The Bottoms

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Publisher: Mysterious Press

4.1
(2096)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 0446677922 | Isbn-13: 9780446677929 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Unbound , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
When young Harry Collins discovers a black womans body, mutilated and bound to a tree with barbed wire, he unleashes a storm of dread. With his younger sister, they fix their suspicions on the legendary horror called the Goat Man who, the locals say, lurks beneath the swinging bridge that crosses the Sabine River. More real than any child could ever imagine, the creature holds the key to a string of brutal and confounding murders and a chilling truth scarcely glimpsed beyond the thick woods and tornado-ripe skies.
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  • 5

    PER FORTUNA CHE LANSDALE C’É

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunni ...continue

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunningham, “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, faticando a tenere la dovuta attenzione (leggo con il Text-To-Speech, che certo non facilita le cose), temevo di essere diventato improvvisamente distratto, ma è bastato leggere il racconto di Lansdale “Deadman’s road” per riacquistare la dovuta fiducia nelle mie capacità di concentrazione. Mi sono quindi rivolto a un’opera di Lansdale più corposa, come “In fondo alla palude” e per fortuna ho ritrovato totalmente sia la mia attenzione, che il mio amore per la lettura.
    Lansdale è decisamente uno che sa scrivere!
    Se nei primi due romanzi citati la maggior debolezza era la fragilità (o assenza) della trama, Lansdale, invece, ne costruisce una solida e concreta che tiene il lettore avvinto alle pagine. La concretezza è anzi il massimo pregio di questo romanzo, anche se dietro ai delitti di un serial killer che ammazza le donne, le lega e le getta nel fiume, si aggira lo spettro di un presunto Uomo Capra. Un tocco di magia non guasta. Il punto di vista è quello di un bambino, cosa che ne fa un grande romanzo di crescita e iniziazione e da spazio alle paure, avvicinandolo ai migliori lavori di Stephen King. La concretezza la ritroviamo anche nell’ambientazione, sempre vivida ed efficace. Il mistero è fitto, ma non c’è il classico difetto di “lontananza” dei romanzi gialli: l’investigatore è fortemente coinvolto, il figlio dell’agente (l’io narrante) lo è ancora di più e si rivela il vero detective della storia nonostante i suoi dodici anni. Il contesto è un ambiente ristretto in cui tutti conoscono tutti. Si intrecciano amicizie vive e morte, amori antichi e nuovi. Oltre al grande cattivo misterioso, Uomo Capra o serial killer che sia, non mancano tanti piccoli uomini deboli o malvagi o entrambi. Insomma, ci sono molti degli ingredienti che ho più volte indicato come fondamentali per fare un buon romanzo.

    Joe R. Lansdale si era già guadagnato le primissime posizioni tra i miei autori preferiti con la lettura di “Acqua buia”. I suoi primi romanzi da me letti sono stati quelli della trilogia “La notte del Drive-in” (1988, 1989), che mi avevano incuriosito, anche se erano forse troppo esagerati nella loro assurdità pulp.
    “Cielo di sabbia” (2011), letto in seguito, mi è parso un bel romanzo, capace di reggere il ritmo, con una storia ben costruita e affascinante. Incuriosito, ho letto, quasi subito dopo aver finito il precedente, “Acqua buia” (2012), che si è rivelato persino più intenso e coinvolgente. Sebbene privo degli elementi fantastici che caratterizzano la scrittura di Stephen King, questa storia mi è parsa molto vicina ai registri narrativi del Re del thriller, con una trama intensa se non intensissima (grande pregio), priva, direi del tutto, di cali di tensione narrativa, senza neanche una pagina inutile (dote rarissima), con personaggi che si fanno ricordare (anche qui come in molte opere di King, molto giovani), e un’ambientazione interessante.
    Che cosa rende gradevole la lettura di un romanzo di Joe Richard Harold Lansdale? Leggendo “La foresta” mi era parso potesse essere la capacità di creare personaggi al limite del plausibile, metafore al limite dell’esagerato e situazioni oltre il comune. In “La foresta” non siamo ai toni assurdi del pulp “Notte al Drive-In” ma piuttosto dalle parti di altri romanzi di Lansdale come “Acqua buia” e “Cielo di sabbia”. In tutti si descrive un’America di provincia che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy. Insomma, Lansdale riesce a spaziare dal realismo fantastico al pulp surreale, mantenendo la medesima concretezza narrativa e forza descrittiva. Riesce a condire con un po’ di magia storie crude e vere.
    In molti suoi romanzi siamo negli anni dell’avvento dell’automobile, eppure l’aria che respiriamo è ancora quella del vecchio selvaggio west.
    Leggendo “In fondo alla palude”, ambientato negli anni Trenta del Ventesimo secolo, scopro ancora qualcosa di nuovo di questo autore: la sua capacità di denuncia sociale che si unisce alla sua abilità nel descrivere una provincia americana violenta e razzista, che già avevo intuito in altri romanzi. Pare di leggere “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee. Solo che il romanzo di Lee era del 1960 e questo di Lansdale del 2000. Questo di Lansdale è molto più appassionante, fantasioso e meglio scritto, anche se denunciare il razzismo nel 2000 è cosa ben diversa che farlo nel 1960. Diciamo che “In fondo alla palude” probabilmente è in debito con “Il buio oltre la siepe”, ma questo debito l’ha reso con gli interessi.

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  • 4

    Io non so come fare senza Lansdale. Per dire, di Andrea De Carlo posso farne a meno, ma di Lansdale difficilmente potrei. Infatti di Andrea De Carlo ne faccio a meno, mentre adesso mi faccio una docci ...continue

    Io non so come fare senza Lansdale. Per dire, di Andrea De Carlo posso farne a meno, ma di Lansdale difficilmente potrei. Infatti di Andrea De Carlo ne faccio a meno, mentre adesso mi faccio una doccia, mi metto una maglietta pulita e vado in libreria a comprarmi un altro Lansdale. Anche se poi mi constringerò a centellinare, perché altrimenti finisco troppo presto i suoi libri e allora sì, mi toccherà prendere in mano Andrea De Carlo.

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  • 5

    "In fondo alla palude" di Joe R. Lansdale

    The Bottoms, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002 con il titolo Sotto gli occhi dell'alligatore per la collana Il Giallo Mondadori, è il romanzo con il quale Joe R. Lansdale ha vinto il pr ...continue

    The Bottoms, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002 con il titolo Sotto gli occhi dell'alligatore per la collana Il Giallo Mondadori, è il romanzo con il quale Joe R. Lansdale ha vinto il premio Edgar Award nel 2001.

    Successivamente, nel 2005, la Fanucci lo ha pubblicato come In fondo alla palude, sempre tradotto da Francesco Salvi, e, nel 2010, la casa editrice ha affidato a Luca una nuova traduzione a cura di Luca Conti, edita nella collana Ventesima, Fanucci.

    La palude, cui allude il titolo, è una di quelle che infestavano il Texas orientale, prima che l'urbanizzazione sconvolgesse la natura e tutto fosse ricoperto d'asfalto.
    Chi ce lo racconta, è un anziano, Harry, costretto pressoché all'immobilità in una casa di riposo, il quale ripercorre due anni della propria vita, il biennio 1933-'34, periodo della Grande Depressione americana, durante il quale fatti eccezionali contribuirono alla sua iniziazione alla vita di adulto.

    Adesso che sono qua nel letto di questa casa di riposo, rivedo quelle navi che veleggiavano così belle e delicate lungo il fiume fiancheggiato da alberi grandi e bellissimi, proiettando le loro ombre sulla superficie dell'acqua, e mi piacerebbe essere là, o di essere abbastanza piccolo da stare dentro una di quelle navi-foglia e scivolare via.Ma tutti quegli alberi bellissimi sono scomparsi, tagliati, soffocati dal cemento di parcheggi e stazioni di servizio, case e antenne paraboliche.
    L'espediente della distanza temporale dagli eventi narrati, permette a Lansdale, attraverso i ricordi di un uomo ormai prossimo a lasciare questo mondo, di guidare il lettore in quella piccola comunità rurale ove si svolge l'azione, Marvel Creek, vista con gli occhi dello stesso protagonista dodicenne.
    Un'altra cosa diversa a quei tempi era che imparavi a conoscere cose come la morte quand'eri ancora molto giovane. Non c'era niente da fare. Si cresceva ammazzando galline e maiali, cacciando e pescando, perciò te la trovavi sempre davanti agli occhi, come in questo caso. E penso che noi avevamo più rispetto verso la vita di quanto molta gente dimostri di averne oggi, e non potevamo tollerare le sofferenze inutili.
    In questo modo, il lettore sa qualcosa in più rispetto al ragazzino, non perché ci venga svelato chissà che, ma perché vede attraverso lo sguardo di chi ha vissuto un'intera esistenza, ovvero lo stesso Harry ormai anziano.
    Così, tanti piccoli particolari che al giovane Harry sembrano insignificanti, al lettore mettono dubbi, lo fanno riflettere: dalle manie e ottusità, alle abitudini quotidiane, al razzismo strisciante, alle leggende locali. Con pochissime pennellate, Lansdale ricostruisce un mondo intero, quello della piccola cittadina e dei suoi abitanti, che sono nettamente distinti in bianchi e negri. Il razzismo è la grande tematica di questo romanzo.
    [...]
    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/05/libro-in-fondo-alla-palude-di-joe-r.html

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  • 2

    Texas, anni Trenta. Il dodicenne Harry e la sorellina Tomasine crescono sereni coi genitori e il cane Toby in una casa al confine coi grandi boschi vicino al fiume.
    Un giorno, mentre hanno il gravoso ...continue

    Texas, anni Trenta. Il dodicenne Harry e la sorellina Tomasine crescono sereni coi genitori e il cane Toby in una casa al confine coi grandi boschi vicino al fiume.
    Un giorno, mentre hanno il gravoso incarico di porre fine alla sofferenze del cane gravemente ferito, fanno una macabra scoperta vicino alla palude e si imbattono nel cadavere martoriato di una donna di colore legata ad un albero e torturata a morte.
    I fratelli scappano e intravedono tra gli alberi una figura minacciosa, che si aggira dalle parti del Ponte che Balla: il leggendario Uomo-Capra.
    Altri cadaveri seguono il primo e Harry accompagna il padre, che oltre che il barbiere fa anche lo sceriffo part time, nelle indagini sull’omicidio, che solleveranno la questione della difficile convivenza tra bianchi e neri.
    Come nella migliore letteratura, a metà strada tra Stand by me di Stephen King e Tom Sawyer di Twain, l'avventura che vivranno, tra paludi piene di fango e torrenti da dove affiorano serpenti d’acqua, li farà diventare grandi dopo un faccia a faccia mozzafiato con la paura e l'incontro con la crudeltà e la ferocia li farà uscire dall'infanzia e li preparerà ad affrontare le difficoltà che li attendono nell'età adulta.

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  • 4

    Un romanzo giallo, misterioso, ambientato in un Texas orientale nei primi anni ’30 del 900, gli anni della grande depressione, della siccità e delle migrazioni interne degli Stati Uniti; un anziano in ...continue

    Un romanzo giallo, misterioso, ambientato in un Texas orientale nei primi anni ’30 del 900, gli anni della grande depressione, della siccità e delle migrazioni interne degli Stati Uniti; un anziano in un ospizio, malato nel fisico, ma soprattutto nell’anima, ricorda la sua infanzia e i fatti terribili accaduti a lui e alla sua famiglia. Una serie di efferati delitti, donne di colore seviziate e uccise col medesimo rituale e ritrovate nelle paludi che circondano il paesino dove Harry vive con la sorellina e i genitori. Toccherà a suo padre, unico agente della zona , svolgere l’indagine, ma ciò comporterà una lotta impari con gli abitanti prevalentemente bianchi e membri del famigerato Ku Klux Klan.
    Le conseguenze saranno dolorose per lui, per la sua famiglia e per alcuni loro amici “negri”.
    Non è il solito thriller , l’autore descrive un ambiente, un modo di vivere e una mentalità che sono tipici di un’America bigotta e razzista, che è pronta ad impiccare e linciare il primo nero che sospetta e anche chi si espone a difenderlo. L’ho trovato attuale, si legge d’un fiato e …non dirò altro per non togliervi il piacere di questa lettura.

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  • 5

    Sono nato nel 1930. MAI AVREI IMMAGINATO CHE IN QUEL PERIODO LA VITA NEL SUD DEGLI USA POTESSE ESSERE COME DESCRITTA IN QUESTO LIBRO.

    Nei sobborghi di Houston( ricordate:Houston, abbiamo un problema ) cento anni fa c'erano paludi, coccodrilli, omicidi non perseguiti se le vittime erano negri, Ku Klux Klan in efficiente attività. Ma ...continue

    Nei sobborghi di Houston( ricordate:Houston, abbiamo un problema ) cento anni fa c'erano paludi, coccodrilli, omicidi non perseguiti se le vittime erano negri, Ku Klux Klan in efficiente attività. Ma c'era anche gente per bene e che si voleva bene. Un vero thrilling con una sequenza di misteri ineccepibilmente spiegati prima della fine del libro.
    Tra'Il buio oltre la siepe' e 'Tom Sawyer'.

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  • 4

    Anche se la scoperta del serial killer non giunge del tutto inaspettata, è comunque un gran bel romanzo per l'atmosfera del profondo sud degli USA, ancora profondamente razzista negli anni '50, con l' ...continue

    Anche se la scoperta del serial killer non giunge del tutto inaspettata, è comunque un gran bel romanzo per l'atmosfera del profondo sud degli USA, ancora profondamente razzista negli anni '50, con l'impossibilità di esercitare una vera giustizia.

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  • 3

    'lo spirito di qualcuno aveva abitato quel corpo ed era stato vivo e aveva mangiato e amato e aveva fatto dei progetti. adesso era un patetico guscio di carne putrescente, senz'anima. in quel momento ...continue

    'lo spirito di qualcuno aveva abitato quel corpo ed era stato vivo e aveva mangiato e amato e aveva fatto dei progetti. adesso era un patetico guscio di carne putrescente, senz'anima. in quel momento qualcos'altro cambiò in me. capii che una persona può morire davvero. papà e mamma potevano morire. io stesso potevo morire. tutti un giorno dovevano. sentii un senso di vuoto dentro di me che scivolò e trovò un posto dove stendersi e fermarsi, e non era una sensazione confortante.'

    la scrittura di lansdale tratteggia con sapiente immediatezza personaggi e situazioni. l'ambientazione del texas razzista degli anni '30 e la narrazione dal punto di vista dell'adolescente harry sono altri punti a favore dell'autore, ma dopo l' inizio sfolgorante dei primi capitoli, non accade poi molto e la 'sorpresa' finale è telefonata ed intuibile.

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