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The Catcher in the Rye

By

Publisher: Little, Brown and Company

4.0
(24921)

Language:English | Number of Pages: 277 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Galego , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 0316769177 | Isbn-13: 9780316769174 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Softcover and Stapled , Library Binding , Audio Cassette , Unbound , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Anyone who has read J.D. Salinger's New Yorker stories--particularly A Perfect Day for Bananafish, Uncle Wiggily in Connecticut, The Laughing Man, and For Esme With Love and Squalor--will not be surprised by the fact that his first novel is full of children. The hero-narrator of The Catcher in the Rye is an ancient child of sixteen, a native New Yorker named Holden Caulfield.

Through circumstances that tend to preclude adult, secondhand description, he leaves his prep school in Pennsylvania and goes underground in New York City for three days. The boy himself is at once too simple and too complex for us to make any final comment about him or his story. Perhaps the safest thing we can say about Holden is that he was born in the world not just strongly attracted to beauty but, almost, hopelessly impaled on it.

There are many voices in this novel: children's voices, adult voices, underground voices-but Holden's voice is the most eloquent of all. Transcending his own vernacular, yet remaining marvelously faithful to it, he issues a perfectly articulated cry of mixed pain and pleasure. However, like most lovers and clowns and poets of the higher orders, he keeps most of the pain to, and for, himself. The pleasure he gives away, or sets aside, with all his heart. It is there for the reader who can handle it to keep.
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  • 0

    Sono pochi i libri che mi fanno ridere, di solito sono molto più incline alla commozione, e penso anche che sia molto più facile commuovere scrivendo, piuttosto che far ridere... con questo libro è su ...continue

    Sono pochi i libri che mi fanno ridere, di solito sono molto più incline alla commozione, e penso anche che sia molto più facile commuovere scrivendo, piuttosto che far ridere... con questo libro è successo che mi si è aperto il sorriso da subito. Ho iniziato a leggerlo per caso in biblioteca e poiché ho riso dalle prime pagine la cosa era diventata un po' imbarazzante nel silenzio della sala... per questo l'ho portato a casa e l'ho finito. L'ho finito in un attimo; è un libro che ti conduce subito alla fine. E' scritto in un modo originale e diverso. E tocca anche tematiche profonde e tristi, nonostante faccia spesso sorridere, o ridere... Io non avrei cambiato il titolo, se posso permettermi, 'Il giovane Holden' non lo trovo molto adatto, piuttosto lo avrei chiamato Il vecchio Holden visto che lui nel raccontare ripete la parola vecchio continuamente, la vecchia Phoebe, la vecchia Sally (riferito a persone giovanissime). Oppure, meglio ancora, avrei lasciato il titolo originale... L'acchiappatore nella segale, lo so che suona strano... ma l'autore voleva questo, voleva un titolo diverso (che si riferisce ad una canzone male interpretata nel racconto). Niente stelline di valutazione, almeno per il momento, mi crea un po' di disagio mettere le stelline ai grandi autori, soprattutto ai grandi del passato, anche se le ho messe sempre (o quasi) a Pirandello e a tanti altri grandi autori del mio cuor...

    said on 

  • 3

    Un libro schifo... eccetera eccetera!!! :)

    Pur provando a capire le motivazioni che lo hanno reso celebre, duro fatica a considerarlo un bel romanzo.
    Posso sbilanciarmi nell'apprezzarne il valore storico, ma il tipo di dialettica l'ho trovato ...continue

    Pur provando a capire le motivazioni che lo hanno reso celebre, duro fatica a considerarlo un bel romanzo.
    Posso sbilanciarmi nell'apprezzarne il valore storico, ma il tipo di dialettica l'ho trovato insopportabile per una buona metà della lettura... poi mi ci sono abituato e ho finito per sopportarlo!
    Comunque non è un libro che consiglierei.

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  • 2

    E’ stato difficile per me scrivere questa mini recensione, perché se è vero che ci sono state cose che mi sono piaciute (lo stile), altre non le ho sopportate per niente! Tra queste ultime sicuramente ...continue

    E’ stato difficile per me scrivere questa mini recensione, perché se è vero che ci sono state cose che mi sono piaciute (lo stile), altre non le ho sopportate per niente! Tra queste ultime sicuramente il protagonista Holden Caufield, sedicenne spocchioso, che ci narra, facendo riferimento a due/tre giornate in particolare della sua vita, il mondo attorno a lui, ma più in generale la società del tempo. Holden è il classico ragazzino che gioca a fare l’uomo fatto e vissuto e che pensa di aver capito già tutto della vita. Mi sono chiesta come si possa ammirare un personaggio del genere. E’ una di quelle persone che se incontri per caso per strada ti dici “Gesù, Holden no!!!”. Mi sono trovata, però, spesso a provare una sorta di tenerezza nei suoi confronti: per quanto insopportabile, sboccato, cinico ed impulsivo, Holden ha una personalità molto sensibile, segnata da un tragico evento che lo ha sconvolto. In questo senso, Il giovane Holden racconta più che altro la storia del disagio di questo ragazzo che non riesce a superare una perdita e che non sa proprio che fare della propria vita (se non rompere l’anima alla gente). Come accennavo prima, ciò che mi è piaciuto tanto di questo libro è la scelta del linguaggio: utilizzare i termini propri di un adolescente (degli anni 50) e che per questo ti fa saltare i nervi ad ogni “vattelapesca, etc e compagnia bella”, linguaggio conforme al comportamento di Holden.

    said on 

  • 0

    vitelli tonnati e cineserie

    I.
    Forse andrò in Cina. ho una vita sessuale che è
    uno schifo.

    [p. 173]

    [un caloroso saluto alla mia ragazza]

    II.
    [così qualcuno impara a fare il vitello tonnato]

    III.
    [Ma ci sarà la Menabrea in Cina? ...continue

    I.
    Forse andrò in Cina. ho una vita sessuale che è
    uno schifo.

    [p. 173]

    [un caloroso saluto alla mia ragazza]

    II.
    [così qualcuno impara a fare il vitello tonnato]

    III.
    [Ma ci sarà la Menabrea in Cina?]

    said on 

  • 2

    Ho finalmente chiuso un conto che era in sospeso da troppi anni.
    Non uno e mezzo, tempo fisicamente impiegato a finirlo (pdf osceno in ereader, ovvero: come giocarsi le diottrie e la voglia di leggere ...continue

    Ho finalmente chiuso un conto che era in sospeso da troppi anni.
    Non uno e mezzo, tempo fisicamente impiegato a finirlo (pdf osceno in ereader, ovvero: come giocarsi le diottrie e la voglia di leggere), ma venticinque o giù di lì.

    Questo libro mi è stato sbattuto sotto il naso fin da quando ero bambina, quando altalenavo tra Topolino e i classici per ragazzi Melita Editore. Pareva che ogni amichetta avesse una sorella quindicenne, che aveva sul comodino una copia di Holden, e che quindi il romanzo andasse letto per sembrare più grandi.
    Poi mi ha perseguitato quando ero ragazzina, ancora giovane ma già feroce lettrice con gusti ben definiti. I "ragazzi grandi", generalmente 18-20enni, appresa la mia passione mi strizzavano l'occhio e mi dicevano, tutti, immancabilmente, di leggere questo libro. Pareva indispensabile per diventare grandi.
    Ora che sono grande continuo a trovarmelo davanti, citato in ogni dove come capolavoro letterario imperdibile e immancabile.
    Ok, adesso l'ho letto.
    E vivevo benissimo anche senza.

    Quello che mi dà sui nervi è l'alone di fantasticità che gli hanno costruito attorno. Salinger? Fantastico! Holden? Fantastico! Ah, e Stradlater o come cavolo si scrive? Fantastico!
    Ecco, mi spiegassero perché.
    Uscissero per un attimo dal mito che è stato costruito negli anni e mi dicessero cos'ha questo libro che non si può ritrovare in mille altri, o perché questo è meglio di quei mille altri.
    Lasciassero stare la novità che fu quando uscì, lasciassero stare la provocazione dei beat, lasciassero stare la rivoluzione sessantottina che lo prese a simbolo, lasciassero stare l'intellettualismo alla Baricco-Coelho e mi dicessero perché questo libro è bello da leggere.
    Per la cosa delle anatre?

    Io tutto il fantasticismo di contorno lo levo, faccio finta che sia un libro scritto ieri da un esordiente qualsiasi, e giudico l'opera. Ebbene, la giudico illeggibile.
    Storia carina ma niente di che, qualche bella riflessione, un personaggio molto ben caratterizzato che gli fa avere due stelle invece di una, e un linguaggio insopportabile.
    Un modo di scrivere che poteva andare bene giusto giusto negli anni in cui nel caffè non si mettevano i biscotti, ma l'lsd. Lo facessero oggi, vuoi scommettere le stroncature?

    E ci sarà pure un motivo per cui tutti, ma proprio tutti, non ne escludo uno, i manuali e i corsi di scrittura dicono di non scrivere così. Di eliminare tutta questa fuffa da stile pseudo-ultra-realistico, che fa solo zavorra. Di non infarcire un testo, o un dialogo, di suoni corporei e inutile intercalare.
    Facciamo un esperimento: togliamo da questo testo tutti gli "eccetera", i "qualcosa del genere", gli "e tutto quanto", gli "e compagnia bella", gli "e via dicendo" e i "vattelappesca". Vogliamo vedere se la forza del romanzo, il punto di vista inaffidabile, le contraddizioni del protagonista, non emergono lo stesso?
    Certo che emergono! Verrebbe fuori un libro tipo "Il grande Gatsby", in cui l'autore non ti dice ogni due righe che non puoi fidarti della voce narrante, ci arrivi da solo seguendo quello che fa.

    Dai, ci vuole il coraggio di ammettere che questo libro, ormai, è una gigantesca cagata. La narrativa, gli essere umani, il mondo sono andati avanti. Male? Bene? Non importa, sono andati avanti.
    Lasciamoci indietro Holden e il suo linguaggio alternativo!

    said on 

  • 5

    Se sei in pericolo in un campo di segale, ci pensa Holden a salvarti...

    Alla domanda " qual è il tuo personaggio preferito?", io non ho saputo mai dare una risposta concisa. In realtà, non so mai cosa rispondere alle domande da pistola alla tempia.
    E' chiaro che nel corso ...continue

    Alla domanda " qual è il tuo personaggio preferito?", io non ho saputo mai dare una risposta concisa. In realtà, non so mai cosa rispondere alle domande da pistola alla tempia.
    E' chiaro che nel corso degli anni e delle letture ho imparato a conoscere diversi personaggi che mi hanno colpito. Però sceglierne uno, uno fra tutti, non so... E' difficile!
    Tutto questo prima di leggere il mio primo romanzo di Salinger. Al termine della lettura, avrei voluto che il mondo fosse pieno di giovani Holden, sarebbe un posto di gran lunga migliore.
    Questo è un libro ti fa venir voglia di donarlo personalmente alle persone con le quali hai dei legami profondi.

    said on 

  • 4

    il senso di inadeguatezza

    Ma che libro è questo; sarà anche un capolavoro, un classico, ma io proprio non lo capisco. Questo circa a metà. Poi uno spiraglio. Ho capito piano piano. Holden, come capita a molti, e a me è capitat ...continue

    Ma che libro è questo; sarà anche un capolavoro, un classico, ma io proprio non lo capisco. Questo circa a metà. Poi uno spiraglio. Ho capito piano piano. Holden, come capita a molti, e a me è capitato e forse spesso mi capita ancora, non si riconosce in questo mondo. Si sente inadeguato. O semplicemente non gli piace quello che lo circonda. Ma è così sbagliato? Dobbiamo per forza farci piacere le brutture che riempiono i nostri giorni? Ma forse sto andando fuori tema..."il guaio è che a me piace quando uno va fuori tema. E' più interessante eccetera eccetera".

    said on 

  • 5

    "Io sono di un'ignoranza crassa, ma leggo a tutto spiano"

    Penso che uno dei regali più belli che la Letteratura possa fare è permettere al lettore una totale identificazione e comunione con un personaggio.
    Ecco, a me è successo con Holden; il flusso dei suoi ...continue

    Penso che uno dei regali più belli che la Letteratura possa fare è permettere al lettore una totale identificazione e comunione con un personaggio.
    Ecco, a me è successo con Holden; il flusso dei suoi pensieri, la sua insofferenza, i suoi dubbi, i suoi desideri, si sono conciliati perfettamente con i miei, dandomi la possibilità di ritrovare me stessa nelle pagine.
    Per questo "Il giovane Holden" è un libro che non potrò dimenticare.

    -Non faccio che dire "piacere di averla conosciuta" a gente che non ho affatto piacere d'aver conosciuta. Ma se volete sopravvivere bisogna che diciate queste cose-

    said on 

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