trova un impiego nell’ufficio della ferrovia e qui stringe amicizia con Laurent, giovane ragazzo proveniente dal piccolo paese che hanno lasciato poco tempo prima. Laurent è invitato a casa Raquin e qui incontra la moglie dell’amico: Thérèse.
    Fra quest’ultimi due nasce un’intensa passione, una relazione carnale mossa puramente dal desiderio. I due, durante un incontro passionale pianificano l'omicidio per sbarazzarsi dell’inutile marito di Thérèse. Tutto sembra andare per il verso giusto, ma la paura e il rimorso entrano in gioco…

    Thérèse Raquin è un romanzo molto brutale e crudele, ma la bellezza che possiede sta nel raccontare (anche se a volte è stato proprio pesante e ripetitivo) i comportamenti e le azioni dei due amanti dopo aver commesso l’omicidio.
    I personaggi del romanzo non hanno né coscienza né moralità, non conoscono né l’amore né il rimorso, sono succubi delle loro passioni, delle loro pulsioni e dei loro istinti. Personaggi folli, grotteschi, nevrotici, sanguigni, carnali, ottusi e incapaci di provare sensi di colpa; se piangono lo fanno solo per calcolo o rabbia.
    Una storia di nervi e sangue, così la descrive l’autore.

    Questo è stato il primo romanzo di Zola che abbia mai letto; prima di scrivere qualcosa ho dovuto metabolizzare, digerire e rimuginare su quella moltitudine di sensazioni che mi ha trasmesso il libro, perché la vita è fatta anche di marciume e brutture come quelle presenti nel romanzo.
    Ciò che più mi ha colpito di questo romanzo è, soprattutto, la capacità descrittiva di Zola, che grazie all’uso magistrale delle parole riesce ad evocare delle scene davanti agli occhi del lettore, come se fossero delle fotografie. L’autore si rivela un abile maestro nel cogliere ogni dettaglio, anche quello più tetro e irritante, scava nel profondo della vicenda e dell’animo umano facendone un’analisi meticolosa e molto cruda.
    Un libro che mi ha trasmesso un forte senso di soffocamento, fatto sentire il puzzo di muffa della merceria penetrarmi le narici e l’umidità entrarmi nelle ossa.
    Per chi soffre di claustrofobia è davvero molto duro leggere questo romanzo, perché si svolge tutto all’interno di una piccola stamberga buia, con pochissimi personaggi e trasmette un forte senso di soffocamento. Non solo la descrizione dei loro istinti più primitivi e del loro animo marcio è cruda e spoglia ma anche la realtà che gli circonda è descritta in maniera cupa e putrefatta (basta pensare a com’è descritto il passaggio del Pont – Neuf) come se fosse un quadro con pennellate di colore rosso e nero.

    Zola compie un affresco grandioso dell’animo umano, ci mostre le sue componenti più bestiali e bieche; non ha esitazioni nel narrare le brutalità e perversioni umane, nel descriver alcune scene molto raccapriccianti tanto da farmi chiudere il libro; di sbattere in faccia al lettore una realtà fatta d’incubi, ossessioni, allucinazioni o cicatrici che non si rimarginano.

    Terrificante, grottesco, crudele, questo è un libro che passa dalla passione alla paura, dalla nevrosi alla pura follia analizzata con occhio lucido e preciso.

    Laurent si rese conto di aver guardato troppo Camille all'obitorio. L'immagine del cadavere si era incisa profondamente nella sua memoria. Ora la sua mano, senza che lui ne fosse consapevole, tracciava perennemente le linee di quel viso atroce il cui ricordo lo seguiva ovunque.

    ha scritto il 

  • 1

    Primo libro letto di questo autore. Non mi e' piaciuto molto, troppo psicologico e a tratti lento. Una storia morbosa che mette a nudo la debolezza umana in cui personaggi, anche quelli minori, sembra ...continua

    Primo libro letto di questo autore. Non mi e' piaciuto molto, troppo psicologico e a tratti lento. Una storia morbosa che mette a nudo la debolezza umana in cui personaggi, anche quelli minori, sembrano guidati da un'egoismo e da una determinazione che li porta a far prevalere la propria volonta' senza la minima considerazione dei sentimenti altrui.

    ha scritto il 

  • 5

    Amore criminale

    Un'insolita Parigi, lontana dagli schemi dello splendore romantico, accoglie la storia di Thérèse Raquin. Nel susseguirsi di scene anguste si svolge con magistrale ricchezza rappresentativa la vicenda ...continua

    Un'insolita Parigi, lontana dagli schemi dello splendore romantico, accoglie la storia di Thérèse Raquin. Nel susseguirsi di scene anguste si svolge con magistrale ricchezza rappresentativa la vicenda di un adulterio dal risvolto sinistro. Un noir ambientato nello spazio di una tetra abitazione adibita a negozio, il posto in cui si consuma il dramma domestico di due coniugi. La giovane Thérèse, dopo aver sposato l'inetto cugino Camille, s'innamora del rude Laurent insieme al quale decide di sbarazzarsi del marito facendolo annegare nelle acque della Senna. Quando il delitto lascia spazio al rimorso, la vita degli amanti si trasforma in un incubo animato da visioni e da odio reciproco. La presenza spettrale della vittima cresce tra i due assassini, li divide e li rende nemici, facendosi spazio addirittura nel loro letto fino all’insostenibile sensazione che un abbraccio tra i due possa comprendere anche il corpo rigonfio del cadavere. Incalzante e suggestivo, “Thérèse Raquin” è un romanzo sull'inquietudine e la dinamica del plagio psicologico, di tutti gli orrendi malesseri che affliggono i protagonisti, bestie travestite da esseri umani e nient’altro. Alle ultime pagine spetta il colpo di scena, poiché lì è racchiusa l’occasione che chiarisce il senso complessivo della vicenda. Il senso di colpa e una serie di incessanti accuse coinvolgeranno i protagonisti in un gioco al massacro ed un tragico epilogo.

    ha scritto il 

  • 4

    A metà strada tra Delitto e castigo e Il cuore rivelatore ci sta l'intrico sentimentale di Thérèse e Laurent. Parte bene: discesa a volo di voyeur nell'umido anfratto dove questi meschini si crogiolan ...continua

    A metà strada tra Delitto e castigo e Il cuore rivelatore ci sta l'intrico sentimentale di Thérèse e Laurent. Parte bene: discesa a volo di voyeur nell'umido anfratto dove questi meschini si crogiolano, tra tedio e nullafacenza, ma con non troppa ansia a riguardo. Eccezion fatta per lei, la sposa, cugina, dal sangue latino per cui bramosa di baci, abbracci e, ovviamente, qualcosa di più. Sposa però non troppo soddisfatta. Camille, a conti fatti, si dimostra niente più che un frigido asettico (discendenze finniche?), un bambinetto a cui la mamma ha stretto troppo la testa al seno, asfissiando quel poco di mascolinità che avrebbe potuto esalare.
    Il quadro è quindi composto. Basta poco, una leggera spintarella, e la valanga s'innesca: la passione, il desiderio che penetra sottopelle, l'idea e il delitto, la disfatta a conti fatti con il cadavere (non così morto, evidentemente), nevrastenie, scenate, pianti, urla, botte, e scomparsa finale in grande stile.
    Sì, va tutto bene, ma mi chiedo: è seria cosa, per uno che si professa naturalista, questo parossismo finale, così eccessivo e Hugoiano? Forse no.

    ha scritto il 

  • 4

    Adulterio, ossessione e morte

    Nel più classico dei temi di fine ottocento, la passione selvaggia si paga con la morte. A questo classico si ribellò poi DH Lawrence con l' Amante di Lady Chatterly e EM Forster con Maurice, dove i ' ...continua

    Nel più classico dei temi di fine ottocento, la passione selvaggia si paga con la morte. A questo classico si ribellò poi DH Lawrence con l' Amante di Lady Chatterly e EM Forster con Maurice, dove i 'peccatori' la facevano franca e addirittura ne traevano un gran beneficio. Nel caso di Thérèse Raquin - invece- le cose fanno decisamente storte: la sua indole selvatica, il suo desiderio di libertà si scontra con l'atmosfera sessuofobica della piccola borghesia mercantile francese, che vuole il matrimonio indissolubile e i peccati lavati con la ghigliottina. Thérèse e il suo amante decidono di levare di mezzo il marito-paziente della donna ma le conseguenze per loro saranno tragiche: non solo la perdita di ogni desiderio, ma la lenta e inesorabile discesa in un inferno di ossessioni e paranoie affatto patologiche. Descrizione accurata di una sindrome mentale sviluppata a partire da e alimentata da una società ipocrita, perbenista e segretamente dissoluta in quanto in disfacimento.

    ha scritto il 

  • 5

    Cuocete in pentola tre personaggi, una Parigi grigia e umida e una modestissima bottega. Aggiungere cattivi sentimenti q.b., rosolare nel senso di colpa, spruzzare con angoscia, legare con i nervi. ...continua

    Cuocete in pentola tre personaggi, una Parigi grigia e umida e una modestissima bottega. Aggiungere cattivi sentimenti q.b., rosolare nel senso di colpa, spruzzare con angoscia, legare con i nervi.

    Eccovi una "Thèrése Raquin"... Come tutte le vendette, è un piatto che va servito... freddo!

    ha scritto il 

  • 5

    Tra nervi e sangue: un capolavoro

    E' bastato leggere questa breve descrizione nella prima pagina per rimanere agganciata e catturata... se si entra in questo libro poi non se ne esce: " Nei brutti giorni d'inverno, nelle mattinate neb ...continua

    E' bastato leggere questa breve descrizione nella prima pagina per rimanere agganciata e catturata... se si entra in questo libro poi non se ne esce: " Nei brutti giorni d'inverno, nelle mattinate nebbiose, i vetri vomitano la notte su quelle pietre umide, una notte sudicia e ignobile". Sin da qui veniamo trasportati una Parigi a tinte fosche e comprendiamo che la storia si giocherà tutta in quelle viuzze, in quella squallida botteguccia umida che richiama già una tomba... una tomba ancora vuota, scavata di fresco e l'odore di terra profonda si insinua nelle narici. Del dramma psicologico che si dipana non è la trama l'importante bensì l'incubo che ristagna. Assistiamo coinvolti agli amplessi di Teresa, la cui passionalità si intuisce dietro quel volto cinereo e immobile. All'apice scopriremo come il delitto renda questi due temperamenti, uno collerico e l'altra nervoso, schiavi di esso e di un rimorso esperito con ipocrisia, aggirato con sfrontata pusillanime vigliaccheria. Terminato il libro rimane impresso nella mente il rivolo di sangue che scende dalla cicatrice, il disgusto tremante tra i corpi di Teresa e Lorenzo, il buio polveroso e stagnante della merceria e quella donna, la Raquin, immobilizzata osservatrice dell'ultimo gesto di delirio dei "cari figlioli". ASSOLUTAMENTE STUPENDO.

    ha scritto il 

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