The Broom of the System

By

Publisher: Little, Brown Book Group

4.1
(2576)

Language: English | Number of Pages: 480 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0349109230 | Isbn-13: 9780349109237 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
A visionary, a craftsman, a comedian and as serious as it is possible to be without accidentally writing a religious text. He can do anything with a piece of prose, and it is a humbling experience to see him go to work on what has passed up till now as "modern fiction". He's so modern he's in a different time-space continuum from the rest of us. Goddamn him' Zadie Smith The mysterious disappearance of her great- grandmother and twenty-five other elderly inmates from a Shaker Heights nursing home has left Lenore Stonecipher Beadsman emotionally stranded on the edge of the Great Ohio Desert. But that is simply one problem of many for the hapless switchboard operator, seriously compounded by her ongoing affair with boss Rick Vigorous; the TV stardom of her talking cockatiel, Vlad the Impaler; and other minor catastrophes that threaten to elevate Lenore's search for love and self-detemination to new heights of spasmodic weirdness.
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  • 5

    Stra - ordinario!

    Un libro fuori dagli schemi, un turbinio di incroci, incontri e personaggi. Un racconto difficile da decifrare che non ho ben capito a cosa porta ma che anche senza un vero finale è e rimane una stori ...continue

    Un libro fuori dagli schemi, un turbinio di incroci, incontri e personaggi. Un racconto difficile da decifrare che non ho ben capito a cosa porta ma che anche senza un vero finale è e rimane una storia. Unico nel suo genere.

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  • 0

    2017

    /a/
    [levando il bicchiere]
    “Alla filosofia di Wittgenstein, la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita!” [9]

    /b/
    [4]

    /c/
    Incipit. [1]

    /d/
    Edoardo Nesi si è innamorato di Mindy Metal ...continue

    2017

    /a/
    [levando il bicchiere]
    “Alla filosofia di Wittgenstein, la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita!” [9]

    /b/
    [4]

    /c/
    Incipit. [1]

    /d/
    Edoardo Nesi si è innamorato di Mindy Metalman (JAP) che ha dei piedi davvero brutti. OK.
    Un residuo diritto all’ovvio mi permette di affermare: Lenore (quella giovane) è uno dei personaggi femminili più straordinari della letteratura.
    Lenore (d’ora in avanti ometterò la precisazione: quella giovane, non chiamando in causa nella presente la sua omonima bisnonna) è fragile, insicura e complessata. Però. Sa ascoltare. Sa quando non occorre parlare e quando sì. Sa la differenza tra narrativa [8] e narrazione

    /e/
    (il male dei nostri anni). DFW aveva visto giusto, del resto ambientando il suo romanzo in un abbastanza prossimo futuro. Ci siamo smarriti: narrativa di scarsa qualità [3] e narrazione parossistica. Incapaci di distinguere tra l’una e l’altra. Di ridimensionare gli spacciatori seriali di narrazione. [10]
    Lenore sa farlo. Quando chiude gli occhi. Quando riapre gli occhi nel momento in cui la parola è determinante

    /f/
    (DFW dissemina il suo romanzo di piccoli misteri e di storie e vicende fini a se stesse.
    Il mistero viene spiegato senza spiegazioni. DFW sapeva parlare la matematica che non richiede un termine di più di quanto necessario.
    La storia e la vicenda fine a se stessa è una storia e una vicenda fine a se stessa. Esiste nel mondo in quanto la si può dire ma il soggetto Lenore sa quando la parola è determinante):

    /g/
    è quel che la distingue da Rick, l’uomo della narrazione, procaccia di parole, quello che (siamo noi) ha smarrito il discrimine tra la parola fine a se stessa e la parola determinante.
    Lenore è fragile, insicura e complessata.
    Rick è fragile, insicuro e complessato.
    Rick non si salva perché ha smarrito il discrimine wittgensteiniano. La parola è la realtà e la realtà è la parola ma il realismo estremo è ammorbidito (sempre) da: di ciò di cui non si può parlare si deve tacere. Rick non sa tacere, la consacrazione è nel finale:

    /h/
    a) parola.
    b) merda.
    c) legge.
    d) troga.
    e) sport.
    f) fede.
    g) Scarsdale.
    h) mondo.
    i) …

    /i/
    DFW scriveva romanzi d’amore.

    /j/
    La parola più ricorrente (non l’ho contata e questa è meramente una proposizione che si presta a confutazione) è: emozione in tutte le declinazioni: emotivo, emozionale, emotività,
    L’altro male dei nostri anni, del futuro abbastanza prossimo di DFW: la nostra intelligenza emotiva sta male. (Lasciamo perdere le considerazioni sull’intelligenza tout court.)
    La nostra intelligenza emotiva non funziona.
    Cleveland, abbiamo un problema.

    [1] Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti,
    [2] Mi manca chiunque. Ricordo quando ero giovane e avvertivo una sensazione e la identificavo come nostalgia di casa, e poi pensavo che era proprio strano, visto che a casa ci vivevo.
    [3] Sto cominciando a sospettare che nella gioventù americana ci sia qualcosa che non va. Prima di tutto c’è una quantità imbarazzante di giovani che sono interessati a scrivere narrativa. Decisamente imbarazzante. Interessati non è il termine giusto, in effetti. La gente semplicemente… interessata non scrive il tipo di cose che mi arrivano al giornale. Sono sempre storie tristi, tristissime. Che fine hanno fatto le storie allegre? O quantomeno quelle con una morale?
    [4] “Un racconto, grazie.”
    [5] “Quanto odio.”
    “È semplice odio di famiglia. Niente a che vedere con quello vero.”

    [6] Le facce dei non appartenenti sono le facce instabili che invece sono stabili, le facce auto-definite, le facce definite dal non appartenere a un luogo che è definito dall’appartenenza.
    [7] “Io mi trovo qui come ricordatore, non come cliente.”
    [8] “Vedi, Lenore adora le storie, e questo le fa credere di avere una sensibilità letteraria.”
    [9] “Ci sono parole che letteralmente realizzano le cose.”
    [10] “Il contesto è essenziale.”
    “Ma a me non interessa.”

    said on 

  • 5

    Opera d'arte

    La prima critica la faccio a me stesso perché è impossibile riassumere un libro così ricco di vicende, colore e folclore in poche righe.
    La seconda la faccio di nuovo a me stesso, ma come si fa anche ...continue

    La prima critica la faccio a me stesso perché è impossibile riassumere un libro così ricco di vicende, colore e folclore in poche righe.
    La seconda la faccio di nuovo a me stesso, ma come si fa anche solo a tentare di dare un giudizio. Basterebbe un semplice commento; mi piace, straordinario, divertente,....
    Ora sarò banale ma David Foster Wallace è davvero geniale. Avete presente quando vedete le giocate di Maradona? Lui non giocava semplicemente a calcio, era il calcio, aveva una conoscenza innata del gioco, talmente naturale da riuscire a superarlo e a reinventarlo. Foster Wallace è così. Gioca con le parole e con la narrazione. Cambia in continuazione ritmo. La struttura del romanzo non rispetta schemi e non prosegue in modo ordinato e logico ma la lettura non ci appare mai altrettanto confusa e disordinata anzi rimane il tutto scorrevole e avvincente. Cambia stile narrativo, in base al filone narrativo racconta in prima persona oppure in terza, cambia completamente linguaggio ed espressioni a seconda del contesto. Crea luoghi e situazioni inimmaginabili come il Deserto incommensurabile dell'Ohio, un luogo il cui scopo è quello di non fare stare troppo felici le persone.
    Come se non bastasse, per spezzare ancora una volta il ritmo, alla storia principale, già variegata di suo, si intrecciano poi le storie dei libri che vengono spedite alla casa editrice e che Rick racconta a Lenore. Così si creano racconti nel racconto. Storie a loro volte assurde, comiche con finali deliranti.
    Tutto quest'insieme di elementi che possono far sembrare fin barocco e pesante il libro in realtà sono assemblati con una genialità tale da rendere la lettura fluida e divertente. Ci si sente immersi e rapiti dal romanzo. Diventa impossibile dimenticare le situazioni e le teorie sull'uomo e la sua natura.
    Si potrebbe intuire un significato in tutto ciò che ci racconta ma io preferisco lasciare il romanzo a se stesso, ammirarlo per tutta la sua bellezza e complessità come si fa quando si ammira il Giudizio Universale di Michelangelo. Si sta lì, zitti e immobili.

    http://bolabooks.blogspot.com/2017/02/la-scopa-del-sistema-david-foster-wallace.html

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  • 5

    Surreale, allucinante

    A tratti sembra essere stato scritto da qualcuno sotto l'effetto di qualche droga per quanto è assurdo. Ma non si può negare la genialità di Wallace, il suo modo di giocare con le parole è incredibile ...continue

    A tratti sembra essere stato scritto da qualcuno sotto l'effetto di qualche droga per quanto è assurdo. Ma non si può negare la genialità di Wallace, il suo modo di giocare con le parole è incredibile. Alla fine non puoi dire di aver capito veramente il libro, anzi se lo capissi sul serio fino in fondo probabilmente avresti di che preoccuparti... E' pirotecnico, illogico, surreale, ti lascia davvero spiazzato... Ma certi personaggi e certe scene sono indimenticabili. Lettura a tratti impegnativa, ma ne vale davvero la pena.

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  • 4

    Un libro anomalo con andate e ritorni, con personaggi che si intersecano e con situazioni descritte in modi molto diversi. Si è di fronte a una scrittura dove il dialogo è molto importante e pure il m ...continue

    Un libro anomalo con andate e ritorni, con personaggi che si intersecano e con situazioni descritte in modi molto diversi. Si è di fronte a una scrittura dove il dialogo è molto importante e pure il modo di affrontare la narrazione assume aspetti di ricerca.

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  • 1

    La scopa del sistema

    dio, che fatica. ci ho messo tantissimo a finirlo e non ne potevo più. è una storia senza capo nè coda scritta in modo volutamente contorto e compiaciuto. peccato, perchè mi fidavo di chi me l'ha rega ...continue

    dio, che fatica. ci ho messo tantissimo a finirlo e non ne potevo più. è una storia senza capo nè coda scritta in modo volutamente contorto e compiaciuto. peccato, perchè mi fidavo di chi me l'ha regalato e di chi me lo ha recensito bene. non mi ha lasciato nulla e decisamente non è nelle mie corde.

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  • 5

    Ero titubante su Wallace genio incompreso, invece questo primo romanzo mi ha tenuta incollata e frastornata piacevolmente. Personaggi originali e che mi rimarranno addosso per un bel po'. Digressioni ...continue

    Ero titubante su Wallace genio incompreso, invece questo primo romanzo mi ha tenuta incollata e frastornata piacevolmente. Personaggi originali e che mi rimarranno addosso per un bel po'. Digressioni continue ma non noiose, forse mi é sfuggito il senso di qualcosa, ma in fondo la vita é così, no?! Sono pronta per Infinite Jest!

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