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The Castle

(Everyman's Library Classics)

By Irving Howe,Franz Kafka

(4)

| Hardcover | 9781857151275

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Book Description

Summoned to take up the position of a land surveyor to the mysterious lord of a castle, the character known as K. finds himself in a bitter and baffling struggle to contact his new employer and go about his duties.

229 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    不要把"城堡"當作"官僚體系"來解讀. "城堡"作為一個象徵, 既極抽象, 亦極具體, 其實代表著存在中最不得其門而入的一切一切. 這不是一個謎, 沒有謎底, 所以不必刻意去破解"城堡"是甚麼. 反而有三個視角值得考量, 1/ "K"的態度, 是妥協? 是激越? 是熱情投入, 還是冷漠處之? 2/ 那些長長對話中的修辭, 像極了HEGEL的辯證法的語言, 不斷轉折, 自我推翻... 但當然是文學化的辯證法, 還充滿著IRONY和HUMOR. 3/ "愛欲"在這故事當中的重要性.

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    Fy Koon said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    猶如無盡迴圈夢魘般的日常,高聳冷漠的社會層級屹立,被囚禁在無謂的努力與重複的勞動之中。
    整篇故事就像在做完漫長噩夢的清晨般,頭痛,沉重,迷濛。仔細一看,原來還在夢中。
    認真一想,原來這就是日常。

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    sean said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    8/10

    Dopo la mia tragica esperienza con 'La metamorfosi' letto in lingua originale ( grazie mille prof di tedesco) avevo ben poche aspettative su Kafka; pensavo non facesse per me. Invece questo romanzo mi é piaciuto molto e mi è finalmente chiaro il conc ...(continue)

    Dopo la mia tragica esperienza con 'La metamorfosi' letto in lingua originale ( grazie mille prof di tedesco) avevo ben poche aspettative su Kafka; pensavo non facesse per me. Invece questo romanzo mi é piaciuto molto e mi è finalmente chiaro il concetto di ' Kafkiano' perché non ci sarebbe modo migliore per esprimerlo.
    Libro un po' onirico, veloce, astratto ma a tratti incredibile te pratico. Un' esperienza difficile da vivere con altri scrittori. Purtroppo è rimasto incompiuto e perciò non riesce ad arrivare al livello di altri capolavori che ho letto, ma sono veramente contenta di aver dato un' altra possibilità a Kafka!
    Lo consiglio solo a chi se la sente sul momento perché essendo molto dispersivo, specialmente all' inizio, è difficile da leggere.

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    Sameterry said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lasciate ogni speranza voi ch'entrate

    Il clima inquietante di una vecchia rapsodia ungherese, aleggia su questo romanzo e lo pervade. In un luogo sospeso nel tempo, dalla somiglianza medievale, Il Castello costruito da Kafka non è altro che un guazzabuglio di casupole chiaramente ...(continue)

    Il clima inquietante di una vecchia rapsodia ungherese, aleggia su questo romanzo e lo pervade. In un luogo sospeso nel tempo, dalla somiglianza medievale, Il Castello costruito da Kafka non è altro che un guazzabuglio di casupole chiaramente stagliato nell'aria. Un maniero intorno a cui ruota un mondo rurale popolato da contadini, frequentatori di locande presso cui K. chiede un letto per la notte. Il protagonista, in qualità di agrimensore, è convocato da un conte sconosciuto per un piano di lavoro ma, giunto sul posto, una schiera di personaggi ostili e diffidenti gli impedisce di essere ricevuto. Inizia per K. una vita impossibile fatta di logiche senza speranza, di scene ridicole e ostacoli assurdi. Dal ruolo per il quale è stato nominato finisce per lavorare come bidello presso una scuola nelle cui classi può svolgere la vita domestica a patto che traslochi ogni mattina prima che la lezione cominci. Tutto è regolato dal rilascio di permessi, dall'invio di messaggi e senza un tramite è impossibile anche trovare un giaciglio per dormire. Non c'è uno sprazzo di luce nell'oscurità, né una favorevole occasione grazie alla quale l'agrimensore disperato possa giungere davanti ai massimi vertici per chiedere chiarimenti. L'uomo creato da Kafka è una statuina di terracotta dall' esistenza fragile che va in frantumi un poco alla volta, un uomo il cui nome sembra sgretolarsi in tanti pezzi, le lettere che lo compongono si perdono fino a rimanere, come unica superstite, una sola consonante, la K. Nonostante tutto, il protagonista tenta di rimanere lucido nelle proprie riflessioni di fronte alle avversità, cerca di attribuire una valida risposta ai perché dell’irragionevolezza ma si arrende al suo moto segreto, lo contempla e ne esce ogni volta disfatto. Anche il sistema delle cose insensate sembra avere una sua logica interna. Presso il Castello vige una vena d’ incoerenza nella natura delle regole, perché ognuna di esse ha un proprio ordine e non è mai assoluta, appartiene al suo mondo e non per questo è meno valida. L'angoscia persecutoria dell'autore ritorna in questa burlesca parodia che interpreta e rappresenta l'uomo moderno oppresso da un'entità suprema e invisibile dalla quale non riesce a liberarsi. L'arrivo al villaggio è come varcare la soglia dell'inferno dantesco, in una città dolente, in un eterno dolore, tra la perduta gente. Un mondo per cui bisogna lasciare ogni speranza prima di entrare.

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    Martin Eden said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un mondo così terribile da essere quasi reale.

    Uno straordinario labirinto senza speranza, un mostro burocratico che solamente il genio di Kafka avrebbe potuto concepire. Un romanzo di straordinaria lentezza, dai diversi picchi di ironia che sbeffeggiano sia gli ingranaggi dell'Apparato che colui ...(continue)

    Uno straordinario labirinto senza speranza, un mostro burocratico che solamente il genio di Kafka avrebbe potuto concepire. Un romanzo di straordinaria lentezza, dai diversi picchi di ironia che sbeffeggiano sia gli ingranaggi dell'Apparato che colui che si impegna a lottare per emergere e creare una breccia all'interno del muro dell'Apparato stesso. Un testo sull'incomunicabilità, sul pregiudizio, sulla rassegnazione, ma in particolare sull'utopia della comprensione del mondo, creato sì dall'uomo, ma che ormai va per conto suo e quindi questo mondo, l'uomo, non lo comprende più.
    Romanzo incompiuto in cui la Mondadori riporta diversi estratti rimossi o modificati dall'autore e che per lo più appesantiscono la lettura, dando raramente invece un contributo prezioso. Lettura ostica ma meravigliosamente kafkiana.

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    Marco Migliorato said on Jun 27, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    bellissima metafora di vizi e virtù del 900... pagine da leggere e poi rileggere perchè ti erano sembrate deliranti... ma perchè non è finito... quei puntini di sospensione mi hanno lasciata senza parole.

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    paolina62 said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

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