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The Brooklyn Follies

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Publisher: Faber and Faber

4.1
(3725)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Italian , French , Portuguese , Galego , Dutch , German , Swedish , Chi simplified , Slovenian

Isbn-10: 0571224997 | Isbn-13: 9780571224999 | Publish date:  | Edition Export e.

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Nathan and Tom are an uncle and nephew double-act - one in remission from lung cancer, divorced, and estranged from his only daughter, the other hiding away from his once-promising academic career. Matters change when Lucy, a little girl who refuses to speak, comes into their lives...
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  • 4

    letto in un fiato, leggero nella struttura, ma fonte di citazioni: pg 148 'i figli consolano tutto...tranne che di averli' e poi condivido con Tom la passione per Kafka. Seguirò il suo consiglio di le ...continue

    letto in un fiato, leggero nella struttura, ma fonte di citazioni: pg 148 'i figli consolano tutto...tranne che di averli' e poi condivido con Tom la passione per Kafka. Seguirò il suo consiglio di leggere una sua biografia.

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  • 4

    Libro piacevole e lieve, ma non banale. Personaggi ben tratteggiati, interessanti e ricchi di umanità, in particolare il generoso e altruista protagonista zio Nathan, che dimostrano come nella vita no ...continue

    Libro piacevole e lieve, ma non banale. Personaggi ben tratteggiati, interessanti e ricchi di umanità, in particolare il generoso e altruista protagonista zio Nathan, che dimostrano come nella vita non si possa dare niente per scontato e come tutto possa cambiare nei modi più inaspettati.

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  • 4

    Il caso e la neccessità...di una vita migliore.

    Auster esplora anche in questo libro quella che mi sembra di aver individuato come la sua tematica preferita: quella della assoluta predominanza del caso sulle nostre vite. E però ci aggiunge il fatto ...continue

    Auster esplora anche in questo libro quella che mi sembra di aver individuato come la sua tematica preferita: quella della assoluta predominanza del caso sulle nostre vite. E però ci aggiunge il fatto che i nostri atti, la nostra volontà, qualche piccola piega al destino la possano dare. A uno dei protagonisti fa dire:"nella vita di tutti gli uomini viene un momento, e io ne ho avuti molti".
    Quello di Auster e dei suoi personaggi non è un fatalismo, non è uno scaricare la responsabilità, tanto è solo il fato padrone delle nostre vite. E’ piuttosto una considerazione di come il processo che porta avanti lo svolgere degli eventi sia condizionato da talmente tante variabili incidentali da sbalordire. E noi sbalordiamo assieme ai suoi personaggi, a volte estremi, a volte fin troppo comuni.
    Non un flusso prevedibile di eventi, ma una serie di scelte o di non scelte, di porte chiuse e riaperte che ci portano su strade diverse, spesso in maniera radicale. Per trasmetterci questa percezione Auster usa a volte metodi brutali, ci costruisce una storia, ci fa affezionare ai personaggi, dai loro pensieri, ci fa avvolgere dagli eventi e quando ormai ci accoccoliamo protettivamente in quella storia di colpo ci risveglia con un improbabile, ma possibile per quanto spiazzante cambio di quadro. Ci ritroviamo in un’altra storia con altre prospettive e sviluppi .
    In questo libro mi sembra però che Auster giochi meno su questo fronte e, pur facendoci girare su noi stessi diverse volte in modo da farci perdere l’equilibrio, racconta tutto sommato una storia lineare e collettiva, di riscatto dalla depressione e dalla noia, da fallimenti, solitudini e vite buttate. Un disilluso assicuratore in pensione, un nipote con un brillante futuro dietro le spalle, una simpatica canaglia dal cuore d’oro, una bimba che non parla, una madre perfetta e una imperfetta. E poi l’America: Brooklyn soprattutto con la sua vivacità metropolitana, ma anche i paesaggi del Vermont.
    Ci parla di vite nelle quali la felicità nonostante il pessimismo di partenza, può piano piano farsi largo e entrare, se pur provvisoria e pronta in ogni momento al dietrofront . Ci fa capire che le infelicità di persone diverse, sommate e sovrapposte, non sempre danno come risultato un'infelicità maggiore, che i rapporti umani ci possono salvare. E’ questa forse la vera follia che sembra suggerirci Auster .
    “Voglio vivere in un mondo nuovo, tutto qui. Se non posso cambiare il mondo posso provare almeno a cambiare me stesso. Ma non voglio farlo da solo. La verità è che sono troppo solo e, che la colpa sia mia o no, Nathan ha ragione. Sono nella merda”.

    __________________________________________________________________

    giudizi in un haiku

    solitudini
    che si sovrappongono
    si riscattano

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  • 5

    un bicchiere di acqua fresca in un pomeriggio d'estate

    questo libro è un bicchiere d'acqua fresca in un pomeriggio d'estate. lo leggi, letteralmente lo bevi, e non puoi fare a meno di sospirare: "ahhhhh, non c'é davvero niente di meglio....!!"
    Auster per ...continue

    questo libro è un bicchiere d'acqua fresca in un pomeriggio d'estate. lo leggi, letteralmente lo bevi, e non puoi fare a meno di sospirare: "ahhhhh, non c'é davvero niente di meglio....!!"
    Auster per me è sempre stato una garanzia ma in questo romanzo credo dia il meglio di sè: le persone si scontrano come biglie, vivono, muiono, imbrogliano, amano, studiano e lavorano, si ammalano, si addolorano e si avviliscono. La vita può essere terribile e non si può far altro che arrendersi alla consapevolezza "che non c'è scampo dall'infelicitá in agguato sulla terra".
    già.... l'infelicitá è sempre in agguato, sia quella che colpisce direttamente le nostre vite sia quella che ci riporta da lontano gli orrori del mondo. Eppure questa storia è un continuo messaggio di speranza, uno straodinario messaggio di speranza perché la vita è piena di momenti in cui ci si arriva a sentire come "l'uomo più felice che sia mai vissuto".
    Non perdete questo libro: sarebbe un peccato.

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  • 0

    La storia di un uomo sessantenne che si trasferisce a Brooklyn, convinto di avere poco tempo da vivere e, per giunta, nella più completa solitudine.
    Ritroverà, invece, gli amati nipoti Tom e Aurora, l ...continue

    La storia di un uomo sessantenne che si trasferisce a Brooklyn, convinto di avere poco tempo da vivere e, per giunta, nella più completa solitudine.
    Ritroverà, invece, gli amati nipoti Tom e Aurora, la pronipote Lucy e tanti inaspettati amici.
    Intesserà una serie di legami veri e duraturi e la vita, per lui, sarà ancora piena di sorprese.
    Anche in questo libro, si assiste al riscatto di un uomo che credeva di non avere più nulla da dare e che invece diventerá il punto di riferimento per i suoi cari e che riuscirà a fare evolvere in maniera positiva alcune situazioni da tempo stagnanti. Le "follie" non sono altro che episodi della vita dei vicini, degli abitanti del quartiere, tutti piuttosto eccentrici, ma anche carichi di umanità.
    Il libro è un invito alla socializzazione: insieme, la vita è più leggera, si ridimensionano e risolvono i problemi, si riceve l'input per intraprendere nuove strade. Insomma, insieme "si può".

    Se i libri di Auster sono tutti così, li voglio leggere tutti!!!

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  • 4

    Avevo lasciato un po' da parte il buon Auster dopo ultimo letto, "Notizie dall'interno". Beh qui siamo di nuovo al alti livelli. La storia è di per se leggermente strampalata, ma i personaggi che la c ...continue

    Avevo lasciato un po' da parte il buon Auster dopo ultimo letto, "Notizie dall'interno". Beh qui siamo di nuovo al alti livelli. La storia è di per se leggermente strampalata, ma i personaggi che la compongono sono stupendi specialmente il protagonista, la voce narrante, geniale.
    Nathan torna a Brooklyn poiché malato vuole morire solo e in santa pace, così crede, ma gli avvenimenti pare non sono dalla sua parte. Dall'incontro con il nipote Tom che non vedeva da secoli è tutto un susseguirsi di avvenimenti che il povero Nathan non può sfuggire volente o nolente. Si questa volta caro Paul mi hai decisamente convinta tanto da consigliarlo caldamente.

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