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The Castle of Otranto

By

3.3
(2030)

Language:English | Number of Pages: | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , German

Isbn-10: GB696 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Copyright free ebook of The Castle of Otranto by Horace Walpole
Sorting by
  • 3

    "Oimè!" le rispose l'incognito: "che far poss'io per assistervi? Mi esibisco di morire in vostra difesa, ma non son pratico nè di questo luogo, nè del palazzo, ed ho anch'io bisogno..."

    Sinceramente? Ho riso di gusto. Credo che Jane Austen e Northanger Abbey mi abbiano definitivamente rovinato tutti libri di questo tipo, prima ancora che ne leggessi uno!

    said on 

  • 4

    3,75

    Per il lettore contemporaneo, niente che non fosse già sentito (castelli, fantasmi,profezie, tiranni, eredi legittimi che spuntano sul finale) ma, per quanto semplice come trama (ripeto, vista nell'ot ...continue

    Per il lettore contemporaneo, niente che non fosse già sentito (castelli, fantasmi,profezie, tiranni, eredi legittimi che spuntano sul finale) ma, per quanto semplice come trama (ripeto, vista nell'ottica contemporanea), a me il libro è davvero piaciuto!Ad essere sincera mi ha anche sorpresa qualcosa del finale, che mi aspettavo andasse diversamente. Non so come sia l'originale, ma la traduzione in un italiano arcaico a me non ha dato fastidio, anzi è un elemento caratteristico che mi è piaciuto.

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  • 3

    Scritto nel 1765 quella che ho letto deve essere un'edizione per studenti di letteratura inglese: a pag 92 il romanzo non era ancora iniziato ma sapevo tutto di questo scrittore: della sua passione pe ...continue

    Scritto nel 1765 quella che ho letto deve essere un'edizione per studenti di letteratura inglese: a pag 92 il romanzo non era ancora iniziato ma sapevo tutto di questo scrittore: della sua passione per l'architettura gotica,il suo sfidarsi con lingua biforcuta con Voltaire, dei suoi viaggi in Italia che gli hanno ispirato questo libro che oltre al luogo non ha un riscontro storico forse per questo che mi ha un po' delusa sopratutto se lo paragono al libro che ho letto prima di questo.
    Tutte le note con i riferimenti alle commedie di Shakespeare mi hanno lasciata del tutto indifferente, l'unica curiosità che mi hanno sollevato queste numerose note sono "le prigioni " di Giovanni Battista Piranesi, incisioni parecchio inquietanti (1720 1778)

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  • 0

    Stipite

    Senza dubbio si divertivano.
    L'Italia pittoresca (con l'accento british della sassone impersonata da un giovane Enrico Montesano) ispirava.
    Cliché su cliché e un imminente romanticismo.
    Il Valpollo in ...continue

    Senza dubbio si divertivano.
    L'Italia pittoresca (con l'accento british della sassone impersonata da un giovane Enrico Montesano) ispirava.
    Cliché su cliché e un imminente romanticismo.
    Il Valpollo inavvertitamente pone le basi di un genere
    Romanzo mattoneggiante ma leggibile. Gotico sui generis.
    Il radicale cambio di gusti occorso nel tempo (ho letteralmente adorato il genere horror ben prima che comparissero i varî "Tuailait") mi fa riflettere su una delle funzioni del "mostro" e dell' "orrido: l'esternazione permette di esorcizzare il presunto demone interno.
    Ma alla cazzata di Hyde che alberga ab origine in tutti i Jekyll del mondo non credo più da un pezzo - Platone e Freud andrebbero impalati.
    Libro reliquia.

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  • 5

    Cinque stelle perché l'ho trovato un libro divertente. Pieno di cliché (il principe usurpatore brutto e cattivo, il nobile povero che poi si riscopre principe, le giovani dame in pericolo...), pieno d ...continue

    Cinque stelle perché l'ho trovato un libro divertente. Pieno di cliché (il principe usurpatore brutto e cattivo, il nobile povero che poi si riscopre principe, le giovani dame in pericolo...), pieno di «Marrano, io ti sfido a singolar tenzone!» eppure, anche pieno di fascino.

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  • 4

    La leggenda del cavaliere senza testa

    Il capostipite del romanzo gotico. Certo, oggi come oggi, un romanzo del genere può far sorridere, ma nel diciottesimo secolo, quando il libro fu dato alle stampe, era un esperimento innovativo... Evi ...continue

    Il capostipite del romanzo gotico. Certo, oggi come oggi, un romanzo del genere può far sorridere, ma nel diciottesimo secolo, quando il libro fu dato alle stampe, era un esperimento innovativo... Evidentemente all'epoca, le donzelle quando stavano per morire diventavano logorroiche. A ispirare Walpole fu la leggenda del Cavaliere senza testa di Otranto, nata nella ridente cittadina pugliese a partire da un fatto storico: l'assedio e l'occupazione della città da parte delle truppe saracene di Mechmèt Pascià.
    L'attacco partì dal mare, nell'agosto del 1480.
    Per diversi giorni i cannoni delle navi turche lanciarono contro le mura di Otranto palle di pietra e di piombo, alcune delle quali fanno ancora da battistrada, adagiate al suolo agli angoli della città vecchia.
    Fu una svolta nella storia della guerra, una delle prime grandi esibizioni dell'artiglieria del mare.
    I turchi sbarcarono e il 15 agosto lo scontro si trasformò in una battaglia di terra.
    Fino a notte alta le armate cristiane difesero coraggiosamente le spiagge e le terre del Salento contro i furiosi guerrieri del Sol Levante. Alla fine, lo sforzo risultò inutile. Meglio armati ed in numero preponderante, i soldati di Allah conquistarono la città.
    Ottocento persone furono decapitate dai saraceni.
    Ossa e teschi si vedono ancora, in apposite teche della famosa Cattedrale di Otranto.
    Un forte ruolo aveva avuto, negli scontri e nei duelli del 15 agosto, il Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva, luogotente del Re di Napoli Alfonso d'Aragona. Abile spadaccino aveva fatto strage di saraceni ma, alla fine, era stato ammazzato, decapitato da un colpo di scimitarra turchesca.

    Stando alla leggenda, il 'cavaliere senza testa' aveva però continuato a combattere, seminando morte e sgomento tra i nemici.
    Poi il fido corsiero si era dileguato nelle campagne ed aveva portato il Conte decapitato al Castello di Sternatia.
    Nel cortile del palazzo, il cavallo si fermò e il cavaliere cadde al suolo per sempre.
    Nella Chiesa Maggiore di Sternatia il cadavere del Conte fu ricomposto e sepolto. poi fu traslato in altra cappella.

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  • 4

    Le colpe dei padri ricadranno sui figli e sui figli dei loro figli

    Opera curiosa. Non lo definirei un vero e proprio romanzo gotico (seppure abbia gettato le basi per la nascita del genere), in quanto presenta elementi del romanzo epico cavalleresco, tutto sommato le ...continue

    Opera curiosa. Non lo definirei un vero e proprio romanzo gotico (seppure abbia gettato le basi per la nascita del genere), in quanto presenta elementi del romanzo epico cavalleresco, tutto sommato le apparizioni degli spettri (se così si possono definire) sono interessanti. Manfredo si rivela essere un personaggio ributtante per diversi aspetti e il finale è un po' troppo (davvero troppo) melodrammatico.

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  • 3

    Il capostipite del genere gotico

    Sicuramente importante per aver dato inizio al filone della letteratura europea definito "gotico" (aggettivo più comunemente noto nel caratterizzare il "romanzo del terrore") non ha però suscitato app ...continue

    Sicuramente importante per aver dato inizio al filone della letteratura europea definito "gotico" (aggettivo più comunemente noto nel caratterizzare il "romanzo del terrore") non ha però suscitato appieno il mio entusiasmo. La lettura di una tale opera ai giorni nostri risulta un po' banale e scontata per diversi aspetti. Abituati come siamo (oggi che viviamo nell'era di internet e del digitale) a digerire abbastanza bene i traumi provocati da film, videogames e quant'altro, apparizioni di armature e membra gigantesche non sorprendono più nemmeno un bambino. Più che l'opera in sè è importante considerare il suo ruolo all'interno della storia della letteratura gotica, in quanto opera prima di tal genere. In questo senso Walpole è stato geniale e un precursore per i suoi tempi, dando l'avvio a un genere e a delle atmosfere che saranno ampiamente riprese nei decenni successivi e soprattutto nel XIX sec dall'estetica del Romanticismo. E' in questo che dobbiamo riconoscere i suoi meriti. Rimane comunque una lettura interessante per tutti gli appassionati del genere gotico, quantomeno per capire le sue origini e valutarne poi gli sviluppi.

    P.S. Se si legge la prefazione al romanzo a cura di Walter Scott datata 1811 è interessante notare come già a distanza di 50 anni dalla pubblicazione del Castello di Otranto (ossia un tempo storico brevissimo) il pensiero del grande romanziere scozzese non si discosti molto dalla sensibilità dei nostri contemporanei nel giudizio complessivo sull'opera.

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  • 3

    "Il Castello di Otranto" è considerato il primo romanzo della Letteratura Gotica e per questo mi aspettavo di più, forse a torto, dopotutto.

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