The Black Dahlia

By

Publisher: Mysterious Press

4.1
(2739)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Portuguese

Isbn-10: 0446698873 | Isbn-13: 9780446698870 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like The Black Dahlia ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
On January 15, 1947, the tortured body of a beautiful young woman was found in a vacant lot in Hollywood. Elizabeth Short, the Black Dahlia, a young Hollywood hopeful, had been brutally murdered. Her murder sparked one of the greatest manhunts in California history.

In this fictionalized treatment of a real case, Bucky Bleichert and Lee Blanchard, both LA cops obsessed with the Black Dahlia, journey through the seamy underside of Hollywood to the core of the dead girl's twisted life.

"Passionate, violent, frustrating...imaginative and bizarre." (Los Angeles Times)

"Building like a symphony, this is a wonderful, complicated, but accessible tale of ambition, insanity, passion and deceit." (Publishers Weekly)

Sorting by
  • 4

    Parecchie cose, specie quelle che succedono all'inizio, non le ho capite, siccome sono testarda come un mulo ho continuato a leggerlo in originale, alla fine quasi tutti i conti tornano e siccome sono ...continue

    Parecchie cose, specie quelle che succedono all'inizio, non le ho capite, siccome sono testarda come un mulo ho continuato a leggerlo in originale, alla fine quasi tutti i conti tornano e siccome sono anche pigrissima lascerò le ultime lacune dove sono e non lo rileggerò.
    Mi ha fatto pensare ad un altro bel libro letto abbastanza di recente: Mezzanotte a Pechino di French.
    The black dahlia, diversissimo per stile, trama e ambientazione (forse solo per i 2 diversi continenti), l'ho trovato ugualmente crudele e appassionante, un filo più ingarbugliato però.

    said on 

  • 5

    L'atmosfera noir di questo imperdibile classico di Ellroy è avvolgente e impossibile da dimenticare. Consigliatissimo a chi ama il genere ma anche agli appassionati di true crime: nonostante la storia ...continue

    L'atmosfera noir di questo imperdibile classico di Ellroy è avvolgente e impossibile da dimenticare. Consigliatissimo a chi ama il genere ma anche agli appassionati di true crime: nonostante la storia della bellissima Dalia sia romanzata, moltissimi punti si rifanno al vero omicidio di Elizabeth Short.

    said on 

  • 5

    James Ellroy - Dalia nera

    Era da parecchio tempo che volevo iniziare a leggere qualcosa di Ellroy. Complice la visione della seconda stagione di True Detective (per me forse la migliore serie tv mai fatta ad oggi) la voglia di ...continue

    Era da parecchio tempo che volevo iniziare a leggere qualcosa di Ellroy. Complice la visione della seconda stagione di True Detective (per me forse la migliore serie tv mai fatta ad oggi) la voglia di noir con ambientazione losangeliana è cresciuta in maniera esponenziale. Ho deciso quindi di saziare questa mia fame repentina e di iniziare con La dalia nera, primo capitolo della tetralogia di Los Angeles. Devo dire che avevo visto ai tempi il film di Brian De Palma (non un regista qualsiasi) e non mi ero entusiasmato. Col senno di poi forse è più corretto leggere prima il libro e poi vederne la trasposizione cinematografica visto che la trama alla base del romanzo è abbastanza intricata e credo che da una sola visione cinematografica non si riescano a cogliere tutte le sfumature.
    La dalia nera ha tutti i connotati del giallo a tinte molto scure e forti. In questo romanzo troviamo sia riferimenti autobiografici dell’autore, sia fatti realmente accaduti. La scrittura di Ellroy è incalzante, dal ritmo travolgente e senza un attimo di pausa. I momenti morti sono quasi nulli e sebbene non ai livelli di un thriller il ritmo è tamburellante. L’indagine deve essere seguita con attenzione vista la mole importante di personaggi ed i numerosi intrecci che avranno un ruolo chiave nella ricerca del colpevole.
    Ellroy è bravissimo a descrivere le ossessioni dell’investigatore narrante, un antieroe dedito al peccato come quasi tutti gli uomini. Questa sua ossessione nei confronti della dalia unita ai suoi numerosi errori durante l’indagine permettono di avere un protagonista al di fuori dei soliti stereotipi perfetti. Non saremo a livello di Marlowe, ma comunque la figura protagonista ha grande carisma. Merito di Ellroy che ci porta attraverso corruzione, omicidi, prostituzione, sangue e bugie o verità non dette creando un’atmosfera che è un altro dei punti forti del romanzo, una Los Angeles nera, a tratti anche sbiadita che si arrotola sui suoi peccati e peccatori. Altrettanto importanti anche le figure femminili del romanzo, per una volta non semplici comparse ma vere e proprie antagoniste.
    Il finale pirotecnico ed a tratti inaspettato conclude un libro confezionato con grande cura. Siamo sulle quattro stelle e mezzo ma vorrei premiare lo scrittore con il massimo vista la sofferenza e l’ossessione che traspare dalle pagine. Qualcosa che non tutti sono in grado di portare su carta e che invece Ellroy ci è riuscito. Solo per questo bisogna riconoscergli l’eccellenza.

    said on 

  • 5

    Pugili, Poliziotti, Pupe & Puttane

    Ero in debito con qualcuno del commento a questo libro.
    Beh, non posso scriverlo, mi dispiace.
    Devo andare a lavarmi le mani, o le dita appiccicose di sangue imbratteranno tutta la tastiera.

    P.S.: voi ...continue

    Ero in debito con qualcuno del commento a questo libro.
    Beh, non posso scriverlo, mi dispiace.
    Devo andare a lavarmi le mani, o le dita appiccicose di sangue imbratteranno tutta la tastiera.

    P.S.: voi leggetelo. magari mettetevi i guanti, ma leggetelo.

    said on 

  • 5

    All'inizio non mi prendeva, poi con la morte della Dalia Nera la storia decolla ed è stata una pagina dopo l'altra. La narrazione in prima persona non è la mia preferita ma è senza dubbio un romanzo o ...continue

    All'inizio non mi prendeva, poi con la morte della Dalia Nera la storia decolla ed è stata una pagina dopo l'altra. La narrazione in prima persona non è la mia preferita ma è senza dubbio un romanzo ottimo.
    Bello anche il film ma niente a che vedere con questo libro.

    said on 

  • 5

    Riletto dopo 23 anni dalla prima lettura (ce ne è stata un'altra in mezzo) soprattutto nel tentativo di cercare riscontri a Perfidia, Dalia Nera rimane un punto di riferimento per la ridefinizione del ...continue

    Riletto dopo 23 anni dalla prima lettura (ce ne è stata un'altra in mezzo) soprattutto nel tentativo di cercare riscontri a Perfidia, Dalia Nera rimane un punto di riferimento per la ridefinizione del romanzo criminale americano.
    Dallo stile non ancora maturo, come poi sarà poi per Ellroy nei romanzi successivi, attesta però la nuova modalità di intrecciare realtà e finzione e scoperchiare l'olografia americana degli anni '40 e poi '50.
    Tralascio la funzione catartica che questo romanzo ha avuto per l'allampanato Ellroy (altro punto centrale di questa rappresentazione narrativa) e proseguo verso Il Grande Nulla.

    said on 

  • 4

    Sempre grande

    era un po' che non leggevo un "noir" o un Ellroy ...questo uno dei suoi più famosi ... inizialmente mi aveva preso pure male, ma poi si è riscattato alla grande

    said on 

  • 4

    Riprendo a leggere Ellroy dopo dieci anni. Credevo di “aver chiuso” con lui dopo un paio di libri che non ho amato: - I miei luoghi oscuri- e un altro che mi fu talmente inviso da averne dimenticato ...continue

    Riprendo a leggere Ellroy dopo dieci anni. Credevo di “aver chiuso” con lui dopo un paio di libri che non ho amato: - I miei luoghi oscuri- e un altro che mi fu talmente inviso da averne dimenticato il titolo.
    A testimoniare quanto sia importante la fase di vita che attraversa il lettore, senza scomodare la sua maturità intellettuale o formazione, oggi mi trovo di parere totalmente mutato leggendo Dalia Nera.
    Mi inchino di fronte allo stile di Ellroy e alla storia che mi ha catturata fin dalle prime pagine.
    La storia, è noto, parte da un fatto di cronaca vera avvenuto nel ’47 a Los Angeles. Una attricetta 22enne, Elizabeth Short, viene trovata cadavere su un prato a Los Angeles: il corpo orribilmente mutilato, eviscerato e segato in due all’altezza del bacino. Il caso non fu mai risolto.
    Undici anni dopo, nel ’58, la madre di Ellroy, Geneva Hilliker Ellroy, viene misteriosamente uccisa con una corda e una calza e abbandonata in un altro angolo della città degli angeli . Il caso non fu mai risolto.
    Nell’87, quaranta anni dopo il caso della Dalia e trentanove dall’omicidio della madre, Ellroy affronta i casi unificandoli e risolvendoli, seppure virtualmente, in un finale liberatorio.
    Per fare questo si documenta con una minuzia di fatti e ricerche maniacali e ne viene fuori questo capolavoro dalla scrittura.
    Il noir è morto, dice lui, il noir è il cinema, e lui ci dà un romanzo cinematografico, scritto col sangue, dove i dialoghi si alternano all’azione in un mix metanfetaminico.
    I buoni sono cattivi, i cattivi sono pessimi e Ellroy non fa sconti, nessuno si salva, la corruzione, l’avidità, la perversione e il tradimento sono ovunque, l’atmosfera è pesante e appiccicosa e quasi si avverte la necessità di lavarsi leggendo.
    Il demone dominante è Hollywood, anzi, Hollywoodland e non a caso le ultime quattro lettere vengono abbattute, sulla famosa collina, durante lo svolgimento della storia. Hollywood è un “non luogo”, un ventre putrido che accoglie le speranze, il più delle volte, per vomitarle, qualche volta, come nel caso della Dalia, all’anagrafe Elizabeth Short, per illuderle, corromperle, assassinarle e deturparle orribilmente.
    Le vittime sono gli unici personaggi per cui Ellroy abbia un moto di compassione, Elizabeth Short: la Dalia Nera, Laurie Blanchard: la sorellina rapita a nove anni e mai ritrovata del detective Lee Blanchard e infine lei: Geneva Hilliker Ellroy, la madre dell’autore, mai nominata nel romanzo ma presente in ogni pagina.
    “Madre: ventinove anni dopo, queste pagine d’addio in lettere di sangue. Ora ti metto da parte, mio ubriacone, mia guida, mio primo guardiano perduto, per amarti e per contemplarti in futuro.” Anne Sexton
    “Cherchèz la femme.”
    Dalia Nera, di James Ellroy

    said on 

  • 5

    Veramente un noir di altissimo livello.Una storia torbida e drammatica arricchita forse da troppi personaggi,ma ciò non toglie niente al fascino della narrazione.

    said on 

Sorting by