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The Broom of the System

By

Publisher: Little, Brown Book Group

4.1
(2290)

Language:English | Number of Pages: 480 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0349109230 | Isbn-13: 9780349109237 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
A visionary, a craftsman, a comedian and as serious as it is possible to be without accidentally writing a religious text. He can do anything with a piece of prose, and it is a humbling experience to see him go to work on what has passed up till now as "modern fiction". He's so modern he's in a different time-space continuum from the rest of us. Goddamn him' Zadie Smith The mysterious disappearance of her great- grandmother and twenty-five other elderly inmates from a Shaker Heights nursing home has left Lenore Stonecipher Beadsman emotionally stranded on the edge of the Great Ohio Desert. But that is simply one problem of many for the hapless switchboard operator, seriously compounded by her ongoing affair with boss Rick Vigorous; the TV stardom of her talking cockatiel, Vlad the Impaler; and other minor catastrophes that threaten to elevate Lenore's search for love and self-detemination to new heights of spasmodic weirdness.
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  • 5

    E Melinda Metalman dritta in piedi, colonna dritta tranne per la curva cignea del collo e per quella pelvica, cioè quella con cui demoliva gli incauti, ragazza solida e dritta e succosa, abito corto q ...continue

    E Melinda Metalman dritta in piedi, colonna dritta tranne per la curva cignea del collo e per quella pelvica, cioè quella con cui demoliva gli incauti, ragazza solida e dritta e succosa, abito corto quel tanto da consentire al maschio pensante un facile accesso immaginativo alle ivi ospitate compagini in ampia e silente rivoluzione attorno al loro asse rovente. E sì, questo portamento – che c'era mai di tanto speciale in una testa, con i suoi occhi scuri, aggettanti, alati, in una testa posta tanto semplicemente in cima a una linea verticale? Forse c'era solo il contrasto con il resto della fauna in quella gelida palude gelata, c'era solo il mero fatto che quella testa si accontentasse di lasciar succedere le cose, senza protendersi a ghermirle. Tutt'intorno a me era invece un continuo ghermire, e lo odiavo, così come odiavo e odio qualsiasi testa che si protenda.

    David Foster Wallace era (è) uno di quegli scrittori che davvero poteva scrivere di tutto, cosa che ha fatto, e renderla interessante, originale, profondamente vera (la citazione sopra riportata tratta di Mindy, sogno erotico di mezzo college e quasi archetipo della femminilità). Leggendolo, ci si scopre divertiti – divertente come pochi che ho letto, questo libro – e illuminati ad un tempo, talvolta commossi, soggetti a continue agnizioni.

    Attraverso personaggi eccessivi, còlti nella loro caratteristica più tipica, gonfiata fino a farne un'ossessione grottesca, ci racconta l'America odierna con i suoi College e confraternite, i suoi ciccioni irredimibili (Il ciccione qui presente, Bombardini, è tale per dispetto coniugale), i numerosissimi canali televisivi che spesso creano dipendenza, il trip della Fede sbandierata via cavo a fare proseliti, e temi più intimi, universali, come la ricerca di una propria identità, che si sperimenta all'uscita dal College - un passo prima di entrare, a insicure falcate nel mondo adulto - la ricerca di una stabilità affettiva e l'esperienza di un amore non corrisposto, la psicanalisi, il linguaggio.

    Infatti, attraverso molteplici quadretti e personaggi esilaranti e indimenticabili, parla anche del wittengsteinianissimo tema della vita come narrazione, dell'importanza del linguaggio nel definire e circoscrivere la realtà e la persona stessa che lo usa: siamo ciò che diciamo e il mondo è solo quello che possiamo raccontare, Wallace cerca di raccontarlo davvero tutto, il mondo che ruota intorno a Lenore all'uscita dal college, e alla scomparsa della sua nonna omonima da un ospizio. Questo che è stato il suo primo romanzo (pubblicato quando l'autore aveva solo 25 anni), non è affatto un'opera prima immatura, ma che ha già in sé tutte le caratteristiche che hanno fatto amare e apprezzare DFW a chi lo ama e lo apprezza, e merita certo più di una lettura. A me è piaciuto moltissimo. [Adesso penso di essere pronta per Infinite Jest]

    Pentastellato, non riesco ad inserirle, damn'!

    said on 

  • 4

    Si tratta di un libro molto particolare, che segue lo stile dello scrittore con racconti annidati all’interno del romanzo e capitoli frastagliati da punti di vista differenti. Finale, come sempre, ape ...continue

    Si tratta di un libro molto particolare, che segue lo stile dello scrittore con racconti annidati all’interno del romanzo e capitoli frastagliati da punti di vista differenti. Finale, come sempre, aperto.
    L’ho letto circa un anno fa e certi passaggi li ho ancora dentro. Una volta chiuso il libro continui a pensarci e, dopo qualche tempo, ti ritornano in mente certi passaggi o particolari battute sagaci, piene di sarcasmo sullo stile di vita americano (occidentale). Contiene chiavi di lettura differenti: puoi limitarti a riderci su oppure fermarti a riflettere per ore su una “battuta”. Bello ma riconosco che non a tutti potrà piacere. Io ho scoperto Wallace leggendo "Questa è l'acqua", trascrizione del discorso che fece ai ragazzi del Canyon College nel 2005. Vi consiglio di partire da lì.

    said on 

  • 4

    Tanto banale quanto spiazzante la spiegazione che da il titolo al libro, che non contiene una sola storia ma molte, e non ha una vera e propria trama, ma racchiude così tanti significati, così tante v ...continue

    Tanto banale quanto spiazzante la spiegazione che da il titolo al libro, che non contiene una sola storia ma molte, e non ha una vera e propria trama, ma racchiude così tanti significati, così tante verità, molti punti di vista...insomma...stupendo ma, nel mio caso, devo rileggerlo con maggiore attenzione

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    una storia, tante storie. Quello che ci offre Wallace nel suo libro riporta alla memoria l'opera di Calvino. La scomparsa della bisnonna di Lenore non è altro che un pretesto per raccontare storie div ...continue

    una storia, tante storie. Quello che ci offre Wallace nel suo libro riporta alla memoria l'opera di Calvino. La scomparsa della bisnonna di Lenore non è altro che un pretesto per raccontare storie diverse, strampalate, commuoventi e surreali. La società americana alla deriva, imprese che costruiscono deserti come parchi divertimenti, industrie che studiano alimenti per l'infanzia con aggiunta di estratto di ghiandola pineale (che fa molto Paura e disgusto a Las Vegas ) e pappagalli predicatori. C'è solo l'imbarazzo della scelta.

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  • 0

    Premetto: ho letto questo libro in un periodo particolare, quindi la mia lettura è stata molto frammentata.
    Ho dato 2 stelle e non 1, perchè il libro si legge benissimo e i dialoghi sono incalzanti e ...continue

    Premetto: ho letto questo libro in un periodo particolare, quindi la mia lettura è stata molto frammentata.
    Ho dato 2 stelle e non 1, perchè il libro si legge benissimo e i dialoghi sono incalzanti e coinvolgenti, caratterizzando così tanto i personaggi da illuderti quasi di poterci interloquire davvero. Pur brillante ed esuberante in alcuni passaggi, arrivata alle ultime 10-15 pagine mi son detta: o evolve in un capolavoro, o non ha senso. Ecco, la seconda che ho detto..

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  • 1

    -Lo vedo che non ti piace...-
    -Che cosa?-
    -Il libro...-
    -mmm...-
    -Sono settimane che balla da un tavolo all'altro!-
    -mmm...-
    -Se non ti piace mollalo!-
    -E' Wallace! E poi lo sai che non lascio i libri ...continue

    -Lo vedo che non ti piace...-
    -Che cosa?-
    -Il libro...-
    -mmm...-
    -Sono settimane che balla da un tavolo all'altro!-
    -mmm...-
    -Se non ti piace mollalo!-
    -E' Wallace! E poi lo sai che non lascio i libri a metà ! -
    -Sí ma non ti piace e poi ci sarebbe da carteggiare e ridipingere la ringhiera davanti...-
    -Davvero?-
    -Sí !-
    -Va bene...-

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  • 2

    Anche se ho apprezzato lo stile e il linguaggio, ricchissimi e potenti, non sono riuscita ad arrivare alla fine. Per quanto coinvolgente sia la narrazione, se sento che un libro non mi sta portando da ...continue

    Anche se ho apprezzato lo stile e il linguaggio, ricchissimi e potenti, non sono riuscita ad arrivare alla fine. Per quanto coinvolgente sia la narrazione, se sento che un libro non mi sta portando da nessuna parte e sento sempre meno il desiderio di leggerlo, se non mi preoccupo più per la sorte dei personaggi e non provo alcuna curiosità nei loro confronti, mi sento autorizzata ad abbandonare. Non posso giudicare un libro che non ho finito, ma forse questo abbandono è la sintesi del mio giudizio.

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  • 3

    Ho finito la scopa.

    Ebbene sì. E ho tirato in lungo prima di scrivere la recensione.
    Un po’ perché non avevo molto tempo. E un po’ tanto perché è imbarazzante non scrivere qualcosa di entusiastico su questo scrittore. Q ...continue

    Ebbene sì. E ho tirato in lungo prima di scrivere la recensione.
    Un po’ perché non avevo molto tempo. E un po’ tanto perché è imbarazzante non scrivere qualcosa di entusiastico su questo scrittore. Quelli tosti che ci capiscono di genialità lo chiamano confidenzialmente DFW. Io ci capisco poco, quindi lo chiamo signor Wallace.
    Ci sono scrittori decisamente geniali, su questo non ci piove. Non si limitano a scrivere che A è andato da B fermandosi per bere un aperitivo al bar di C. Macché, troppo facile e scontato.
    Il vero genio ti narra che A, andando da B, ha incrociato un casino di persone. Ti racconta delle mezze storie su di loro che non c’azzeccano niente con A. E neanche con B, a voler proprio essere pignola. Ma se vai avanti a leggere senza farti cogliere da raptus e scaraventare il libro dalla finestra, scopri che tutta questa gente va a confessarsi al bar di C.
    Quindi in fondo una certa attinenza c’è. Bisogna solo scoprirla. Magari il genio omette di svelare se A è poi riuscito ad andare da B, che sembrava essere il fine ultimo della storia, il suo nocciolo. E tu, finito il libro, resti lì come un’ allocca a chiederti: embè? Ma non importa, questo fa parte della genialità.

    Ora, secondo me, questi scrittori geniali sono tutti un po’ sconvolti, ed è anche bello, a me gli sconvolti piacciono un casino. Però bisogna distinguere: c’è lo sconvolto calmo, che ti fa sognare mentre leggi, sicché ti senti leggera come una piuma in dieta dimagrante, e ti vedi navigare in cielo fra bianche nuvole, su una mongolfiera cullata dal vento, mentre * i pallidi giganti misteriosi stanno in silenzio. E se la mongolfiera cigola malamente alla voltata manco la senti, da quanto sei rilassata.
    Come succede con Murakami, per dirne uno a caso.

    E poi c’è lo sconvolto agitato, che ti fa venire l’attacco d’ansia mentre leggi, sicché ti vedi in un parcheggio sotterraneo lercio mentre partecipi a un rave con dei tipi piercingati e i capelli a cresta di gallo. E muori di sete ma non ti fidi a bere perché chissà cos’hanno messo dentro la Cola. E ti scappa la pipì ma non vai in bagno perché temi di trovarci dentro un paio di quelli lì con i jeans calati a mezz’asta che ti chiedono di autografargli le chiappe, con la scusa che così non si dimenticano di te.
    Come succede con il signor Wallace.

    Insomma, criticate, dite quello che volete, ma non vado oltre le ☆☆☆
    Proverò a leggere altro di suo. Forse.

    * grazie a Dino Buzzati per il gentile contributo.

    said on 

  • 4

    ho scoperto DFW, o almeno ho iniziato, e già mi sento un po' meno sola. Lo amo per lo stile e i personaggi, per le trame che non vanno da nessuna parte in specifico, come la vita. Ed è tutto pieno di ...continue

    ho scoperto DFW, o almeno ho iniziato, e già mi sento un po' meno sola. Lo amo per lo stile e i personaggi, per le trame che non vanno da nessuna parte in specifico, come la vita. Ed è tutto pieno di senso, ma anche senza. E poi era un cremone, l'ho subito capito!

    said on 

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