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The Black Violin

By

Publisher: acorn book company

3.7
(1190)

Language:English | Number of Pages: 90 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , German

Isbn-10: 0953420566 | Isbn-13: 9780953420568 | Publish date: 

Translator: Chris Mulhern

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Music , Philosophy

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Book Description

There were many musical souls adrift on that raft of silence that is Venice. There was the music of Johannes Karelsky.There was the music of Erasmus, the violin maker. And there was the music of war. But of that, the two men never spoke.

From the internationally acclaimed author of Snow comes a timeless tale of love and music set against the romantic backdrop of eighteenth-century Venice.

In 1797, the violin prodigy Johannes Karelsky arrives in Venice after fighting with Napoleon's army in the Italian campaign. After the war, he boards with an aged violin maker named Erasmus who created the legendary "Black Violin," which he forbids Johannes to touch because, as he says, "Once you have tasted it, you will never be the same again." Johannes becomes obsessed with the idea of playing this violin as well as finding the woman who saved his life when he was injured in battle.

Beautifully written and highly evocative, The Black Violin interweaves Johannes's quest for love and the history of this mysterious instrument in a narrative that is sure to resonate long after the last page is turned.

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  • 4

    Ancora una volta Fermine è riuscito a realizzare un piccolo libro in grado da farmi viaggiare tra il sogno e la realtà...
    “La cosa bella dei sogni è che non hanno limiti: ti danno ogni sorta di poter ...continue

    Ancora una volta Fermine è riuscito a realizzare un piccolo libro in grado da farmi viaggiare tra il sogno e la realtà...
    “La cosa bella dei sogni è che non hanno limiti: ti danno ogni sorta di potere."

    said on 

  • 4

    "Eppure io so come rendere interessante la tua vita."
    "Ah sì? E come?"
    "Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto."
    "E dov'è questa parte di sogno?"
    "Un po' ovunque nel mondo. Ma so ...continue

    "Eppure io so come rendere interessante la tua vita."
    "Ah sì? E come?"
    "Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto."
    "E dov'è questa parte di sogno?"
    "Un po' ovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te."

    said on 

  • 4

    Nero come una donna il suo violino

    Una storia di amore, passioni, di liquidi scambi di indentità tra persone, strumenti, musica, vita. La storia, seconda della trilogia dei colori dopo Neve, ne ricalca molto (troppo?) i ritmi, le atmos ...continue

    Una storia di amore, passioni, di liquidi scambi di indentità tra persone, strumenti, musica, vita. La storia, seconda della trilogia dei colori dopo Neve, ne ricalca molto (troppo?) i ritmi, le atmosfere, la trama. Però rispetto alla prima è più centrata, più potente, più convincente. Meno pretenziosa anche se non rinuncia a dispensare "verità pazzesche" qui e là, ma lo fa in maniera più fluida, meno stridente. Al di là dei paragoni con l'altra storia, le vicende hanno un bel magnetismo, tengono legati il lettore alla lettura. Lo lasciano andare via un po' troppo velocemente: c'è un po' di fretta di concludere. Si respira comunque una piacevole atmosfera, magica e dannata.

    said on 

  • 5

    meraviglioso!
    meravigliosamente malinconico e struggente:
    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e ...continue

    meraviglioso!
    meravigliosamente malinconico e struggente:
    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. Non c'è niente di peggio che esser stati felici una volta nella vita. Da quel momento in poi tutto il resto ti rende infelice, anche le cose più insignificanti."

    said on 

  • 4

    Tra magia, sogno e realtà

    E' il terzo libro che leggo di Fermine, e neanche questa volta sono stata delusa, anzi. E' un racconto breve, che forse lascia qualcosa di troppo in sospeso, ma che fa riflettere sul connubio tra vita ...continue

    E' il terzo libro che leggo di Fermine, e neanche questa volta sono stata delusa, anzi. E' un racconto breve, che forse lascia qualcosa di troppo in sospeso, ma che fa riflettere sul connubio tra vita, amore, la musica e le emozioni che tutte e tre danno all'uomo.

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  • 3

    Ma proprio nero 'sto violino!

    Pur essendo una grande amante della musica e, soprattutto, degli strumenti ad arco, ho trovato questo libro un po' insipido, per la brevità esagerata del racconto e per alcune questioni lasciate in so ...continue

    Pur essendo una grande amante della musica e, soprattutto, degli strumenti ad arco, ho trovato questo libro un po' insipido, per la brevità esagerata del racconto e per alcune questioni lasciate in sospeso che, invece, a parer mio, andavano spiegate al lettore. Non ho colto emozioni vere e proprie, ma solo un'atmosfera alquanto sovrannaturale, (che, tra l'altro, non sembra neanche stupire i personaggi). Avrei preferito aver le idee più chiare.

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  • 5

    Eccezionale Fermine

    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto
    ...continue

    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. Non c'è niente di peggio che esser stati felici una volta nella vita. Da quel momento in poi tutto il resto ti rende infelice, anche le cose più insignificanti."

    Questa pagina per me è stata la chiave di tutto il libro. Da qui in poi ho aperto la mia mente e assaporato parola per parola, sentendola vera. Questa storia potrei iniziare a raccontarla con: "Si dice che un tempo..." perché la sento mia, e la può sentire sua qualsiasi persona che abbia amato davvero e la può fare propria. Non è una storia solo di amore, è una storia anche dove domina la saggezza.
    Lo consiglio, è scorrevole, semplice e profondo. Maxence Fermine, dopo aver letto "Neve", non mi ha deluso neppure con "Il violino nero".

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  • 3

    “Quel giorno, avevo appena vent’anni, scoprii Venezia per la prima volta. E scoprendola mi sentii in possesso di due cose pure e belle: un violino e un cuore. Non sapevo che stavo per fare a pezzi l’uno e l’altro. Per sempre”.

    Parigi, 1770.
    Johannes è un bimbo di appena sette anni che incanta le platee di tutta Europa con il dolcissimo suono del suo violino.
    Questo suo talento però gli porta più dolori che gioie dato che, f ...continue

    Parigi, 1770.
    Johannes è un bimbo di appena sette anni che incanta le platee di tutta Europa con il dolcissimo suono del suo violino.
    Questo suo talento però gli porta più dolori che gioie dato che, fin dalla tenera età, dovrà far fronte alla solitudine e alla tristezza di non aver nessuno al suo fianco con cui poter condividere la sua vita.
    Cresciuto e divenuto adulto in completa solitudine, a trentuno anni viene convocato per la campagna napoleonica in Italia, dove viene gravemente ferito.
    Il ragazzo riesce comunque a ristabilirsi al più presto e a trasferirsi a Venezia nella casa di un famoso liutaio di nome Erasmus.
    In questa casa, Johannes trova un misterioso e bellissimo violino nero che, secondo un’antica leggenda, è in grado di donare ogni felicità, salvo poi toglierla improvvisamente.
    Un giorno Johannes fa la conoscenza della giovane e graziosa Carla, una cantante lirica dalla voce celestiale della quale s’innamora perdutamente.
    Nel disperato tentativo di conquistare il suo cuore, Johannes si serve del misterioso violino, scatenando così la sua terribile maledizione…
    Non avevo mai letto nulla di Maxence Fermine(a dire il vero non lo conoscevo per niente…) e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente colpita, mi è piaciuto questo suo breve ma intenso racconto, un racconto che mi ha ricordato molto i racconti oscuri e fiabeschi di Edgar Allan Poe, un racconto intriso di tutto, di dolore, di dannazione, di amori impossibili, di rimpianti, di morte.
    Un racconto dal forte sapore gotico, poetico, dolce come una fiaba oscura, che riesce a coinvolgere il lettore già fin dalle prime pagine.
    Sullo sfondo la bellissima e romantica città di Venezia, piena di misteri, di fascino, una città di giorno solare e vivace, di notte oscura e misteriosa.
    Bellissima la figura di Carla, donna eterea, per sempre chiusa nelle sue stanze e nel suo destino d’amore per lei irraggiungibile.
    Una lettura che consiglio, soprattutto agli amanti del genere fiabesco, horror e soprannaturale.

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