The Austere Academy

Publisher: HarperCollins Publishers Inc

3.9
(712)

Language: English | Number of Pages: 221 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , Portuguese , French

Isbn-10: 0064408639 | Isbn-13: 9780064408639 | Publish date:  | Edition 1st ed

Illustrator or Penciler: Brett Helquist

Also available as: Audio CD , Library Binding , Audio Cassette , Paperback , Others

Category: Children , Fiction & Literature , Humor

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Book Description

Dear Reader,

If you are looking for a story about cheerful youngsters spending a jolly time at boarding school, look elsewhere. Violet, Klaus, and Sunny Baudelaire arc intelligent and resourceful children, and you might expect that they would do very well at school. Don't. For the Baudelaires, school turns out to be another miserable episode in their unlucky lives.

Truth be told, within the chapters that make up this dreadful story, the children will face snapping crabs, strict punishments, dripping fungus, comprehensive exams, violin recitals, S.O.R.E., and the metric system.

It is my solemn duty to stay up all night researching and writing the history of these three hapless youngsters, but you may be more comfortable getting a good night's sleep. In that case, you should probably choose some other book.

With all due respect,Lemony Snicket

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    I fratelli Baudelaire, in questa nuova avventura, incontrano degli spiriti affini: i trigemini Isadora e Duncan (sì, due trigemini, avete capito bene), anch’essi due orfani a cui spetterà in futuro un ...continue

    I fratelli Baudelaire, in questa nuova avventura, incontrano degli spiriti affini: i trigemini Isadora e Duncan (sì, due trigemini, avete capito bene), anch’essi due orfani a cui spetterà in futuro una grande eredità.
    Si intravedono, nelle storie dei cinque ragazzini, inquietanti affinità.
    Come sempre, la trama si svolge tra stranezze e crudeltà, ancora una volta Violet, Klaus e Sunny riusciranno a cavarsela ma il prezzo sarà il più alto mai pagato finora.

    said on 

  • 4

    Un atroce preside

    Se non fosse nello stile delle scrittore ad essere sempre pessimista in qualsiasi cosa succeda ai tre orfani Baudelaire, avrei pensato che i tre ragazzi in un collegio sarebbero stati al sicuro dal pe ...continue

    Se non fosse nello stile delle scrittore ad essere sempre pessimista in qualsiasi cosa succeda ai tre orfani Baudelaire, avrei pensato che i tre ragazzi in un collegio sarebbero stati al sicuro dal perfido conte Olaf, ed invece mi sbagliavo.
    Questa volta, a parer mio, i nostri tre protagonisti sono incappati in un perfido, inutile, tronfio idiota rappresentato dal preside della scuola.
    Il conte Olaf, onnipresente in ogni avventura, è stato surclassato dalla stupidità e dalla perfidia di questo omuncolo.
    Ma dopotutto son ben 13 libri, spero che almeno nell'ultimo gli orfani Baudelaire vengano affidati ad un tutore responsabile e che il conte Olaf abbia il suo giusto cattivo e si tolga di mezzo una volta per tutte.

    said on 

  • 4

    Se mai avrò figli, Una serie di sfortunati eventi saranno una tappa obbligatoria nella loro formazione letteraria, perché mostrano quanto sia crudele il mondo e quanto la vita non sia affatto rose e f ...continue

    Se mai avrò figli, Una serie di sfortunati eventi saranno una tappa obbligatoria nella loro formazione letteraria, perché mostrano quanto sia crudele il mondo e quanto la vita non sia affatto rose e fiori (Anzi, quella dei poveri fratelli Baudelaire è terribile!), ma al contempo mettono in primo piano l'amore infinito tra i tre fratellini: sarò forse di parte perché per mio fratello farei davvero di tutto, ma secondo me vince su tutto!! Violet, Klaus e Sunny mi commuovono ogni maledetta volta :')

    said on 

  • 4

    Torno a rileggere A Series of Unfortunate Events dopo la non sempre felice interruzione causata da All The Wrong Questions. Sono passati cinque anni (!) e un po' di cose sono cambiate: la serie tv che ...continue

    Torno a rileggere A Series of Unfortunate Events dopo la non sempre felice interruzione causata da All The Wrong Questions. Sono passati cinque anni (!) e un po' di cose sono cambiate: la serie tv che agognavo è arrivata, il fandom si è rianimato e affronto la rilettura con uno spirito diverso, un po' perché incidentalmente riparto dal libro con cui si aprirà la seconda stagione ed è inevitabile chiedersi come adatteranno la storia, un po' perché — sapendo come si delineerà la storia e quali sono le teorie più accreditate — è proprio da qui che le cose si fanno interessanti.

    In The Austere Academy i Baudelaire finiscono alla Prufrock Preparatory School. Sulla scia dei libri precedenti, va tutto male: a capo del collegio si trova il Vicepreside Nero, un violinista incapace che si crede un genio incompreso; i dormitori sono fantastici, ma non avendo il permesso dei genitori i Baudelaire sono costretti a vivere in una baracca che pullula di granchi territoriali; per quanto ci sia una biblioteca fornitissima, le lezioni consistono in dettati di storie inconcludenti e nella misurazione di oggetti a caso; come se non bastasse, i Baudelaire sono presi di mira da una ragazzina antipatica. Ci sono due consolazioni, però: un computer avanzato dovrebbe tenere alla larga il Conte Olaf, ma soprattutto è qui che per la prima volta i Baudelaire trovano degli amici.
    Cosa impariamo a questo giro: la timidezza è come le sabbie mobili e le supposizioni sono pericolosissime.

    Da adulto non posso rileggere questa serie solo per la storia, ho bisogno di divertirmi scoprendo riferimenti e significati che dieci anni fa mi sono sfuggiti e confrontando l'originale con la traduzione.
    - Il nome della scuola viene da The Love Song of J. Alfred Prufrock, un poema decisamente non molto allegro di Eliot che va a nozze con gli edifici a forma di tomba e col motto della scuola, Memento mori. Il Vicepreside si chiama Nero in onore di Nerone, sia per la tirannia, sia perché nonostante fosse un pessimo attore insisteva a recitare (considerata la fama di Nerone per l'incendio di Roma, non sorprende che Nero stringa subito amicizia con Olaf — quello che sorprende semmai è come mai Handler non abbia dato questo nome a Olaf). I nomi degli insegnanti sono tutti tipi di pesci: Mr. Remora, Mrs. Bass (spigola) e Miss Tench (tinca). Genghis, il nome utilizzato da Olaf, viene da Gengis Khan. La traduzione o meno dei nomi in ASOUE mi è sempre sembrata molto arbitraria, ma credo che almeno Nero e Genghis avrebbero dovuto essere tradotti.
    - Isadora e Duncan sono un riferimento a Isadora Duncan, ballerina che ha contribuito alla creazione della danza moderna. Quagmire significa pantano, che è il cognome che hanno in italiano.
    - Carmelita Spats, oltre a essere la ragazzina più sgradevole al mondo, è anche quella più linguisticamente interessante. Le uose ("spats") venivano utilizzate tra fine diciannovesimo e inizio ventesimo secolo per coprire le caviglie, col tempo sono cadute in disuso e adesso sono diventate sinonimo di ricchezza (basti pensare che le indossa zio Paperone). La traduzione italiana è però Ghette, che da una parte ha il pregio di risparmiarci un cognome terribile come Uose, mentre dall'altra indica un accessorio diverso, usato tutt'oggi per coprire i polpacci (in inglese "gaiter"). Sostituire le ghette con le uose oscura in parte i rimandi alla ricchezza degli Spats, oltre al collegamento con Olaf, che per ogni travestimento cerca un modo per coprire il tatuaggio sulla caviglia.
    - L'insulto preferito di Carmelita è "cakesniffer", che deriva da "cakeeater". Se i "cakeeater" sono i ricchi viziati, quale insulto migliore di "cakesniffer" per degli orfani che vivono in una baracca? "Cakeeater" deriva dall'espressione "you can't have your cake and eat it too", che coincide con l'italiano "volere la botte piena e la moglie ubriaca" (c'è anche chi suppone che "cakeeater" derivi dalla presunta frase di Maria Antonietta, "Che mangino brioche"). Per analogia una traduzione più vicina all'originale avrebbe dovuto essere qualcosa di improbabile ed equivocabile come "sniffabotte" o "sniffabrioche", ma preferisco il deliziosamente nonsense "sniffacroste" della Daniele.
    - I versi di Sunny sarebbero da cercare uno a uno, il più delle volte stavolta però non ho avuto riscontri. Unica eccezione è "Marimo", un'alga spesso confusa col muschio, verso che Sunny usa quando si parla del muschio nel cortile del collegio. Gli altri versi più chiari sono "Sappho", riferimento a Saffo dopo che Isadora dice di essere una poetessa (a quanto pare non è stato colto perché in italiano rimane con la grafia inglese), e "Merd" quando Poe finalmente capisce che Genghis è Olaf (dopo il "fottuto" nel secondo libro, Salani continua a sorprendermi in positivo con le parolacce che chissà come da ragazzino non notavo).
    - Il programma S.O.R.E. (Special Orphan Running Exercises) in italiano diventa il bellissimo C.R.A.M.P.O. (Corsa Rapida di Allenamento Motivante Per Orfani).
    - Potrei perdermi in considerazioni sulle parole "austere" e "whisk", sull'espressione "follow suit" e sull'equivoco dei pronomi nel tredicesimo capitolo, però anche basta.

    La critica che sento rivolta più spesso a questa serie è che tutto sommato è sempre la stessa solfa. Volendo fare una cosa barbara, chi volesse recuperare in fretta i libri principali potrebbe saltare dal primo al quinto senza problemi. Qui la formula varia in tre modi (da qui in poi, spoiler sulla trama del libro):
    1) Olaf arriva comunque con l'ennesimo travestimento che riesce a ingannare gli adulti del caso, ma adesso i Baudelaire cominciano a giocare d'astuzia e fingono di non riconoscerlo (mettiamo a confronto questa scena con quando Klaus nel primo libro spiega trionfante a Olaf di aver scoperto il suo piano e prendiamo atto del tempo che passa e dei bambini che imparano qualcosa).
    2) I Quagmire. Non solo perché sono i primi buoni che fanno attivamente qualcosa per aiutare i Baudelaire, ma anche perché con il loro rapimento abbiamo a) un cliffhanger straziante, b) una motivazione sia per i Baudelaire che per il lettore per andare avanti. Riusciranno a salvare i Quagmire?
    3) L'introduzione del V.F.D.
    Anche in questo libro ci sono un sacco di situazioni improbabili. Stavolta a interrompere la mia sospensione dell'incredulità non sono state le regole paradossali della scuola, ma le notti che i Baudelaire passano a correre fino all'alba. Parte di me avrebbe voluto che Handler si fosse impegnato a essere più realistico, ma tutto sommato è meglio che le assurde circostanze vissute dai Baudelaire siano sopra le righe o questi libri non sarebbero altrettanto divertenti. Tra l'altro è proprio la realtà distorta che mi ha ricordato qualcosa di stranamente familiare: nella mia carriera universitaria mi sono imbattuto in professori buoni ma ostinati a insegnare nozioni inutili, nonché in burocrazia controsenso e persone sgarbate dietro una scrivania.

    Spoiler su tutta la saga e dintorni
    La linea temporale dell'universo di Snicket non è chiarissima, ma mi sconvolge come nessuno abbia chiesto a Handler la spiegazione per il buco logico di questo libro. I Quagmire dicono di essere in collegio da tre semestri, che — anche stiracchiando il significato di semestre (alla Prufrock si va a lezione anche sabato e domenica) e immaginando che tra un libro e l'altro i Baudelaire rimangono per un po' dai Poe — è un dato discordante rispetto a quanto sappiamo dai libri successivi: l'incendio che ha ucciso i coniugi Quagmire dovrebbe essere accaduto dopo The Reptile Room, quindi meno di un mese prima dall'arrivo dei Baudelaire a scuola.
    In alcune recensioni su aNobii mi è capitato di leggere che qui finalmente si scopre che Beatrice è la madre dei Baudelaire. Avendo dato ormai questa informazione per scontato, non sono riuscito a trovare il punto esatto di questa scoperta: è forse il fatto che nell'immaginario trittico di Snicket dovrebbero esserci raffigurate lei e delle fiamme, e che prima di morire Beatrice è stata felicemente sposata con un altro uomo?
    A colpirmi piuttosto è stato l'inizio dell'undicesimo capitolo, in cui Snicket nomina per la prima volta la duchessa di Winnipeg e i suoi celebri balli in mascheri. È durante un ballo che Snicket rivede Beatrice e le riferisce quello che ha cercato di dirle per quindici anni: "Count Olaf is…" È ritenuto ormai un dato di fatto che Beatrice sia sopravvissuta all'incendio di The Bad Beginning, e che questa scena accada da qualche prima di The Penultimate Peril. Su quella miniera d'oro che è Snicket Sleuth hanno messo insieme molti più indizi di quanti io avrei la pazienza o l'ingegno di notare, tra cui una supposizione abbastanza convincente di quale fosse il contenuto del messaggio [ http://snicketsleuth.tumblr.com/post/136901837245/what-message-did-beatrice-fail-to-deliver-to ].

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    3.5

    Nuovo episodio con gli sfortunati orfani, ma devo dire che non mi ha entusiasmato quanto gli altri.
    Non c’è azione, non c’è una vera e propria storia e gli orfani non si dimostrano all’altezza della s ...continue

    Nuovo episodio con gli sfortunati orfani, ma devo dire che non mi ha entusiasmato quanto gli altri.
    Non c’è azione, non c’è una vera e propria storia e gli orfani non si dimostrano all’altezza della situazione. Per di più, il Vicepreside Nero è altamente irritante.
    Ma… Ci sono comunque delle note positive.
    La prima è che, finalmente, gli orfani si fanno degli amici. I trigemini Pantano (anche se sono due) si sono dimostrati molto interessanti. La loro storia è fin troppo simile ai Baudelaire e, in fondo, il Conte Olaf dovrà aver cominciato a dare la caccia agli orfani da qualche parte. Inutile dire che la mia mente è già partita con le ship. Comunque, dopo tanti personaggi adulti quanto stupidi, è stato bello vederli interagire con qualcuno della loro età.
    La seconda novità, è il collegamento personale che lega Snicket a Beatrice, la madre dei Baudelaire. Il che rende la vicenda piuttosto interessante.
    Spero che il prossimo romanzo ritorni a essere emozionante come i precedenti, magari aggiungendo un altro pizzico di azione in più. E spero di rivedere i Pantano sani e salvi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ho trovato questo libro abbastanza frettoloso e non mi ha soddisfatta appieno come nei scorsi capitoli della storia. Continuo a ribadire che il signor Poe sbaglia costantemente ad affidare i bambini a ...continue

    Ho trovato questo libro abbastanza frettoloso e non mi ha soddisfatta appieno come nei scorsi capitoli della storia. Continuo a ribadire che il signor Poe sbaglia costantemente ad affidare i bambini a soggetti del genere, il direttore di quella scuola è da denuncia!
    Riparlando del signor Poe, è mai possibile che OGNI VOLTA non riconosca il Conte Olaf? Posso capire il nascondere un sopracciglio o un tatuaggio ma la faccia rimane quella, turbante o meno!
    In questo capitolo conosciamo diversi personaggi, la maggior parte di essi sono persone orribili ma per la prima volta assieme ai tre orfani ci sono altri due orfani: i Pantano. È curioso come le due famiglie di orfani abbiano avuto quasi la stessa sorte: genitori - e nel caso dei Pantano anche un fratello gemello - morti in un incendio. I Pantano aiutano i tre orfani Baudelaire contro il Conte Olaf e scoprono anche informazioni preziose su di lui ma non fanno in tempo a rivelare cosa abbiano scoperto perché il Conte li rapisce rubando anche i loro quaderni dove avevano scritto quelle informazioni.
    In questo libro scopriamo che lo scrittore, Lemony Snicket, ha conosciuto personalmente Beatrice, la mamma dei Baudelaire. Questo fatto mi ha sorpresa moltissimo.
    Sono curiosa di sapere come andrà avanti questa storia e a chi consegnato momentaneamente i tre fratelli.

    said on 

  • 4

    Snicket inizia ad ampliare il mondo in cui si svolgono le avventure dei Baudelaire, con i racconti delle sue varie avventure che vanno oltre il bizzarro e iniziano a delineare un filo conduttore di fo ...continue

    Snicket inizia ad ampliare il mondo in cui si svolgono le avventure dei Baudelaire, con i racconti delle sue varie avventure che vanno oltre il bizzarro e iniziano a delineare un filo conduttore di fondo, e un primo sguardo sul passato di Olaf che mostra c'è di più oltre alla mera sete di denaro, e da i primi effettivi accenni di un collegamento tra la vita di Snicket e quella dei Baudelaire, inoltre introduce due nuovi personaggi ricorrenti, i Pantano, che contribuiscono a far sì che la storia non si limiti più alle sole disavventure di una famiglia.

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  • 3

    Lo sfortunato evento n. 5, scritto come al solito assai bene, risulta però un po' frettoloso, quindi meno calibrato e convincente dei precedenti. C'è di buono che Snicket prova a rompere lo schema col ...continue

    Lo sfortunato evento n. 5, scritto come al solito assai bene, risulta però un po' frettoloso, quindi meno calibrato e convincente dei precedenti. C'è di buono che Snicket prova a rompere lo schema collaudato nei volumi 1-4, inserendo nuovi personaggi e sottotrame.

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  • 5

    "La timidezza è una cosa curiosa perchè, come le sabbie mobili, puó capitarti all'improvviso, e come le sabbie mobili, costringe la gente a guardare in basso."

    Mi è piaciuto più degli altri, forse perchè parlava della scuola e di quanto spesso sia inutile, forse perchè con questo piccolo volume ci ho girato l'Europa. Tra Italia, Svizzera, Francia e Inghilter ...continue

    Mi è piaciuto più degli altri, forse perchè parlava della scuola e di quanto spesso sia inutile, forse perchè con questo piccolo volume ci ho girato l'Europa. Tra Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra i poveri Baudelaire mi hanno fatto compagnia, ancora una volta. Al prossimo volume!

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