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The Castle of Crossed Destinies

By

Publisher: Vintage

3.8
(3277)

Language:English | Number of Pages: 144 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , French , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0099268051 | Isbn-13: 9780099268055 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A group of travellers chance to meet, first in a castle, then a tavern. Their powers of speech are magically taken from them and instead they have only tarot cards with which to tell their stories. What follows is an exquisite interlinking of narratives, and a fantastic, surreal and chaotic history of all human consciousness.
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  • 3

    STORIE NATE DA UN MAZZO DI CARTE (ANZI DUE)

    RILETTO IN EBOOK
    _____________
    L’idea di scrivere un racconto lasciandosi ispirare da delle figure è senz’altro interessante e affascinante e, al giorno d’oggi, credo possa considerarsi quasi come un tipico esercizio da scuola di scrittura creativa. Io stesso mi sono trovato a scriver ...continue

    RILETTO IN EBOOK
    _____________
    L’idea di scrivere un racconto lasciandosi ispirare da delle figure è senz’altro interessante e affascinante e, al giorno d’oggi, credo possa considerarsi quasi come un tipico esercizio da scuola di scrittura creativa. Io stesso mi sono trovato a scrivere lasciandomi ispirare da qualche dipinto.
    Se anziché prendere una singola immagine, ne prendiamo alcune in serie, la storia può svilupparsi in modo suggestivo.
    Delle immagini che possono svolgere questa funzione sono quelle delle carte da gioco. Quelle francesi possono ispirare fino a un certo punto, avendo ben poco più che tre sole figure, re, regina e fante, in quattro diverse varianti e altrettanti segni (o simboli). Le carte napoletane fanno la pari con queste, sebbene dispongano di una grafica più fantasiosa e di una diversa simbologia, oltre che di una tripletta un po’ diversa (re, regina e cavaliere).
    Derivati dalle carte napoletane, ci sono però i tarocchi, che ai quattro semi aggiungono alcune figure ricche sia di significato, sia di allusioni visive: gli Arcani Maggiori (un tempo detti Trionfi), 22 carte (o Lame) che si sommano alle 56, dette Arcani Minori, che, similmente ai citati mazzi di carte da gioco, sono divise nei 4 semi della tradizione italiana. Le figure qui sono 4 (Re, Regina, Cavaliere e Fante) e le carte numerali 10.
    Tale ricchezza rende queste carte adatte non solo al gioco, ma anche alla divinazione. La narrativa segue, in fondo, meccaniche interpretative non molto diverse.
    Gli Arcani Maggiori sono: Il Bagatto, La Papessa, L’Imperatrice, L’Imperatore, Il Papa, L’Innamorato, Il Carro, La Giustizia, L’Eremita, La Ruota della Fortuna, La Forza, L’Appeso, La Morte, La Temperanza, Il Diavolo, La Casa di Dio, La Stella, La Luna, Il Sole, Il Giudizio, Il Mondo e Il Matto.
    Come si può ben capire da questo elenco, nel mazzo si nascondono numerosi personaggi, situazioni, ambientazioni. Il gioco di prendere alcune carte e leggerle una dietro l’altra per raccontare una storia, sia essa la divinazione della cartomanzia o opera narrativa sorge spontaneo.
    A tale esperimento si è prestato uno dei massimi autori italiani, Italo Calvino, che ammiriamo per ben più felici prove, che nel volume “Il castello dei destini incrociati” si destreggia con ben due mazzi, uno di fattura più raffinata con cui dà luogo alla serie di racconti che dà il nome al volume, e uno di fattura più rozza, che dà vita alla serie di racconti de “La taverna dei destini incrociati”, parte del medesimo volume.
    Il meccanismo delle due raccolte è il medesimo: alcuni avventori si ritrovano nel primo caso in un castello e nel secondo in una locanda, tutti privi della voce. Alcuni di loro prendono a narrare la propria storia scegliendo alcune lame dei tarocchi e mostrandole una dopo l’altra. Il narratore, come un cartomante, interpreta per noi la loro vicenda. Le storie si intrecciano, alcune carte vengono usate da diversi avventori in modo differente.
    Ritroviamo attorno ai due tavoli le vicende di alcuni personaggi ben noti, quali Elena di Troia, i paladini Orlando e Astolfo, Carlo Magno, Faust, Edipo, accanto ad altre vicende di figure che restano anonime, pur rivelandosi nelle vesti esemplari di cavalieri, principesse, vampiri, briganti o altro.
    La forma narrativa appare, di conseguenza, un po’ distante, sia perché si ascoltano narrare eventi passati e non si vivono direttamente, sia per lo sforzo interpretativo simulato dal narratore, sia per il continuo spostarsi dell’attenzione dalle carte alla vicenda narrata, che all’inizio appare suggestiva, ma che dopo i primi racconti, comincia un po’ ad annoiare, essendo il meccanismo ormai ben chiaro. Oltretutto il secondo gruppo di racconti riprende la medesima struttura del primo, portandoci solo all’ulteriore sforzo di immaginare un diverso mazzo di carte, con un diverso tipo di disegni per le medesime figure.
    Nelle intenzioni originarie di Calvino c’era la volontà di farne anche una terza parte (“Il motel dei destini incrociati”), utilizzando questa volta non dei tarocchi ma le vignette dei fumetti, riordinate per descrivere storie diverse. Tale trovata (non realizzata), avrebbe però avuto il difetto di usare come mattoni delle storie elementi meno certi, definiti e riconoscibili, quali invece sono le 78 lame dei tarocchi, carte non certo diffusissime, ma note e riconoscibili.
    Se l’esperimento all’inizio incuriosisce, il suo protrarsi però non mi pare giovi all’attenzione del lettore, nonostante le possibili numerose varianti e le citazioni dotte.

    said on 

  • 4

    Questo tempo è scardinato..

    ...maledetto destino essere nato per rimetterlo in sesto :)
    gli uomini si affannano, invano, per accappararsi e combinare le opzioni migliori..ma poi, puff, soffia il vento del destino e i tarocchi volano nuovamente via, liberi e tutti scombinati.
    E il poeta, trasognato, sta in un ang ...continue

    ...maledetto destino essere nato per rimetterlo in sesto :)
    gli uomini si affannano, invano, per accappararsi e combinare le opzioni migliori..ma poi, puff, soffia il vento del destino e i tarocchi volano nuovamente via, liberi e tutti scombinati.
    E il poeta, trasognato, sta in un angolo di quel banchetto, ad osservare..
    Un'opera solo abbozzata che avrebbe potuto diventare un capolavoro.

    said on 

  • 4

    Un esperimento di grande fascino

    Da un'idea affascinante come poche Calvino trae un'opera quasi perfetta. Dico quasi perché soffre di eccessiva monotonia nella seconda parte. Per il resto è un grande sfoggio di maestria, creatività e cultura. Un gioco letterario che, se preso nel modo giusto, regala bei momenti di soddisfazione ...continue

    Da un'idea affascinante come poche Calvino trae un'opera quasi perfetta. Dico quasi perché soffre di eccessiva monotonia nella seconda parte. Per il resto è un grande sfoggio di maestria, creatività e cultura. Un gioco letterario che, se preso nel modo giusto, regala bei momenti di soddisfazione intellettuale.

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  • 3

    C'è sempre, nelle opere della maturità di Calvino, qualcosa di troppo ragionato e simmetrico che le rende fredde e per niente coinvolgenti.
    Posso apprezzare lo stile e il lavoro di costruzione delle storie, ma non posso di sicuro dire che mi abbiano preso o appassionato...

    said on 

  • 0

    "Il mondo non esiste - Faust conclude quando il pendolo raggiunge l’altro estremo, non c’è un tutto dato tutto in una volta: c’è un numero finito d’elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardi di miliardi , e di queste solo poche trovano una forma e un senso e s’impongono in mezzo a un ...continue

    "Il mondo non esiste - Faust conclude quando il pendolo raggiunge l’altro estremo, non c’è un tutto dato tutto in una volta: c’è un numero finito d’elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardi di miliardi , e di queste solo poche trovano una forma e un senso e s’impongono in mezzo a un pulviscolo senza senso e senza forma, come le settantotto carte del mazzo di tarocchi nei cui accostamenti appaiono sequenze di storie che subito si disfano."

    La citazione ben rappresenta, secondo me, il senso ultimo del libro.
    (Il senso ultimo della nostra esistenza.)

    http://alea-iactaest.blogspot.it/2014/06/il-castello-dei-destini-incrociati.html

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  • 1

    Miseramente abbandonato.
    Oltretutto, amante dei tarocchi, avevo la pelle d'oca ogni volta che una carta veniva interpretata in base al disegno.
    Calvino, mi spiace ma questi giochetti potrebbe farli chiunque a mio parere. Dove sta la genialità?

    said on 

  • 3

    L'idea di creare storie dall'osservazione dei tarocchi mi è sembrata geniale, ma i racconti finivano per assomigliarsi un po' tutti tra loro. Pur avendo un numero di pagine molto ridotto mi è risultato difficile da finire.

    said on 

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