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The Brooklyn Follies

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Publisher: Faber and Faber

4.1
(3640)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Italian , French , Portuguese , Galego , Dutch , German , Swedish , Chi simplified , Slovenian

Isbn-10: 0571224997 | Isbn-13: 9780571224999 | Publish date:  | Edition Export e.

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Nathan and Tom are an uncle and nephew double-act - one in remission from lung cancer, divorced, and estranged from his only daughter, the other hiding away from his once-promising academic career. Matters change when Lucy, a little girl who refuses to speak, comes into their lives...
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  • 3

    Ca va sans dire

    Paul, il solito Paul.
    Il Paul che come pochi altri (almeno tra quelli che leggo abitualmente) riesce ad esplorare l'animo umano e a mettere nero su bianco i complicati rapporti tra sposi, amanti, amici, familiari e conoscenti.
    Amore e morte sono anche qui onnipresenti; un po' meno ses ...continue

    Paul, il solito Paul.
    Il Paul che come pochi altri (almeno tra quelli che leggo abitualmente) riesce ad esplorare l'animo umano e a mettere nero su bianco i complicati rapporti tra sposi, amanti, amici, familiari e conoscenti.
    Amore e morte sono anche qui onnipresenti; un po' meno sesso, un po' più di amicizia.
    Come sempre son libri che non lasciano indifferenti, che scavano un piccolo solco, aprono piccole ferite, alzano angoli di tappeti e ci nascondono sotto qualcosa. E chi, come il protagonista (e, ahimé, come il sottoscritto), non è ancora al dicembre della vita ma maggio l'ha già passato da un po', improvvisamente in quei piccoli solchi ci inciampa, quelle piccole ferite le ritrova sanguinanti e sotto quegli angoli scopre ciò che non si aspettava di trovare e realizza che di aneddoti per il grande libro della follia umana ne avrebbe a bizzeffe.

    said on 

  • 5

    Il protagonista cercava in Brooklyn un posto dove morire, sicché il lettore si aspetterebbe che subisca da quel momento in poi tutto ciò che gli accade passivamente,che si chiuda in se stesso e tuttalpiù osservi ció che gli capita attorno, invece paradossalmente per tutto il romanzo si percepisce ...continue

    Il protagonista cercava in Brooklyn un posto dove morire, sicché il lettore si aspetterebbe che subisca da quel momento in poi tutto ciò che gli accade passivamente,che si chiuda in se stesso e tuttalpiù osservi ció che gli capita attorno, invece paradossalmente per tutto il romanzo si percepisce una determinazione a vivere minuto per minuto, uno slancio verso il prossimo toccante e strabiliante. Si viene catapultati nelle strade dei sobborghi, nel traffico e nei colori della città e ci si innamora di ogni singolo personaggio senza scampo perché per quanto bizzarri e forse a volte caricaturali sono talmente umani e adorabili che li senti subito vicini. Follie di brooklyn é un avventura urbana, la storia di persone che fuggono ognuna da qualcosa di diverso e si lanciano nell'ignoto trovando alla fine di un percorso non sempre semplice il proprio posto nel mondo.

    Auster sorprendente.

    said on 

  • 4

    Follie di Brooklyn è un libro che mi è piaciuto sin dalla prima pagina, non di quelli che gridi al capolavoro, ma di quel piacersi che fa subito simpatia, un po’ come quando conosci qualcuno che ti sta subito simpatico, una sensazione che non scambi mai per amore. E' come una giostra con i cavall ...continue

    Follie di Brooklyn è un libro che mi è piaciuto sin dalla prima pagina, non di quelli che gridi al capolavoro, ma di quel piacersi che fa subito simpatia, un po’ come quando conosci qualcuno che ti sta subito simpatico, una sensazione che non scambi mai per amore. E' come una giostra con i cavalli a dondolo, che gira e si popola di colori e della più varia umanità, ma che ha sempre quella musica rassicurante in sottofondo che non permette mai al buonumore di abbandonarti.

    Qui la recensione completa http://www.gorgibus.com/2014/01/in-giro-per-brooklyn-in-compagnia-di.html

    said on 

  • 4

    Sprazi di grandiosa narrativa americana...

    Durante la lettura del romanzo ti aspetti che da un momento all'altro ci si possa imbattere nella chiave di volta della storia. L'aspetti, l'aspetti, l'aspetti, ma tarda ad arrivare ed inevitabilmente ti rimane dentro una piccolissima delusione alla fine. Per il resto, gran bel racconto. Brav ...continue

    Durante la lettura del romanzo ti aspetti che da un momento all'altro ci si possa imbattere nella chiave di volta della storia. L'aspetti, l'aspetti, l'aspetti, ma tarda ad arrivare ed inevitabilmente ti rimane dentro una piccolissima delusione alla fine. Per il resto, gran bel racconto. Bravo Paul!

    said on 

  • 3

    Mai sottovalutare il potere dei libri

    Ho avuto sensazioni contrastanti leggendo questo libro. La prima, a lettura in corso, sollecitata dalla domanda
    -Pensa a Giacobbe e a Esaù. Te li ricordi?
    Ho riaperto la Bibbia. (*1)
    Il disonesto, il politicante furbacchione che riceve la benedizione a scapito del fratello e con ...continue

    Ho avuto sensazioni contrastanti leggendo questo libro. La prima, a lettura in corso, sollecitata dalla domanda
    -Pensa a Giacobbe e a Esaù. Te li ricordi?
    Ho riaperto la Bibbia. (*1)
    Il disonesto, il politicante furbacchione che riceve la benedizione a scapito del fratello e con la spregevole collaborazione della mamma. E' la Bibbia, anche se sembra il copione di una soap opera.
    Auster è meno “costruito” del Roth che usa la squadra quando scrive. Le righe di Auster sono precise, ma lui talvolta abbandona la squadra per finire il tratto a mano libera. Mentre pensa scarabocchia un arabesco in alto sul foglio, per il gusto di farlo. Roth non ci pensa nemmeno. In Roth tutto deve essere funzionale, simmetrico, ottimale.
    Auster scrive una favola, di solito a me le favole non piacciono, la sua però è scritta bene con anticipazioni, rimandi e con la speranza che fa da sfondo.
    Queste erano le mie impressioni fino a metà romanzo, ero, tutto sommato, entusiasta.
    Nella seconda metà invece, mi sono accorto che la favola era palesemente costruita, che i personaggi erano stati scelti con la cura con cui vengono scelti per entrare nella casa del grande fratello. Una coppia di gay, una coppia di lesbiche, una coppia in crisi, una bambina abbandonata dai genitori, un pensionato convinto di non aver più niente da chiedere alla vita. Man mano che la storia si dipanava aumentava la mia delusione.
    Il finale è il colpo da maestro, è l'incontro della storia con la Storia (con la S maiuscola)
    Mai sopravvalutare il valore dei libri

    (*1) http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=Genesi27
    In materia di Coevità Auster dispensa questa citazione:
    -Come ha detto Oscar Wilde, dopo i venticinque anni siamo tutti coetanei

    Follie di Brooklyn (paul auster)
    E-book N°72
    Agosto 2014

    said on 

  • 4

    Che gruppo!!

    Che belli i personaggi di Auster, uno meglio dell'altro!!! Parte con una velocità e poi impenna e poi cambia e si trasforma di nuovo! Fantastico Auster, volevo già leggere questo libro tempo fa ma tentennai. Ora l'ho comprato letto e gradito molto!!!

    said on 

  • 4

    Sorpresa!

    Quando pensi di essere arrivato ad un'età in cui credi che poco debba ancora succedere.....molto sbagliato!!! Accadono molte cose, alcune "normali" altre bizzarre, ma insieme ne fanno un libro molto gradevole!

    said on 

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