Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Ape Who Guards the Balance

(Amelia Peabody Murder Mystery)

By

Publisher: Constable and Robinson

4.1
(75)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , French

Isbn-10: 1845295641 | Isbn-13: 9781845295646 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

Do you like The Ape Who Guards the Balance ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Prospects for the 1907 archaeological season in Egypt are looking somewhat dull to Amelia. As a result of Emerson's less-than-diplomatic behaviour, they have been demoted to examining only the most boring tombs in the Valley of the Kings - mere leftovers, really. And then, in a seedy section of Cairo, the younger members of the Peabody Emerson clan purchase a mintcondition papyrus of the famed Book of the Dead, the collection of magical spells and prayers designed to ward off the perils of the underworld and lead the deceased into everlasting life. But for as long as there have been graves, there have also been grave robbers - and so begins a new adventure into antiquity. The season rapidly switches from dull to deadly as Amelia strives to untangle a web woven of criminals and cults, stolen treasures and fallen women - all the while under the unblinking eye of a ruthless, remorseless killer.
Sorting by
  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il libro più commovente della serie finora. Nonostante mi aspettassi la morte di Abdullah, aleggiava fin dall'inizio del libro, arrivati al momento decisivo mi sono scappate delle lacrime. Ci si affeziona a questi personaggi e mi piace la Peters per questo. Ha creato un'atmosfera familiare, ogni ...continue

    Il libro più commovente della serie finora. Nonostante mi aspettassi la morte di Abdullah, aleggiava fin dall'inizio del libro, arrivati al momento decisivo mi sono scappate delle lacrime. Ci si affeziona a questi personaggi e mi piace la Peters per questo. Ha creato un'atmosfera familiare, ogni libro è come ritrovare degli amici, ma riesce a non essere ripetitiva, o meglio ad esserlo quel tanto per rassicurare il lettore mentre comunque fa evolvere i suoi protagonisti e introduce nella narrazione degli escamotage per coinvolgere i più giovani e al tempo stesso non fossilizzarsi su Amelia e Emerson.

    said on 

  • 3

    Ameliade - 13 ott 13

    Non capisco l’ostinata pervicacia dei curatori dell’altrimenti ottime collane della TEA nel proporre, come lanci dei libri di Elizabeth Peters, sempre e comunque dei titoli che fanno riferimento a mi-steri, gialli, ed altre invenzioni ad effetto. Ormai, chi decide di continuare a comperare i libr ...continue

    Non capisco l’ostinata pervicacia dei curatori dell’altrimenti ottime collane della TEA nel proporre, come lanci dei libri di Elizabeth Peters, sempre e comunque dei titoli che fanno riferimento a mi-steri, gialli, ed altre invenzioni ad effetto. Ormai, chi decide di continuare a comperare i libri dell’archeologa inglese sa bene che si parla di Egitto, e, seppur ci sono elementi riconducibili a si-tuazioni “di pericolo”, non è quello il reale motore delle storie. E non è un caso che in tutti gli ultimi libri che ne ho letto, nel titolo originale si faccia riferimento ad animali. C’erano coccodrilli, cammelli, ippopotami, gatti, o, come in questo, scimmie. Anzi, visto che si fa sempre riferimento a geroglifici, ed a loro significati (spesso riconducibili a quello che viene chiamato “Libro dei morti” e che andrebbe analizzato meglio in altra sede), qui si tratta di babbuini posti a controllo della bilancia. I babbuini sono sempre animali sacri, reincarnazioni o guardiani del complesso pantheon egizio, e sono posti a guardia della bilancia, su cui viene posto sopra un piatto il cuore del morto e sull’altro una piuma. Se il morto è leggero, avrà pace nella vita al di là, altrimenti verrà dato in pasto ai divoratori di morti. Ecco tutto questo si perde con l’insulso titolo del papiro insanguinato, anche se un papiro è al centro della vicenda (come elemento scatenante), collegato (e poi si scoprirà come) al vecchio furfante gentiluomo Sethos ed alla sua banda. Sethos è sempre quella mente criminale, innamorato di Amelia dall’inizio, che traffica in reperti rubati, anche se ha giurato di non recar danno a nessun componente della banda Peabody – Emerson. Peccato che il suo luogotenente, la famigerata Bertha, rosa dalla gelosia verso Amelia, rubi papiro ed altro a Sethos e poi fugga in Egitto. Dove, pur se in ritardo con le loro scadenza, si reca la banda dei nostri beniamini, quelli per cui continuo a leggere queste storie. Amelia e Radcliffe, ironici ed innamorati, il figlio Ramses, cresciuto e come sospettavo innamorato, la figlia “quasi adottiva” Nefret, il giovane David, egiziano copto abilissimo nelle riproduzioni delle pitture antiche (e dei manufatti). Avevo il sospetto che il triangolo dei tre giovani necessitasse di un’uscita per non deflagrare, e la nostra scrittrice l’ha ben presto trovata, introducendo la giovane Lia (diminutivo di Amelia, e nipote della nostra Sitt Hakim), che ho subito (e con ragione) pensato avesse un debole per David. Intanto i nostri si riportano a Luxor, e scavano in quel miracolo di bellezza che è la Valle dei Re e delle Regine, piena all’inverosimile di tombe illustri (da Ramses II ad Hatshepsut, ed altre che ancora non sono state scoperte, viste che siamo nel 1907) o meno (architetti, spose neglette, e simili). Qui la Peters ha buon gioco nel mandare i suoi strali contro gli scempi che archeologi d’accatto hanno perpetrato per anni in Egitto e nel Medio Oriente. Tombe violate, reperti trafugati, ma anche incuria nel preservare dipinti murali. Il più delle volte con la complicità anche dei curatori dei musei egizi, come il famigerato francese Maspero. Intanto si dipana la storia. Bertha (camuffata) cerca di prendere in trappola Amelia e Sethos (anche lui sotto mentite spoglie) cerca di pararne i danni e di recuperare i reperti che Bertha gli ha rubato. Non entro nello specifico delle vicende, che sono forse la parte più debole della storia, data la loro prevedibilità. Si capiscono ben presto quali siano i travestimenti usati. E, attraverso pericoli, fughe, rapimenti e salvataggi, si arriverà alla giusta conclusione (almeno di questa storia): Bertha paga il fio, Sethos recupera quello che può, ed i nostri ne escono sani e salvi. Quello che più prende (anche a livello di ironia che qui è più marcata di altre volte) è l’ambiente e lo scontro ambientale: Amelia che vuole incatenarsi a Downing Street per essere solidale alla causa delle suffragette, le donne egiziane che cercano di studiare per aver più posto al sole, Nefret che si scontra con gli ottusi ambienti maschili (lei che tutto sommato è già una valente archeologa e si appresta a diventare anche un buon medico), Ramses che vediamo di pagina in pagina sempre più innamorato di Nefret. C’è tempo anche per sollevare una bella contraddizione in seno alla tribù: quando si scopre l’amore tra David e Lia, la nostra Amelia sembra schierarsi con i più retrogradi perché David è egiziano e figlio di genitori poco raccomandabili (benché morti). Qui si prefigura un bello scontro quando la banda tornerà in Inghilterra, con Emerson e Nefret schierati con i giovani mentre Amelia e Ramses problematici verso l’interrazzialità (ma penso che la scrittrice troverà modo di aggiustare il tutto). E tutto sommato continua a mostrarsi valida l’idea dell’autrice di intercalare la scrittura in prima persona di Amelia, con controcanti vuoi di Ramses vuoi di Nefret. Insomma, e per finire, non un romanzo di mistero, ma delle pennellate per chi ama la scrittura piana, e soprattutto non vede l’ora di tornare al Cairo, a Luxor, alle sabbie sahariane, ai felafel ed alla shesha. In fondo, è sempre una questione di amore quello che ci muove. “Il segreto della felicità sta nel godere del momento, senza permettere a ricordi dolorosi o alla paura del futuro di oscurare il radioso presente.” (310)

    said on 

  • 4

    Ogni estate, con sommo piacere, riesco sempre a procacciarmi qualche giallo con Amelia Peabody protagonista. Ormai sono affezionata alla sua variegata famiglia di archeologi , con in testa il tuonante e passionale marito Emerson Radcliffe, "padre di tutte le maledizioni" così definito dagli egiz ...continue

    Ogni estate, con sommo piacere, riesco sempre a procacciarmi qualche giallo con Amelia Peabody protagonista. Ormai sono affezionata alla sua variegata famiglia di archeologi , con in testa il tuonante e passionale marito Emerson Radcliffe, "padre di tutte le maledizioni" così definito dagli egiziani, al figlio ventenne Ramses, alla figlia adottiva Nefret e a David,egiziano provetto disegnatore, ai vari cognati, nipoti, servitori autoctoni e maestri del crimine in agguato. Più che lo svolgimento del mistero, in questi romanzi ci si appassiona della vita degli archeologi del XIX secolo, del loro spirito di avventura e della loro passione.Scavi archeologici, delitti e misteri si rincorrono e intersecano nel mondo dell'egittologia di fine Ottocento, tra scoperte archeologiche e caccia ad assassini, piramidi e omicidi. Ciò che amo di più di questi libri, al di là della trama o dello stile narrativo, è la caratterizzazione dei personaggi. Ah: Elisabeth Peters, l'autrice, scrive sotto pseudonimo, ed in realtà il suo vero nome è quello di una famosa archeologa, Barbara Mertz!

    said on 

  • 4

    Incantevole, come sempre.
    Non posso estrarne delle note, perchè dovrei riscrivere l' intero libro.
    La signora non mi delude mai. L' unica a farlo, come sempre, è la casa editrice, il cui unico scopo sembra essere voler stravolgere il significato del titolo originale, invece così azzeccato.
    E vabb ...continue

    Incantevole, come sempre. Non posso estrarne delle note, perchè dovrei riscrivere l' intero libro. La signora non mi delude mai. L' unica a farlo, come sempre, è la casa editrice, il cui unico scopo sembra essere voler stravolgere il significato del titolo originale, invece così azzeccato. E vabbè, è lo scotto da pagare..

    said on 

  • 5

    La decima avventura di Amelia Peabody!

    Sono un'Amelia Peabody dipendente, anche se ho 20 libri in ballo non posso fare a meno di inizarne uno su di lei non appena comprato...

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un'altra avventura della Famiglia Peabody- Emerson

    Ancora una volta la Peters ha fatto centro ! Ormai sono diventata una Peabody-Dipendente
    Mi sento quasi parte integrante della stramba e avventurosa famiglia Emerson , ogni libro e ogni nuova avventura me li rende ancora più simpatici . In questi ultimi libri poi la cosa che mi piace è che i "r ...continue

    Ancora una volta la Peters ha fatto centro ! Ormai sono diventata una Peabody-Dipendente Mi sento quasi parte integrante della stramba e avventurosa famiglia Emerson , ogni libro e ogni nuova avventura me li rende ancora più simpatici . In questi ultimi libri poi la cosa che mi piace è che i "ragazzi" ormai adulti come Ramses , Nefret e David partecipano in prima linea nei guai in cui vanno sempre a cacciarsi i coniugi Emerson , oppure sarebbe quasi il caso di dire che sono i guai che vanno a caccia degli Emerson In questo libro facciamo la conoscenza di una nuova new entry ovvero la piccola Amelia, meglio conosciuta come Lia, figlia di Walter ed Evelyn Emerson , una ragazzina piuttosto cocciuta , e ritroviamo tante vecchie conoscenze prima fra tutti Sir Edward (che ricorderete già in passato aveva salvato la vita all'eccentrica Peabody ) ed inoltre riappare come dal nulla Sethos ,la Mente Criminale che ancora innamorato di Amelia cercherà a modo suo di proteggerla, visto che come sempre lei è nei guai ! Il batticuore anche in questo romanzo non manca visto che tra rapimenti e rocambolesche fughe il movimento non manca mai. Inoltre il caro Ramses si trova alle prese con i suoi problemi di cuore e di gelosia , e mi azzardo a dire che sta comunque prendendo davvero il meglio dai suoi genitori in quanto a "carattere" . Ma anche Peabody si ritrova a dover fare i conti con se stessa e con i suoi stessi pregiudizi, tanto da mettere se stessa in discussione perché si rende conto che probabilmente non ne è esente lei stessa come pensava. Ma in questo romanzo c' è anche una parte tragica, ed è la morte del caro reis Abdullah (ammetto di aver sentito un nodo in gola perchè ormai anche lui faceva quasi parte della famiglia visto che abbiamo condiviso con lui tutte le avventure degli Emerson già dal primo libro) . E poi proprio in quest' ultima parte che Peabody dice forse la cosa più vera :

    "Ripensai poi a mio padre, distaccato e indifferente. Ai miei fratelli , che mi avevano ignorata e insultata finché non ero entrata in possesso del denaro di papà, l'unica cosa che mi avesse mai donato. Pensai al caldo abbraccio di Daoud, alle cure amorevoli di Kadija e alle ultima parole pronunciate da Abdullah , e compresi che erano loro la mia vera famiglia, non estranei che in comune con me avevano solo il nome e il sangue. "

    said on 

  • 3

    Buon giallo da lettura estiva. La parte migliore è come l'autrice ricrea l'atmosfera delle grandi scoperte archeologiche in Egitto, a fine '800 - inizi '900. Ci infila dentro personaggi come Howard Carter & C.

    said on