The Catcher in the Rye

By

Publisher: Franklin Watts

4.0
(26119)

Language: English | Number of Pages: | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Japanese , Portuguese , Chi simplified , Catalan , French , Italian , Russian , Finnish , Dutch , Swedish , Galego , Turkish , Polish , Czech , Romanian , Greek , Basque , Hungarian

Isbn-10: 0531001725 | Isbn-13: 9780531001721 | Publish date:  | Edition Large Prnt

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback , Softcover and Stapled , Audio Cassette , Unbound , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
The classic 1951 novel by J.D. Salinger is analyzed.

The title, J.D. Salinger’s The Catcher in the Rye, part of Chelsea House Publishers’ Modern Critical Interpretations series, presents the most important 20th-century criticism on J.D. Salinger’s The Catcher in the Rye through extracts of critical essays by well-known literary critics. This collection of criticism also features a short biography on J.D. Salinger, a chronology of the author’s life, and an introductory essay written by Harold Bloom, Sterling Professor of the Humanities, Yale University.

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  • 5

    FAVOLOSO

    In lingua originale, dopo tante letture in Italiano. Strana sensazione, è lo stesso libro ma anche un libro differente. Impressione avuta che l'originale sia più forte come linguaggio della versione t ...continue

    In lingua originale, dopo tante letture in Italiano. Strana sensazione, è lo stesso libro ma anche un libro differente. Impressione avuta che l'originale sia più forte come linguaggio della versione tradotta, ma magari è colpa del mio Inglese...

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  • 4

    "La gente non si accorge mai di nulla"

    Per tutto il romanzo ho avuto la sensazione di essere accanto ad Holden, sia fisicamente che emotivamente. Sicuramente un buon libro!

    said on 

  • 5

    È il disagio di un adolescente che non riesce a stare a proprio agio nel mondo civile. Holden vede una società composta da adulti, che non lo capiscono e che sono tutti in qualche modo compromessi, da ...continue

    È il disagio di un adolescente che non riesce a stare a proprio agio nel mondo civile. Holden vede una società composta da adulti, che non lo capiscono e che sono tutti in qualche modo compromessi, da coetanei, ormai sulla stessa strada degli adulti, e da bambini, ancora innocenti, che lui desidererebbe salvare prima del volo.
    Non vuole insegnarti niente Holden, vuole raccontarti certe sue esperienze e nel farlo, involontariamente, ti fa capire come lui vede il mondo. Ed è una visione tutta particolare.

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  • 0

    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio d ...continue

    Ho cercato di parlare di un tema a cui tengo moltissimo, vale a dire l'autocensura in letteratura e la generosità nello scrivere, sostenendo che, in due parole, uno scrittore riesce a dare il meglio di sé, e quindi riesce ad essere generoso, quando è capace di rischiare, quando rinuncia a qualcosa, quando scrive anche a costo di far male a qualcuno. Può sembrare un po' cinico, però credo che abbia una sua ragion d'essere in letteratura questa che secondo me è un'esigenza: questo bisogno di poter scrivere al di fuori della necessità di proteggere degli affetti.
    Sono partito da Il giovane Holden, per poi arrivare a Bret Easton Ellis, in particolare American Psycho, ma anche Glamorama, per chiudere con Javier Marìas, Domani nella battaglia pensa a me e L’uomo sentimentale.

    Diego De Silva
    Biblioteca Comunale di Quattro Castella (RE) | 18 dicembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-diego-de-silva/

    said on 

  • 4

    Holden è un ragazzo adolescente che, buttato fuori dall'ennesima scuola, ci racconta il suo girovagare per le strade di New York nell'attesa di poter tornare a casa o di andare via per sempre.
    Ho amat ...continue

    Holden è un ragazzo adolescente che, buttato fuori dall'ennesima scuola, ci racconta il suo girovagare per le strade di New York nell'attesa di poter tornare a casa o di andare via per sempre.
    Ho amato lo stile particolare con cui è scritto il libro, non si fatica a ritrovarci un ragazzo diciassettenne che, con molta simpatia, ricerca il suo posto nel mondo, disprezzando l'umanità ma amandola al tempo stesso, criticando il mondo che lo circonda ed evadendo spesso in uno di fantasia ed immaginazione.
    Un libro per tutte le età, che può indicare la retta via ai più giovani, ma lasciar riflettere anche i più grandi.

    said on 

  • 4

    "L'acchiappatore nella segale."

    Questo libro parla di un momento della vita di un adolescente, alcuni giorni passati a girovagare, farsi domande esistenziali, cercare un percorso da seguire e la conseguente paura di non esserne tota ...continue

    Questo libro parla di un momento della vita di un adolescente, alcuni giorni passati a girovagare, farsi domande esistenziali, cercare un percorso da seguire e la conseguente paura di non esserne totalmente appagati, l'odio verso la società e verso tutto e tutti, l'anticonformismo.

    Si capisce subito che il buon vecchio Holden è solo un ragazzo di sedici anni, acerbo, sia dal modo in cui si comporta che dal modo in cui si esprime, si ripete fin troppo spesso e risulta antipatico, mentre alcune volte il suo atteggiamento è quello di un adulto, ma cade l'istante dopo in comportamenti puerili. Insomma è un ragazzino come tanti alla ricerca di se stesso.

    Ho letto che in molti l'hanno bistrattato perché la storia non porta da nessuna parte, è vero la storia non porta da nessuna parte, ma penso che l'intento potesse essere proprio quello, far sentire il lettore come un ragazzo che a quell'età si sente inadeguato e spaesato da un mondo che a volte pare troppo grande.

    Simpatizzo per Holden, ma di certo non mi ha mandato in sollucchero.

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  • 2

    Un classico, nonostante il suo anticonformismo, che lascia traccia del rapporto/i conflittuale con l'altro/i e con il proprio essere interiore. Lotta alla ipocrisia, al modo di fare degli adulti (memo ...continue

    Un classico, nonostante il suo anticonformismo, che lascia traccia del rapporto/i conflittuale con l'altro/i e con il proprio essere interiore. Lotta alla ipocrisia, al modo di fare degli adulti (memorabili gli eccetera eccetera significativi di critica alle convenzioni), non accompagnata però da un modello positivo. Questo è l'aspetto che mi è meno piaciuto nel racconto ed il motivo del voto sufficiente.

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  • 5

    “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

    Chi tra voi ha il numero di Salinger, o che so io, cose così ,si faccia avanti! ;D

    No. Ho deciso! Non voglio scrivere proprio niente su Il giovane Holden. Ma davvero.
    E' un romanzo di formazione, ...continue

    Chi tra voi ha il numero di Salinger, o che so io, cose così ,si faccia avanti! ;D

    No. Ho deciso! Non voglio scrivere proprio niente su Il giovane Holden. Ma davvero.
    E' un romanzo di formazione, il romanzo sull'adolescenza per antonomasia eccetera eccetera .
    Quante volte ho sentito la storie del laghetto ghiacciato con le anitre del Central Park e vattelapesca e non sapevo che si facesse riferimento al libro di Salinger!
    Ci sono libri che dividono e robe del genere , questo è sicuramente uno di quelli. O lo ami o lo odi. A me ha lasciato secco .
    Semplicemente tutti siamo stati (o siamo) dei giovani Holden.

    Bene. Ora vi delizio con qualche disquisizione (pseudo)tecnica. Il tutto tenendo conto che non voglio scrivere proprio niente su questo libro.

    1) La copertina. Avete notato che tutte le copertine de Il giovane Holden sono caratterizzate dal minimalismo esasperato? Bianche. Solamente una pagina bianca.

    2) Il titolo. Quello originale è The catcher in the rye. Alquanto intraducibile in italiano; se ci proviamo ne viene fuori tipo l'acchiappatore/il raccoglitore di segale. Questo titolo non richiama solo immagini bucoliche; fa riferimento ad una storpiatura di una canzone che il protagonista sente cantare da un bambino per strada. Inoltre si presta anche ad altre interpretazioni; the catcher è il ruolo di un giocatore di baseball e il rye è come viene comunemente chiamata un popolare whisky ottenuto dalla fermentazione della segale.
    In italiano si è optato per un iconico e semplice Il giovane Holden
    In Francia diventa «L’attrape-coeurs» (l'acchiappacuori)
    In Spagna è “El guardián entre el centeno” (il guardiano nella segale)
    In Germania è la traduzione letterale di The catcher in the rye (non chiedetemi come si scrive che ho già esaurito tutte le consonanti...XDD...sarà qualcosa tipo KRAGENWAKENSEGALENEN ;D )

    3)La traduzione. Niente da eccepire sulla traduzione della Motti, che è quella storica (degli anni 60) o comunque la più famosa.
    In lingua originale è certamente un libro molto particolare. Pieno di corsivi, di espressioni gergali, di imprecazioni e intercalari che la nostra traduttrice riesce a rendere al meglio
    Però...però In alcuni punti mostra l'età che ha (sono fissato lo so.)
    "mi saltò il ticchio di ", "contai il peculio","farne uno spicinio" e poi "prendersi dei passaggi" per dire provarci con una ragazza o "arrivare in aerea di rigore" per dire...vabbè ci siamo capiti... mi suonano veramente male se si pensa che a dirle è un newyorkese di 16 anni negli anni 50.
    Devo dire che il vattelapesca, anche se poco probabile, è proprio un' invenzione geniale della Motti. In originale è "and all".
    Esiste una versione più recente a cura di M. Colombo, con esclamazioni più forti.
    Di solito non faccio riletture ma per Holden potrei fare un'eccezione.

    Infine, fedele al diktat che mi sono autoimposto di non scrivere proprio niente riguardo questo libro, devo ringraziare per il consiglio di lettura ricevuto, @Sara e @quando-fai-il-mio-nome due gran dame, non c'è che dire. Ma davvero . :)

    said on 

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