The Caves of Steel

(The Robot Series)

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Publisher: Tantor Media

4.2
(3251)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Japanese , Italian , German , French , Chi traditional , Portuguese , Slovenian , Swedish , Czech , Finnish , Polish , Dutch , Russian

Isbn-10: 1400104211 | Isbn-13: 9781400104215 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , Others , School & Library Binding , Audio Cassette

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A millennium into the future, two advancements have altered the course of human history: the colonization of the galaxy and the creation of the positronic brain. Isaac Asimov's Robot novels chronicle the unlikely partnership between a New York City detective and a humanoid robot who must learn to work together.
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  • 5

    Bóvedas de Acero es el segundo libro de la saga de los robots. A diferencia del primero, no está compuesto por una colección evolutiva de relatos, sino por una novela. La evolución del cerebro positró ...continue

    Bóvedas de Acero es el segundo libro de la saga de los robots. A diferencia del primero, no está compuesto por una colección evolutiva de relatos, sino por una novela. La evolución del cerebro positrónico de los robots ha alcanzado su cuota de estabilidad. Bóvedas de acero, no obstante, indaga en otra serie de cuestiones. Dos son las impresiones más profundas que me ha dejado su lectura. Por una parte, en su visión más aparente, Bóvedas de Acero no deja de ser una novela negra en un contexto futurista. Contiene todos sus tics o deleites, según los aprecie el lector. No es mi caso, y aunque entretenida en determinados pasajes, difícilmente hubiese emprendido su lectura por estos aportes. Afortunadamente, esto es solo apariencia. Subyacen muchos más temas. Asimov era un autor intelectual que firmaba libros de índole mainstream. Sobre todo en el primer tercio de la obra se plantean una serie de cuestiones de profundo calado moral, antropológico, social y ecológico. No en vano, es la mecha que sigo. No tardaré en profundizar en la siguiente obra de la serie de los robots.

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  • 5

    È fantastico come tante qualità provenienti da generi diversi siano qua mescolate in modo così fluido, compatto, scorrevole. Per quanto sia banale da dire, mi piace quando un romanzo di genere fantasc ...continue

    È fantastico come tante qualità provenienti da generi diversi siano qua mescolate in modo così fluido, compatto, scorrevole. Per quanto sia banale da dire, mi piace quando un romanzo di genere fantascientifico abbraccia talmente tante sfaccettature della società o dell'uomo in generale da far sembrare riduttivo definirlo un "libro di genere". Qui si aggiunge poi lo squisito piacere della storia condito da così tante varianti pertinenti già solo alla trama, prima che ai vari significati che emergono dalla storia.
    Da una parte c'è la costruzione di un mondo futuro articolata e nient'affatto banale, dove il genio, l'inventiva di Asimov realizzano delle soluzioni che solleticano l'immaginazione. È stuzzicante vagare per la Città figurandosela in un'immagine complessiva, ma è piacevole anche la cura del dettaglio nella vita quotidiana dei personaggi, simile e allo stesso tempo diversa dalla nostra. Mi è stato impossibile non provare costantemente ammirazione per le varie soluzioni inventive adottate.
    L'elemento fantascientifico, poi, si unisce al genere della detective story, causando una curiosità famelica di sapere come si sviluppa l'indagine, sapientemente pungolata dai plot twists (che riescono ad essere realmente tali). Il protagonista poliziotto, Bailey, mi ha ricordato per certi versi altri commissari o detective, pur restando un personaggio unico. Ha un modo di collegare gli elementi sempre attivo, ma inconscio e introverso, e in questo mi ha ricordato Adamsberg di Fred Vargas, difatti le teorie del suo personaggio sono dei veri e propri fulmini, come degli eureka che poi dipana ad alta voce in modo inesorabilmente logico. C'è un insieme di intuito e audacia, visto che ha il talento di cavare le proprie teorie nei momenti più tesi, rischiando sempre anche per se stesso, c'è di conseguenza anche dell'improvvisazione e ansie derivate, che lo rendono decisamente umano, in grado di suscitare empatia di più rispetto a un detective flemmatico come Poirot o Sherlock Holmes - e poi c'è comunque una logica sorprendente. Molto affascinante, in più ogni personaggio presentava un carattere distinto, curato, e la coppia Bailey-Daleen è effettivamente indimenticabile. A tal proposito mi ha colpito il rigore dei loro confronti lavorativi, e le conclusioni tratte da ogni confronto non erano affatto banali, ma raffinate, mostrando un lato della grande intelligenza del romanzo.
    Parlando proprio dell'intelligenza del libro, il complesso sociale qua creato è anche stimolante per come riesca ad ancorarsi ad una realtà sociale, politica reale, e per certi versi anticipatrice, volontariamente o meno, di tendenze sociali future. Ad esempio il conflitto tra gli abitanti della Città e i robot è assolutamente credibile nel suo contesto particolare e di finzione, ma allo stesso tempo rimanda molto acutamente ad un generale rapporto che una certa fetta di umanità perlopiù reazionaria ha con il nuovo e il diverso. Non mi arrischio in una dettagliata comparazione politica, in quanto non avrei neanche delle conoscenze adeguate per farlo, però ho in mente un momento iniziale decisamente esemplare. Si tratta dell'interazione tra una donna umana e un robot in un negozio di scarpe, dove lei si mette in bocca parole che ha sentito dai medievalisti, cioè che tanto per cominciare lei non voleva essere servita da un commesso robot, perché pensava di meritare un trattamento migliore, e in più, poi, nell'agitazione, afferma che i robot rubano il lavoro ai "terrestri", e che si pensa tanto a loro, e poco invece alla Terra. Con i leitmotiv martellanti del "[inserire qui gruppo di immigrati] rubano il lavoro agli italiani" e "prima gli italiani" e "mandiamoli a casa" etc è impossibile non pensare a certi politici poco stimabili e i loro adepti..e non c'è neanche bisogno di fare nomi. Per quanto non sia una situazione tanto simile da combaciare perfettamente, la rigidità, lo sprezzo psicologico e sociale ha molti punti in comune e mi è sembrato notevole che a così tanti decenni di distanza Asimov potesse risultare, anche per una situazione politica internazionale propria del nostro presente, così attuale, così fresco ancora negli spunti di riflessione che può dare. In questo senso sarebbe interessante approfondire i punti di contatto, specialmente nel momento in cui il romanzo e il nostro presente presentano in modo molto accentuato, dettato da paure, odio irrazionale, l'innalzamento di barriere su barriere non solo politiche, ma più generalmente sociali, umane (barriere mentali), di reclusione in un proprio territorio o in un proprio sistema, estromettendo o allontanandosi da alcuni legami internazionali percepiti come "dannosi" o "pericolosi".
    Inoltre nei medievalisti qui ritratti con scorrevolezza e allo stesso tempo ricchezza, tanto da poter essere letti e riletti su più livelli, c'è il ritorno a una situazione originaria ideale, un culto del passato di tipo rurale e un atteggiamento aggressivo, di soppressione di un elemento che rappresenta la contemporaneità tanto odiata, il marcio di un sistema economico in cui non si ritrovano. E c'è la degenerazione pericolosa di questo atteggiamento, come la resistenza ottusa (ma non troppo) rispetto ad altre alternative di evoluzione, cambiamento rispetto alla società attuale, oltre al fatto che cui l'elemento su cui si ostinano diventa un puro capro espiatorio (poveri robot), su cui vengono canalizzati rancori, emozioni più che argomentazioni logiche condivisibili, ricordando comunque alcune tendenze politiche di gruppi estremi che Asimov conosceva di certo, e da cui il mondo si stava staccando traumaticamente nel momento della pubblicazione del romanzo, cioè il 1954.
    C'è poi un'ulteriore linea altrettanto stimolante, inventiva e ricca in merito ad una società di tipo cooperativo e non individualista, con i suoi vantaggi, ma anche i suoi eccessi, con le sue contraddizioni, specialmente nel momento in cui Asimov volutamente pone il conflitto tra un desiderio istintivo, insopprimibile della conquista di un proprio spazio (esempio: la questione del bagno privato e altri lussi, in generale la questione, dei privilegi conquistati con l'avanzamento della carriera) e poi la tendenza di un sistema sociale che impone invece la dissimulazione continua di uno status elevato, di una comodità particolare, tanto da spingere i "privilegiati" a non usufruire nemmeno dei propri privilegi, rendendo la loro presenza problematica, con varie controversie psicologiche.
    Ma ad un livello più intimo, è sottile il rapporto costruito pian piano tra Bailey e Daneel, dove Bailey lascia risuonare una generale diffidenza, una gamma di sentimenti sfumata, complessa, tra sé e la macchina, sviluppando poi un'evoluzione del rapporto e chiarendo cosa rimane unicamente umano e cosa c'è in comune, quali sono le familiarità su cui si può costruire un rapporto positivo, di aiuto reciproco e ovviamente di efficienza produttiva con i robot. Nello stesso protagonista risuona un discorso molto intelligente, saggio e profondo sull'interazione con il diverso, sul compromesso necessario per poter andare avanti,su uno sfruttamento di una situazione del presente per un futuro che si concili con la volontà di poter vedere un mondo diverso in modo pratico, moderno; sull'interazione tra il rigore legale, logico e la compassione, e sull'equilibrio necessario tra di essi.
    Una cosa che mi piace tantissimo, direi, è che si possono dire, ampliare tante cose rispetto ai temi del libro, e questo è sempre un evidente segno del fatto che ci si trova a contatto con una base fertile, con un romanzo molto stratificato, coinvolgente e bellissimo rispetto a tanti aspetti.

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  • 3

    Questa poi...

    ... non me la aspettavo proprio: Asimov giallista!
    Non male, comunque.
    Lettura scorrevole, i robot ci sono, la trama è comprensibile nonostante qualche ingarbugliamento spazio-temporale.
    E questo sist ...continue

    ... non me la aspettavo proprio: Asimov giallista!
    Non male, comunque.
    Lettura scorrevole, i robot ci sono, la trama è comprensibile nonostante qualche ingarbugliamento spazio-temporale.
    E questo sistema di piazzare un colpo di scena ad ogni fine capitolo, in modo che tu vada avanti senza interrompere, sembra fatto apposta per imbrogliare la mia pigrizia.
    Presenti anche i messaggi buonisti sul futuro dell'umanità... pare che ci sia tutto neh?
    Defatigante.

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  • 3

    Non siamo al capolavoro, come Neanche gli Dei, certo, ma, come quello, fa riflettere sulla natura umana.
    Bello il giallo e l'indagine che ne segue.
    Molto piiù belli gli argomenti che ruotano intorno a ...continue

    Non siamo al capolavoro, come Neanche gli Dei, certo, ma, come quello, fa riflettere sulla natura umana.
    Bello il giallo e l'indagine che ne segue.
    Molto piiù belli gli argomenti che ruotano intorno al delitto e lo hanno causato.
    C'è il solito adorabile Asimov nello studio della societa e delle relazioni con i robot e la modernità e i suoi limiti.
    Così come nella descrizione dei due protagonisti.
    R. Daneel Olivaw è strepitoso.
    Gli umani non sono monodimensionali, anzi.
    Naturalmente il giallo è solo una scusa, ma una bella e coerente scusa.
    La conclusione merita un applauso :)

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  • 5

    Una favola fantascentifica di rara eccellenza con risvolti gialli di puro interesse.
    Asimov ha immaginato un mondo molto diverso da quello che è in realtà oggi ma è stato un precursore di quanto avver ...continue

    Una favola fantascentifica di rara eccellenza con risvolti gialli di puro interesse.
    Asimov ha immaginato un mondo molto diverso da quello che è in realtà oggi ma è stato un precursore di quanto avverrà domani, la cultura C/Fe è nel nostro DNA e ci porterà a colonizzare l'universo!!! :)

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  • 3

    Di solito non amo la fantascienza, perché tendo a non appassionarmi alle saghe di robot. Da questo libro, infatti, mi sarei aspettata un trionfo della robotica e, invece, sono rimasta piacevolmente so ...continue

    Di solito non amo la fantascienza, perché tendo a non appassionarmi alle saghe di robot. Da questo libro, infatti, mi sarei aspettata un trionfo della robotica e, invece, sono rimasta piacevolmente sorpresa del contrario.

    Le indagini per l'assassinio dello spaziale Sarton sono solo un pretesto per descrivere i tratti di una civiltà ultramoderna e tecnologizzata che vede convivere in modo sempre più conflittuale umani e robot. Le macchine stanno pian piano sostituendo gli umani in tutti i loro compiti, e questa -apparente- impari competizione si ritrova nel rapporto tra i due protagonisti. Fin dall'inizio le capacità del robot Daneel sembrano eccellere fino a sminuire quelle dell'umano Baley; tuttavia, l'ingegno e la ragione unite al sentimento e alla curiosità specie specifiche dell'uomo rappresenteranno la chiave di volta per la risoluzione del caso. Coup de theatre, è il trionfo dell'umanesimo!

    Ancora, il tema dell'esplorazione di nuovi territori. Apparentemente Asimov prefigura la necessità di conquistare nuovi pianeti, dato che la Terra è stata ormai tutta scoperta ed è ampiamente sovrappopolata. In realtà, la vera indagine esplorativa che viene messa in atto è quella che l'ispettore Baley fa di se stesso, dei pro e contro della natura umana rispetto a quella artificiale. Il tutto, quindi, risulta essere un viaggio interiore volto alla riscoperta degli svariati mondi che l'uomo ha in sé, piuttosto che di quelli fuori da sé.

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  • 5

    Chi ha ucciso il dottor Sarton?

    Abissi d'Acciaio è un atipico giallo firmato Isaac Asimov. Un racconto accompagnato da un ottimo contorno fantascientifico (ma anche un po' fantapolitico). Due punti di forza di questo romanzo legato ...continue

    Abissi d'Acciaio è un atipico giallo firmato Isaac Asimov. Un racconto accompagnato da un ottimo contorno fantascientifico (ma anche un po' fantapolitico). Due punti di forza di questo romanzo legato al ciclo dei Robot sono sicuramente i protagonisti: Elijah e Daneel. Insieme, esercitano quel carisma che scaturisce solitamente dal concetto della "strana coppia". Sono due personaggi interessanti, dotati spesso di punti di vista differenti. Asimov è abile nell'esporre continuamente ill confronto tra i due colleghi. Ne risulta che i loro scambi di battute e riflessioni finiscono con l'essere sempre molto affascinanti.
    Si tratta, in sostanza, di una lettura appassionante, che riesce anche a descrivere un originale contesto ambientale e sociale, senza perdere punti sul fattore scorrevolezza.

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  • 5

    Il primo romanzo del ciclo dei robot. Chi, come me, ha già letto i cicli della Fondazione e dell'Impero, può vedere gli albori di un'epopea che solo uno dei più grandi scrittori di fantascienza (forse ...continue

    Il primo romanzo del ciclo dei robot. Chi, come me, ha già letto i cicli della Fondazione e dell'Impero, può vedere gli albori di un'epopea che solo uno dei più grandi scrittori di fantascienza (forse il più grande) poteva creare. L'opera in sè mescola il giallo al genere fantascientifico ed è godibilissima. In una Terra sovraffollata ed organizzata per città chiuse di dimensioni abnormi, il processo di colonizzazione di altri pianeti si è fermato alla prima ondata. I coloni, detti spaziali, hanno cominciato ad odiare il pianeta di origine e ad autoconsiderarsi superiori ai terrestri. In questo futuristico contesto, una coppia di poliziotti, un umano ed un robot, risolvono un caso d'omicidio. Consigliatissimo.

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