The Calling of the Grave

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Publisher: Bantam Press

3.6
(193)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) German , Italian , Dutch

Isbn-10: 0593063465 | Isbn-13: 9780593063460 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others , Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
When a body is found on an isolated region of Dartmoor, forensic anthropologist Dr David Hunter is asked to join the search for further remains also believed to be buried nearby. The body belongs to a victim of Jerome Monk, a violent rapist and serial killer now serving a life sentence after one of the longest manhunts in UK history. Abnormally strong, Monk is a physical freak believed to have murdered at least five teenage girls, although only one has ever been found. With Monk remaining silent as to the fate of his victims, it's hoped the discovery of the first grave will prove a breakthrough. Hampered by the harsh conditions on the Moor as well as internal disputes, the entire operation seems doomed to failure. When Monk undergoes an apparent change of heart and agrees to assist with the search, Hunter is unhappy at the prospect of the killer being brought out to Dartmoor, and convinced his motives are far from what they seem. But the imminent arrival of Monk is the least of his problems. Because a dangerous woman from Hunter's past has reappeared. Beautiful and insane, Grace Strachan tried to kill him once before.
Now she's back, leaving a trail of innocent blood in her wake - and this time she is determined to succeed ...
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    E’ il primo libro che leggo di questo autore e con questo protagonista David Hunter.
    La presentazione del protagonista nei primissimi capitoli mi è piaciuta tantissimo, talmente tanto che l’epilogo do ...continue

    E’ il primo libro che leggo di questo autore e con questo protagonista David Hunter.
    La presentazione del protagonista nei primissimi capitoli mi è piaciuta tantissimo, talmente tanto che l’epilogo dopo poco mi ha completamente spiazzata.
    A parte le vicissitudini famigliari, non posso certo dire che questo patologo forense sia uguale alla
    Temperance Brennan della serie televisiva “Bones”, ad un certo punto mi è sembrato che girasse a vuoto.
    Ha cercato di contattare solo una persona, le altre praticamente lo hanno coinvolto suo malgrado…ma durante tutta la vicenda lo vedevo poco incline alle ipotesi o mettersi a riflettere su un sacco di cose dette e non dette.
    Poi alla fine in poche pagine ecco lì che si illumina di immenso e va direttamente dai responsabili a fargli l’esame di coscienza…. Da questo punto di vista mi è piaciuto poco.
    E’ scritto bene, scorrevole ed in alcuni punti ti inchioda alla sedia.. ma diciamola tutta l’orchestrazione poteva essere migliore, peccato perché la storia c’era.

    said on 

  • 5

    AL CARDIOPALMA!

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ...continue

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ho afferrato il romanzo, me lo sono girato e rigirato tra le mani, ho letto la trama e qualche istante dopo ero alla cassa.
    Una volta rincasata, purtroppo, ho dovuto mettere il libro in un angolo, perché stavo leggendo, contemporaneamente, altri due romanzi e non volevo aggiungere pure questo a un bagaglio già bello consistente.
    Dentro di me qualcosa mi diceva che, quando mi fossi imbattuta nella lettura del romanzo, non sarei più riuscita a metterlo giù.
    Così, dopo aver terminato gli altri due libri, finalmente mi sono seduta sul divano, ho preso un bel respiro e mi sono avventurata tra le pagine di un romanzo che, fin da subito, ha attirato la mia totale attenzione.
    Era proprio come lo immaginavo.
    La trama, incalzante, è un turbine di azione, di informazioni, di colpi di scena e lascia davvero senza fiato.
    L'autore "butta" subito il lettore all'interno della storia e ci permette di conoscere fin dalle prime pagine, e senza troppi sconti, gli efferati omicidi perpretati dal serial Killer Jerome Monk, accusato di aver ucciso in modo barbaro tre ragazze, di cui due gemelle, e di aver nascosto i cadaveri nella triste e lugubre brughiera del Dartmoor, in Inghilterra.
    Il ritrovamento di un primo cadavere, martoriato all'inverosimile, darà il via a una serie di avventure collegate splendidamente le une alle altre.
    L'autore non permette al lettore di adagiarsi sugli allori o di riflettere più del dovuto. Dopo un avvenimento, ne segue immediatamente un altro e si va avanti così, capitolo dopo capitolo, fino ad arrivare al fenomenale colpo di scena finale, assolutamente imprevedibile.
    Jerome Monk mi ha terrorizzata. Una scena, in particolare, mi ha coinvolta a tal punto che, alla fine, mi sono accorta di aver quasi trattenuto il respiro.
    Ogni azione descritta dall'autore è precisa, perfetta, ricca di particolari. Non gli sfugge nulla e questa attenzione consente al lettore di riuscire a immaginarsi "totalmente" all'interno del romanzo.
    Quindi, premetto che la tachicardia è una sensazione che proverete spesso, leggendo questo libro.
    Avevo già sentito parlare di Simon Beckett ma, e devo dire purtroppo, questo è il primo romanzo che leggo di David Hunter, l'antropologo forense che si trova ad aiutare spesso la polizia nella risoluzione di casi efferati di omicidi.
    In cuor mio, spererei davvero che qualche produttore intendesse riprodurre al cinema "La voce dei morti". Otterrebbe senz'altro un successo insperato.
    Logicamente, ora andrò alla ricerca di un altro libro di David Hunter che, tra parentesi, ho amato e apprezzato sin dalle prime pagine. E' un personaggio con un grande rigore morale, coraggioso ma anche debole in alcuni momenti e incapace, a volte, di rispondere nei giusti toni. Sono proprio queste caratteristiche, alla fine, a renderlo davvero umano e sicuramente vicino al mondo reale.
    ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!

    said on 

  • 5

    AL CARDIOPALMA!

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ...continue

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ho afferrato il romanzo, me lo sono girato e rigirato tra le mani, ho letto la trama e qualche istante dopo ero alla cassa.
    Una volta rincasata, purtroppo, ho dovuto mettere il libro in un angolo, perché stavo leggendo, contemporaneamente, altri due romanzi e non volevo aggiungere pure questo a un bagaglio già bello consistente.
    Dentro di me qualcosa mi diceva che, quando mi fossi imbattuta nella lettura del romanzo, non sarei più riuscita a metterlo giù.
    Così, dopo aver terminato gli altri due libri, finalmente mi sono seduta sul divano, ho preso un bel respiro e mi sono avventurata tra le pagine di un romanzo che, fin da subito, ha attirato la mia totale attenzione.
    Era proprio come lo immaginavo.
    La trama, incalzante, è un turbine di azione, di informazioni, di colpi di scena e lascia davvero senza fiato.
    L'autore "butta" subito il lettore all'interno della storia e ci permette di conoscere fin dalle prime pagine, e senza troppi sconti, gli efferati omicidi perpretati dal serial Killer Jerome Monk, accusato di aver ucciso in modo barbaro tre ragazze, di cui due gemelle, e di aver nascosto i cadaveri nella triste e lugubre brughiera del Dartmoor, in Inghilterra.
    Il ritrovamento di un primo cadavere, martoriato all'inverosimile, darà il via a una serie di avventure collegate splendidamente le une alle altre.
    L'autore non permette al lettore di adagiarsi sugli allori o di riflettere più del dovuto. Dopo un avvenimento, ne segue immediatamente un altro e si va avanti così, capitolo dopo capitolo, fino ad arrivare al fenomenale colpo di scena finale, assolutamente imprevedibile.
    Jerome Monk mi ha terrorizzata. Una scena, in particolare, mi ha coinvolta a tal punto che, alla fine, mi sono accorta di aver quasi trattenuto il respiro.
    Ogni azione descritta dall'autore è precisa, perfetta, ricca di particolari. Non gli sfugge nulla e questa attenzione consente al lettore di riuscire a immaginarsi "totalmente" all'interno del romanzo.
    Quindi, premetto che la tachicardia è una sensazione che proverete spesso, leggendo questo libro.
    Avevo già sentito parlare di Simon Beckett ma, e devo dire purtroppo, questo è il primo romanzo che leggo di David Hunter, l'antropologo forense che si trova ad aiutare spesso la polizia nella risoluzione di casi efferati di omicidi.
    In cuor mio, spererei davvero che qualche produttore intendesse riprodurre al cinema "La voce dei morti". Otterrebbe senz'altro un successo insperato.
    Logicamente, ora andrò alla ricerca di un altro libro di David Hunter che, tra parentesi, ho amato e apprezzato sin dalle prime pagine. E' un personaggio con un grande rigore morale, coraggioso ma anche debole in alcuni momenti e incapace, a volte, di rispondere nei giusti toni. Sono proprio queste caratteristiche, alla fine, a renderlo davvero umano e sicuramente vicino al mondo reale.
    ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!

    said on 

  • 3

    un buon beckett

    mi piace molto questo scrittore, mi piacciono la sua scrittura ed il suo personaggio principale.
    la storia l'ho trovata un pò debole, a volte troppo puntata a colpire... ma lo si può perdonare. ...continue

    mi piace molto questo scrittore, mi piacciono la sua scrittura ed il suo personaggio principale.
    la storia l'ho trovata un pò debole, a volte troppo puntata a colpire... ma lo si può perdonare.

    said on 

  • 3

    Monk come Blaze

    Jerome Monk è un gigante dalla forza inaudita, ed è forse il serial killer che ha ucciso e stuprato tre ragazze, seppellendone i corpi nella brughiera. L’antropologo forense David Hunter con un gruppo ...continue

    Jerome Monk è un gigante dalla forza inaudita, ed è forse il serial killer che ha ucciso e stuprato tre ragazze, seppellendone i corpi nella brughiera. L’antropologo forense David Hunter con un gruppo di specialisti è chiamato a riconoscere il cadavere di una di esse, casualmente scoperto da alcuni escursionisti. Otto anni sono trascorsi da quel giorno, quando Monk riesce a evadere, e sembra nutrire un odio implacabile verso chi ha partecipato alle ricerche. Sophie, esperta di scienza del comportamento, ora vive in un solitario cottage in campagna e chiede aiuto al dott. Hunter, che si reca da lei x proteggerla e contribuire alle indagini. Il passato ridiventa presente in una spirale di violenza, sospetto e paura. La storia non è molto avvincente, lenta nella prima parte, con un finale poco credibile e moventi fragili. Solo nei gialli i protagonisti hanno comportamenti del tutto irrazionali, andandosi a cacciare nei guai anziché chiamare soccorso, come farebbe ogni persona di buon senso. Forse è proprio questo lo scopo degli autori: suscitare nel lettore l’allarmato desiderio di mettere in guardia l’incauto. I personaggi sono stereotipati e il dott. Hunter non è neppure troppo simpatico: è geloso, irascibile e, come molti cattedratici, suscettibile x quanto riguarda il suo lavoro. La figura più interessante è Monk, che mi ha ricordato il Blaze di King. Sono forse troppi i colpi di scena, come in altri romanzi di Beckett, ma nel complesso la storia è accettabile se non si cercano troppi approfondimenti. Ovviamente, l’apparenza inganna. Apprezzabile la descrizione della brughiera inglese.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Ho letto questo quarto episodio di Beckett a notevole distanza dal precedente, quindi non ricordavo affatto quello che era capitato prima. Questo però non ha influito più di tanto, perché la storia m ...continue

    Ho letto questo quarto episodio di Beckett a notevole distanza dal precedente, quindi non ricordavo affatto quello che era capitato prima. Questo però non ha influito più di tanto, perché la storia mi ha tenuta incollata alle pagine, l’autore ha saputo creare quasi da subito interesse (ricordo che gli altri inizi erano sicuramente più lenti) e quindi la lettura è proceduta spedita. Ci sono rimasta male quando in una sola riga viene data notizia della morte della moglie e della figlia di David a fine di un capitolo poi e dal successivo… niente si ricomincia come se niente fosse successo.
    Piuttosto odiosi alcuni personaggi, alcuni scomparsi presto tipo l’archeologo, ma purtroppo altri tipo Terry Connors me li sono dovuta sorbire per molto tempo. Terry non mi è piaciuto da subito, da quando era palese. nonostante questo venga rivelato solo nella parte finale, che aveva avuto una storia con Sophie in passato perchè era l’unico motivo sensato che poteva spiegare l’astio che c’era tra loro durante quell’indagine. Mi è invece piaciuto il personaggio di Monk perché già dalla sua prima apparizione avevo intuito che potesse esserci qualcosa di buono in lui, non ostante tutto.
    La storia è comunque interessante nonostante la pessima traduzione, ci sono certe frasi qua e là campate veramente per aria e mi stupisco vista la casa editrice di solito piuttosto attenta. Solo una parte l’ho trovata un filino eccessiva…la fuga dalla grotta…capisco tutto, ma David, non sei Rambo, non puoi riuscire a fare tutto in maniera miracolosa, dai.
    Altro appunto: sono rimasta un po’ perplessa sulle morti di Monk, Terry, Roper. Anche queste si sono concluse in un paio di righe esagerando e… chi si è visto si è visto. Non so, magari non c’era bisogno di approfondire tanto, ma così mi è sembrato solo un modo veloce per chiudere con quei protagonisti e basta.
    Ad ogni modo mi ha fatto piacere incontrare nuovamente David Hunter che mi è sempre piaciuto come personaggio.
    Un “personaggio” che ha fatto solo una rapida apparizione ma che mi è piaciuto lo s tesso tanto?Il barbagianni. Chissà perché…

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  • 2

    C'è stato un periodo in cui divoravo thriller e gialli e li trovavo anche divertenti. Adesso mi dicono poco e mi lasciano ancor meno.
    Questo non sarebbe neanche scritto malissimo, ma l'ho trovato scon ...continue

    C'è stato un periodo in cui divoravo thriller e gialli e li trovavo anche divertenti. Adesso mi dicono poco e mi lasciano ancor meno.
    Questo non sarebbe neanche scritto malissimo, ma l'ho trovato scontato e mi ha lasciato davvero poco.

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  • 4

    Quarto libro con David Hunter

    Un altro bel thriller con l'antropologo forense David Hunter; questa volta facciamo anche un salto nel passato, a 8 anni prima quando collaborava alle indagini su un serial killer, Monk, e la sua fami ...continue

    Un altro bel thriller con l'antropologo forense David Hunter; questa volta facciamo anche un salto nel passato, a 8 anni prima quando collaborava alle indagini su un serial killer, Monk, e la sua famiglia era ancora viva. Per poi tornare nel presente con la fuga del "mostro". Bel ritmo, alta tensione e qualche colpo di scena. Qualche piccola incongruenza nel finale, in qualche spiegazione di David Hunter.
    In attesa che esca il prossimo.

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  • 3

    Mi aspettavo di meglio dal Doc Hunter.

    Si storia carina, sempre con il solito schema degli altri libri. Tuttavia questa volta sono rimasto un po' deluso perché il libro non è riuscito a trasportarmi come gli altri, in particolare "Scritto ...continue

    Si storia carina, sempre con il solito schema degli altri libri. Tuttavia questa volta sono rimasto un po' deluso perché il libro non è riuscito a trasportarmi come gli altri, in particolare "Scritto nelle Ossa". In alcuni momenti l'ho trovato anche noioso, non lo ritengo ben fatto dal punto di vista del ritmo e anche la storia non è proprio coinvolgente.

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  • 4

    Pregiudizi che nascondono atroci verità

    Un thriller molto ben costruito; atroce, crudele, efferato con un briciolo di "pietas" umana che si intravvede verso al fine del romanzo. Molto interessante anche dal punto di vista scientifico per la ...continue

    Un thriller molto ben costruito; atroce, crudele, efferato con un briciolo di "pietas" umana che si intravvede verso al fine del romanzo. Molto interessante anche dal punto di vista scientifico per la ricchezza di terminologia antropologo-forense.

    said on