The Body Artist

A Novel

By

Publisher: Scribner

3.4
(521)

Language: English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0743203968 | Isbn-13: 9780743203968 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description

For thirty years, since the publication of his first novel, Americana, Don DeLillo has lived in the skin of our times. He has found a voice for the forgotten souls who haunt the fringes of our culture and for its larger-than-life, real-life figures. His language is defiantly, radiantly American.

Now, to a new century, he has brought The Body Artist. In this spare, seductive novel, he inhabits the muted world of Lauren Hartke, an artist whose work defies the limits of the body. Lauren is living on a lonely coast in a rambling rented house, where she encounters a strange, ageless man, a man with uncanny knowledge of her own life. Together they begin a journey into the wilderness of time -- time, love, and human perception. The Body Artist is a haunting, beautiful, and profoundly moving novel from one of the finest writers of our time.

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  • 5

    "Lei aveva ancora la bocca piegata dall'esperienza di condividere la vita sconosciuta di chiunque avesse maneggiato quel cibo, o da una realtà molto più strana e labirintica, il passaggio intimo del c ...continue

    "Lei aveva ancora la bocca piegata dall'esperienza di condividere la vita sconosciuta di chiunque avesse maneggiato quel cibo, o da una realtà molto più strana e labirintica, il passaggio intimo del capello da una persona all'altra e in qualche modo da una bocca all'altra nel corso di anni e anni, attraverso città e malattie e cibo poco pulito e letali liquidi corporei. [...]
    Il giornale della domenica è composto da varie parti e bisogna separarle e sceglierne una, e ci sono infinite identiche righe stampate e persone che vivono dentro le parole[...] e ci sono persone che vengono torturate all'altra estremità della terra, persone che parlano un'altra lingua, e intrattieni con loro conversazioni più o meno incontrollate fino a quando non ti rendi conto di farlo e allora smetti, e vedi quello che hai davanti in quel momento, tipo un bicchiere semipieno di succo d'arancia nella mano di tuo marito."

    said on 

  • 4

    pain art

    Rey e Lauren sono sposati da poco quando lui si uccide
    restano i pochi ricordi e il lavoro di scarnificazione che lei è solita fare prima di produrre una performance col suo corpo...il fantasma di que ...continue

    Rey e Lauren sono sposati da poco quando lui si uccide
    restano i pochi ricordi e il lavoro di scarnificazione che lei è solita fare prima di produrre una performance col suo corpo...il fantasma di quel che è stato o di quel che sarà si aggira tra le stanze della casa isolata in cui lei si rifugia...è un fantasma proiettivo, come la quasi totalità di quelli di cui si scrive di solito...e parla solo con parole già dette e solamente con la voce di chi le ha pronunciate...

    said on 

  • 3

    Scarno e conturbante

    Questo piccolo romanzo, poco conosciuto rispetto ad altre opere di DeLillo, è un racconto scarno e conturbante sulla surreale ma intimamente consapevole elaborazione di un lutto tra arte e ricordo, tr ...continue

    Questo piccolo romanzo, poco conosciuto rispetto ad altre opere di DeLillo, è un racconto scarno e conturbante sulla surreale ma intimamente consapevole elaborazione di un lutto tra arte e ricordo, tra immaginazione e realtà. Ancora una volta, DeLillo si rivela maestro della riflessione del tempo con il suo inconfondibile linguaggio che viviseziona il reale e le emozioni

    said on 

  • 4

    sfuggire al proprio corpo come se si sfuggisse dalla tela di un ragno.

    DeLillo ci fa immergere in un mondo in cui tutto è registrato in modo opprimente e allucinante. Dilantando al massimo i tempi e gli episodi il lettore viene imprigionato nel racconto fin quasi a soffo ...continue

    DeLillo ci fa immergere in un mondo in cui tutto è registrato in modo opprimente e allucinante. Dilantando al massimo i tempi e gli episodi il lettore viene imprigionato nel racconto fin quasi a soffocarlo.
    In tutto il racconto c'è sempre la sensazione che ci sia qualcosa che ci stia sfuggendo dalle mani e che vorremmo capire, ma proprio perché si tratta di un dolore così intenso e personale non è totalmente comprensibile per il lettore. E quel dolore rimane appeso, come la ragnatela dell'incipit a cui anche noi ci attacchiamo per cercare di comprendere. Allo stesso tempo anche noi come Lauren dobbiamo fare i conti con i nostri fantasmi, con il nostro dolore senza tempo.
    Ecco che l'unica cosa che cambia è proprio il nostro corpo, ferito e reso irriconoscibile dal tempo dilatato della nostra mente. E il dolore resta, ci invade, distruggendoci l'anima e il corpo e noi non possiamo far altro che scappare dalla tela tessuta dal ragno.

    said on 

  • 4

    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Re ...continue

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Rey Robles 64 anni, un regista e poeta dei luoghi solitari, lei Lauren Hartke, 36, una bodyartist, in una casa sperduta col mare davanti, in affitto per sei mesi.
    De Lillo scrive del niente nel capitolo iniziale ma lo fa in modo fastoso con la sua prosa: Un mattino, la colazione tra loro due, prima che lui parta per New York. Ti rallenta portandoti giu, dentro questa minimalia che in genere sfugge, ed è come la promessa di un seme sepolto.
    A New York va nella casa dell'ex moglie e si spara.
    La storia prosegue raccontando gli effetti collaterali della perdita. Ma DeLillo lo fa come volesse sempre farti perdere il punto, secondo me, interessato più ai silenzi, in giornate come un ronzio privo di tono, alle omissioni delle parole, per farne un elegante pezzo di origami.Le pieghe della carta, come un tempo pieghevole, dentro prende forma un organismo e devi esser tu a dargli vita. Lo afferri alle estremità, le tiri e lui apre le ali.
    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."
    Lui muore. Lei pensava a quei giorni come ai primi giorni dopo. Durante i primi giorni dopo rifornì la dispensa e spruzzò disinfettante sulle piastrelle del bagno.
    "Si sentiva a casa in quel posto e i giorni correvano via con la loro piccola, ipnotica routine, giorni caratterizzati da un rollio simultaneo, privi di centro, a volte interrotti da spazi vuoti, giorni che passavano con tanta lentezza da far male."
    [--]
    "Durante i primi giorni dopo, mangiò un mollusco infernale e passò alcune ore a correre in bagno. Ma se non altro il mollusco le aveva restituito il corpo. Non c'è niente come una diarrea furibonda, pensò, per fare di corpo e mente una cosa sola."
    Fa ridere se si pensa che, questo è il primo accenno che fa al bodyArt del titolo. Io poi, non l'ho neanche capita bene questa relazione tra corpo e anima di cui si doveva parlare nel racconto. E cosi lo rileggo, ritrovo le sottolineature, cerco le connessioni. Poi nella testa non faccio altro che immaginarmi la protagonista come fosse Sylvie Guillem ( http://it.wikipedia.org/wiki/Sylvie_Guillem ). E cosi mi sono innamorato ancora di questa Sylvie Guillem, come ancora tempo fa, ma mi era passato credevo e invece no.

    Questo è il mio preferito e, credo descriva un pò anche il racconto di DeLillo. (Non so come mai i link di you tube non prendono l'accesso diretto qua)

    http://www.youtube.com/watch?v=PapxE1xTWM0

    http://vimeo.com/19464795

    Allora, lei si ritrova sola e deve riorganizzarsi la vita attorno ad un vuoto. La presenza del morto aleggia nella casa, lei comincia a fare esercizi di respirazione: lavorava a partire dalla spina dorsale verso l'esterno, spostandosi a quattro zampe sul pavimento, tirava fuori la lingua e ansimava e con precisione sperimentava dentro le ossa separate dai dischi che facevano rat-a- tat giù lungo la schiena. E io sempre la ad immaginarmi Sylvie Guillem.
    Poi la scoperta di una strana presenza che, secondo lei era Rey, il suo compagno morto.
    "Lo trovò il giorno dopo. [...] Era piuttosto piccolo e sottile da principio e lo scambiò per un bambino, dai capelli color sabbia, appena sveglio dopo un sonno profondo, o forse sotto l’effetto di qualche farmaco."
    Questo fatto poi che questa inspiegabile presenza che ripete frammenti di conversazione di Rey, con la sua stessa voce, i gesti, la manda di matto. Neanche alla fine si saprà se questo Mr Tuttle, l'intruso, questo squatter metafisico, era un'allucinazione o che. Uno che sperimenta un altro tipo di realtà, che non condivide lo stesso concetto di tempo, linguaggio, spazio e ne è emotivamente sconvolto. Un uomo che ricorda il futuro. Hartke ha a che fare con queste cose. Non c'è una trama e DeLillo adotta l'ambiguità, non da risposte però ti da il modo di vagolare con i tuoi pensieri sulle questioni che vagheggia. In questo senso i pensieri si fanno danza, con un linguaggio che non contempla le parole, che puoi interpretare soggettivamente penso. La solitudine che ho sentito nel leggerlo è come quel: " Gli prese la faccia tra le mani, guardandolo fisso. Cos'aveva significato quel gesto la prima volta, la prima volta che una creatura pensante aveva guardato negli occhi, in profondità un'altra creatura? C'erano volute centinaia di migliaia di anni perchè questo accadesse, c'era stata la prima cosa che avevano fatto gli esseri umani, un'esperienza trascendentale, la cosa che gli aveva resi superiori..lo sguardo che dimostra la solitudine della nostra anima."

    Uno dei dettagli di questa solitudine dai tratti maniacali era quando Lauren si metteva davanti al pc e si collegava per ore e ore con una webcam che trasmetteva immagini dal bordo di una strada in Finlandia, a Korka e, i tempi morti quando non passavano auto le piaceva piu di ogni cosa. " Immaginò la possibilità che qualcuno si masturbasse davanti a quell'immagine. "
    L'ho cercata quella webcam in rete. Ne ho trovato una a Korka, Finlandia. Mandava immagini di quella strada, ogni due tre secondi però, in diretta. Che sensazione strana guardare la stessa strada, lo stesso punto di ripresa della webcam che guardava Lauren nelle sue notti.

    Verso la fine il capitolo "Body art in extremis: lenta, scarna e dolorosa." Il capitolo lo firma Mariella Chapman, una ex compagna di università. La descrizione dello spettacolo è la sua. "Lauren Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo...ha abitato i corpi di adolescenti, predicatori fondamentalisti, di una donna ultracentenaria che viveva di yogurt , e anche di un uomo incinto. La sua arte è oscura, lenta, difficile, a volte tormentosa. Un tormento che a che fare con me e con voi. Ha a che fare con chi siamo quando non stiamo recitando chi siamo."
    Ho cercato di assorbire questa sensazione di lei che tenta di liberarsi del suo corpo, ma non l'ho avvertita come empatia, mi sfuggiva questo tentativo di morte irrisolta. A parte questo, la tecnica di DeLillo l'ho trovata piacevolmente spiazzante, come certi video di Bill Viola, cosi carica di evocazioni e di inaspettato all'interno della consuetudine. Mi ha affascinato.
    Intanto però sono innamorato ancora di Sylvie Guillem.

    "Sono Lauren ma sempre meno." Dirà alla fine.

    ".. e il ragno resta attaccato alla ragnatela agitata dal vento."

    http://www.youtube.com/watch?v=RTaFQlGJbWA

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/01/09/news/guillem_la_casta_dei_sindacati_sta_uccidendo_i_teatri-75473528/

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    La storia di un abbandono troppo violento che scaturisce in Lauren, Body Artist, una reazione “forte”, nella vecchia casa che aveva affittato con il marito sulla costa. Una storia di fantasmi o di all ...continue

    La storia di un abbandono troppo violento che scaturisce in Lauren, Body Artist, una reazione “forte”, nella vecchia casa che aveva affittato con il marito sulla costa. Una storia di fantasmi o di allucinazioni, la presenza del personaggio fuori dalle righe che abita le giornate della protagonista. Un romanzo che ha una potenza inaudita e che lascia senza fiato.

    said on 

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    "Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo – del proprio corpo, se non altro. C’è l’uomo immobile al centro di una galleria d’arte mentre un collega gli spara una serie di proiettili n ...continue

    "Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo – del proprio corpo, se non altro. C’è l’uomo immobile al centro di una galleria d’arte mentre un collega gli spara una serie di proiettili nel braccio.
    Questa è arte. C’è l’uomo coperto di tatuaggi che si è messo in testa una corona di spine. Questa è arte.
    L’opera di Hartke non è sussiegosa o autodistruttiva. Hartke recita, e nel corso dello spettacolo si trasforma di continuo in un’altra o un altro, esplora identità profonde. C’è la donna che dipinge con la vagina. Questa è arte. Ci sono l’uomo e la donna nudi che si scagliano l’uno contro l’altra,
    ripetutamente, a velocità sempre maggiore. Questa è arte, sesso e aggressività. C’è l’uomo che indossa biancheria femminile insanguinata mentre si scopa una montagna di carne tritata. Questa è arte, sesso, aggressività, critica culturale e verità. C’è l’uomo che si pianta dei chiodi nel pene. Questa è semplice verità."

    Mah.

    http://alea-iactaest.blogspot.it/2014/03/body-art.html

    said on 

  • 3

    Stile impeccabile, ma al termine della lettura mi ha lasciato un gran senso di malessere. Da non leggere se si è giù di morale.

    said on 

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