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The Brooklyn Follies

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Publisher: Faber and Faber

4.1
(3685)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Italian , French , Portuguese , Galego , Dutch , German , Swedish , Chi simplified , Slovenian

Isbn-10: 0571224997 | Isbn-13: 9780571224999 | Publish date:  | Edition Export e.

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Nathan and Tom are an uncle and nephew double-act - one in remission from lung cancer, divorced, and estranged from his only daughter, the other hiding away from his once-promising academic career. Matters change when Lucy, a little girl who refuses to speak, comes into their lives...
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  • 0

    La storia di un uomo sessantenne che si trasferisce a Brooklyn, convinto di avere poco tempo da vivere e, per giunta, nella più completa solitudine.
    Ritroverà, invece, gli amati nipoti Tom e Aurora, l ...continue

    La storia di un uomo sessantenne che si trasferisce a Brooklyn, convinto di avere poco tempo da vivere e, per giunta, nella più completa solitudine.
    Ritroverà, invece, gli amati nipoti Tom e Aurora, la pronipote Lucy e tanti inaspettati amici.
    Intesserà una serie di legami veri e duraturi e la vita, per lui, sarà ancora piena di sorprese.
    Anche in questo libro, si assiste al riscatto di un uomo che credeva di non avere più nulla da dare e che invece diventerá il punto di riferimento per i suoi cari e che riuscirà a fare evolvere in maniera positiva alcune situazioni da tempo stagnanti. Le "follie" non sono altro che episodi della vita dei vicini, degli abitanti del quartiere, tutti piuttosto eccentrici, ma anche carichi di umanità.
    Il libro è un invito alla socializzazione: insieme, la vita è più leggera, si ridimensionano e risolvono i problemi, si riceve l'input per intraprendere nuove strade. Insomma, insieme "si può".

    Se i libri di Auster sono tutti così, li voglio leggere tutti!!!

    said on 

  • 4

    Avevo lasciato un po' da parte il buon Auster dopo ultimo letto, "Notizie dall'interno". Beh qui siamo di nuovo al alti livelli. La storia è di per se leggermente strampalata, ma i personaggi che la c ...continue

    Avevo lasciato un po' da parte il buon Auster dopo ultimo letto, "Notizie dall'interno". Beh qui siamo di nuovo al alti livelli. La storia è di per se leggermente strampalata, ma i personaggi che la compongono sono stupendi specialmente il protagonista, la voce narrante, geniale.
    Nathan torna a Brooklyn poiché malato vuole morire solo e in santa pace, così crede, ma gli avvenimenti pare non sono dalla sua parte. Dall'incontro con il nipote Tom che non vedeva da secoli è tutto un susseguirsi di avvenimenti che il povero Nathan non può sfuggire volente o nolente. Si questa volta caro Paul mi hai decisamente convinta tanto da consigliarlo caldamente.

    said on 

  • 4

    "Nella vita di tutti gli uomini viene un momento, e io ne ho avuti molti"

    Paul Auster è uno di quelli "quotati" su Anobii?
    Non lo so, ma so che questa storia è una boccata d'aria pura dopo aver aspirato i miasmi velenosi e mefitici degli ultimi libri che ho preso in mano.
    ...continue

    Paul Auster è uno di quelli "quotati" su Anobii?
    Non lo so, ma so che questa storia è una boccata d'aria pura dopo aver aspirato i miasmi velenosi e mefitici degli ultimi libri che ho preso in mano.
    Il mio amico del cuore lo commenta così: "Più che un libro è una scatola cinese di vite, presenti e passate, lontane e vicine, narrate con ironia, intelligenza, disincanto e, speranza, tanta speranza…" e io non posso che sottoscrivere.

    Vorrei saper descrivere il senso di piacevole appagamento che ho provato leggendo questa storia, che non ha bisogno di indagare abissali profondità o suscitare interrogativi con la I maiuscola, ma che parla di persone che ti somigliano, che ti abitano accanto, raccontando storie che sono il vero patrimonio di tutti noi, abitanti di "Normalandia". Parla delle nostre sconfitte, delle meschinità, gli inganni, le disillusioni, ma anche dei legami affettivi che nascono o si riscoprono nonostante gli scherzi di cattivo gusto della vita.

    "È questo che succede quando arrivi in un ospedale. Ti levano i tuoi vestiti, ti infilano una di quelle tuniche umilianti, e di colpo smetti di essere te stesso. Diventi la persona che abita il tuo corpo, e quello che ora sei è la somma totale delle insufficienze di quel corpo. Venire sminuito in tale modo significa perdere ogni diritto alla riservatezza."

    Nathan è un personaggio squisito, umano e adorabile nella sua imperfezione che è allo stesso tempo saggezza, nella sua sagacia semplice. Vorrei conoscerlo, vorrei che fosse mio zio!

    "D’accordo, Jay andava verso i settanta, ma chi ero io per eccepire su un paio di cene con tango o qualche scopatina crepuscolare? A dirla proprio tutta, non mi sarebbe spiaciuto farmene qualcuna anch’io."

    (non trovate deliziosa l'espressione "scopatina crepuscolare"?)

    Quanta "normalità" eppure quanto significato c'è in queste (halleluia!) poche pagine: alla fine dei conti, quello che conta sul serio sono gli affetti. Qualche parente buono, qualche amico prezioso, un compagno con cui condividere l'autunno della vita.

    "Ma per adesso erano ancora le otto, e mentre camminavo lungo il viale sotto quello splendido cielo azzurro ero felice, amici miei, l’uomo più felice che sia mai vissuto"

    said on 

  • 5

    Altre recensioni sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2015/02/recensione-follie-di-brooklyn-di-paul.html

    Paul Auster mi girava in testa da un po'. Ne sentivo parlare, mi convincevo a dargli ...continue

    Altre recensioni sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2015/02/recensione-follie-di-brooklyn-di-paul.html

    Paul Auster mi girava in testa da un po'. Ne sentivo parlare, mi convincevo a dargli un'opportunità di conquistarmi, ma poi tergiversavo, nicchiavo e passavo ad altro. Non so esattamente cosa mi spaventasse, forse credevo che Auster fosse uno di quegli autori dalla scrittura cervellotica e astrusa, così montati e autocompiaciuti da scrivere solo per se stessi e pochi eletti. I titoli dei suoi libri un po' mettono sull'avviso. Ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo!
    Con "Follie di Brooklyn" ho avuto il piacere di imbattermi nella scrittura più schietta e sincera mai incontrata. Auster immagina un protagonista, Nathan Glass, che è anche narratore. E' un uomo depresso, ha lasciato il lavoro per ritirarsi a vita privata a Brooklyn, crede che la sa vita sia finita e non ha nessun interesse a trovarsi nuove amicizie o interessi.
    Dato che è fisiologicamente impossibile non fare nulla del proprio tempo, Nathan inizia a scrivere il "Libro della follia umana", raccogliendo tutti gli imprevisti, gli incidenti, i capitomboli e le "papere" di cui si ricorda, al fine di farsi qualche risata e migliorarsi l'umore.
    Questo è solo il suo primo passo verso il ritorno alla vita vera, il secondo passò sarà imbattersi per caso nel suo nipote smarrito, Tom Wood, un ex brillante studioso che ha perso la sua scintilla di genialità, è caduto molto in basso e solo adesso sta tentando di rialzarsi.
    Dopo questo incontro Nathan assume inconsciamente il ruolo di salvatore di Tom: lui ha rinunciato a vivere ma per il figlio della sua adorata sorella è ancora troppo presto.
    Da qui in avanti il libro racconta una serie di mirabolanti coincidenze, fatti che si incastrano con la precisione di pezzi di un puzzle, capovolgimenti del destino così folli da essere più che probabili.
    Una lettura trascinante e coinvolgente. Se ci si ritrova commossi leggendo l'epilogo di un libro di neppure 300 pagine non si può far altro che lodare le capacità narrative dell'autore, e io l'ho fatto, lo faccio e lo farò in eterno. Sentirete ancora parlare di lui su queste pagine.
    Un libro sulla ricerca della felicità... e ne abbiamo tutti un gran bisogno.

    said on 

  • 4

    Fresco, ironico e piacevole

    “Una persona muore, e a poco a poco tutte le tracce di quella vita spariscono. Un inventore sopravvive nelle sue invenzioni, un architetto nei suoi edifici, ma la maggior parte della gente non si lasc ...continue

    “Una persona muore, e a poco a poco tutte le tracce di quella vita spariscono. Un inventore sopravvive nelle sue invenzioni, un architetto nei suoi edifici, ma la maggior parte della gente non si lascia alle spalle monumenti o prodotti duraturi.”

    Nathan, sessantenne in pensione con un tumore in via di guarigione decide di tornare a Brooklyn, città dove è nato, lontano da tutte le persone che conosce, per morire.

    “Quando un uomo arriva alla nostra età è poco più che una serie di ex.”

    Le cose però non vanno esattamente come previsto. Nathan non rimane solo per molto; l’incontro con il nipote che non vedeva da anni e tante avventure improbabili ben incastrate tra loro rendono l’esistenza di Nathan decisamente varia e tutt’altro che monotona. Nathan decide inoltre di raccogliere in un “Libro della follia umana” (da qui il titolo) tutti gli avvenimenti e i comportamenti assurdi o divertenti che gli sono successi nel corso della sua esistenza.

    La scrittura è una presenza costante nel romanzo. I libri e la letteratura sono il passatempo preferito di Nathan, ma sono anche al centro della vita di molti dei personaggi del libro.

    “Leggere era per me evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa.”

    Auster scrive con uno stile pacato storie semplici, scorrevoli, divertenti ma ricche di dettagli e di aneddoti, piene di riflessioni sulla vita, la morte e l’amicizia.

    “Desidero parlare della felicità e del benessere, di quei momenti rari e inaspettati in cui la voce dentro la tua testa tace e ti senti tutt’uno con il mondo”.

    Ogni personaggio del libro pare essere in balia del caso; ma proprio quando la vita sembra non abbia più nulla da dare ecco che eventi inattesi rimettono tutto in gioco. Il romanzo è un invito alla curiosità e alla vitalità, probabilmente vuole ricordarci che nella vita c’è posto per ognuno di noi.

    “La tua pelle è sempre la tua pelle e quando una persona che ti piace ti abbraccia, puoi sdilinquirti ancora esattamente come ti succedeva quando credevi che saresti vissuto per sempre”.

    said on 

  • 4

    "..., e quando una persona è abbastanza fortunata da vivere all'interno di una storia, da vivere in un mondo immaginario, i dolori di questo mondo svaniscono: Perchè fino a quando la storia continua, ...continue

    "..., e quando una persona è abbastanza fortunata da vivere all'interno di una storia, da vivere in un mondo immaginario, i dolori di questo mondo svaniscono: Perchè fino a quando la storia continua, la realtà non esiste più."

    said on 

  • 4

    Nathan Glass (o Nathan lo Stolto come si definirà a tempo debito) si trasferisce a Brooklyn, il quartiere in cui è nato, convinto di essere quasi alla fine della sua vita. Ha un matrimonio fallito all ...continue

    Nathan Glass (o Nathan lo Stolto come si definirà a tempo debito) si trasferisce a Brooklyn, il quartiere in cui è nato, convinto di essere quasi alla fine della sua vita. Ha un matrimonio fallito alle spalle e il suo rapporto con la figlia, Rachel, è compromesso da uno screzio. Trascina la sua esistenza sulla strada della solitudine e dell’amarezza, ritenendo che la vita ormai non ha nulla da offrirgli. Nathan trova un passatempo bizzarro: scrivere di strafalcioni e ricordi buffi in un libro che intitola Il libro della follia umana.
    Un giorno in una libreria incontra Tom, suo nipote; figlio dell’amata e defunta sorella, June.
    Tom è un uomo alla deriva, lontano dal ragazzo promettente dei ricordi di Nathan. ha abbandonato gli studi, in cui era brillante, è ingrassato e sembra aver perso la bussola.
    Tom era sempre stato il suo preferito, con lui condivideva la passione per la lettura e per questo decide che è suo compito risollevarlo dal fondo e riportarlo al precedente splendore.

    Recensione completa qui: http://pausalibro.blogspot.it/2015/01/follie-di-brooklyn-di-paul-auster.html

    said on 

  • 3

    Ca va sans dire

    Paul, il solito Paul.
    Il Paul che come pochi altri (almeno tra quelli che leggo abitualmente) riesce ad esplorare l'animo umano e a mettere nero su bianco i complicati rapporti tra sposi, amanti, amic ...continue

    Paul, il solito Paul.
    Il Paul che come pochi altri (almeno tra quelli che leggo abitualmente) riesce ad esplorare l'animo umano e a mettere nero su bianco i complicati rapporti tra sposi, amanti, amici, familiari e conoscenti.
    Amore e morte sono anche qui onnipresenti; un po' meno sesso, un po' più di amicizia.
    Come sempre son libri che non lasciano indifferenti, che scavano un piccolo solco, aprono piccole ferite, alzano angoli di tappeti e ci nascondono sotto qualcosa. E chi, come il protagonista (e, ahimé, come il sottoscritto), non è ancora al dicembre della vita ma maggio l'ha già passato da un po', improvvisamente in quei piccoli solchi ci inciampa, quelle piccole ferite le ritrova sanguinanti e sotto quegli angoli scopre ciò che non si aspettava di trovare e realizza che di aneddoti per il grande libro della follia umana ne avrebbe a bizzeffe.

    said on 

  • 5

    Il protagonista cercava in Brooklyn un posto dove morire, sicché il lettore si aspetterebbe che subisca da quel momento in poi tutto ciò che gli accade passivamente,che si chiuda in se stesso e tuttal ...continue

    Il protagonista cercava in Brooklyn un posto dove morire, sicché il lettore si aspetterebbe che subisca da quel momento in poi tutto ciò che gli accade passivamente,che si chiuda in se stesso e tuttalpiù osservi ció che gli capita attorno, invece paradossalmente per tutto il romanzo si percepisce una determinazione a vivere minuto per minuto, uno slancio verso il prossimo toccante e strabiliante. Si viene catapultati nelle strade dei sobborghi, nel traffico e nei colori della città e ci si innamora di ogni singolo personaggio senza scampo perché per quanto bizzarri e forse a volte caricaturali sono talmente umani e adorabili che li senti subito vicini. Follie di brooklyn é un avventura urbana, la storia di persone che fuggono ognuna da qualcosa di diverso e si lanciano nell'ignoto trovando alla fine di un percorso non sempre semplice il proprio posto nel mondo.

    Auster sorprendente.

    said on 

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