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The Bell Jar

By

Publisher: Harper Perennial

4.2
(1431)

Language:English | Number of Pages: 244 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Catalan , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0060837020 | Isbn-13: 9780060837020 | Publish date: 

Illustrator or Penciler: Sylvia Plath ; Corporate Author: %author$

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Library Binding , Others , eBook

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description

The Bell Jar chronicles the crack-up of Esther Greenwood: brilliant, beautiful, enormously talented, and successful, but slowly going under -- maybe for the last time. Sylvia Plath masterfully draws the reader into Esther's breakdown with such intensity that Esther's insanity becomes completely real and even rational, as probable and accessible an experience as going to the movies. Such deep penetration into the dark and harrowing corners of the psyche is an extraordinary accomplishment and has made The Bell Jar a haunting American classic.

This P.S. edition features an extra 16 pages of insights into the book, including author interviews, recommended reading, and more.

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  • 3

    Ho letto che alcuni considerano questo libro una versione femminile di Il giovane Holden, e la cosa mi ha stupita. Esther, protagonista di questo romanzo e alter ego della stessa Silvia Plath, non ha ...continue

    Ho letto che alcuni considerano questo libro una versione femminile di Il giovane Holden, e la cosa mi ha stupita. Esther, protagonista di questo romanzo e alter ego della stessa Silvia Plath, non ha davvero nulla della simpatia di Holden (si, a me Holden pur con tutte le sue stranezze sta molto simpatico! xD) e per quanto conoscere la vita (e la triste morte) dell'autrice getti una luce significativa su tutta l'opera non sono proprio riuscita a farmela piacere...mi ha trasmesso angoscia e "claustrofobia". Alcune belle riflessioni nella prima parte mi hanno strappato la terza stella, ma non è un libro che consiglierei a chi non sia più che sereno! xD

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  • 5

    Antidepressivo naturale

    Finito di leggere La Campana di Vetro c'è il vuoto. Anche se tutte le pagine sono costellate di dolore, solitudine, depressione, rassegnazione, il vuoto non lo percepisci. Anzi, sei letteralmente ...continue

    Finito di leggere La Campana di Vetro c'è il vuoto. Anche se tutte le pagine sono costellate di dolore, solitudine, depressione, rassegnazione, il vuoto non lo percepisci. Anzi, sei letteralmente pieno. Pieno di questa donna unica e della sua scrittura sorprendente. Ridi, sorridi, sei vivo, sei felice. Il vuoto è ciò che senti quando chiudi il libro e ti guardi intorno smarrito, pensando che la prossima lettura non sarà all'altezza.

    said on 

  • 4

    Un libro bellissimo! E' bellissimo da mille punti di vista: la scrittura che raggiunge delle punte eccezionali, la storia che prende il lettore, la profondità dei contenuti, il modo in cui sono ...continue

    Un libro bellissimo! E' bellissimo da mille punti di vista: la scrittura che raggiunge delle punte eccezionali, la storia che prende il lettore, la profondità dei contenuti, il modo in cui sono descritti i personaggi con umana simpatia, con ironia, con leggerezza. Tutto un mondo è messo in discussione, il mondo ebraico, la religione, Dio. Tutto un modo di vivere si scontra con la modernità e con nuove scuole di pensiero: Spinoza ad es. Un postulato dell'etica di Spinoza fa coincidere moralità e felicità: l'unico scopo dell'umanità dovrebbe essere dunque il piacere. Questo postulato viene sviluppato e discusso nel romanzo. Tutti i personaggi del libro, i figli di Moskat e i figli dei figli, sono alla ricerca della felicità. Per questa ricerca vengono buttate all'aria famiglie, valori, si ruba. Ogni affanno, cattiva azione, arrabattamento non porta a niente. Tutto è vanità. L'uomo non si muove di un pelo dalla sua condizione d'infelicità se non per peggiorarla ulteriormente. Il giudizio morale dello scrittore non pesa mai sulle azioni dei personaggi. C'è nel libro un clima di grande comprensione, simpatia, affetto per le debolezze umane. I personaggi più cari sono quelli più umani. Restano nell'ombra quelli che si trincerano dietro a rigidi precetti o che li impongono agli altri. Ma prima o poi, il buon cuore ha la meglio sui precetti. Alcuni personaggi sono indimenticabili: ad es. Abram, il vecchio satiro gaudente e generosissimo; Hadassah la ragazza pura nel senso di pulizia morale e di pensiero che sembra quasi l'agnello sacrificale della storia, Adele, Koppel, Asa Hashel. La storia di Hadassah fa riflettere su come Dio sembri tartassare alcune persone che devono scontare i peccati di altri. E comunque è bellissimo il fatto che ogni personaggio ha la sua anima, i suoi dubbi, i suoi pensieri e debolezze, un po' come i personaggi dostojeskiani. Questo scrittore mi sembra affine al grande Dostojeski e mi ha ricordato Irene per il tema della ricerca del piacere e della felicità nel piacere. Dosto. forse è più ingenuo(non come scrittura che è profondissima) ma nel fatto che in alcuni suoi romanzi si intravede una pace, un riposo possibile dei due amanti l'uno nell'altro. Per Singer non c'è grande amore che tenga. L'uomo è votato all'infelicità, non ha pace nè scampo dalla sua condizione. C'è il rimpianto per la religione accettata e vissuta pienamente perchè chi ha fede in Dio è più sereno se non più felice. Bellissimo il personaggio dell'usuraio Fishel, marito cornuto di Hadassah, che si dimostra più pietoso della madre della ragazza. Non dà giudizi, si ritira e lascia a Dio il compito di guardare nell'animo dell'altro. Arriva a pensare che forse Hadassah deve scontare qualcosa per gli altri. Bellissimo anche il suo opposto, Koppel, il ladro. Bello che questi personaggi con tutte le loro contraddizioni hanno un'anima in cerca, con i suoi dubbi e debolezze. Sono personaggi vivi e vivaci, più vivi delle persone vive. E in tutto questo pandemonio umano si inserisce il periodo storico terribile che è quello che va dalla prima alla seconda guerra. Già dalla prima guerra aleggia quel clima che poi Hitler porterà alle estreme e naturali conseguenze esprimendo in azioni l'antisemitismo presente da tempo in Europa. E' la fine del mondo, del mondo ebraico. Anche se Singer, nonostante il suo sguardo limpido, ironico, penetrante non rinuncia a una speranza per il futuro. Non sta nell'amore vero (non c'è amore vero che tenga anche se forse tutti gli amori lo sono un po') non nella religione, non negli ebrei. Singer vuole avere fede nelle nuove generazioni. Non possono essere peggiori dei loro genitori. Ecco i figli dei figli che partono per la Palestina, per fondare un mondo nuovo. Nel vecchio mondo, la verità è terribile. Come diceva Guccini, nel vecchio mondo, nella vecchia Europa Dio, il Messia, è morto. L'uomo è morto anche lui, probabilmente, come Asa hashel: doveva seguire Dio o morire e l'etica di Spinoza l'ha portato alla morte interiore.

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  • 5

    "io sono, io sono, io sono"

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione. Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento, un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i ...continue

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione. Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento, un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga, i suoi nudi

    piedi sembran dire: abbiamo tanto camminato, è finita.

    Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno come un bianco serpente a una delle due piccole

    tazze del latte, ora vuote. Lei li ha riavvolti

    Dentro il suo corpo come petali di una rosa richiusa quando il giardino

    s'intorpidisce e sanguinano odori dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.

    Niente di cui rattristarsi ha la luna che guarda dal suo cappuccio d'osso.

    A certe cose è ormai abituata. Crepitano, si tendono le sue macchie nere.

    Lascia la penna vicino al foglio e prepara pane e burro con due tazze di latte per Frieda e Nicholas, i suoi bambini. Poi, accuratamente chiude le porte, spranga le finestre ed infila il capo nella bocca del forno. Questo accade ad un mese circa dalla pubblicazione de “La campana di vetro”. Questa è la morte di una poetessa: Sylvia Plath. Il suo unico romanzo uscì con lo pseudonimo di Victoria Lucas. Probabilmente vi erano troppi i riferimenti alla sua vita ed alle persone che l'hanno circondata.

    Una campana di vetro può essere un luogo confortante. Un rifugio che dà sicurezza perchè definisce i tuoi limiti, il tuo spazio e sai che se starai lì zitta e buona non avrai noie.

    Una campana di vetro può essere una cappa asfissiante che ti impedisce di avere liberi movimenti mentre il mondo attorno ti appare solo come un brutto sogno dove ci si aggrappa ad un mantra che ripete “io sono, io sono, io sono”. Un tormento. Un unico desiderio: la morte. La pace piuttosto che l'angoscia del non essere.

    “Io sono verticale. Ma preferirei essere orizzontale”

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  • 3

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la ...continue

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la differenza fra piacere e dolore non ci sono riuscito. Sono stato ore e ore a farle esempi, troppo sale, mi si attaccavano ai denti, quelli non scoppiati erano difficili da rompere e altri dettagli, ma Elvira gli esempi male li sopporta e così si è distratta e ha cominciato a leggere un articolo sulle qualità del colore rosso e del colore verde e del colore blu. Tu avevi le tende una blu e una rossa, vero?, mi ha chiesto lei. Già, erano belle, ho detto io. E quali sono le differenze fra blu e rosso?, ha detto Elvira, non lo so, ho detto io, e tra verde e rosso?, ha detto Elvira, non so neanche questo, ma lo possiamo chiedere alla mia pianta di pomodoro. Vero, ha detto Elvira, mi sono sempre chiesta perché diventa ansiosa quando le faccio vedere il giallo. Andiamo?, ho detto io. Aspettiamo un po', ha detto Elvira, l'ho appena spostata in serra, forse sta riposando. E mentre pensavo alla mia pianta che riposava mi è arrivata un'email da pop artist.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di ...continue

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di suicidio della protagonista (alter ego della Plath, a quanto pare), grazie ad una maggiore introspezione e ad una descrizione precisa degli eventi (stavolta molto più interessanti, a mio avviso). Di notevole rilevanza le riflessioni sulla campana di vetro, l'angoscia in cui si sente imprigionata la giovane, senza mai trovare, nonostante la dimissione, un vero barlume di speranza (difatti, ella dice tra sé di non essere sicura di non cadere nuovamente sotto la "campana di vetro"). Apprezzo da tempo la Plath poetessa, leggere il suo unico romanzo è stato interessante

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  • 5

    Un libro bellissimo. E' facile immedesimarsi nella protagonista, anche quando i pensieri sono cupi e tristi. L'ho trovato di grande ispirazione, mi ha fatto riflettere sugli stereotipi che ci sono ...continue

    Un libro bellissimo. E' facile immedesimarsi nella protagonista, anche quando i pensieri sono cupi e tristi. L'ho trovato di grande ispirazione, mi ha fatto riflettere sugli stereotipi che ci sono ancora sulle donne e sulle aspettative che vi si ripongono.

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  • 5

    Da leggere

    Destabilizzante. Quasi un'iniziazione. Ho trovato stupefacente il modo in cui la Plath racconta il suo percorso nella follia. Prende il lettore e lo accompagna nel suo ...continue

    Destabilizzante. Quasi un'iniziazione. Ho trovato stupefacente il modo in cui la Plath racconta il suo percorso nella follia. Prende il lettore e lo accompagna nel suo mondo. http://letturedituttiicolori.blogspot.it/2014/06/la-campana-di-vetro-di-sylvia-plath.html

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