The Bottoms

By

Publisher: Mysterious Press

4.1
(2108)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 0446677922 | Isbn-13: 9780446677929 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Unbound , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
When young Harry Collins discovers a black womans body, mutilated and bound to a tree with barbed wire, he unleashes a storm of dread. With his younger sister, they fix their suspicions on the legendary horror called the Goat Man who, the locals say, lurks beneath the swinging bridge that crosses the Sabine River. More real than any child could ever imagine, the creature holds the key to a string of brutal and confounding murders and a chilling truth scarcely glimpsed beyond the thick woods and tornado-ripe skies.
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  • 5

    Gran bel libro. La storia vista dagli occhi di un bambino (per la verità piuttosto maturo) della famiglia che affronta la Depressione degli anni 30 nel Texas orientale ancora in piena discriminazione ...continue

    Gran bel libro. La storia vista dagli occhi di un bambino (per la verità piuttosto maturo) della famiglia che affronta la Depressione degli anni 30 nel Texas orientale ancora in piena discriminazione razziale.
    Ho apprezzato molto le capacità descrittive, specialmente della povertà, descritta con molto realismo e senza inutili (facili) pietismi. La trama si incentra su una sorta di giallo, ma secondo me è solo un pretesto per raccontare le persone.

    said on 

  • 5

    Profondo sud americano, un momento nel tempo sospeso tra un passato la cui distanza è difficile da misurare e il presente. Due ragazzini, fratello e sorella, crescono spensierati e quasi selvaggi, ign ...continue

    Profondo sud americano, un momento nel tempo sospeso tra un passato la cui distanza è difficile da misurare e il presente. Due ragazzini, fratello e sorella, crescono spensierati e quasi selvaggi, ignari che il mondo è un posto malvagio e che le creature spaventose delle quali favoleggiano le vecchie donne di colore possono essere fin troppo reali, fino al giorno in cui, durante una delle loro scorribande, scoprono un cadavere di donna, torturato in modo orrendo. La ricerca del colpevole di questa, e di altre morti orrende, li condurrà a scavare in tutte le miserie dell'animo umano, dal razzismo fino all'incapacità del loro padre di sostenere il senso di colpa e a scoprire che il male assoluto può avere il viso amabile di qualcuno che conosciamo da sempre.
    Come sempre Lansdale ci offre un magnifico romanzo di formazione, capace di far sentire al lettore le voci dei protagonisti, soprattutto di quelli a cui la comunità la voce la toglie, o cerca di toglierla.
    Da leggere senza far troppo caso ai congiuntivi.

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  • 0

    Il buio oltre la palude e altre novelle

    Non mi va troppo di girare intorno a un concetto fondamentale, quindi lo spiattello subito: Lansdale è un grandissimo, scrive come iddio comanda, ti trascina dentro le sue storie ed è pure divertente; ...continue

    Non mi va troppo di girare intorno a un concetto fondamentale, quindi lo spiattello subito: Lansdale è un grandissimo, scrive come iddio comanda, ti trascina dentro le sue storie ed è pure divertente; la sua letteratura ha in sé l'intrattenimento, la prosa affilata e americanissima come dev'essere e un insegnamento di fondo, un messaggio che si può definire politico, che di solito non manca mai in una narrazione di genere che si rispetti (che si tratti di libro, film o fumetto poco importa). Insomma, un simpaticone texano a cui non si può non volere un sacco di bene; anche se scrive troppo ed è impossibile stargli dietro: e magari non tutte le sue ciambelle sono uscite col buco, ecco. Ma per ora a me è sempre andata di lusso, e anche con "In fondo alla palude" è successo lo stesso.

    Allora. Un vecchio con un piede nella fossa, da un ospizio, ci racconta di quando era bambino, della sua avventura nell'America razzista dei primi anni Trenta. In breve: in Texas ci sono degli efferati omicidi a sfondo sessuale: dei femminicidi, diremmo oggi. Il piccolo protagonista, che poi sarebbe il vecchio di cui sopra, è coinvolto nelle indagini: un po' perché è uno ganzo e si fa un sacco di domande; un po' perché il padre si occupa dell'ordine locale, oltre a coltivare la terra e a fare il barbiere.
    Insomma, tutti hanno un tizio da accusare, ed è ovvio che la comunità tenda ad accusare i neri. Per fortuna, il padre del giovine Harry, benché poco istruito, è uomo di larghe vedute: per lui neri e bianchi sono sullo stesso piano. Cosa non da poco, nel Texas di quegli anni. Ma anche nel Texas di oggi, mi sa.
    E dunque: chi è l'artefice di tutto questo casino? chi è il pervertito trucida-donne? Lo scopriremo solo leggendo.

    Con una trama un po' così, con personaggi un po' così, che espressione possiamo fare, noi che abbiamo letto Harper Lee? Nessuna espressione: semplicemente constatare l'omaggio di del buon Joe R. al "Buio oltre la siepe", influenza innegabile per questo bel romanzo, condito pure da certi passaggi kinghiani (Stand by me? boh) e - OVVIO! - lansdaliani.

    Quello che penso di Lansdale e del suo lavoro l'ho già scritto lì sopra. E si applica alla perfezione anche a "In fondo alla palude", che ho letto nella traduzione di Francesco Salvi, cosa che ha destato la mia ilarità quando ho scoperto che trattasi di QUEL Francesco Salvi, che anni fa ho avuto modo di incontrare e conoscere. Una delle persone più fuori di testa che mi sia mai capitato d'incontrare. E allora me lo sono immaginato al computer, con i vocabolari, col testo inglese di Lansdale, mentre traduceva: ad ogni frase difficile, una faccia di culo diversa del Salvi. Che poi, io non me ne intendo, ma ha anche fatto un lavoro dignitoso, per me.
    Scusate, adesso vado che c'ho da spostare una macchina.

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  • 5

    PER FORTUNA CHE LANSDALE C’É

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunni ...continue

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunningham, “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, faticando a tenere la dovuta attenzione (leggo con il Text-To-Speech, che certo non facilita le cose), temevo di essere diventato improvvisamente distratto, ma è bastato leggere il racconto di Lansdale “Deadman’s road” per riacquistare la dovuta fiducia nelle mie capacità di concentrazione. Mi sono quindi rivolto a un’opera di Lansdale più corposa, come “In fondo alla palude” e per fortuna ho ritrovato totalmente sia la mia attenzione, che il mio amore per la lettura.
    Lansdale è decisamente uno che sa scrivere!
    Se nei primi due romanzi citati la maggior debolezza era la fragilità (o assenza) della trama, Lansdale, invece, ne costruisce una solida e concreta che tiene il lettore avvinto alle pagine. La concretezza è anzi il massimo pregio di questo romanzo, anche se dietro ai delitti di un serial killer che ammazza le donne, le lega e le getta nel fiume, si aggira lo spettro di un presunto Uomo Capra. Un tocco di magia non guasta. Il punto di vista è quello di un bambino, cosa che ne fa un grande romanzo di crescita e iniziazione e da spazio alle paure, avvicinandolo ai migliori lavori di Stephen King. La concretezza la ritroviamo anche nell’ambientazione, sempre vivida ed efficace. Il mistero è fitto, ma non c’è il classico difetto di “lontananza” dei romanzi gialli: l’investigatore è fortemente coinvolto, il figlio dell’agente (l’io narrante) lo è ancora di più e si rivela il vero detective della storia nonostante i suoi dodici anni. Il contesto è un ambiente ristretto in cui tutti conoscono tutti. Si intrecciano amicizie vive e morte, amori antichi e nuovi. Oltre al grande cattivo misterioso, Uomo Capra o serial killer che sia, non mancano tanti piccoli uomini deboli o malvagi o entrambi. Insomma, ci sono molti degli ingredienti che ho più volte indicato come fondamentali per fare un buon romanzo.

    Joe R. Lansdale si era già guadagnato le primissime posizioni tra i miei autori preferiti con la lettura di “Acqua buia”. I suoi primi romanzi da me letti sono stati quelli della trilogia “La notte del Drive-in” (1988, 1989), che mi avevano incuriosito, anche se erano forse troppo esagerati nella loro assurdità pulp.
    “Cielo di sabbia” (2011), letto in seguito, mi è parso un bel romanzo, capace di reggere il ritmo, con una storia ben costruita e affascinante. Incuriosito, ho letto, quasi subito dopo aver finito il precedente, “Acqua buia” (2012), che si è rivelato persino più intenso e coinvolgente. Sebbene privo degli elementi fantastici che caratterizzano la scrittura di Stephen King, questa storia mi è parsa molto vicina ai registri narrativi del Re del thriller, con una trama intensa se non intensissima (grande pregio), priva, direi del tutto, di cali di tensione narrativa, senza neanche una pagina inutile (dote rarissima), con personaggi che si fanno ricordare (anche qui come in molte opere di King, molto giovani), e un’ambientazione interessante.
    Che cosa rende gradevole la lettura di un romanzo di Joe Richard Harold Lansdale? Leggendo “La foresta” mi era parso potesse essere la capacità di creare personaggi al limite del plausibile, metafore al limite dell’esagerato e situazioni oltre il comune. In “La foresta” non siamo ai toni assurdi del pulp “Notte al Drive-In” ma piuttosto dalle parti di altri romanzi di Lansdale come “Acqua buia” e “Cielo di sabbia”. In tutti si descrive un’America di provincia che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy. Insomma, Lansdale riesce a spaziare dal realismo fantastico al pulp surreale, mantenendo la medesima concretezza narrativa e forza descrittiva. Riesce a condire con un po’ di magia storie crude e vere.
    In molti suoi romanzi siamo negli anni dell’avvento dell’automobile, eppure l’aria che respiriamo è ancora quella del vecchio selvaggio west.
    Leggendo “In fondo alla palude”, ambientato negli anni Trenta del Ventesimo secolo, scopro ancora qualcosa di nuovo di questo autore: la sua capacità di denuncia sociale che si unisce alla sua abilità nel descrivere una provincia americana violenta e razzista, che già avevo intuito in altri romanzi. Pare di leggere “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee. Solo che il romanzo di Lee era del 1960 e questo di Lansdale del 2000. Questo di Lansdale è molto più appassionante, fantasioso e meglio scritto, anche se denunciare il razzismo nel 2000 è cosa ben diversa che farlo nel 1960. Diciamo che “In fondo alla palude” probabilmente è in debito con “Il buio oltre la siepe”, ma questo debito l’ha reso con gli interessi.

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  • 4

    Io non so come fare senza Lansdale. Per dire, di Andrea De Carlo posso farne a meno, ma di Lansdale difficilmente potrei. Infatti di Andrea De Carlo ne faccio a meno, mentre adesso mi faccio una docci ...continue

    Io non so come fare senza Lansdale. Per dire, di Andrea De Carlo posso farne a meno, ma di Lansdale difficilmente potrei. Infatti di Andrea De Carlo ne faccio a meno, mentre adesso mi faccio una doccia, mi metto una maglietta pulita e vado in libreria a comprarmi un altro Lansdale. Anche se poi mi constringerò a centellinare, perché altrimenti finisco troppo presto i suoi libri e allora sì, mi toccherà prendere in mano Andrea De Carlo.

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  • 5

    "In fondo alla palude" di Joe R. Lansdale

    The Bottoms, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002 con il titolo Sotto gli occhi dell'alligatore per la collana Il Giallo Mondadori, è il romanzo con il quale Joe R. Lansdale ha vinto il pr ...continue

    The Bottoms, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002 con il titolo Sotto gli occhi dell'alligatore per la collana Il Giallo Mondadori, è il romanzo con il quale Joe R. Lansdale ha vinto il premio Edgar Award nel 2001.

    Successivamente, nel 2005, la Fanucci lo ha pubblicato come In fondo alla palude, sempre tradotto da Francesco Salvi, e, nel 2010, la casa editrice ha affidato a Luca una nuova traduzione a cura di Luca Conti, edita nella collana Ventesima, Fanucci.

    La palude, cui allude il titolo, è una di quelle che infestavano il Texas orientale, prima che l'urbanizzazione sconvolgesse la natura e tutto fosse ricoperto d'asfalto.
    Chi ce lo racconta, è un anziano, Harry, costretto pressoché all'immobilità in una casa di riposo, il quale ripercorre due anni della propria vita, il biennio 1933-'34, periodo della Grande Depressione americana, durante il quale fatti eccezionali contribuirono alla sua iniziazione alla vita di adulto.

    Adesso che sono qua nel letto di questa casa di riposo, rivedo quelle navi che veleggiavano così belle e delicate lungo il fiume fiancheggiato da alberi grandi e bellissimi, proiettando le loro ombre sulla superficie dell'acqua, e mi piacerebbe essere là, o di essere abbastanza piccolo da stare dentro una di quelle navi-foglia e scivolare via.Ma tutti quegli alberi bellissimi sono scomparsi, tagliati, soffocati dal cemento di parcheggi e stazioni di servizio, case e antenne paraboliche.
    L'espediente della distanza temporale dagli eventi narrati, permette a Lansdale, attraverso i ricordi di un uomo ormai prossimo a lasciare questo mondo, di guidare il lettore in quella piccola comunità rurale ove si svolge l'azione, Marvel Creek, vista con gli occhi dello stesso protagonista dodicenne.
    Un'altra cosa diversa a quei tempi era che imparavi a conoscere cose come la morte quand'eri ancora molto giovane. Non c'era niente da fare. Si cresceva ammazzando galline e maiali, cacciando e pescando, perciò te la trovavi sempre davanti agli occhi, come in questo caso. E penso che noi avevamo più rispetto verso la vita di quanto molta gente dimostri di averne oggi, e non potevamo tollerare le sofferenze inutili.
    In questo modo, il lettore sa qualcosa in più rispetto al ragazzino, non perché ci venga svelato chissà che, ma perché vede attraverso lo sguardo di chi ha vissuto un'intera esistenza, ovvero lo stesso Harry ormai anziano.
    Così, tanti piccoli particolari che al giovane Harry sembrano insignificanti, al lettore mettono dubbi, lo fanno riflettere: dalle manie e ottusità, alle abitudini quotidiane, al razzismo strisciante, alle leggende locali. Con pochissime pennellate, Lansdale ricostruisce un mondo intero, quello della piccola cittadina e dei suoi abitanti, che sono nettamente distinti in bianchi e negri. Il razzismo è la grande tematica di questo romanzo.
    [...]
    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/05/libro-in-fondo-alla-palude-di-joe-r.html

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  • 2

    Texas, anni Trenta. Il dodicenne Harry e la sorellina Tomasine crescono sereni coi genitori e il cane Toby in una casa al confine coi grandi boschi vicino al fiume.
    Un giorno, mentre hanno il gravoso ...continue

    Texas, anni Trenta. Il dodicenne Harry e la sorellina Tomasine crescono sereni coi genitori e il cane Toby in una casa al confine coi grandi boschi vicino al fiume.
    Un giorno, mentre hanno il gravoso incarico di porre fine alla sofferenze del cane gravemente ferito, fanno una macabra scoperta vicino alla palude e si imbattono nel cadavere martoriato di una donna di colore legata ad un albero e torturata a morte.
    I fratelli scappano e intravedono tra gli alberi una figura minacciosa, che si aggira dalle parti del Ponte che Balla: il leggendario Uomo-Capra.
    Altri cadaveri seguono il primo e Harry accompagna il padre, che oltre che il barbiere fa anche lo sceriffo part time, nelle indagini sull’omicidio, che solleveranno la questione della difficile convivenza tra bianchi e neri.
    Come nella migliore letteratura, a metà strada tra Stand by me di Stephen King e Tom Sawyer di Twain, l'avventura che vivranno, tra paludi piene di fango e torrenti da dove affiorano serpenti d’acqua, li farà diventare grandi dopo un faccia a faccia mozzafiato con la paura e l'incontro con la crudeltà e la ferocia li farà uscire dall'infanzia e li preparerà ad affrontare le difficoltà che li attendono nell'età adulta.

    said on 

  • 4

    Un romanzo giallo, misterioso, ambientato in un Texas orientale nei primi anni ’30 del 900, gli anni della grande depressione, della siccità e delle migrazioni interne degli Stati Uniti; un anziano in ...continue

    Un romanzo giallo, misterioso, ambientato in un Texas orientale nei primi anni ’30 del 900, gli anni della grande depressione, della siccità e delle migrazioni interne degli Stati Uniti; un anziano in un ospizio, malato nel fisico, ma soprattutto nell’anima, ricorda la sua infanzia e i fatti terribili accaduti a lui e alla sua famiglia. Una serie di efferati delitti, donne di colore seviziate e uccise col medesimo rituale e ritrovate nelle paludi che circondano il paesino dove Harry vive con la sorellina e i genitori. Toccherà a suo padre, unico agente della zona , svolgere l’indagine, ma ciò comporterà una lotta impari con gli abitanti prevalentemente bianchi e membri del famigerato Ku Klux Klan.
    Le conseguenze saranno dolorose per lui, per la sua famiglia e per alcuni loro amici “negri”.
    Non è il solito thriller , l’autore descrive un ambiente, un modo di vivere e una mentalità che sono tipici di un’America bigotta e razzista, che è pronta ad impiccare e linciare il primo nero che sospetta e anche chi si espone a difenderlo. L’ho trovato attuale, si legge d’un fiato e …non dirò altro per non togliervi il piacere di questa lettura.

    said on 

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