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The Body Artist

By

Publisher: Pan Macmillan

3.4
(488)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-13: 9780330473989 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
The Body Artist opens with a breakfast scene in a rambling rented house somewhere on the New England coast. We meet Lauren Hartke, the Body Artist of the title, and her husband Rey Robles, a much older, thrice-married film-director. Through their delicate, intimate, half-complete thoughts and words DeLillo proves himself a stunningly unsentimental observer of marriage, and of the idiosyncrasies that both isolate and bind us. Rey says he's taking a drive and he does, all the way to the Manhattan apartment of his first wife. Lauren is left alone, or so she thinks . . . 'A poised, individual ghost story for the twenty-first century' Observer 'Inspiring . . . a beautiful book' Independent on Sunday
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  • 4

    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Rey Robles 64 anni, un regista e poeta dei luoghi solitari, lei Lauren Hartke, 36, una bodyar ...continue

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Rey Robles 64 anni, un regista e poeta dei luoghi solitari, lei Lauren Hartke, 36, una bodyartist, in una casa sperduta col mare davanti, in affitto per sei mesi.
    De Lillo scrive del niente nel capitolo iniziale ma lo fa in modo fastoso con la sua prosa: Un mattino, la colazione tra loro due, prima che lui parta per New York. Ti rallenta portandoti giu, dentro questa minimalia che in genere sfugge, ed è come la promessa di un seme sepolto.
    A New York va nella casa dell'ex moglie e si spara.
    La storia prosegue raccontando gli effetti collaterali della perdita. Ma DeLillo lo fa come volesse sempre farti perdere il punto, secondo me, interessato più ai silenzi, in giornate come un ronzio privo di tono, alle omissioni delle parole, per farne un elegante pezzo di origami.Le pieghe della carta, come un tempo pieghevole, dentro prende forma un organismo e devi esser tu a dargli vita. Lo afferri alle estremità, le tiri e lui apre le ali.
    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."
    Lui muore. Lei pensava a quei giorni come ai primi giorni dopo. Durante i primi giorni dopo rifornì la dispensa e spruzzò disinfettante sulle piastrelle del bagno.
    "Si sentiva a casa in quel posto e i giorni correvano via con la loro piccola, ipnotica routine, giorni caratterizzati da un rollio simultaneo, privi di centro, a volte interrotti da spazi vuoti, giorni che passavano con tanta lentezza da far male."
    [--]
    "Durante i primi giorni dopo, mangiò un mollusco infernale e passò alcune ore a correre in bagno. Ma se non altro il mollusco le aveva restituito il corpo. Non c'è niente come una diarrea furibonda, pensò, per fare di corpo e mente una cosa sola."
    Fa ridere se si pensa che, questo è il primo accenno che fa al bodyArt del titolo. Io poi, non l'ho neanche capita bene questa relazione tra corpo e anima di cui si doveva parlare nel racconto. E cosi lo rileggo, ritrovo le sottolineature, cerco le connessioni. Poi nella testa non faccio altro che immaginarmi la protagonista come fosse Sylvie Guillem ( http://it.wikipedia.org/wiki/Sylvie_Guillem ). E cosi mi sono innamorato ancora di questa Sylvie Guillem, come ancora tempo fa, ma mi era passato credevo e invece no.

    Questo è il mio preferito e, credo descriva un pò anche il racconto di DeLillo. (Non so come mai i link di you tube non prendono l'accesso diretto qua)

    http://www.youtube.com/watch?v=PapxE1xTWM0

    http://vimeo.com/19464795

    Allora, lei si ritrova sola e deve riorganizzarsi la vita attorno ad un vuoto. La presenza del morto aleggia nella casa, lei comincia a fare esercizi di respirazione: lavorava a partire dalla spina dorsale verso l'esterno, spostandosi a quattro zampe sul pavimento, tirava fuori la lingua e ansimava e con precisione sperimentava dentro le ossa separate dai dischi che facevano rat-a- tat giù lungo la schiena. E io sempre la ad immaginarmi Sylvie Guillem.
    Poi la scoperta di una strana presenza che, secondo lei era Rey, il suo compagno morto.
    "Lo trovò il giorno dopo. [...] Era piuttosto piccolo e sottile da principio e lo scambiò per un bambino, dai capelli color sabbia, appena sveglio dopo un sonno profondo, o forse sotto l’effetto di qualche farmaco."
    Questo fatto poi che questa inspiegabile presenza che ripete frammenti di conversazione di Rey, con la sua stessa voce, i gesti, la manda di matto. Neanche alla fine si saprà se questo Mr Tuttle, l'intruso, questo squatter metafisico, era un'allucinazione o che. Uno che sperimenta un altro tipo di realtà, che non condivide lo stesso concetto di tempo, linguaggio, spazio e ne è emotivamente sconvolto. Un uomo che ricorda il futuro. Hartke ha a che fare con queste cose. Non c'è una trama e DeLillo adotta l'ambiguità, non da risposte però ti da il modo di vagolare con i tuoi pensieri sulle questioni che vagheggia. In questo senso i pensieri si fanno danza, con un linguaggio che non contempla le parole, che puoi interpretare soggettivamente penso. La solitudine che ho sentito nel leggerlo è come quel: " Gli prese la faccia tra le mani, guardandolo fisso. Cos'aveva significato quel gesto la prima volta, la prima volta che una creatura pensante aveva guardato negli occhi, in profondità un'altra creatura? C'erano volute centinaia di migliaia di anni perchè questo accadesse, c'era stata la prima cosa che avevano fatto gli esseri umani, un'esperienza trascendentale, la cosa che gli aveva resi superiori..lo sguardo che dimostra la solitudine della nostra anima."

    Uno dei dettagli di questa solitudine dai tratti maniacali era quando Lauren si metteva davanti al pc e si collegava per ore e ore con una webcam che trasmetteva immagini dal bordo di una strada in Finlandia, a Korka e, i tempi morti quando non passavano auto le piaceva piu di ogni cosa. " Immaginò la possibilità che qualcuno si masturbasse davanti a quell'immagine. "
    L'ho cercata quella webcam in rete. Ne ho trovato una a Korka, Finlandia. Mandava immagini di quella strada, ogni due tre secondi però, in diretta. Che sensazione strana guardare la stessa strada, lo stesso punto di ripresa della webcam che guardava Lauren nelle sue notti.

    Verso la fine il capitolo "Body art in extremis: lenta, scarna e dolorosa." Il capitolo lo firma Mariella Chapman, una ex compagna di università. La descrizione dello spettacolo è la sua. "Lauren Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo...ha abitato i corpi di adolescenti, predicatori fondamentalisti, di una donna ultracentenaria che viveva di yogurt , e anche di un uomo incinto. La sua arte è oscura, lenta, difficile, a volte tormentosa. Un tormento che a che fare con me e con voi. Ha a che fare con chi siamo quando non stiamo recitando chi siamo."
    Ho cercato di assorbire questa sensazione di lei che tenta di liberarsi del suo corpo, ma non l'ho avvertita come empatia, mi sfuggiva questo tentativo di morte irrisolta. A parte questo, la tecnica di DeLillo l'ho trovata piacevolmente spiazzante, come certi video di Bill Viola, cosi carica di evocazioni e di inaspettato all'interno della consuetudine. Mi ha affascinato.
    Intanto però sono innamorato ancora di Sylvie Guillem.

    "Sono Lauren ma sempre meno." Dirà alla fine.

    ".. e il ragno resta attaccato alla ragnatela agitata dal vento."

    http://www.youtube.com/watch?v=RTaFQlGJbWA

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/01/09/news/guillem_la_casta_dei_sindacati_sta_uccidendo_i_teatri-75473528/

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  • 0

    La storia di un abbandono troppo violento che scaturisce in Lauren, Body Artist, una reazione “forte”, nella vecchia casa che aveva affittato con il marito sulla costa. Una storia di fantasmi o di allucinazioni, la presenza del personaggio fuori dalle righe che abita le giornate della protagonist ...continue

    La storia di un abbandono troppo violento che scaturisce in Lauren, Body Artist, una reazione “forte”, nella vecchia casa che aveva affittato con il marito sulla costa. Una storia di fantasmi o di allucinazioni, la presenza del personaggio fuori dalle righe che abita le giornate della protagonista. Un romanzo che ha una potenza inaudita e che lascia senza fiato.

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  • 0

    "Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo – del proprio corpo, se non altro. C’è l’uomo immobile al centro di una galleria d’arte mentre un collega gli spara una serie di proiettili nel braccio.
    Questa è arte. C’è l’uomo coperto di tatuaggi che si è messo in testa una coron ...continue

    "Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo – del proprio corpo, se non altro. C’è l’uomo immobile al centro di una galleria d’arte mentre un collega gli spara una serie di proiettili nel braccio.
    Questa è arte. C’è l’uomo coperto di tatuaggi che si è messo in testa una corona di spine. Questa è arte.
    L’opera di Hartke non è sussiegosa o autodistruttiva. Hartke recita, e nel corso dello spettacolo si trasforma di continuo in un’altra o un altro, esplora identità profonde. C’è la donna che dipinge con la vagina. Questa è arte. Ci sono l’uomo e la donna nudi che si scagliano l’uno contro l’altra,
    ripetutamente, a velocità sempre maggiore. Questa è arte, sesso e aggressività. C’è l’uomo che indossa biancheria femminile insanguinata mentre si scopa una montagna di carne tritata. Questa è arte, sesso, aggressività, critica culturale e verità. C’è l’uomo che si pianta dei chiodi nel pene. Questa è semplice verità."

    Mah.

    http://alea-iactaest.blogspot.it/2014/03/body-art.html

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  • 3

    Stile impeccabile, ma al termine della lettura mi ha lasciato un gran senso di malessere. Da non leggere se si è giù di morale.

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  • 3

    Combattere il tempo.

    Ancora De Lillo, ma stavolta light. Light perché si parla di sole 102 pagine, in realtà poi come scrittura è il De Lillo classico, quello che conosciamo. L'ho scelto proprio per questo, primo perché volevo un libricino per spezzare dai soliti romanzi di 4/500 pagine, secondo perché volevo vedere ...continue

    Ancora De Lillo, ma stavolta light. Light perché si parla di sole 102 pagine, in realtà poi come scrittura è il De Lillo classico, quello che conosciamo. L'ho scelto proprio per questo, primo perché volevo un libricino per spezzare dai soliti romanzi di 4/500 pagine, secondo perché volevo vedere se il vecchio Don riusciva ad appassionarmi anche in poche pagine. La risposta a quest' ultimo punto è: abbastanza. La protagonista del libro è Lauren, una body artist che nel primo capitolo del libro vive con il marito Rey, un famoso regista. Nel capitolo successivo Rey si suicida in circostanze misteriose a casa della ex moglie mentre era lì per lavoro, Lauren riceve questa notizia e da qui parte la vera storia del libro. Lauren infatti vive in una grande casa nel Maine, lontano dal centro abitato. Quando riceve la notizia della morte di Rey decide di non spostarsi da questa casa, che diventerà poi il luogo principale del romanzo e qui comincerà a completare se stessa con un fantasma. Il fantasma in questione prenderà poi il nome di Mr. Tuttle (ex professore di Lauren) e le sembianze di un uomo piccolo, gracile e dalla carnagione chiara. Inizialmente Lauren crede che sia un estraneo entrato nella sua casa, ma lo accetta benevolmente, in seguito inizia a vedere nell'uomo prima dei suoi comportamenti, e poi dei comportamenti e delle frasi che riporta al marito defunto, comincia così a colmare il vuoto del marito con mister Tuttle. Tutto ciò diventa ancora più interessante nel penultimo capitolo, quanto scopriamo che Lauren è un eccellente body artist e riesce perfettamente a cambiare aspetto fisico e tono della voce, diventando completamente un'altra persona. In realtà il vero protagonista di questo piccolo libricino è il tempo, portatore di eventi. Lo vediamo statico all'interno della casa, le giornate non hanno ore, non c'è giorno e non c'è sera, gli unici riferimenti sono astratti e sono le riflessioni che fa De Lillo. Lauren cerca di arrestare il tempo, nega l'evento tragico e cerca di sostituirsi lei stessa (Mr. Tuttle) al compagno scomparso, cerca di autocompletarsi, andando a rimpiazzare lei stessa il marito che non c'è più. Cerca di fermare gli eventi, di fermare il tempo, fino alla fine, ma il tempo si sa, è inarrestabile. Un bel libro, un pò statico (è questo il motivo per cui è solo di 109 pagine, di più sarebbe stato forse noioso), che riesce comunque ad incuriosire fino all'ultima pagina, anche se credo che il vero De Lillo abbia bisogno di qualche pagina in più.

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  • 3

    Sperimentazione del corpo e dell'anima

    La performer Lauren Hartke,attraverso il suo corpo, riesce a fare le cose più incredibili. Interpretare una vecchia giapponese o un uomo, possedendone perfino le voci, ad esempio. Un libro che sicuramente è in grado di sorprendere il lettore,ma dal linguaggio complesso e artificioso. Sembra quasi ...continue

    La performer Lauren Hartke,attraverso il suo corpo, riesce a fare le cose più incredibili. Interpretare una vecchia giapponese o un uomo, possedendone perfino le voci, ad esempio. Un libro che sicuramente è in grado di sorprendere il lettore,ma dal linguaggio complesso e artificioso. Sembra quasi un linguaggio sperimentale, che non è affatto di immediata comprensione. Molti i punti in sospeso.

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  • 0

    76

    Il tempo è la sola narrazione che conta. Estende gli eventi e rende possibile la sofferenza e la fine della sofferenza, ci fa vedere la morte e ce la fa dimenticare.

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